Natale con l'Ex         

Dalla rubrica  "Psiche lui" di Claudio Risé, in Io Donna, allegato al "Corriere della Sera", 22/12/07. E’ possibile scrivere a Claudio Risé, rubrica Psiche lui, Io donna, RCS Periodici, via Rizzoli 4, 20132, Milano; oppure collegandosi al sito www.claudio-rise.it  

"Vivo da  sette anni con una donna, che amo. Ogni anno, a Natale, il nostro rapporto si raffredda, con scenate e musi suoi, e imbarazzi miei. Il motivo: qualche giorno prima del 25 io vado a un pranzo natalizio, con scambio di doni e tutto, dalla mia ex moglie, dove festeggio con i due figli (15 e 17anni) del primo matrimonio, e con lei. La mia compagna è gelosa, dicendo che in fondo non sono mai uscito da quella famiglia. Io invece non voglio togliere ai figli quel momento di serenità".

Un lettore

Caro amico, di questi tempi, naturalmente, il suo problema è ampiamente condiviso da molti lettori, che me ne scrivono. Quando la separazione non si trasforma in una lotta senza quartiere, e dopo le prime difficoltà (che anche lei mi racconta nella sua lettera) viene ritrovata una maggiore comprensione, si pone molto di frequente il problema del ripristino del Natale famigliare, soprattutto quando ci sono figli piccoli. Ed è bene che sia così. Ritrovarsi assieme a festeggiare la più tipica festa famigliare, dove il festeggiato è un Bambino (appunto il bambino Gesù), è un modo di confermare ai figli  l’affetto di entrambi i genitori per loro, e per mostrare loro che tra i due genitori, che rimangono tali malgrado la separazione, continuano  affetto e  stima, su cui possono contare. L’aspetto della separazione che i bambini vivono come più pericoloso, quello di un ordine affettivo che credevano stabile e che invece finisce, schiudendo le porte al caos come ogni ordine che crolla, viene così smentito in un incontro di festa, che diventa però anche un rito di rassicurazione, conferma e speranza. Naturalmente, trattandosi di un rito,  perché tutto funzioni deve essere fatto molto bene, senza battutine astiose tra gli ex coniugi, e con un atteggiamento sinceramente affettivo e di accettazione dell’altro, e della situazione. Il mantenere dunque un incontro natalizio coi figli e l’ex moglie è in sé utile alla serenità dei ragazzi, e di tutti. E’ giusto però che anche la donna che divide la sua vita con lei abbia un suo Natale, che festeggi ed unisca la vostra coppia. Proprio di questo le proteste della sua compagna, e l’evasività della sua lettera (che non ne parla), denunciano la mancanza. Il Bambino è l’immagine simbolica del futuro. Forse la sua compagna teme, come tante altre donne accanto ad uomini con precedenti matrimoni infranti, ma vivi dal punto di vista della relazione, che  il vostro rapporto non abbia futuro, e che lo sfuggire il Natale, che viene invece festeggiato con la ex moglie, dimostri appunto questa realtà. Solo lei può davvero rassicurarla, sia comprendendo l’origine dei suoi timori, e poi provvedendo a creare un vostro personale Natale, nella data giusta, come segno di unione e di speranza di realizzazione di un progetto. Certo non è semplice, proprio per la profondità di sentimenti che questo momento ha già creato, difficile da riprodurre in un’altra situazione. Ma ogni relazione richiede impegno, creatività ed invenzione: il Natale, Avvento del nuovo, è il momento di farle uscire.

Claudio Risé

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