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L'ORATORIO

Oggi l’intervento sui ragazzi si è ulteriormente ridotto:

Þ   generalmente si conosce poco e raramente si interviene sul loro mondo esterno all’oratorio, in particolare nel campo del lavoro 

Þ   la proposta sportiva ha preso il monopolio, ma diviene difficile (tranne pochissime eccezioni) conciliare formazione con risultato sportivo, in quanto i laici che generalmente gestiscono tale settore o non sono preparati a “formare ed educare” i ragazzi  o si sentono  coinvolti  solamente per la parte sportiva. 

Þ   il cortile più che “animato” dall’interno, diviene spesso simile ad una piazza dove si viene solo per giocare gratis 

Þ   dove vi sono “gruppi”, la partecipazione a questi è ridotta e il compito dei gruppi è più finalizzato ai ragazzi stessi che all’ambiente nel suo insieme

Inoltre le stesse forze che lavorano in oratorio sono “ai minimi termini” in quanto i salesiani presenti spesso si riducono al solo direttore o a pochi altri e mancano generalmente adulti con più di 30 anni (tranne per il settore sportivo)  a co-gestire le attività. Quelli che si definiscono “animatori” sono essi stessi in molti casi ancora in un’età dove necessiterebbero di molta formazione, in quanto in piena adolescenza, con tutto ciò che questa comporta (instabilità, protagonismo,.....) . 

Durante l’anno scolastico molte proposte che faceva l’oratorio, oggi sono fatte dalla società, per cui i ragazzi affluiscono all’oratorio soprattutto quando queste strutture non fanno più nulla e cioè durante l’estate. 

Manca in molti una “identità” oratoriana, il sentirsi parte “viva” di una realtà e non solo “usufruttuari”.

Le stesse proposte che vengono fatte  non sono poi molte, anche se ogni tanto ci sono sporadici tentativi. 

Difficilmente si è inseriti “propositivamente” nei quartieri e in quelle strutture presenti sul territorio dove si opera, ma spesso ci si accontenta di proporre attività per “i propri ragazzi”. 

Non si è abbastanza attenti alla formazione religiosa dei ragazzi e al coinvolgimento nelle pratiche di pietà ( ridotte in alcuni casi a 5 minuti di preghiera giornalieri per  i ragazzi delle medie ed elementari, gestite sempre dallo stesso che dopo un po’ improvvisa, finendo per dire sempre le stesse cose ....e alla messa domenicale per “qualcuno”) 

Manca “l’ambiente educativo” che forma per il solo fatto di esserci, forse perché mancano proposte coraggiose, anche se antipopolari. 

Nei giochi diverse sale gioco necessiterebbero di revisioni sia nella strutturazione che nei giochi stessi. 

In definitiva mi pare che gli oratori, per quel che ne conosco, siano oggi in una crisi di identità e fondamentalmente mancano di progettualità o, meglio, di mentalità progettuale capace di coinvolgere in un progetto un certo numero di persone e di pensare la realtà non solo come risposta all’immediato, ma con una visuale “condivisa” sia in ambito locale che territoriale rispondente ad azioni che hanno una portata almeno quinquennale (nel cui periodo il direttore dell’oratorio non dovrebbe essere rimosso!).