![]() Probabilmente la leggenda dell'olandese volante è una conseguenza del fenomeno noto come "fata morgana" (v. avanti): allora non c'erano aerei, ed era più facile vedere galeoni volanti piuttosto che dischi volanti...
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| Una buona parte degli avvistamenti di Ufo è spesso spiegata come conseguenza di errori di percezione accompagnati dalla suggestione. La base di queste spiegazioni può essere essenzialmente ricondotta alla combinazione di quattro fenomeni legati alle leggi dell'ottica ed al modo in cui il nostro occhio percepisce le immagini: |
1- errata interpretazione delle dimensioni: quando il Sole al tramonto si avvicina alla linea d'orizzonte, sembra più grande rispetto a quando è allo zenit. Questo fenomeno può essere parzialmente spiegato osservando la figura a sinistra. I due circoli hanno le stesse dimensioni, eppure quelli più vicini ai vertici sembrano leggermente più grandi. In particolare, l'illusione a destra presenta una situazione molto simile a quella in cui il Sole è sulla linea d'orizzonte.
3- rifrazione: quando un raggio luminoso attraversa due strati costituiti da materia differente, viene deviato dalla sua traiettoria rettilinea. Per esempio, se un raggio luminoso (nella figura è colorato in rosso) incide sulla superficie di un acquario seguendo la traiettoria OB, proseguirà il suo cammino in modo da avvicinarsi alla perpendicolare alla superficie di separazione dai due mezzi, cioè lungo la traiettoria BA. Ora, immaginiamo uno squalo che nuota poco sotto la superficie di una grande vasca; se riusciamo a vederlo, significa che i raggi di luce che lo investono vengono riflessi dal suo corpo e da questo raggiungono i nostri occhi. Tuttavia, vedremo lo squalo in una posizione differente da quella che occupa realmente. Infatti, seguiamo a ritroso il percorso del raggio luminoso dallo squalo al nostro occhio: la tendenza a estrapolare la traiettoria rettilinea del raggio, fa sì che ne proseguiremo una immaginaria traiettoria AC (il tratto colorato in verde): vedremo lo squalo in una posizione differente da quella reale.
Ora, poniamoci dal punto di vista degli squali. Lo squalo D, per esempio, vedrà oltre la superficie del mare oggetti che occupano posizioni differenti a seconda di dove puntano i suoi occhi: come mostra la figura, vedrà gli oggetti posti in P1, in P2 o in P3. In particolare, più la linea d'osservazione dello squalo si avvicina alla superficie di separazione acqua-aria, più gli oggetti che può vedere sono vicini alla superficie dell'acqua. Se poi la linea d'osservazione supera un certo angolo, detto angolo limite, come avviene per lo squalo posto in A, i raggi luminosi che vedrà saranno solo quelli provenienti dal suo squalo collega posto in C.
4- tendenza a vedere le cose allo stesso modo:
osservate i sette punti riportati in figura; la maggior parte delle persone tende mentalmente a collegarli secondo lo schema immediatamente sottoriportato, piuttosto che secondo l'ultimo schema che propone un tracciato chiuso. Questa circostanza è una delle dimostrazioni che il cervelo umano tende a percepire la realtà secondo schemi comuni: quello che vede un osservatore, probabilmente lo vedono anche altri.Ora discuteremo come i fenomeni descritti possano dar luogo a illusioni complesse... il resto è opera della suggestione.
uno dei più fantastici effetti della rifrazione è il ben noto fenomeno del miraggio. I nomadi che attraversano il deserto hanno talvolta la visione di un'oasi che si rispecchia nelle limpide acque di un laghetto. E' certamente deludente lo svanire di questa illusione via via che ci si avvicina al luogo dove ci si aspettava di trovare un certo refrigerio.
La sabbia del deserto, arroventata dal sole, scalda gli strati d'aria ad esse immediatamente contigui, sicché la fascia d'aria compresa fra la sabbia e la cima di una palma ha temperatura via via decrescente. Temperatura decrescente significa aria progressivamente meno densa dal basso verso l'alto: i raggi luminosi provenienti dalla cima della palma tendono ad allontanarsi dalla perpendicolare al suolo, incurvandosi; se raggiungono la sabbia con un'incidenza maggiore dell'angolo limite, vengono riflessi nella direzione dell'osservatore, che li percepirà come provenienti da una palma che si riflette nell'acqua.
Oltre la miraggio, è da citare la cosiddetta fata morgana, un fenomeno abbastanza frequente in Italia, sullo Stretto di Messina, e nella parte centro orientale degli Stati Uniti, nota come regione dei Grandi Laghi.
Il fenomeno è l'inverso del miraggio (in questo caso, la densità dell'aria aumenta dal basso verso l'alto): l'oggetto virtuale si staglia nel cielo e, dato il particolare percorso seguito dai raggi luminosi, l'oggetto reale può essere nascosto alla vista, aumentando la suggestione del fenomeno.
Ora, osservate attentamente la figura sotto. C'è un'automobile i cui fari proiettano una luce che incontra vari strati d'aria a differenti temperature.

Ecco cosa avviene:
1) la luce raggiunge in A il primo strato di aria calda, che essendo più leggera ha una densità minore e quindi il raggio luminoso devia dalla sua traiettoria allontanandosi dalla perpendicolare al terreno;
2) il raggio deviato raggiunge in B il secondo strato d'aria fredda e siccome lo raggiunge con un angolo di rifrazione maggiore dell'angolo limite, inverte la sua direzione lungo il percorso BC;
3) il raggio raggiunge in C il primo strato d'aria fredda e quindi avvicinandosi alla perpendicolare al terreno prosegue la sua corsa fino all'osservatore a terra;
4) l'osservatore a terra percepisce la sorgente di luce (immagine virtuale del faro) come se provenisse da un punto in alto nel cielo. Se l'auto non è ferma, potrà anche vedere il faro virtuale muoversi, cambiare dimensioni e sparire bruscamente (come discusso nel
punto 2)
Quanto accennato non permette la spiegazione di tutti i fenomeni osservati, ed è solo un concreto pro-memoria da tenere a mente. Comunque, prima di rifiutare le spiegazioni basate su fenomeni ottici, sostenendo che le complesse variazioni di densità dell'aria di volta in volta invocate sono improbabili, è bene considerare che sono certo più probabili di un viaggio interstellare.
condensato e graficamente riadattato (eliminando le animazioni e ottimizzando le immagini) per Microsoft Explorer (consigliato) e Netscape Communicator da: L'uomo, la scienza e... i media - copyright Marcello Guidotti 1999
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