G. FINI IN ISRAELE

 

CORTO
"E' da poco iniziata la visita del vice presidente del Consiglio, Gianfranco Fini in Israele.Il leader di An, atterrato all'aeroporto di Tel Aviv, e' giunto al King David Hotel di Gerusalemme dove alloggera'. Ad attenderlo numerosi fotografi ed esponenti della stampa italiana. Domani Fini incontrera' il premier Ariel Sharon e, tra gli altri appuntamenti visitera' il museo dell'Olocausto lo Yad Vashem."  (da virgilio)

cosa dite...piangerà? bagnerà anche il cavallo? e poi, in separata sede, rimembrerà i bei tempi dei comizi comuni con le pen? :-)

a corto

che cacchio ti scrivi, corto?
adesso l'antifascismo si è arricchito di persone che finalmente possono incidere
la sinistra è più tranquilla, in quanto l'alfiere della destra estrema ha riportato nell'alveo della vita democratica strati sociali e gruppi tendenzialmente reazionari
la destra si vede pienamente legittimata al governo del paese in quanto è stata lavata la macchia dell'alleanza coi nazisti e il ventennio più o meno ferocemente razzista
gli ebrei hanno perso un nemico storico, che si è trasformato in amico
gli arabi hanno perso un nemico in quanto non si può essere antirazzisti a senso unico
tutti ci hanno guadagnato
anche l'italietta, che non è più rappresentata dal nanetto nazionale
tra poco faranno anche la repubblica presidenziale e saremo più moderni
addirittura la comunità ebraica si è spesa a garanzia
che cacchio ti scrivi, corto?
come? ti sei preso le sprangate da quelli lì perché non volevi sentir parlare di razzismo?
gli hai sentito dire che 6 milioni di ebrei nei forni erano solo l'antipasto?
sì, forse...ma può darsi che non ricordi bene...e comunque altri tempi...il passato è passato...a che serve rivangare? più si è, meglio è
ma che fai?
ridi?
ah, ridi per non piangere!
comunque fai bene a ridere...ci può sempre essere un lato comico nelle cose...sì, può anche darsi che il vero antisemita possa diventare tu, perché non accetti l'idea che un fascista possa diventare antifascista, che un razzista possa diventare alfiere della tolleranza...sì, sarebbe paradossale, ma anche simpatico, se si vuole, il ribaltamento

d'altra parte diventano eroi i perlasca e gli schindler...mentre di quelle decine di migliaia di giovanotti che furono massacrati per affermare il principio dell'eguaglianza degli uomini, indipendetemente da razza e credo, si è persa traccia persino nella memoria
e basta con questa retorica della responsabilità
basta con l'indagine etica applicata con il tutto rigore possibile a chi è ai massimi vertici della cosa pubblica
ma chi credi di essere? un giacobino in sedicesimo?
ma che cacchio scrivi, corto
fai una cosa: taci...è meglio per tutti
 

DAVAn è un partito fascista....
Durante l'oppressione fascista molti italiani sono morti, ebrei e non.....
Fini è il leader del partito della vergogna italiana...

Domanda da una che non capisce niente di politica:
come mai gli italiani hanno permesso che il partito della vergogna col suo leader salisse al governo?
come mai gli stessi, invece di preoccuparsi di questo, pensano solo a criticare un paese straniero che si limita a ricevere un rappresentante del governo italiano?

CORTOSpero che il tuo post non fosse riferito a me, perché altrimenti dovrei rivedere i miei canoni di scrittura
infatti, se c'è una cosa che proprio non m'interessava fare era criticare israele
al limite avrei potuto osservare che ha adottato un comportamento omologo a tutti (nessuno escluso) gli stati-democratici e non- in cui l'orbe terracqueo è organizzato
sarebbe stata una critica al mondo intero...assolutamente stupida e banale
continuavo invece ad illudermi che ci potesse essere un'etica della responsabilità
soprattutto in chi governa
se c'è una critica(ma non è critica, è amarezza, è delusione, è stanchezza, è constatazione di avere speso male una parte importante della propria vita)che posso fare, non è indirizzata a israele, né alla comunità israelitica, è rivolta a me e a quelli come me (pochi, è vero!), a quelli che erano convinti che la convivenza sociale e civile potesse reggersi su pochi fondamentali valori incentrati sui fondamentali diritti dell'89:libertà, eguaglianza e fratellanza (con l'avvertenza che quando i francesi parlavano di fraternité, facevano espresso riferimento ai negri delle colonie d'oltremare)
credere ancora, alla soglia del sunset boulevard, nelle cose per cui mi sarei fatto uccidere da giovane è idiota...te lo concedo (se è questo che mi volevi dire)
 

OTTOposso intervenire?

cara Dav, caro Corto,
forse non ti farà piacere che prenda spunto dalla tua frase 'ma cosa è valso spendere la gioventù per... ' (più o meno il senso era questo, o sbaglio?). E' solo uno spunto, del resto la tua gioventù politica è simile a quella di molti altri.

Io credo alla sincerità di Fini. Il suo (personale) percorso è stato coerente, da quando prese in mano il partito di squadristi Almirantiano alla marcia su (verso) Gerusalemme, portandone idealmente con sé una parte.

E' certo uomo d'apparato più che di popolo, è uno dei prototipi dei politici che vivono di politica e meno di ideali, uno di quelli che probabilmente non conosce il prezzo del pane o di un biglietto di bus; ma non è forse tale, ed anche molto più antipatico il 'nostro' D'Alema?

La tua gioventù.
La tua gioventù, le nostre gioventù hanno cambiato il mondo, si dice. Io dico che ne hanno fornito delle chiavi di letture diverse, ma forse è un modo di vedere la stessa cosa.
Comunque quel canale denso di moti caotici e ricircoli, vortici, gorghi e ritorni, aveva un senso generale della corrente, ed ha trasportato, trasformandole, molte coscienze dagli anni '60 ad oggi.
Perché dunque non pensare che quel movimento, a cui TU hai contribuito, non possa essere passato anche attraverso Fini e qualcuno dei suoi (non tutti, lo so benissimo).
Sarebbe allora un bel successo, non trovi? Allora quelle gioventù bruciate avrebbero avuto davvero un senso, non trovi?

Ma forse non sei d'accordo. Non so.
Pensi che non si cambi mai?
Oppure pensi che un Fini, uno Storace, continuino giorno per giorno a fingere, a recitare, a dire cose che non pensano per niente?

SOLECredo che nella vita si cambi, come no! ma solo in relazione a nuove necessità.
Parliamo di politica, ciccio, non di prese di coscienza personali.
l'Onorevole ha detto che gli italiani debbono vergognarsi per le leggi razziali , per non essersi opposti, ecc.ecc.
Ma la parola "perdono " invocata come richiesta di convinta riconciliazione non c'è stata.
sai cosa? credo che il buon tizio abbia fatto solo una bella operazione di chirurgia plastica : la sinistra difende i palestinesi,combatte il muro , a chi daranno il voto gli ebrei italiani ?
Ecco, cancelliamo il peccato originale del fascismo, cancelliamone anche la parola , noi siamo destra europea e democratica e siamo liberi dal retaggio storico infamante.
Peccato che fino a dieci anni fa Mussolini era per Fini il maggior statista del secolo.

errata corrige

mi scuso con i puristi della politica, tutti sanno che ne capisco poco e ne mastico meno.
Quello che ho scritto è semplificato al livello di pensiero di uomo della strada ( non dico della donna della strada, per non incorrere in facili ironie !).
Ciò non di meno sono i miei pensieri .
 

CORTOit's only rock'n'roll

Essere tristi in fondo è un gioco
la vera disperazione non consente digressioni
mimetismi o scantonamenti
provate un po' a pensarci
crogiolarsi nella siddetta tristezza è una recita
it's a play
chi ha provato l'ondata nera del dolore
non necessariamente fisico
senza ombra di dubbio sa
che non si puo' sfuggire
alla causa prima e definitiva
di quanto si prova
la tristezza è un'emozione
uno stato d'animo da palcoscenico
il dolore
è dispnea
è assenza di domani
cosa c'entra questo con fini?
niente forse
o forse tanto
ho pensato alle mie emozioni
a quanto mi han dato alcune letture giovanili
non so perché, ma io assolutamente non responsabile mi son sentito responsabile dell'omicidio di quella bambina del muro nero
lo stesso dolore che ho provato alla notizia di mio padre condannato dal cancro
assolutamente non responsabile neanche in quello
eppure egualmente colpevole
questa la sensazione
cosa c'entra tutto ciò con fini?
niente forse
o forse tanto
la vita è strana
e anche scrivere lo è
a volte dà senso a quel che d'irrazionale urge dentro ciascuno di noi
cosa c'entra tutto ciò con fini?
niente forse
o forse tanto
questa è pura poesia
solo poesia
inutile poesia

DEBORAHE' arrivato, si e' messo la kippa' in testa e ha incominciato il suo viaggio nel paese degli ebrei.
Lo abbiamo visto quasi inginocchiarsi mentre deponeva un corona di fiori davanti alla fiamma perenne nella grotta del Memorial della Shoa' a Gerusalemme.
Ha attraversato il padiglione dei bambini, un milione e mezzo di bambini, immerso nel buio, illuminato debolmente da un milione e mezzo di fiammelle. Come si sara' sentito la' dentro Gianfranco Fini?
Avra' ascoltato alcuni nomi di quei bambini e la loro eta': due anni, un mese, otto anni, cinque mesi e cosi' via , bambini di tutta Europa, anche italiani.
Bambini morti nei vagoni bestiame che, da Roma, Parigi, Salonicco, Atene, Budapest, Praga, Amsterdam, erano diretti verso l'Inferno dove i sopravissuti, abbastanza forti da superare il viaggio, venivano torturati, uccisi e fatti passare attraverso il camino, quel lungo camino nero che vomitava le loro ceneri disperdendole nel vento polacco.
Fini lo aveva visto quel camino nero durante la sua visita ad Auschwitz ed e' venuto a Gerusalemme per ascoltare una voce elencare pacatamente i nomi delle presenze che avra' sentito aleggiare intorno a se' la', nel Campo della Morte.
Presenze senza pace che una volta erano persone, bambini, un intero popolo che non avra' mai sepoltura perche' ridotto in cenere da quei manovali dell'odio col teschio impresso sulla divisa nera.
Il viaggio di GianFranco Fini nella terra degli ebrei e' stato lacerante per tutti.
Lacerante per lui, che, se sincero come sembra, deve aver sentito il peso di quell'ideologia ora ripudiata.
Lacerante soprattutto per gli ebrei italiani di Israele che alla fine hanno deciso di incontrarlo forse conquistati dalla sua sincera commozione e dalle parole pronunciate davanti alla Fiamma Perenne che brucia per le vittime della Shoa'.
Fini non ha chiesto ridicole scuse perche' nessuno puo' perdonare per i morti, non si e' lasciato andare alla retorica, e' stato chiaro e pragmatico, ha parlato di responsabilita' per quello che fu, con l'alleanza col nazismo, il "male assoluto".
Gli ebrei italiani hanno guardato in faccia Fini, qualcuno avra' certamente pensato a quei vagoni bestiame che partivano da Roma per la Germania e la Polonia carichi di incredula disperazione. Qualcun'altro avra' guardato la kippa' sul "quel" capo forse sorridendo amaramente dentro di se'. Qualcuno si sara' sentito morire pensando ai genitori, ai nonni, ai fratelli.
Pero' lo hanno accolto e lo hanno capito.
Con coraggio hanno capito il suo coraggio e hanno stretto la sua mano.
Prima di lasciare Israele Fini si e' recato al Kotel, il Muro del pianto, non ha voluto le telecamere e si e' avvicinato a quelle pietre che grondano le lacrime di un popolo perseguitato.
Forse quel Luogo carico di energia e di emozioni avra' suggellato l'inizio di una storia che, seppur carica di inconsolabili e eterni dolori, potrebbe portare a un futuro di pacificazione.
Gli ebrei sono pazienti e aspettano.