Dalla, De Gregori, Zero, Ron, Anna Oxa (che si accingeva a compiere con lui una tournee' estiva), Cocciante, Zenobi e tutti i cantautori italiani che da oltre un decennio si muovono intorno alla discocity RCA della Via Tiburtina piangono oggi la scomparsa di uno di loro. Questo giro romano di artisti ha caratteristiche atipiche rispetto ai soliti "star system" : il rapporto interpersonale e il giudizio sono regolati non dal numero di copie vendute, ma da altri fattori, legati alla simpatia delle persone, alla loro umanità, creativita quotidiana, che spesso non ha alcun rapporto con il successo.
In questo contesto Rino Gaetano era un personaggio amatissimo, presenza immancabile e indispensabile in ogni occasione artistica e promozionale della famiglia RCA.
Sul piano della produzione canora aveva scelto fin dall'inizio degli anni settanta una strada diversa dai suoi colleghi, puntando su un'ironia tutta particolare. Ingresso libero e Mio fratello e' figlio unico, i suoi primi album, si fanno notare perche' vi convivono romanticismo e humor, tristezza e sarcasmo calibrato.
Il grande pubblico si accorse di lui con Il cielo e' sempre piu' blu e poi con Berta filava.
Si fece amare dal pubblico con canzoni dedicate all'imprevedibilita dell'anima femminile (con alcuni graziosi nonsense) come Aida e Gianna, quest'ultima piazzatosi terza al Festival di Sanremo del 1978.
Era nato a Crotone nel 1950, ma era arrivato a Roma giovanissimo. La sua prima passione era stata il teatro. E infatti, forte della sua esperienza nel giro "off" della capitale, non disdegnava di visualizzare l'ironia delle sue canzoni con atteggiamenti e abbigliamenti vistosi o clowneschi (a Sanremo '78 era giunto con un frac, un cappello a cilindro, il tutto smitizzato da una camicia a rigoni rossi verticali). Quando gli avevano comunicato che era arrivato terzo e i flash dei fotografi lo circondavano, aveva commentato : "Me sembra de sta all'ippodromo de le Capannelle! Ma fateme capì : so' un cavallo "vincente" o "piazzato"?
Poco dopo la vittoria di Gianna aveva pubblicato un album : era arrivata la prima ondata del "reggae" e nel contempo si cominciava a parlare del cosi detto riflusso. Rino Gaetano, cogliendo un certo rifiuto collettivo delle ideologie e dei rituali politici italiani scrisse una bassata dal titolo "Nuntereggae piu" (non ri reggo più, in "reggae") in cui elencava una serie di comportamenti o personaggi dei quali, secondo lui, gli italiani ne avevano abbastanza : la castità, la verginità, la sposa in bianco, il maschio forte, le superpensioni, gli evasori legalizzati, le auto blu, le formule di equilibrio politico. Cazzaniga, gli Agnelli, i Monti, i Pirelli, Causio che passa a Tardelli, Musiello, Antognoni, Zaccarelli, Gianni Brera, Bearzot, Monzon, Panatta, Rivera, D'Ambrosio, Lauda, Thoeni, Maurizio Costanzo, Mike Bongiorno, il quarantotto, il sessantotto, le Pi trentotto e cosi via.
Cercava di parlare di cose senza mai usare toni paludati e senza mai prendere sul serio nemmeno la sua stessa satira.
L'ultimo suo album E io ci sto era uscito qualche mese fa. Le sue ultime apparizioni in pubblico sono avvenute molto tempo addietro nell'ambito di una tournee chiamata "Q concert" insieme a Riccardo Cocciante e al gruppo New Perigeo. Cocciante e Gaetano nel corso di quello show, avevano anche scritto insieme una canzone.
Scompare dunque con Gaetano un genuino artista italiano, fantasioso e imprevedibile nelle canzoni come nella vita quotidiana : un artista che anteponeva al successo la sincerità . Il grande pubblico lo amava e lo stimava anche se le sue canzoni raramente facevano "cassetta" e restavano spesso lontane dai "top" delle classifiche di vendita .
Mario Luzzato Fegiz