Heinz Bär

L'inizio della seconda guerra mondiale vide Bär con il grado di Unteroffizier (sergente), assegnato allo JG51. La sua prima vittoria fu un Curtiss Hawk 75 dell'Armée de l'Air abbattuto nel cielo della Linea Maginot il 25 settembre 1939, ai comandi di un Messerschmitt Bf 109E. La sua ultima vittoria (la numero 220) la ottenne invece il 29 aprile 1945, pochi giorni prima della fine della guerra, ai danni di un Republic P-47 Thunderbolt dell'USAAF. A quel tempo aveva raggiunto il grado di Oberstleutnant (tenente colonnello) ed era ai comandi di un caccia a reazione Messerschmitt Me 262. Bär combatté quindi ininterrottamente per tutta la guerra, meritando la Croce di Cavaliere con Spade. Le sue 220 lo pongono all'ottavo posto nella graduatoria degli Experten tedeschi. Egli fu inoltre uno dei pochi piloti che conquistò vittorie su tutti i fronti di guerra, ovest, est e sud.

Heinz Bär

Il suo forte temperamento lo portò spesso a combattere durante la Battaglia d'Inghilterra duelli manovrati con gli Hurricane e gli Spitfire inglesi, decisione non opportuna date le migliori caratteristiche di virate dei due caccia britannici. Bär apprese la lezione a sue spese quando venne abbattuto il 2 settembre 1940 sul Canale della Manica. Goering, comandante in capo della Luftwaffe, da riva aveva osservato la scena e chiese di parlare con il pilota. Gli chiese a cosa pensava mentre nuotava nel Canale, e Bär, per nulla in soggezione, gli rispose che lui aveva detto che l'Inghilterra non era più un'isola!

Quando lo JG51 venne trasferito in Russia per prendere parte all'Operazione Barbarossa, Bär aveva ottenuto 17 vittorie. All'epoca la sua unità era stata equipaggiata con il Bf 109F-2, un aereo superiore ai caccia I-16, MiG-3 e LaGG-3 che potevano schierare i sovietici, perciò Bär poté ottenere altre 96 vittorie, dimostrandosi abile tiratore, e venne promosso Capitano. Venne però abbattuto da caccia sovietici e venne ricoverato in ospedale per le ferite riportate.

Dopo aver lasciato l'ospedale venne trasferito in Sicilia per comandare il I/JG77 come Geschwader Commodore. L'unità era dotata del Bf 109F-4, aereo con il quale Bär ottenne altre 20 vittorie contro velivoli britannici e americani. Venne poi trasferito in Tunisia dove combatté fino alla sconfitta definitiva delle truppe dell'Asse, nell'inverno del 1943, raggiungendo la cifra di 158 vittorie. Bär venne messo però ancora una volta fuori combattimento per qualche tempo, questa volta dalla malaria e da problemi intestinali.

Fw 190A-7/R3 Rosso 13

Focke Wulf Fw 190A-7/R3 Rosso 13 del maggiore Heinz Bär a Stormede, Germania

 

Nel 1944 tornò a combattere, alla guida dello JG1 Oesau, dotato dei caccia Fw 190A. Questa unità era assegnata alla Difesa del Reich dalle incursioni dei bombardieri Alleati. A causa di attriti con i suoi superiori, Bär venne però declassato a Staffelcapitan (comandante di squadriglia), decisione che Bär commentò affermando che dentro l'abitacolo del suo caccia si sentiva un Kommodore, e diventando così una specie di leggenda vivente della Luftwaffe.

Venne quindi assegnato allo JG3, questa volta veramente come Kommodore, dove trovò i caccia Focke Wulf Fw 190A-7/R3. Bär ne pilotò due, Rosso 13 e Rosso 23, e fu con quest'ultimo che conquistò la sua 200ª vittoria, quando abbatté un B-24 dell'USAAF. In totale Bär conquistò ben 21 successi contro i bombardieri quadrimotori americani mentre era negli JG1 e JG3, in genere utilizzando la tattica dell'attacco frontale, prendendo di mira il vulnerabile muso del bombardiere.

Fw 190A-7/R3 Rosso 23

Aprile 1944: Fw 190A-7/R3 Rosso 23 del II/JG1 del maggiore Heinz Bär a Stormede, Germania.

 

Nel gennaio del 1945 Bär venne scelto per comandare la scuola di caccia a reazione di Lechfeld. Volò sia sui monoreattori Heinkel He 162 che sui bireattori Messerschmitt Me 262. Di quest'ultimo modello egli ebbe anche la possibilità di sperimentarne la versione Me 262C-1 dotato di motore a razzo supplementare (come quello che spingeva il Me 163) per aumentare la velocità di salita e l'accelerazione. Nell'occasione abbatté almeno un paio di Mosquito.

Quando il Generale Galland venne ferito, Bär venne nominato comandante dello JV (Jagdverband) 44, una unità speciale di caccia a reazione, e qui terminò la sua carriera, durante la quale accumulò più di un migliaio di missioni di guerra contro una grande varietà di velivoli e piloti Alleati. Tra i caccia, Bär riteneva più pericolosi il P-51 Mustang e lo Spitfire per velocità ed agilità, miglior incassatore il P-47 Thunderbolt, mentre il P-38 Lightning lo considerava una facile preda. Del resto i piloti dei Mustang lo abbatterono una volta e lo costrinsero a sei atterraggi forzati.

Bär come numero di velivoli occidentali abbattuti fu secondo solo a Hans-Joachim Marseille, la Stella d'Africa, che ne distrusse ben 158 prima di rimanere ucciso. 16 vittorie le conquistò pilotando caccia a reazione. Sopravvisse alla guerra ma morì nel 1957 in un incidente con un aereo leggero.