Di fronte all’attuale scenario mondiale, in cui si collocano le notizie di un imperante senso di nazionalismo globalizzato, sono giustificate una certa angoscia e sofferenza. Sono molti i popoli che rivendicano l’indipendenza e non solo nei cosiddetti paesi del terzo mondo ma anche negli stessi Stati Uniti. La California sta cercando di affermare la sua autonomia così come si sta battendo il Kashmir per staccarsi in via definitiva da India e Pakistan, eternamente in lotta per la sua conquista. La pericolosa guerra ormai in atto in questo paese potrebbe portare a gravi conseguenze visto che entrambi i contendenti sono potenze nucleari. Difficile è anche la situazione dei paesi dell’Africa dove si susseguono senza sosta le pulizia etniche o della stessa Jugoslavia, triste protagonista delle principali notizie attualmente trasmesse dai mezzi di comunicazione di massa. Assistiamo quindi ad una disperata ricerca di individualizzazione da parte di tutti i popoli multietnici che potremmo definire una subdola forma di razzismo. Ai tempi di Martin Luther King, di Gandhi o di Mandela l’odio razziale era manifesto ma non più intenso di quello che si respira oggi nei molti paesi interessati da forti spinte secessioniste. Ma da cosa è alimentato il razzismo? Ancora una volta la risposta è da ricercare nel capitalismo sfrenato, nella sete di potere, nei valori materiali che oscurano, ogni giorno di più, quelli spirituali - universali. Sono un esempio le atrocità commesse nel corso della guerra nei Balcani che, stando a quanto riferito dal giornalista Ribera nell’articolo "Quello che non ci dicono sul conflitto jugoslavo", "non sono unicamente responsabilità di Milosevic - poiché - dietro l’intervento della NATO si cela un’oscura rete di interessi internazionali". Questa è anche la conclusione alla quale si giunge nell’articolo "La prova del nove" e sempre di giochi di potere si parla nell’intervista al senatore Sergio Flamigni.
Prima di lasciarvi alla lettura vorrei rinnovare l’invito ad impegnarsi in una causa giusta, a favore della vita poiché questo è il primo passo per iniziare una nuova era: l’era spirituale dove la giustizia, la pace, l’amore saranno il tripode dei valori universali su cui poggerà la società della terra. Ma quale prezzo dovremmo pagare per raggiungere questo risultato e risvegliare in noi il Cristo cosmico?
"Resta con noi Signore Gesù perchè si fa sera..."

GIORGIO BONGIOVANNI.

 

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