La tragedia di Shakespeare "Re Lear" e` intrisa di simbolismi ed
allegorie. Shakespeare,
infatti, introduce una nuova ricerca psicologica ed ideologica, usando una
nuova
struttura simbolica che
non rientrava negli elementi narrativi tramandati dalle fonti. L`elemento che
domina tutta la parte
centrale del dramma e` la pazzia di Re Lear, coincidente con la tempesta e lo
sconvolgimento
della natura, che sottolinea il caos e il disordine sia nella mente del
protagonista sia dei
sentimenti e delle passioni degli altri personaggi, come la bramosia di potere
e l`omicidio.
Inoltre, la tempesta simboleggia anche lo stravolgimento delle gerarchie
sociali, come succede con il conte di Kent,
che si finge servitore, ed Edgar, che diviene un mendicante pazzo, ed e`
simbolo
anche del regno
di Lear, che e` nel caos piu` totale a causa della guerra civile fra Albany e
Cornwall.
La tempesta, quindi, e` contemporaneamente metafora sia della follia umana di
Lear sia
di quella della condizione umana e universale perche` personifica anche la
cattiveria e la
malvagita` delle due figlie di Lear. Essa non contribuisce solo ad accrescere
la visione della miseria del Re, ma la riflette in tutti i suoi
punti. Simboleggia anche l`eroico viaggio
attraverso il
quale Lear deve sopravvivere per giungere alla realizzazione di se`
stesso. Dalla pazzia di
Re Lear, pero`, emerge anche la sua saggezza e coscienza, infatti, egli riesce
a
vedere chiaro e
a giungere alla radice della natura umana, ovvero all`uomo in se`. Cio` si
nota
anche grazie alla
figura del Matto, una particolare introduzione drammaturgica di Shakespeare,
che
permette a Lear di comprendere
i propri errori e la propria incapacitas` di giudizio, cosi` come aveva fatto
Cordelia. Il matto, infatti,
compensa e sostituisce l`assenza dell`eroina assumendone la funzione di
coscienza di cui si e` parlato.
Il Matto incarna la verita`, ma Lear non lo ascolta. L`identificazione tra i
due
si manifesta nelle parole di Lear
stesso quando alla fine rientra in scena portando in braccio il corpo di
Cordelia pronunciando queste
parole: " e il mio povero matto e` impiccato". La morte di cordelia
rappresenta la fine dell`amore
di Lear. L`amore di Cordelia per il padre era un amore incondizionato, che la
spinge a tornare
da lui quando impazzisce per salvarlo, mossa da un istinto naturale di
protezione. La morte del
Matto, invece, rappresenta il fatto che Lear ha imparato la lezione e ha
finalmente aperto gli occhi
alla verita`, quindi il Matto non serviva piu`, non avrebbe piu` dovuto
proteggerlo e insegnargli
niente. Questo di "aprire gli occhi" e` un leit-motiv della tragedia: finche`
Lear e` sano di mente,
non e` capace di vedere le reali ambizioni delle sue due figlie maggiori ma
quando, con la pazzia,
perde la ragione e il controllo di se`, finalmente si rende conto dei suoi
erronei giudizi
nei loro confronti. Stessa cosa capita al conte di Gloucester: finche` non
perde la vista, non si accorge
delle trame e dei delitti del figliastro Edmund.
UN elemento abbastanza sottile ma altrettanto rilevante e` la relazione fra
illusione/materialismo e realta`/verita`,
rappresentati rispettivamente dal vestiario e dalla nudita`. In primo
momento, Lear e` molto
attaccato alle cose materiali perche` gli danno prestigio ed importanza, ma
quando impazzisce comprende
quanto siano futili e vuole addirittura spogliarsi dei suoi stessi abiti.
La dignita` e l`orgoglio vengono rimossi da tutti i personaggi, che vediamo in
tutto il loro naturale
carattere animalesco. I bassi istinti dei personaggi emergono percio` in tutta
la tragedia
e sono visto come innaturali e maligni. L`idea di personaggio/animale compare
in rapporto alla tematica
genitore/figlio, come per Goneril e Regan e in quella figlio legittimo/figlio
illeggittimo, come per
Edmund ed Edgar. Altro elemento molto importante dal punto di vista simbolico
e` l`eclissi vista
da Edmund, altro sconvolgimento naturale, che col suo arrivo sancisce l`inizio
di tragedie e delitti.
E` strano che proprio questo avvenimento, considerato "magico" venga visto da
Edmund, il quale e`
l`unico della tragedia che non crede al destino. Tutti gli altri sono pronti
ad
incolpare le stelle per le
loro disgrazie.