Per attestare, come vorrebbero le signore gravide, la presenza di gravidanza a rischio al fine di usufruire dell’esenzione del ticket, che tipo di certificazione pretendete? (Dott. Luigi Russo)

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Una certificazione del ginecologo. (Dott. Luigi Santillo)

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La norma in questione recita: "In caso di minaccia di aborto sono da includere tutte le prestazioni specialistiche necessarie per il monitoraggio dell'evoluzione della gravidanza"

Come si vede la normativa è molto astrusa, infatti, cosa si intende per prestazioni specialistiche? Quali sono tali prestazioni necessarie? Gli esami di laboratorio sono tali? 

A mio giudizio si devono includere sia visite specialistiche che accertamenti vari, compresi eventuali esami di laboratorio, necessari allo specialista per fare le sue valutazioni relative al rischio d'aborto.

Quello che è certo dunque, non tutti gli accertamenti sono esenti, ma solo quelli necessari a controllare che l'evoluzione della gravidanza proceda normalmente e comunque deve essere il ginecologo a specificare quali sono queste prestazioni necessarie e quali no, dunque non sarebbe corretta la dicitura, che a volte viene indicata, di solito su pressione del medico di base di: "gravidanza a rischio" seguita da richieste di analisi che niente hanno a che vedere con una minaccia d'aborto, tipo la glicemia in una paziente con nemmeno una familiarità diabetica o le transaminasi in una paziente non epatopatica, ecc.

Pertanto io personalmente solo raramente indico tale esenzione, quando effettivamente sono a conoscenza di un reale rischio e se indicato dal ginecologo sulla ricetta di cui sarebbe opportuno conservare una copia. In tal caso aggiungo, senza accorparlo, al problema "gravidanza normale" un nuovo problema "controllo gravidanza ad alto rischio" e prescrivo gli accertamenti sotto questo problema. (Dott. Giuseppe Blasio).

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