Parliamo di LEA

 

I  LEA o Livelli Essenziali di Assistenza sono quelle cure, prestazioni, che il SSN deve garantire su tutto il territorio italiano. Si potrebbe già obiettare che la parola essenziali è, direi, abbastanza preoccupante, infatti se lo scopo di individuare i livelli asssistenziali è fatto nell’interesse dell’utente sarebbe stato meglio forse chiamarli Livellli Indispensabili di Assistenza. (cito dal Zingarelli   essenziale = privo di fronzoli, scarno ma efficace ; indispensabile = di chi (o di ciò) è assolutamente necessario ). Ma senza soffermarci troppo sulla singola parola( anche se queste sono di solito ben studiate e mai poste a caso…specie dai politici!!), vediamo cosa sono i Lea.

I Lea devono soddisfare gli obiettivi di salute indicati nel Piano Sanitario Nazionale che sono state scelti in base ai principi di efficacia e di appropriatezza: deve essere dimostrato che quella cura sia efficace, utile per ridurre o eliminare la malattia, ed appropriata per quella determinata patologia. Se più metodi di cura soddisfano entrambe le condizioni, allora deve essere assicurata la cura più economica. Le Regioni possono decidere di inserire nell’elenco ulteriori prestazioni, previo accordi interregionali. Nel decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri, firmato il 30 novembre 2001, sono anche sottolineate alcune indicazioni su come organizzare il servizio sanitario regionale, che deve concentrarsi sulla prevenzione delle malattie piuttosto che sulla cura e sulla riduzione degli sprechi, tra i quali l’uso dell’ospedale per problemi di salute non gravi o risolvibili in altro modo o l’uso inappropriato di esami diagnostici.

Con i LEA è stato predisposto l'elenco positivo di tutte le prestazioni garantite dal Servizio sanitario nazionale, suddivise in tre grandi aree:

  Vi sono quindi delle prestazioni che non sono assolutamente garantire tra cui:

v     chirurgia estetica non conseguente ad incidenti, malattie o malformazioni congenite;

v     circoncisione rituale maschile;

v     medicine non convenzionali (agopuntura - fatta eccezione per le indicazioni  anestesiologiche -fitoterapia, medicina antroposofica, medicina ayurvedica, omeopatia, chiropratica, osteopatia nonché tutte le altre non espressamente citate);

v     vaccinazioni non obbligatorie in occasione di soggiorni all'estero;

v     certificazioni mediche (con esclusione di quelle richieste dalle istituzioni scolastiche ai fini della pratica non agonistica per i propri alunni, ai sensi dell’art. 31 del DPR 270/2000 e dell'art. 28 del DPR 272/2000) non rispondenti a fini di tutela della salute collettiva, anche quando richieste da disposizioni di legge (incluse le certificazioni di idoneità alla pratica di attività sportiva, agonistica e non, idoneità fisica all'impiego, idoneità al servizio civile, idoneità all'affidamento e all'adozione, rilascio patente, porto darmi, ecc.).

v     le seguenti prestazioni di medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale: esercizio assistito in acqua, idromassoterapia, ginnastica vascolare in acqua, diatermia a onde corte e microonde, agopuntura con moxa revulsivante, ipertermia NAS, massoterapia distrettuale riflessogena, pressoterapia o presso-depressoterapia intermittente, elettroterapia antalgica, ultrasuonoterapia, trazione scheletrica, ionoforesi, laserterapia antalgica, mesoterapia, fotoforesi terapeutica, fotochemioterapia extracorporea, fotoforesi extracorporea.

Vi sono poi delle prestazioni che sono erogate ma solo su specifiche indicazioni cliniche e sono:

a.      assistenza odontoiatrica: limitatamente alla fascia di utenti e alle condizioni indicate dal comma 5 art. 9 del D.lgs. 30.12.1992, n. 502

b.     densitometria ossea limitatamente  alle condizioni  per le quali vi sono evidenza di efficacia clinica

c.      medicina fisica, riabilitativa ambulatoriale: l’erogazione è legata a presupposti ben specifici ovvero a specifiche modalità di erogazione.

d.      Chirurgia rifrattiva  con laser ad eccimeri erogabile limitatamente a casi particolari di pazienti con anisometropia grave o che non possono portare lenti a contatto o occhiali.

Sono elencate, inoltre, una serie di prestazioni per le quali occorre promuovere il rispetto del principio dell'appropriatezza clinica e organizzativa. Sulla base di questo principio il provvedimento elenca 43 interventi e procedure "ad alto rischio di inappropriatezza" organizzativa, cioè interventi che ancora troppo spesso sono eseguiti in ricovero ordinario quando, per la loro relativa semplicità di esecuzione, potrebbero essere eseguiti in day hospital o in day surgery. Le prestazioni e i servizi inclusi nei LEA rappresentano il livello "essenziale" garantito a tutti i cittadini ma le Regioni, come hanno fatto fino ad oggi, potranno utilizzare risorse proprie per garantire servizi e prestazioni ulteriori rispetto a quelle incluse nei LEA. Per esempio nella nostra regione vengono  mantenute a carico del Servizio sanitario regionale alcuni servizi e prestazioni peculiari, di assoluto rilievo dal punto di vista socio-sanitario nella nostra regione, che non sono compresi nell'elenco dei Lea definito a livello nazionale, come ad esempio gli assegni di cura per gli anziani, i pazienti oncologici in fase critica e le famiglie che hanno bambini disabili che praticano la riabilitazione con il metodo "Doman", nonché le certificazioni per l'idoneità alla pratica sportiva per i giovani minorenni.

I Livelli essenziali di assistenza dovrebbero garantire in tutto il territorio nazionale prestazioni universali, uniformi e appropriate, ma di fatto con alcune norme in via di attuazione si impedisce che questo avvenga, agendo sul finanziamento, scaricando sulle Regioni oneri in precedenza a carico dello Stato, ponendo per Legge l'obbligo del pareggio di bilancio, impedendo alle Regioni di contrarre mutui, obbligandole di fatto ad aumentare tasse, tributi, partecipazione al costo delle prestazioni da parte dei cittadini e ripristino dei ticket sulle ricette e sui farmaci. Quindi le Regioni che storicamente si sono organizzate e hanno costruito e qualificato la rete dei servizi e le relative prestazioni saranno "avvantaggiate" (vedi Emilia Romagna); chi non ha potuto o non l'ha fatto per "incuria" non riuscirà a garantire le prestazioni universali e uniformi previste nei citati Livelli. Le norme legislative emanate da questo Governo produrranno un ulteriore "divario sui servizi e le prestazioni sanitarie" tra Regione e Regione creando di fatto 21 sistemi sanitari diversi con il rischio palese di garantire sempre meno ai cittadini e di peggiorare la qualità delle prestazioni sanitarie per avere la scusa o la giustificazione per privatizzare la sanità in Italia. In sintesi si finirà per generare un sistema privatistico come quello esistente negli Stati Uniti, che ha prodotto (dati dell'Organizzazione mondiale della sanità) 40 milioni di cittadini che sono senza copertura sanitaria, avendo come unica possibilità la carità pubblica.

                                                                                                                                                           
Marcello Scardino