ELOGIO DEL VIRUS


Riassunto:
L'Autore disserta sul mondo microbiologico e i nostri rapporti con esso, vedendoli da un'angolazione diversa, insolita, secondo gli insegnamenti di Edward de Bono per dirimere i conflitti di rapporto e gli avvertimenti di Paul Watzlawick sulla "realtà della realtà". Arriva anzi al punto, tirando in ballo Francesco d'Assisi e Gandhi, a capovolgere l'atteggiamento abituale della medicina ufficiale, che vede nei microrganismi dei nemici da combattere, tanto che quando si imposta il discorso sul sistema immunitario si adopera una terminologia bellica e poliziesca!
Ma a quest'atteggiamento arriva dopo aver fatto decantare da anni nella sua mente le apparentemente assurde, incomprensibili asserzioni di Ryke Geerd Hamer, che emulo del Francesco d'Assisi che abbraccia il lebbroso, arriva a chiamare amici i micròbi! dando in questo modo giustificazione scientifica e medica a quello che in Gandhi era dettato da spirito evangelico cristiano quasi giainista al punto da preferire morire che difendersi uccidendo un serpente! "Fratello serpente! Fratello lupo! Fratello microbio!" Con questa triplice esclamazione nel cuore l'Autore prosegue approfondendo ed elaborando personalmente la tematica, portando sul tavolo delle argomentazioni le scoperte di C. Louis Kervran sulle trasmutazioni a debole energia in campo geologico, fisico, chimico, le trasformazioni ciclogenetiche microbiologiche osservate da Gaston Naessens col suo "somatoscopio" col cui ingrandimento fino a ha potuto scorgere ultramicroscopiche subcellulari forme viventi, che lui chiama "somatidi", simili a quelle già scoperte da Antoine Béchamp con i suoi "microzimi" e da Gunther Enderlein con i suoi "endobionti", convogliando il tutto nell'imbuto della sua dissertazione volta a giustificare il mutato atteggiamento nei confronti del mondo microscopico. Va a disturbare persino la matematica dei frattali di Edward Lorenz con le sue equazioni differenziali, fino ad arrivare alle elaborazioni dei matematici francesi Gaston Julia e Pierre Fatou e agli esperimenti eidomatici effettuati da Benoit Mandelbrot!
Proseguendo a briglia sciolta nella sua foga, l'A., ragionando sull'equilibrio omeostatico che dovrebbe essere l'obiettivo primario per la sopravvivenza nell'universo dell'uno in rapporto all'altro, dal più piccolo al più grande, espone le teorie cellulari di un altro grande poco conosciuto, Georges Lakhovsky, che parlando di vibrazioni, radiazioni e oscillazioni pone la base per tutti gli sviluppi futuri di scoperte e applicazioni terapeutiche che si rifanno a lui più o meno apertamente e dichiaratamente per tutto ciò che riguarda bioelettricità e biomagnetismo.

Tutto questo è stato solo un preambolo d'avallo, un'introduzione all'esposizione della teoria di Hulda Regehr Clark, avallata a sua volta dall' esperienza e osservazione di 70 casi che hanno confermato sempre al 100% la sua teoria, relativa al virus, o meglio retrovirus HIV, coinvolto nella patologia AIDS.
Partendo da alcuni studi effettuati da C. H. Barlow nel 1925 sul parassita intestinale denominato "Fasciolopsis buskii" . . . ma non voglio rovinarvi il finale! Poiché l'A., a differenza di Clark che esordisce svelando già il colpevole, abilmente presenta il tutto quasi come un giallo-thriller, creando un'atmosfera di "suspense", una sensazione di attesa, di soluzione e di fine che non arriva mai, prima di svelare il vero colpevole, rivelazione preceduta da antefatti che si incastrano l'uno nell'altro.



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La carica dei 101 . . . miliardi
Probabilmente, se all'improvviso voi dite alla ragazza che vi sta seduta accanto che ha un ragno nei suoi lunghi capelli ricciuti potrebbe mettersi a saltare urlando, a prescindere dal fatto che ciò che voi dite sia vero o sia uno scherzo: con la qual reazione si dimostrano due cose: l'importanza e la relatività dell'informazione, che può determinare un comportamento a prescindere dalla sua validità e verità, e la mancanza di un equilibrato rapporto con il mondo, umano, animale, vegetale, minerale, che può esserci ostile o no a secondo del nostro comportamento compiacente e ben disposto oppure chiuso e timoroso: e così capita la comica scena del cane che si spaventa alla vista di un uomo che invece si spaventa a sua volta! Se ricordate, nel film ET di Spielberg c'è un'analoga scena comica quando l'extraterrestre ed il bambino si spaventano l'uno dell'altro incontrandosi ed urlano a squarciagola! Come vedete, potete concludere che tante cose, che possono portare alla tragedia o alla morte, sono basate sul nulla!
Così, le parole amico o nemico, benefico o nocivo, hanno un valore molto relativo, non assoluto; non ha senso giudicare una cosa in senso assoluto, perché tutto è relativo alla persona, all'ambiente, al tempo, al modo: e così una carezza può diventare schiaffo, l'acqua può dissetare o far annegare, ed un microrganismo può essere non nocivo o benefico per un animale e fastidioso e patologico per noi, o anche semplicemente può essere l'uno o l'altro solo perché si sposta da un organo all'altro del nostro corpo, che ha ambienti molto diversi, acidi, alcalini, aridi, umidi, salini, a secondo che sia quello gastroenterico o genitourinario, o la bocca o la pelle o il sangue o i polmoni.
Perciò è sciocco, insensato e controproducente avere un atteggiamento aprioristicamente difensivo e aggressivo nei confronti dei microrganismi, ed è anche buffo pensare che quelli che noi chiamiamo parassiti sono a loro volta parassitati da altri parassiti, né più né meno come noi siamo parassiti della terra, e così via, in un intrecciarsi fitto di rapporti di mangiatori mangiati, di parassiti, commensali e rapporti di simbiosi, in quella natura che argutamente Woody Allen nel film del 1975 "Amore e guerra" chiama un enorme ristorante! E che già Gandhi, lui, fautore della non-violenza, nel 1928, con rassegnata constatazione aveva chiamato "catena di distruzione" e che modernamente Giobbe Covatta nel suo libro "Pancreas" ha illustrato in un disegno con una serie di pesci che divorano l'un l'altro ma ormai scheletri sepolti da una bara di spazzatura sulla superficie marina!
Se consideriamo a qual ritmo e proporzioni abbiamo questo rapporto con i microrganismi, ci conviene rassegnarci, adattarci, scendere a compromessi e comunque studiare bene la situazione: infatti, se è vero che solo respirando inaliamo qualcosa come circa 50.000 batteri al minuto, e in un litro di acqua potabile ne inghiottiamo circa 100.000 ed un milione in un litro di latte (sterilizzato!), ed in una squama di pelle di un milligrammo possiamo ospitarne circa mezzo milione ed in un centimetro quadrato da tre a quindici milioni, è pure vero che, altrettanti ne perdiamo in ognuno dei migliaia di frammenti di squame di pelle che si staccano continuamente dal nostro corpo e che voi ingenuamente chiamate "polvere" quando vi accingete a passare un panno sul vostro tavolo ingrigito! Senza contare che la maggior parte della materia fecale è costituita da microrganismi vari, morti, vivi o moribondi, loro uova comprese!

La saga dei camaleonti
Allo scopo di comprendere meglio il microcosmo facciamo ora una digressione mitologica.
Nella mitologia greco-romana c'era un personaggio, Proteo, da cui deriva l'aggettivo proteiforme ed il sostantivo proteine: avrete già capito il significato etimologico di queste parole, o viceversa intuito le caratteristiche di Proteo: la capacità di trasformarsi in un'altra forma vivente, allo scopo di sopravvivere e di sfuggire ad un pericolo o un nemico incombente, come le proteine, derivate da un petto di pollo o un nodino, si trasformano in petto e cosce del vostro corpo.
Questa caratteristica sembrerebbe esistere solo nelle favole o nella mitologia greca o teutonica-wagneriana, ma in realtà nel mondo animale abbiamo degli esemplari che sfruttano questa capacità, anche se non in una maniera così vistosa e mirabolante, o forse sì . . .
Il camaleonte è uno di questi, e anch'esso si può vantare di averci regalato un aggettivo!
Ma gli anfibi ci danno una prova ancor più chiara della capacità di adattamento ambientale, e per sopravvivere alle vicissitudini preistoriche furbamente hanno acquisito geneticamente la capacità di poter vivere indifferentemente sulla terra o sott'acqua: invidiabili, no?
Ma non è finita qui: mentre la natura ha fatto estinguere senza pietà la razza dei forti e giganteschi dinosauri, ha dato ai piccolissimi e deboli insetti e batteri il dono di trasformarsi geneticamente per poter sopravvivere, anche a discapito della loro identità! Ma questo è un problema che essi non si pongono! Siamo noi, studiosi, scienziati! che abbiamo bisogno di etichettare, catalogare, censire, registrare anagraficamente!
Pertanto, quando le nostre impalcature scientifiche vengono disturbate da novità che le fanno tremare, siamo portati a non sentirle, a non vederle, a non credervi, a nasconderle, a combatterle, se necessario, se minacciano non solo il nostro credo scientifico ma anche la nostra reputazione e fonte economica.

Carta d'identità virale
E così le ricerche del bretone C. Louis Kervran che mostrano che il corpo umano non segue la legge di Ohm, e le sue teorie e prove sulle trasmutazioni a debole energia che sono un terremoto per la geologia, la fisica e la biologia, sono cadute nell'indifferenza e nel dimenticatoio.
Ed il suo compatriota Gaston Naessens, inventore del "somatoscopio", che ingrandisce fino a 30.000 volte, non ha miglior diffusione delle sue teorie sconvolgenti sulle ultramicroscopiche subcellulari forme viventi da lui identificate, chiamate "somatidi", filmate in tutto il loro ciclo di vita pleomorfica, cioè proteiforme e camaleontica, che prevede, secondo le sue osservazioni, ben sedici stadi, che si completano però solo se c'è un abbassamento della difesa immunitaria.
Analoghe scoperte aveva effettuate un altro loro compatriota rivale di Pasteur al quale in punto di morte egli diede ragione, cioè Antoine Béchamp, che scoprì minuscoli sottili fermenti che chiamò "microenzimi", e Gunther Enderlein con i suoi "endobionti", tutte forme di vita caratterizzate da proporzioni infinitesimali e mutevolezza genetica.
Voi capite che tutto ciò turba il nostro modo di vivere e di agire e di concepire i rapporti sociali: quando un individuo della razza umana nasce, nelle società "civili" viene severamente e rigorosamente registrato, schedato, con la collaborazione e l'affiatamento perfetto della parte religiosa: se si passa per ospedali o battisteri non si sfugge! In seguito, successive richieste di certificazioni rafforzano questo continuo controllo: ecco perché gruppi come zingari o tuareg sono mal compresi e mal tollerati. In più, se oltre che in ospedali e chiese, si finisce in carcere, il riconoscimento e l'identificazione e la schedatura viene rafforzata da svariate foto frontali e di profilo e dalle impronte digitali. Ebbene, a questo punto, l'eventuale evaso, non ha che una scelta: cambiar nome, documenti e viso, con la plastica facciale, ciò che se si aspetta qualche decennio il tempo fa gratis! Ed infatti, spesso capita che l'addetto al riconoscimento non vi identifichi con la foto del documento che presentate!

Elogio del caos
Ebbene, per i microrganismi tutto questo sarebbe inutile perché loro sono per natura sottoposti a metamorfosi di natura ben più profonda che una semplice plastica facciale: è come se la vostra automobile si adattasse ad ogni occasione diventando di volta in volta barca sull'acqua ed aereo in aria: insomma qualcosa come la "batcar" o l'auto di 007!
La cosa grave è che questa mentalità anagrafica, da bibliotecario, da magazziniere, noi ce la portiamo cocciutamente nell'attività scientifica, con la conseguenza di prendere delle solenni cantonate! Non vogliamo convincerci che i microrganismi se ne infischiano delle nostre catalogazioni! Noi vogliamo ragionare secondo il nostro comodo, le nostre misure, e vogliamo tutto in ordine, secondo le nostre leggi, i nostri dogmi! E più sono consolidati dagli anni e da un numero maggiore di persone e più si radicano in noi! Per questo ci turbano i frattali con il loro elogio del caos e vediamo tremare la matematica e le scienze esatte nel cosiddetto "effetto farfalla" e nel comportamento caotico delle equazioni differenziali di Edward Lorenz, come nei cosiddetti "insiemi" dei matematici francesi Gaston Julia e Pierre Fatou elaborati verso il 1918 o gli esperimenti eidomatici effettuati da Benoìt Mandelbrot culminanti nell'insieme scoperto nel 1980 al calcolatore durante un esperimento di grafica: c'è chi gioisce nel veder così confermate le proprie attitudini per la fantasia, l'amore per il disordine della natura (ricordate Rousseau in "Julie" come criticava i giardinieri che tosavano gli alberi squadrandoli geometricamente?), e la validità del fortuito e dell'intuito, mentre c'è chi trema vedendo traballare i sacri dogmi, la teoria diventata "dogma ligneo", come dice Gandhi, il sacro ordine, il raziocinio, le previsioni, le statistiche, le organizzazioni, le sacre istituzioni, la possibilità di tenere tutto sotto controllo: non prevedete i risultati di tutto ciò e le conseguenze in tutti gli altri campi, in tutte le scienze ed i risvolti politici, sociali, religiosi, economici? Kervran che dimostra che il magnesio si trasmuta in calcio, Naessens che filma quegli organismi unicellulari procarioti che sono i batteri trasformarsi in forme microbiche e poi in lieviti e funghi come un girino diventa una rana, ed Edward N. Lorenz, che era anche un meteorologo oltre che un matematico, che risponde paradossalmente in modo affermativo al titolo interrogativo di un suo articolo ("Può il battito delle ali di una farfalla in Brasile scatenare un uragano nel Texas?") dimostrando come le previsioni del tempo, basate sull'analisi iniziale di fattori come la temperatura, la pressione barometrica, l'umidità, dal calcolo dei quali elementi si potrebbe prevedere lo sviluppo futuro non hanno senso per l'amplificarsi di piccolissimi errori o imprevisti (come il battito delle ali di una farfalla). E Paul Watzlawick che ci mette il suo contributo dimostrando come "la casualità appare come la regola e l'ordine come l'eccezione improbabile", mentre il biologo premio Nobel Jacques Monod pone il caso e la necessità come matrice dell'origine della vita, poiché spiega che eventi microscopici e soprattutto casuali, fortuiti e imprevedibili e assolutamente senza rapporto sui loro eventuali effetti vengono poi incorporati nel DNA e vengono ripetuti come un'imperiosa necessità. Le mutazioni genetiche dei microrganismi dovute ai nostri antibiotici ed insetticidi entrano secondo me in questo campo.

Un caos ordinato
Il regista Steven Spielberg nel suo famoso "Jurassic Park" riassume questi concetti dell'imprevedibilità delle leggi del caos nella scena in cui un personaggio, illustrando l'"effetto farfalla", trasferito a Pechino e New York, versa delle gocce d'acqua sulla mano di una donna per dimostrare l'imprevedibilità dei movimenti della goccia, e verso la fine del film viene platealmente dimostrata l'assoluta intolleranza e mancanza di sottomissione a leggi nostre da parte della natura, che tramite un piccolo frammento DNA di rospo (inserito in quello di dinosauro incompleto) arriva a creare dinosauri imprevedibilmente per mutazione sessuale sopraggiunta nei dinosauri di un unico sesso per l'esigenza creativa dei rospi che prevede cambiamento di sesso in caso di bisogno! Ecco che dal battito d'ali di farfalla, in questo caso l'imponderabile invisibile frammento di DNA di un piccolo rospo di oggi, può derivare l'uragano, cioé in questo caso, l'apocalittica invasione di enormi dinosauri provenienti da milioni di anni fa!

Anche G. Spencer Brown, autore di "Probability and Scientific Inference" scardina le nostre credenze nella presunta coerenza e nel presunto ordine del mondo, demolendo anche il concetto stesso di casualità e ordine, in quanto legato a paradigmi e strutture prefabbricate e assolutamente non oggettive, legate alla nostra osservazione, il che peggiora ancora le cose (per coloro che sono militarmente adoratori dell'ordine e della disciplina!).
La nostra ostinazione a voler tutto programmare e prevedere, molto in voga per esempio in molti settori del campo commerciale, dove (se renda o no, non è il luogo di discutere) cozza con l'andamento generale del mondo, perché in percentuale mi pare che siano più le cose imprevedibili che prevedibili: morte (e anche nascite!), incidenti, furti, ed in generale il comportamento l'uno dell'altro, per non parlare del comportamento degli animali: nessuno può prevedere se la mosca o anche il proprio cane che ha davanti andrà a destra o a sinistra, e gli esempi potrebbero essere interminabili.

L'eremita assassino
Detto tutto questo, qual'è l'atteggiamento per me più razionale e prudente da assumere umilmente nei confronti del regno animale microscopico, quello da me adottato e che vi consiglio?
Lo prendo pari pari dalla filosofia gandhiana: la stessa strategia che il famoso Mahatma adottava e predicava per i popoli come lotta contro la tirannia: la non-violenza!
E sono autorizzato dalle stesse parole di Mohandas Karamchand Gandhi a trasferire francescanamente agli animali e ai microrganismi il suo atteggiamento di non-violenza verso gli uomini, lui che si sentiva "imparentato, oltre che con la scimmia, anche con il cavallo e la pecora, il leone e il leopardo, il serpente e lo scorpione"(1926). Al punto da ribadire un anno dopo: "Le tigri e i serpenti sono nostri parenti . . . Non desidero vivere nemmeno a costo della vita di un serpente. Mi lascerei mordere a morte, piuttosto che ucciderlo . . . come potrei cercare di uccidere una creatura mia compagna in un serpente? . . . Il mio intelletto si ribella alla distruzione di qualsiasi vita, in ogni forma . . . " E spera di non essere "codardo da temere i serpenti, le tigri e simili." E ammette dieci anni dopo che solo "per paura della morte io possa uccidere tigri, serpenti, pulci, zanzare e simili . . . "
E forse questa paura gli fa modificare la sua posizione già nel 1928 almeno nei riguardi di certi parassiti e l'"uso degli antisettici . . . non posso arrivare ad abolire l'uso di disinfettanti quali il kerosene ecc., per liberarmi dalla peste delle zanzare e simili. Tollero che si uccidano i serpenti . . . quando catturarli e metterli in condizione di non nuocere è impossibile. Tollero persino l'uso del bastone per spingere i giovenchi . . . "(!)
Gandhi stesso aveva già previsto l'accusa riguardo certe "incongruenze . . . apparenti", e così si giustifica brillantemente ed obiettivamente: "La coerenza non è mai stata un feticcio per me . . . non mi curo affatto di apparire coerente . . . devo dire ciò che sento . . . .senza riguardo a ciò che sulla stessa possa aver già detto in precedenza . . . le mie opinioni si precisano di pari passo con la pratica quotidiana . . . "
Darà anzi prova di coraggio e lucidità quando nel 1940 ammetterà, lui che poteva sembrare fanatico ed esclusivista della sua idea di non-violenza che "non è possibile nessuna attività e nessuna industria senza una certa quantità di violenza." Egli si chiede infatti come possa un macellaio o un mangiatore di carne essere non violento, ma già prima, nel 1928, aveva detto che: "Il corpo stesso è una macelleria . . . " e che: "Il consumo dei vegetali implica" violenza dalla raccolta alla masticazione: " . . . ma trovo che non posso rinunciarvi . . . "
E non è violento solo il macellaio: " Nemmeno l'eremita delle foreste può essere totalmente esente dalla violenza . . . ad ogni respiro commette una certa quantità di violenza . . . nell'atto della respirazione distruggo innumerevoli germi invisibili che fluttuano nell'aria. Ma non smetto di respirare . . . "
E lui che paradossalmente, alla faccia di ebrei e cattolici, aveva detto che "la vita di un agnello non è meno preziosa di quella di un essere umano" ed era "contrario a togliere la vita a un agnello per nutrire un corpo umano", che aborriva di "uccidere le cosiddette bestie e rettili velenosi"(1927), che nel 1921 aveva superato il Carducci del "T'amo, pio bove" confessando "non ucciderei una vacca per salvare una vita umana . . . ", più di vent'anni dopo, nel 1946, stravolgerà il suo pensiero: "Non me la sento di salvare la vita degli animali che divorano o procurano ferite all'uomo . . . Non sacrificherò mai la vita di un uomo per salvare la loro . . . ", forse irritato dalla "sacralità della vita subumana nel Giainismo", non ammettendo "che si debba essere più gentili con quel tipo di vita che con quella umana . . . " fino al punto di "nutrire le formiche"! Non solo evitando di schiacciarle, superando persino le famose "gattare" romane e tutte le vecchiette col cagnolino ben vestito accucciato nel salotto! E continua: "Sembra quasi che la teoria si sia trasformata in un dogma ligneo, senza vita. E' pratica corrente dare all'ipocrisia e alla distorsione il nome di religione . . . ", ed esasperato esclama: " . . . non nutrirò né formiche, né scimmie, né cani . . . ", anzi pensa che "eliminare" animali diventati "una minaccia al benessere dell'uomo sia lecito. Tale sterminio diventa un dovere . . . " Non riconosciamo più il Mahatma Gandhi!

Frate Ryke Geerd e fratello Microbio
Eppure è l'atteggiamento generale contro i batteri e i virus! Atteggiamento molto contraddittorio! Dobbiamo amare solo gli animali grandi e carini e cercare di uccidere quelli piccoli, invisibili e sospetti nemici e presunti assassini?
Dobbiamo segnare su un'ipotetica lavagna animali buoni e cattivi e procedere all'uccisione dei cattivi? Naturalmente faremo delle scelte strane! Ognuno giudicherà dal suo punto di vista! Gandhi stesso dà un giudizio ed una spiegazione non so se convincente: egli pensa che "i serpenti, le tigri ecc. siano la risposta di Dio ai pensieri velenosi, perfidi, malvagi che coviamo in noi . . . I pensieri prendono forme definite . . . Ci mettono in guardia dal covare pensieri malvagi, perfidi, lussuriosi. Se vorrò liberare la terra dalle bestie velenose e dai rettili, dovrò cacciare prima dalla mia mente tutti pensieri velenosi . . . la mia parte ferina . . . "(1927) E l'istinto? E la fame? Ah, già, robaccia: nel 1920 aveva detto: "La non-violenza è la legge della nostra specie, come la violenza è la legge della bestia." E' più "gandhiano" allora il nostro Francesco d'Assisi quando chiama "fratello lupo" la bestia di Gubbio o il suo seguace Antonio da Padova che predica agli uccelli e ai pesci! O la Gina Lollobrigida (la "Bersagliera") di "Pane, amore e gelosia" di Vittorio De Sica che piangendo prostata vicino al defunto asinello "Barone" gli pronostica che andrà dritto in paradiso, in presenza del parroco che tace e acconsente, coerentemente con la dottrina di Giordano Bruno che ammetteva che anche l'asino ha un'anima, quell'asino, "animalaccio divo, al mondo caro", cui egli avrebbe voluto dedicare "non un sonetto, ma mille sermoni", come si esprime nel suo sonetto "A l'asino cillenico". Emulo forse il frate domenicano dell'animalista imperatore Caligola, e naturalista in quanto è l'inventore dell'aromaterapia come tecnica gentile di eliminazione o allontanamento di creature sgradevoli! Ma per aver proclamato senatore un cavallo, Caligola è considerato pazzo, non meno di Friedrich Nietzsche che abbraccia un cavallo a Torino chiamandolo Dio! Non da meno è il Roberto Benigni che cambia il finale del "Pierino e il lupo" di Prokofiev mandando il nonno al giardino zoologico invece del lupo!

Ma Gandhi previene eventuali conseguenze del suo pensiero affermando che non si può applicare in modo nazista la "stessa regola . . . anche agli esseri umani . . . Dio ha dato all'uomo la facoltà della ragione."(1946) Ma ora esagera: tira in ballo la ragione come elemento di superiorità che ci autorizza a qualificare quindi il lupo come cattivo! Ma per l'uso che l'uomo fa di questa facoltà preferiamo non considerarla! Siccome poi lui stesso umilmente non si considera né santo né maestro lo prendo in parola e scelgo del suo pensiero quello in cui credo rinnegando il resto come lui fa di se stesso. E applico la sua strategia della non-violenza anche ai microrganismi, senza eccessi giainisti, ma francescanamente ben disposto a vagliare e rivedere le nostre posizioni, aiutato in questo da un altro personaggio che chiamerei francescano, il dr. Ryke Geerd Hamer, che critica l'atteggiamento generale tenuto dalla medicina nei confronti dei microrganismi: "I micròbi, che noi abbiamo sempre considerato "nemici cattivi", un'armata d'"avversari temibili", che cercano d'annientarci, dandosi da fare di conseguenza per sterminarci con ogni mezzo", egli arriva persino a stravolgere l'atteggiamento, logicamente: non solo non sono nostri nemici, ma addirittura "i nostri migliori amici, preziosi alleati, servi e restauratori benefici del nostro organismo." E in una discussione col prof. P. Pfitzer alla Facoltà di medicina di Düsseldorf, precisa meglio la sua visuale di un sistema ontogenetico frutto dell'esperienza di ben 11.000 pazienti, sistema che si appaia al ciclo polimorfico dei somatidi di Naessens, diviso invece geologicamente in Hamer secondo i tre foglietti embrionali, cioè il multistrato di lamine cellulari dello sviluppo dei metazoi che siamo noi, ognuno collegato a una parte del cervello che è il comandante che dà gli ordini:
1) micròbi arcaici, quali funghi (micosi) e micobatteri, di competenza nell'endoderma e collegati al tronco cerebrale;
2) micròbi antichi, cioè i batteri, di competenza nel mesoderma, collegati col cervelletto;
3) micròbi giovani, ossia i virus, collegati con la corteccia cerebrale.
E afferma che tutti fanno la loro opera di pulizia e restauro nel proprio reparto, e "sgobbano esclusivamente nella fase di guarigione", quella che noi invece chiamiamo patologica!
Giustamente, il dr. Harry Watt di Monaco, esponendo l'ardita teoria di Hamer, per cui per es. anche la leucemia non sarebbe altro che l'inoffensiva fase di guarigione, ammette che le idee rivoluzionarie e contro corrente di Hamer sono "cose assolutamente incredibili, che a prima vista sembrano incomprensibili, se non seguite da una lettura esauriente senza pregiudizi in grado di dissipare lo sgomento iniziale", ma nello stesso tempo sono una parola nuova, una buona novella, "un sollievo per i pazienti che così si liberano dal giogo della fatalità, dal carattere pretenziosamente ineluttabile del loro destino".
E' ovvio che con questo atteggiamento evangelico francescano Hamer manda a farsi benedire il sistema immunitario come noi lo immaginiamo, come un sistema bellico difensivo e aggressivo con tutte le sue terminologie inammissibili di T-killer, Natural killer, T-suppressor: al massimo potremmo salvare l'aggettivo "helper"! Bisogna ricominciare tutto da zero, come egli sbotta: "Noi pensavamo dunque che bisognava ad ogni costo mobilitare l'armata difensiva del nostro organismo, rinforzare il "sistema immunitario" contro l'armata temibile degli invasori, contro i micròbi o contro le cellule cancerose, che cercano di annientarci." Un bel romanzo di cappa e spada, non c'è che dire! A questo punto, Hamer stesso si chiede: "Che resta del sistema immunitario? Solo i fatti, senza il presunto sistema. In effetti, il sistema immunitario nel senso con cui lo si intendeva finora non esiste affatto!

L'astronomo a testa in giù
Naturalmente, ci sono certo delle sieroreazioni e delle variazioni della formula ematologica, delle modificazioni della ematopoiesi, etc.. Ma se i micròbi non sono affatto un'armata di nemici, ma un'armata d'amici, controllati e diretti sistematicamente dall'organismo in quanto simbionti, che sarà allora il cosiddetto sistema immunitario? Un'armata di "cellule assassine", di "cellule divoranti", di linfociti T, etc., sostenute di "sieroreazioni"? Il sistema immunitario col significato datogli fino ad oggi molto semplicemente non è mai esistito!"
Si capisce che un ragionamento del genere è qualcosa di rivoluzionario, paragonabile alla novità del sistema copernicano nei confronti di quello tolemaico, che presuppone una bella lotta perché sia imposto all'opinione generale, come ci son voluti Galilei, Keplero e Newton nel 1687 per cancellare definitivamente più di un millennio e mezzo di menzogne in credule moltitudini: fate su ciò le vostre personali meditazioni!
Come osserva Edward de Bono: "La cosa strana - e persino assurda- riguardante i principi, è che noi li fissiamo come se dovessero essere permanenti e inviolabili." E spiega che ciò deriva dalla sacralità dei principi religiosi da sempre considerati come qualcosa di assoluto. Ma con i valori, le credenze, i principi della scienza è lo stesso, ed infatti: "Nessuno si arrischia a cambiare un principio fondamentale . . . le credenze sono difficili da rimuovere o da alterare." E suggerisce: "Non affidarsi mai a una sola ipotesi, indipendentemente da quanto essa ci appare preponderante o ragionevole . . . La realtà delle credenze è abbastanza differente dalla realtà dell'esperienza o dalla realtà scientifica . . . " E Karl Popper conferma: "La confutabilità è la "conditio sine qua non" della spiegazione scientifica."

L'ambientalista e i cavoli cinesi
Se il sistema immunitario non è quello che pensavamo, ossia se i nostri rapporti con i microrganismi non sono così bellicosi, non significa che dobbiamo buttare nel secchio tutto quello che sappiamo, ma semplicemente riprendiamo il pentagramma delle nostre conoscenze e rileggiamolo con questa nuova chiave di lettura.
Le cose stanno in una maniera molto semplice: anche Gandhi ricorda che è stato "affermato che in ogni atomo si condensa l'intero universo. Non c'è una legge per l'atomo e un'altra per l'universo." Questo che significa? Che la legge che riguarda la crescita dei vostri cavoli vige pure nelle vostre cellule, e le regole d'igiene urbana sono le stesse che funzionano nel vostro intestino. Detto in altre parole, siamo immersi in ambienti che a loro volta sono immersi in altri ambienti, all'infinito, come nel gioco delle scatole cinesi, in un rapporto continuo di esterno ed interno, di "self" e "non-self", in un intersecarsi ed intrecciarsi di ambienti ognuno interno ad uno ed esterno all'altro: perciò pecchiamo di superficialità quando parliamo di ambiente: quale ambiente? Lo spazio in cui ci muoviamo e respiriamo? A sua volta sta in un altro ambiente che è il nostro sistema solare che a sua volta sta nel sistema galattico, e così via. E a nostra volta noi siamo l'ambiente in cui vivono miliardi di microrganismi dislocati in vari interni l'uno all'altro, dalla pelle fino alle frattaglie varie, e fino alle singole cellule ed atomi di cui siam fatti, in un finito sempre più infinito, sia che si vada in una direzione crescente che decrescente: non facciamo a tempo a scoprire l'ultima thule che ne scopriamo subito un'altra!

L'operaio catabolico
Ebbene, tutto questo meccanismo è elastico e molleggiante, e ogni singolo ambiente deve pensare alla sua omeostasi, anche se elastica, se vuole tenere ad una sua entità e identità e sopravvivenza. E siccome esistono delle eterne leggi universali di sopravvivenza e propagazione della specie e dell'individuo, a loro volta queste leggi hanno dei paragrafi relativi, uno dei quali è quello che regola la carburazione o metabolismo con conseguente suddivisione nei due stadi di anabolismo e catabolismo: ebbene, la natura, nella sua geniale economia universale, ha fatto in modo che i prodotti del catabolismo degli uni siano i prodotti dell'anabolismo degli altri: detto in parole povere e volgari, ognuno mangia la cacca degli altri! Forse le mosche vi faranno schifo, ma pensate se non ci fossero esse chi se la mangerebbe tutta quella produzione di scorie intestinali!?

Tutte queste osservazioni vi sembreranno banali ma non mi pare che nella pratica quotidiana ci comportiamo tenendo conto di queste realtà.
Così, ai microrganismi è affidato il compito della lavorazione sia del terreno dei vostri cavoli di cui parlavamo che quello del vostro intestino. E' ovvio quindi, che se scioperano questi o quelli, il processo di lavorazione a catena si interrompe con reciproche reazioni e conseguenze anch'esse a catena.

I microbi etruschi
Perciò, chiamare questi o quelli buoni o cattivi non ha senso, se non nell'ottica di un'alterazione di rapporti di cui magari potremmo essere noi i colpevoli, e perciò i veri cattivi: a questo punto tante cose che dovrebbero essere ovvie, lo saranno ancora di più: è ovvio che se non vi spazzolate i denti i residui di cibo attireranno dei microrganismi, come è ovvio che se ve li sciacquate o fate i gargarismi dovete sputare e non inghiottire il tutto perché contiene cadaveri di microrganismi, ed è anche ovvio che ogni cibo attirerà il suo divoratore specifico: ogni specie ha la sua specie di cibo, pertanto potrebbero anche sopraggiungere microrganismi alieni, non cattivi, badate bene: tutti gli stranieri, di un altro pianeta o di un'altra nazione noi tendiamo a guardarli di malocchio: è una misura di diffidenza reciproca ("che vuole costui?"): del resto esiste anche la legge dei pionieri, la terra è di chi ci arriva primo, il territorio viene acquisito dalla prime colonie che ci arrivano, e questo vale per i pionieri del far-west, per Enea, per Colombo, per Israele, anche se a dire il vero nessuno ha trovato disabitato, trovandovi altri pionieri o indigeni (pellerossa, etruschi, aztechi, palestinesi). Ma ha prevalso sempre la legge del più forte, fino ai nostri giorni, e questo vale anche per gli animali, che delimitano in vari modi il loro territorio anche se rimane per poco di loro uso e proprietà, e vale per i microrganismi: non è facile per essi prender possesso di un territorio già abitato: ecco perché fra l'altro è sciocco usare gli antibiotici: perché rende disabitato il nostro territorio e facile preda del primo arrivato: vedete che non ci comportiamo razionalmente e secondo certe constatazioni banali?

La massaia di Haiti
E prima di prendercela con Dio o col governo esaminiamo bene se non siamo noi la causa di ciò di cui ci lamentiamo: se abbiamo in cantina formaggi e granaglie e lasciamo pure la porta aperta è ovvio che accorreranno topi e vi si installeranno per proliferare; prima di commuoverci per il colera in Perù, vediamo che tipo di aiuto possiamo dare a gente che non è capace nemmeno di capire che non è il caso di bere l'acqua nella quale si fa anche la pipì, per non dire anche la "pupù"!

E così, ad Haiti, la gente sta impassibile seduta a terra mentre davanti il cumulo d'immondizia arriva all'altezza del tetto della propria casa aspettando che chissà quale ente civile o religioso gliela tolga!
In questi casi, se intervengono animali grandi o microscopici c'è da meravigliarsi? Ed accorreranno in proporzione alla spazzatura! E dobbiamo pure ringraziarli, se riescono a toglierla via tutta! Ma quando questo succede nel nostro corpo noi chiamiamo ciò malattia e ci inventiamo punizioni divine come causa e chiamiamo nemici gli animali che ci fanno da spazzini!

Certo, ci sentiamo infastiditi da chi pulisce: immaginate una massaia che spolveri e ramazzi e lucidi e lavi: è fastidioso per il marito che riposa in poltrona! Ma è reciproco il fastidio! Sapeste come dà fastidio alla massaia quell'uomo che non si toglie dai piedi e se ne sta ad oziare e sporcare con i piedi, con le mani, buttando cenere, bucce, molliche dappertutto: come quando noi non diamo al corpo il tempo di pulire che già risporchiamo con altro cibo che in realtà per esso è spazzatura: l'improvvisa sete che viene dopo certe bevande dissetanti(!) o cibi da quattro soldi è il segnale che il corpo ha bisogno di acqua per eliminare subito quella spazzatura come una massaia ha bisogno d'acqua per pulire il pavimento o i piatti.

Giallo in Sardegna
I fenomeni allergici subentrano quando si esagera con l'inquinamento interiore, quando il corpo non ce la fa più a seguire il ritmo d'inquinamento, come una massaia che non faccia a tempo a pulire che qualcuno le rovesci sul pavimento cumuli di sporcizia: a quel punto non le rimane che rassegnarsi o dare in smanie e attacchi isterici.
Quando si è rotto l'equilibrio omeostatico del nostro ambiente subentrano quelle che noi chiamiamo allergie e malattie varie.
Gli agenti esterni cui soggiaciamo non sono solo chimici (come il monossido di carbonio o il mercurio per es.), o fisici (il caldo, il freddo, l'umidità), ma anche psichici: anzi, a questi Hamer dà il primato, non nel senso freudiano di conflitti che risalgono all'infanzia, ma quelli che lui chiama DHS (Sindrome di Dirk Hamer, dal nome del figlio che morendo (ucciso da Vittorio Emanuele di Savoia in Sardegna) gli ha causato il cancro per il dolore), cioè occasioni di "conflitto acuto e drammatico, vissuto in uno stato d'isolamento totale . . . ossessionante giorno e notte . . . uno shock psichico brutale . . . uno shock conflittuale violento, drammatico e vissuto nell'isolamento al momento della DHS", derivante da problemi familiari o religiosi o di lavoro o economici: pensate agli effetti di uno shock sul vostro computer e avrete la risposta analoga di quello che può essere uno shock per quell'insieme che descrive Hamer, "Psiche-Cervello-Organo", dove il cervello è il grande calcolatore elettronico del nostro organismo e coordina e collega i vari processi e fenomeni della psiche che ne è il programmatore e tutto procede in modo olimpico, classico, armonico, finché non sopraggiunge una stonatura, e interferisce una programmazione errata, indotta dal corpo per es. in caso di una frattura o ferita, e sia la psiche che il corpo stesso diventano organo bersaglio di questa disarmonia, con effetti di depressione e malumore sull'una e di patologie sull'altro.

Il minestrone e la cucchiara
L'equilibrio e l'omeostasi sono dunque il presupposto per la sopravvivenza dei vari ambienti e dei vari individui, animali o vegetali che siano. In caso di alterazione e turbamento e cambiamento di qualsiasi natura, in caso di innesti e promiscuità, cambiano i connotati razziali, linguistici, morali, dei vari individui ed esseri animali, umani, vegetali. Ora, cambiare è anche normale, evolversi è normale, ma è pure normale che in questo processo sopravvivano gli individui che si sono adattati e ne subentrino altri che sono o la trasformazione dei precedenti o l'emigrazione proveniente da altri ambienti.
E darei la palma della vittoria ad Eraclito, dandogli ragione quando professa il credo della metamorfosi continua col suo "panta rei", ma forse ha ragione anche Zenone che come il biblico Cohelet borbotta che niente si muove e niente c'è di nuovo sotto il sole, perché tutto si muove e si ripete muovendosi con un movimento ciclico che ritorna al punto di partenza, come una ruota che col suo movimento ripetitivo dà l'impressione ottica dell'immobilità. Possono sembrar paradossi, ma forse il paradosso è il contrario . . . ma anche Paul Watzlawick sentenzia che "tutto è vero, anche il suo contrario . . . ", ed Edward de Bono enuncia così in "Pratical Thinking" quella che lui chiama scherzosamente "la prima legge di de Bono": "Ognuno è sempre nel giusto. Nessuno può avere comunque ragione". E spiega che "all'interno delle proprie percezioni una persona può aver ragione, ma in termini di percezioni più ampie non è così e in termini di percezioni assolute non può mai essere così".
Quando per es. noi parliamo pomposamente di unità etnica, di unità linguistica, di purezza di razza e di lingua, diciamo delle grandi baggianate, perché vogliamo rafforzare una nostra posizione storica, sociale, tribale, come un animale che orina sul suo territorio per connotarlo catastalmente . . . Ma in realtà queste purezze ed unità non sono mai esistite, mai, nemmeno un momento! Per esempio, se non esiste più oggi il vero romano (il trasteverino!), in realtà quando è mai esistito? Forse ai tempi della famosa Legione romana fatta in realtà di un miscuglio di mercenari provenienti da ogni parte? E il vero siciliano chi è? Il discendente di fenici, greci, bizantini, arabi, svevi, spagnoli, francesi? E quello che caratterizza la sicilianità che cos'è, il fico d'India, il dolce arabo anche nella sua denominazione (cassata!) , il senso greco dell'ospitalità o la coppola del mafioso ribelle ai Savoia come lo era il brigante abruzzese del Regno delle Due Sicilie? E forse che per es. si parlava la lingua italiana duemila anni fa? mille anni fa? Non si parlava nemeno quando si è fatta l'unità d'Italia! Infatti quest'unità forzata è stata fatta da gente che la predicava in francese! Come Garibaldi, Vittorio Emanuele (la Savoia dove si trova?), Cavour, il cui cognome non sa certo di partenopeo e che non conosceva proprio la lingua italiana! E quanti cambiamenti ha avuto nel corso dei secoli la grammatica e le parole stesse? Sì, esistevano, ed esistono, degli istituti preposti a vigilare sulla purezza linguistica, ai tempi del fascismo in Italia oppure anche oggi in Francia sono vietate le parole straniere, ma alla faccia dei censori quello che deve succedere succede, che abbia o no i crismi per entrare in vigore: fino a non molti decenni fa (chi lo crederebbe?) i puristi della lingua inveivano contro i neologismi derivati, pensate, dal greco, cosa che per noi oggi invece è il massimo della purezza e la regola principale per accettare un neologismo! Eppure, tutte quelle parole si sono imposte malgrado tutti i divieti e gli anatemi. E così, io ho ragione di non perdere occasione di insultare gli ignoranti che dicono mìcrobo invece di microbio (secondo l'anticamente vietata etimologia greca!), ma è una battaglia persa, perché l'uso della maggioranza vince! E così, abbiamo un bell'argomentare e lamentarci dell'inefficienza della nostra polizia doganale, che fa entrare a fiumi gli immigrati d'ogni parte senza alcun controllo: ma che noi lo vogliamo o no, cari nobili e ricchi cittadini di questo paese, forse tutto ciò fa parte del piano della natura per salvare la nostra razza ormai debole e corrotta e smidollata e sterile, che può riprender vigore solo con l'innesto e l'"impurità" di altre razze più salutive che emigrano perché muoiono di fame o perché attratte dal luccichio di false ricchezze ed invece vengono a salvarci dall'estinzione con il loro seme più vigoroso, perché esiste anche un'altra legge ineluttabile, che è quella della propagazione della specie umana. O forse questo è successo in altri tempi, quando il conquistatore rammollito dal lusso e dalla lussuria veniva rimosso dal subentrante povero e muscoloso e affamato invasore. Può darsi invece che oggi i nuovi invasori vengono semplicemente a peggiorare la situazione, cercando quegli agi falsi e distruggitori e creando solo confusione voluta e programmata da qualcuno.
Comunque, tutti siamo a turno ora emigranti ora immigrati! Oggi abbiamo noi immigrati, nel passato, simo stati a nostra volta emigranti! Tutti pratichiamo la transumanza razziale col mutare degli ambienti con il loro apparato di alimentazione, clima, flora e fauna, e questo nomadismo contrasta con il nostro spirito di gruppo, con la nostra tendenza sociale, che prevede poi il censimento anagrafico, e cerca una stabilità e immobilità per un maggior controllo.

Scarpe al gorgonzola
Come dicevamo, l'anabolismo degli uni sfrutta secondo una provvidenziale legge economica naturale i cataboliti dell'altro: quindi c'è un continuo scambio sia fuori di noi, con vegetali che ci danno ossigeno e cibo in cambio dei nostri scarti polmonari e intestinali così come con gli animali con entrate ed uscite dei vari prodotti alimentari o di scarto, sia dentro di noi: la permeabilità dei nostri capillari ne è un esempio perfetto, come la parete delle nostre cellule: ma tutto deve comunicare nella stessa misura, tutto deve respirare, traspirare! E' la legge! Il nostro corpo, il nostro vestito, la nostra casa, la terra! Se la camicia respira, se le mutande respirano, se le scarpe respirano, bene . . . se no puzzano! Consolatevi almeno, quando vi togliete scarpe e calzette il cui odore rassomiglia al formaggio, che è proprio così! Cioè, le caccole dei vostri piedi contengono gli stessi microrganismi del gorgonzola! Per questo "sembra", perché "è"! Approfittatene!
E dopo aver inventato questo bel capolavoro di vestiti e scarpe che non respirano, hanno dovuto inventare un altro bel capolavoro per coprire, non eliminare la puzza: i deodoranti! Altro attacco con sostanze chimiche! Perché, che cosa credete, che i deodoranti da quattro soldi che trovate nei negozi, siano distillati da fiori e frutti? Costerebbero milioni se così fosse! Ma essendo la puzza dovuta alle tossine non eliminate tramite traspirazione, ecco che fanno accorrere microrganismi in quantità per svolgere il lavoro di eliminazione!
Ma non è finita qui! Nella nostra epoca, noi abbiamo genialmente creato vari capolavori: uno è la formaldeide, una sostanza finalmente capace di uccidere i microrganismi, batteri, funghi, virus senza che essi possano mettere in atto la loro solita resistenza e difesa genetica! Quindi, non solo abbiamo creato una sostanza non metabolizzabile dai microrganismi, ma anche un'altra sostanza che li uccide! Ma non ci rendiamo conto che ciò che può uccidere un essere vivente può uccidere anche QUALSIASI essere vivente, cioè anche noi, visto che questo potente conservante e disinfettante ce lo troviamo dappertutto!
Un altro capolavoro da noi creato è costituito dall'insieme dei cataboliti delle automobili, anche questo un fuori programma per la natura che non aveva previsto alberi respiranti monossido di carbonio, benzene, platino, ma solo anidride carbonica!
Quindi, non sazi dei nostri conflitti spontanei dovuti agli assestamenti ambientali, agli adattamenti continui cui siamo sottoposti nell'ambiente, abbiamo inventato delle "conflizioni", per usare un termine coniato da Edward de Bono, riferentesi allo sforzo intenzionale di creare conflitti, in campo psichico come in campo materiale, e quindi, come ci piace esprimerci col verbo combattere, lo usiamo volentieri sempre: combattiamo con i figli, combattiamo contro i virus, combattiamo contro l'ambiente ostile anche se tale lo rendiamo noi: del resto, politica e religione ci insegnano che crearsi dei nemici è un trucco per sopravvivere: senza nemici contro i quali combattere tanti non avrebbero motivo di esistere, come nota anche de Bono a proposito dell'efficacia di certi slogan "che sono sempre "contro qualcosa": " . . . resistono a lungo perché la loro esistenza è automaticamente connessa all'esistenza di ciò contro cui essi si dichiarano contrari. Comunque potrebbe anche formarsi una specie di vuoto, una volta che il "nemico" finisse per risultare sconfitto, perché gli slogan perderebbero di significato. Ci potrebbe poi essere la necessità di creare dei nuovi nemici per voler adempiere fino in fondo all'impegno di lottare."
Mi dispiace di avervi levato un motivo di lotta su cui si basa buona parte della medicina odierna! Ma è stato il primo passo per avviarci alla soluzione del problema della lotta contro i virus! E questa soluzione ce la suggerisce Ryke Geerd Hamer stesso, ma ve la espongo invece con un termine di Edward de Bono: "de-conflizione", cioè "la dissoluzione, o risoluzione, di un conflitto . . . lo sforzo richiesto per far svanire un conflitto..l'atto di demolire il conflitto . . . la via d'uscita progettuale da quello che sta a fondamento del conflitto . . . Si riferisce al decadere e allo sfumare dei motivi di fondo del conflitto."

Fatelo con i fiori
Ma parliamo del virus oggi di moda, senza farsi prendere dal panico, dell'HIV: mi investirete: "Pretende forse che amiamo cristianamente questo virus? Che non schiacciamo pulci e pidocchi come pretendeva il re della famosa poesia di Goethe musicata da Beethoven?"
Vediamo se possiamo applicare anche qui i metodi da me unificati nel trittico Gandhi-Hamer-de Bono, perché la soluzione del problema è nell'enunciazione e definizione stessa del problema: "i termini <dibattito>, <dialettica> o <scontro>", come dice de Bono, fanno capire che si tratta di battaglie verbali dove "ognuna delle parti diventa sempre più rigida . . . in una situazione di stallo . . . " senza fare "un tentativo per sviluppare un'idea differente da quelle che si stanno contrapponendo", senza cercare un "miglioramento della loro idea, ma solo ad assicurarsi la sconfitta dell'idea dell'avversario . . . anche se la storia della scienza è zeppa di inutili battaglie che sono state combattute in difesa di idee superate." Se usiamo anche in questo caso l'atteggiamento gandhiano della non-violenza, come si desume da de Bono, si può impiegare "tutto il tempo . . . in maniera positiva e creativa . . . in una esplorazione progettuale creativa", senza bisogno di attaccare nessuna idea e senza il "problema di <proprietà>: la tua idea contro la mia idea . . . E' del tutto assurdo pretendere di risolvere un conflitto con un altro conflitto . . . una comprensione del punto di vista dell'altro è uno dei passi più utili da fare nella risoluzione dei conflitti. L'inversione di ruolo, in cui ognuna delle parti si mette nella posizione dell'avversario, è un preciso momento della risoluzione del conflitto."
Cominciamo col fare la prova col virus stesso: chiedetevi: chissà che cosa "pensa" il virus di noi! Chissà se ci prende per stupidi!? Forse se lo potessimo vedere ingrandito come Rick Moranis nel film di Randal Kleiser "Tesoro mi si è allargato il ragazzino" o nell'altro di Joe Johnston "Tesoro mi si sono ristretti i ragazzi" vede suo figlio che lo chiama e lo saluta rimpiccolito per sbaglio nel cucchiaio di latte che sta ingoiando, vedremmo anche noi nel nostro cucchiaio il virus salutarci con la mano (cresciutagli geneticamente per l'occasione -lui può!- ), cercando di comunicarci qualcosa. Il punto di vista dell'altro non è ipotetico, come negli episodi divertenti della scimmia chiusa dallo scienziato in una stanza vuota per vedere il suo comportamento: ma mentre lo scienziato appoggia l'occhio al buco della chiave per curiosare vi scorge sorpreso l'occhio della scimmia altrettanto curiosa di lui! E così, il topolino degli esperimenti si vanta di aver "addestrato" l'uomo a dargli del cibo associato ad alcuni segnali: e il neonato non può dire lo stesso dei suoi genitori?
Ebbene, non so se conoscete quel famoso episodio, degno del "Galateo" di Monsignor Della Casa, in cui un nobiluomo infastidito da una mosca, la prende per le ali, e galante e gentile come con una signora la lancia fuori dalla finestra con delicatezza ossequiandola: "Madama, il mondo è tanto grande che possiamo starci benissimo tutti e due senza arrecarci reciproco fastidio!" Un vero comportamento non solo da gentiluomo ma da francescano-gandhiano-hameriano!
Se poi non possiamo proprio fare a meno di essere violenti per autodifesa estrema, come Gandhi stesso ammette, vi suggerirei il metodo "Caligola"! O se preferite, il metodo "ditelo con i fiori"! Voi conoscete il metodo sofisticato e raffinato con cui il famoso imperatore romano considerato pazzoide, (che tutto sommato amava francescanamente gli animali se nominò senatore un suo cavallo!), eliminò certi suoi convitati: invitandoli generosamente e cortesemente ad un luculliano convito, e facendo piovere infine su di loro tanti petali di rose lanciate da gentili mani di fanciulle, fino al punto di lasciarli senza fiato per lo stupore e la sorpresa e poi per mancanza d'aria, visto che s'era preoccupato di far sigillare bene porte e finestre! Che morte profumata! Ebbene, un uso accorto degli oli essenziali può benissimo ottenere lo scopo di un allontanamento di ospiti sgraditi o moltiplicatisi eccessivamente: basta scegliere sapientemente quelli adatti. Mosche e zanzare, prima ancora che ucciderli, si può benissimo non farli entrare affatto, ponendo già alle aperture degli incensi e dei profumi che li allontanino non è detto per la sgradevolezza, ma anche per l'intensità, come per i commensali di Caligola, che non trovavano certo sgradevole le rose, ma anzi avranno esclamato biblicamente epicureamente: "Coronemus nos rosis!"

Il cane di pelouche fa la cacca?
Ma nel caso dell'HIV, è così facile come con le zanzare?
Vediamo bene la situazione, esaminiamola da un'altra angolazione, perché come dice de Bono, se si scava sempre in un punto della miniera, si può correre il rischio di non trovare niente per anni, mentre basterebbe fare un altro scavo altrove per trovare qualcosa, ma non è facile decidere di farlo: è più facile seguire le orme degli altri, dei "Maestri", seguire il gregge: io invece vi invito a seguire una "pecora nera": Hulda Regehr Clark, di San Diego, California: vediamo il suo punto di vista, avallato da 70 casi che lo confermano al 100%. Cominciamo a parlare di un certo parassita intestinale, il "Fasciolopsis buskii", un largo parassita abituale ospite dell'intestino umano, non particolarmente nocivo per l'uomo, salvo a volte un po' di irritazione o di colite: è comprensibile, visto che non ne abbiamo una sola copia o coppia, ma possiamo ospitarne milioni di uova e microscopici nidi! Non pensateci troppo, se no non viviamo più, perché non si salva niente, e se il vostro cane può avere le zecche la soluzione non è sostituirlo con un simpatico sanbernardo di pelouche, perché questo può avere gli acari, come ce l'hanno i vostri materassi e le vostre poltrone malgrado siate una cosiddetta persona pulita!
Ma quello che dovrebbe preoccuparvi di più, caso mai, non è la cacca che può fare in casa il vostro cane (quello vero!), ma anche quello finto, di pelouche: "anche quello?" esclamerete voi convinti di uno scherzo, pensando a certi giocattoli a forma di asinelli che fanno la cacca che poi è una sigaretta! Il sanbernardo di pelouche propriamente no, ma i milioni di acari che ha addosso sì, la fanno la cacca! E quello è il vero problema e la causa di starnuti allergici!

. . . e orina pure?
Con rispetto parlando, dovremmo dire che anche noi siamo definibili un'enorme cloaca: perché pensate che, a parte quelli nostri, noi ospitiamo anche gli escrementi dei miliardi di microrganismi che ospitiamo, che abbiano o no la cittadinanza umana! E non solo escrementi sono i prodotti di rifiuto dei parassiti: secondo la scoperta pubblicata dal dr. Clark nel 1991, i parassiti hanno anche la loro urina, che sarebbe l'ammoniaca, che viene seminata dappertutto in quantità enormi intossicando l'organismo, specialmente il cervello, provocando di giorno ansietà e di notte insonnia e altri problemi di sonno: ma assumendo ornitina prima di andare a dormire e arginina la mattina si può ovviare al problema aiutando il cervello a rendere inoffensiva l'ammoniaca trasformandola in urea tramite l'intervento indispensabile dell'enzima ornitina carbamiltransferasi.
Se i filiformi vermi nematodi "Strongyloides" possono portare un'apparentemente semplice emicrania ma che Hamer chiama "una specie d'equivalente attenuato dell'epilessia", la presenza di parassiti nel cervello è così grave che può portare non solo alla depressione ma anche alla schizofrenia, ed un singolo verme rotondo come l'"Ascaris", se localizzato nei polmoni può causare asma, ma se localizzato nel cervello può addirittura causare un colpo apoplettico!

Le uova crude
Ma torniamo al "Fasciolopsis buskii", che appartiene alla famiglia dei vermi piatti, piatti come una fogliolina (platelminta, classe trematodi), parassita non proprio sconosciuto: è "schedato" dalla polizia scientifica dal 1925, da C. H. Barlow che gli dedica un articolo su tutto il suo ciclo di vita. E ha la residenza nel nostro intestino, dal quale però spesso evade, o almeno i figli. Sono milioni e milioni le uova che produce, ma non tutte si schiudono, poiché buona parte (per fortuna!) vanno via coi movimenti peristaltici, mentre gli adulti stanno ben incollati e aderenti alle pareti intestinali, sulle quali appunto, quando si verificano ferite anche minuscole si vanno a depositare le microscopiche uova, che all'occasione passano nel flusso sanguigno, insieme alle uova di altri parassiti beninteso, cosicchè alcune di esse si schiudono direttamente nel sangue, nel quale nuotano con i loro minuscoli peli natatori! Ma non hanno scampo normalmente: appena arrivano al fegato, se questo funziona bene e non è distratto, vengono eliminati!

Come abbiamo accennato, il "Fasciolopsis buskii", non è il solo parassita intestinale, generalmente ne ospitiamo almeno una dozzina dei circa 120 possibili: siamo abbastanza grossi per fornire vitto e alloggio a questa massa di mangia-pane-a-tradimento: molto comune è l'"Eurytrema", verme pancreatico del vitello, che può alloggiare anche nel nostro pancreas, comune è anche il verme di fegato di pecora, c'è poi il "Prosthogonimus", parassita dei polli, il "Paragonimus Westermanii" dei polmoni, il "Cryptocotyle" del gabbiano, il "Platynosomum", parassita del fegato del gatto: ma non allarmatevi! E' normale avere una dozzina di parassiti intestinali! Per non parlare di tutti quelli che abbiamo in generale, sopra e sotto la pelle, dappertutto: se Rick Moranis ci prestasse il suo sofisticato apparecchio che ingrandisce e rimpiccolisce potremmo vedere un'orda di animaletti bofonchianti, striscianti, nuotanti, mordicchianti, succhianti, masticanti, defecanti, urinanti, proliferanti.
Abitualmente comunque, per quanto riguarda i parassiti del nostro intestino, le migliaia di uova che quotidianamente producono vengono spinte verso l'uscita dai movimenti peristaltici ed espulse con le feci.

Il parassita emigrante
Mantenendo coerentemente il nostro atteggiamento francescano-hameriano possiamo immaginare una possibile azione positiva di questi parassiti nei nostri riguardi pensando che semplicemente divorano qualche altro microrganismo a noi più nocivo in caso di moltiplicazione: perché andiamoci piano con l'aggettivo "nocivo": non fa parte della nostra filosofia: il buono e il cattivo dipendono in questo caso soltanto da fattori di numero e di ambiente. Infatti i problemi arrivano quando le uova dei parassiti si schiudono in numero esagerato e la loro popolazione emigra negli altri organi! Ma andateci piano con l'incolparne il governo, il sindaco o Dio! Siamo noi che, colpevoli o solo ignoranti, causiamo quei mutamenti numerici e ambientali che portano a ciò!

Anche Clark ipotizza per es., in questo perfettamente d'accordo ed in sintonia con Hamer senza saperlo (se no la sua ipotesi sarebbe certezza!), che le cellule morte degli organi danneggiati siano cibo per i parassiti nella fase "infantile": ma questo è il ruolo di "spazzini" che appunto attribuisce loro Hamer tanto da farceli considerare nostri amici! Se poi, la situazione diventa o ci appare patologica per il persistere o per il moltiplicarsi dei microrganismi, non ne sono colpevoli essi, ma noi che continuiamo a far sì che la situazione non cambi o anzi peggiori, mentre i microrganismi non fanno altro che il loro dovere! E' come se voi vi sentiste infastiditi dal rumore di aspirapolvere, scope, battipanni, piatti, e dal viavai della vostra cameriera o dei netturbini che portano via la sporcizia che voi stessi avete prodotto!
E spesso, i nostri interventi maldestri, interrompono e alterano quella catena, quell'equilibrio di rapporti fra i microrganismi che garantiscono il controllo della densità demografica degli uni sugli altri.

Signor microbio "Scusi, vuol ballare con me?"
Nei suoi tentativi di cercare una spiegazione alla crescita irregolare dei parassiti, Clark, sempre senza saperlo, tocca un altro tasto in sintonia col pensiero di un altro grande, di Georges Lakhovsky, il teorico dell'oscillazione cellulare, ma quest'ulteriore spiegazione alternativa non annulla ma integra e chiarisce la precedente. Clark infatti, oltre ad una distrazione del sistema immunitario, pensa che l'incontrollato sviluppo del "Fasciolopsis" successivo al secondo stadio, cioè la fase di schiusa delle uova da cui nascono come tanti girini quelli che Barlow chiama in questa fase "miracidiae", possa anche esser dovuto, oltre che al cibo costituito da cellule morte degli organi danneggiati, al cambiamento della carica elettrica e del campo magnetico di questi stessi organi, come Giorgio Lakhovsky infatti, intuisce già nel suo libro "L'origine de la vie" del 1925, lo stesso anno dello studio di Barlow!

Se la vita, secondo la visione di Lakhovsky, è "l'equilibrio dinamico delle cellule, l'armonia di molteplici raggi che reagiscono gli uni sugli altri", secondo leggi note quali "<l'auto-induttanza>, che caratterizza l'induzione elettromagnetica d'un circuito; la <capacità>, caratterizza la sua induzione elettrostatica; la <resistenza elettrica>, che caratterizza l'opposizione del circuito al passaggio di corrente; la <lunghezza d'onda> e la <frequenza>, grandezze inverse che caratterizzano la natura della radiazione", ne consegue che certi microrganismi vibrano ad una frequenza inferiore o superiore a quella delle cellule del nostro organismo, le quali sono così costrette a ballare un'altra musica, cioè a modificare l'ampiezza o la frequenza delle loro vibrazioni, ciò che ne provoca la soffocazione, cioè la malattia, ed appunto profeticamente Lakhovsky propone una idea di musicoterapia ed elettroterapia, quando afferma che logicamente, per ripristinare la salute, basta fare il contrario in pratica: cioè costringere i microrganismi a ballare al nostro ritmo, o se no ad andarsene ("apporter une radiation de fréquence et d'amplitude convenable qui, en redonnant à la cellule l'énergie qui lui manque, lui rende la santé . . . "): o per dire diversamente, siamo noi che non dobbiamo creare ipossia nelle nostre cellule, perché noi siamo esseri aerobici, cioè abbiamo bisogno di ossigeno, e siamo fatti di acqua che a sua volta per lo più è composta di ossigeno, mentre invece molte forme primordiali di microrganismi, che vivevano bene quando sulla terra l'atmosfera era più scarsa di ossigeno, sono anaerobici, cioè suonano ben altra musica, anzi, nessuna musica, visto che la musica ha bisogno di aria per vibrare, almeno una vibrazione a noi consona.

Curriculum vitae
Quindi, possono essere diverse le strade, i rimedi per far tornare tutto all'omeostasi: abbiamo visto che con determinati oli essenziali possiamo sgombrare il campo dell'eccesso di parassiti, ma teoricamente ce ne vorrebbe uno specifico per ogni tipo; non solo, bisogna contemporaneamente sbarazzarsi non solo degli adulti, ma anche e soprattutto delle uova che altrimenti si dischiuderebbero presto, nonché di quelle appena dischiuse che altrimenti, diventando adulti, produrrebbero altre uova! Certi rimedi sono infatti inutili perché non in grado di stanare anche le migliaia, milioni! di uova che nella loro sapienza e intelligenza (almeno per quel che riguarda la loro sopravvivenza!) insetti e parassiti sono capaci di dimostrare andandole a nascondere non certo sui pavimenti o superfici lisce e transitate, ma negli angoli e anfrattuosità più impossibili e nascosti, come fra le pagine di un libro o dentro la custodia di un disco, o dentro le fessure di un'automobile che intuiscono abbandonata, sì da costringervi a meravigliarvi e lodarli più che arrabbiarvi! Quindi, ci vogliono rimedi specifici per ogni stadio! Certo, sarebbe più pratico che Rick Moranis ce l'ingrandisse quanto basta per spazzarli via con una scopa!

Se seguiamo le spiegazioni di Hulda Regehr Clark, vediamo che non si discosta dalla visuale pleomorfica di Naessens: ma ricordiamo che prende le sue informazioni dallo studio fatto sul "Fasciolopsis buskii" da C. H. Barlow nel 1925!
Abbiamo già visto che il secondo stadio del "Fasciolopsis" è rappresentato dalle uova dischiuse, da cui escono piccole larve ciliate chiamate "miracidiae", e che il fegato le tiene sotto controllo e le neutralizza. Ma a volte non è così! Il fegato diventa incapace di intrappolarle ed eliminarle, ed anche il sistema immunitario si sente impotente: a questo punto, le "miracidiae" cominciano già a diventar feconde! Non c'è niente di più velocemente e numericamente fecondo dei microrganismi! E l'eccesso numerico degli individui garantisce la sopravvivenza della specie, ciò che non vogliono capire quelli che si meravigliano che i poveri del primo e terzo mondo siano così fecondi predicando loro di moderarsi: ma è l'istinto di sopravvivenza che agisce, nell'uomo come nei microrganismi, perché più si prolifica e più c'è la possibilità che il 10% che sopravvive sia numericamente sostanzioso!

E così, le uova espulse dall'intestino non è detto che siano destinate a dissolversi: nella catena gastronomica della natura andranno a finire nello stomaco e nel fegato di altri animali dove svilupparsi, garantendo ciò tramite cisti, involucri impermeabili resistenti al freddo e a tutti i disagi ambientali in ogni loro stadio, attraversando momenti di vita latente in attesa delle condizioni favorevoli a successivi sviluppi, sempre tramite ospiti intermedi: le mucche o le pecore che ignare brucano erba piena di cisti, o noi che mangiamo questa e quelle!
Dentro le "miracidiae" che si evolvono ora in sporocisti, si cominciano così a formare agamicamente delle larve rotonde, palline viventi che schizzano via e cominciano già a riprodursi. Da un solo uovo iniziale possono schizzar via quaranta palline, chiamate "rediae", ognuna delle quali può già fare un'altra pallina! E così moltiplicandosi, queste milioni di "rediae", trasportate dal sangue, vanno annidandosi in numerosi organi, quelli dove si trovano più a loro agio, o meglio quelli dove noi permettiamo che si trovino a loro agio, in modo che sia favorita una successiva trasformazione: all'improvviso infatti, emettono una codina e cominciano a nuotare di nuovo: in questa nuova forma si chiamano "cercariae": e che cercano? Cercano un posto dove stabilirsi, appiccicandosi ai nostri tessuti per una nuova metamorfosi: diventano "metacercariae", cioè cominciano a diventar bozzoli, previa sparizione della codina. Attorno a esse si forma una spessa protezione cistica in grado di proteggerle da ogni situazione pericolosa, e così, le "metacercariae", resistenti agli agenti aggressivi, ben protette nei loro bozzoli, aspettano l'occasione propizia per arrivare alla conclusione del loro ciclo e diventare adulti dei "Fasciolopsis", ma localizzati non nell'intestino, bensì dappertutto, dove ci sia da mangiare, divorare, succhiare fluidi vitali per sopravvivere nei vari stadi di uova, <miracidiae, rediae, cercariae, metacercariae>, adulti!

Il vaso di Pandora
Per prender coscienza meglio di tutto ciò, trasportate nel piccolo, all'interno del vostro corpo, le immagini e le vicende dei famosi film di fantascienza quali "Cocoon, l'energia dell'universo" di Ron Howard (1985), o "L'invasione degli ultracorpi" di Don Siegel (1956), dal racconto di Jack Finney: quello che Finney fantastica come opera di extraterrestri che vogliono sopravvivere a spese dei terrestri è realtà nel piccolo, nel nostro corpo: quei bozzoli che si svegliano approfittando del sonno dell'uomo per inserirsi nelle cellule e nel DNA, sono le <metacercariae> che abbiamo appiccicate come ventose nei nostri tessuti, e aspettano che noi, addormentati e incoscienti, favoriamo la loro nascita; quei camions di baccelli pronti a partire per ogni direzione a colonizzare il mondo sono le <miracidiae> piene di <rediae> e di potenziali <metacercariae> che aspettano di aprire la loro foglia vischiosa e collosa come quella di un baco da seta o come una ragnatela. Eccole, emigrare nel fegato, nei reni, nei polmoni, nella prostata, nell'utero, nel timo! Nel timo, direte voi, cascano male, perché c'è la fabbrica dei linfociti preposti alla difesa! E invece no, perché nell'intestino questi grandi parassiti trovano spazio sufficiente per non irritare, ma nel timo, ghiandola piccola come una ghianda, posta fra la tiroide e l'inizio delle ossa del petto, essi stanno stretti, come in un carro bestiame, e si ammassano e si accumulano e si ficcano in ogni interstizio, impedendo l'attività ghiandolare e quindi proprio la produzione dei timociti, che cala sempre più. A quel punto, come si suol dire, quando manca il padrone il gatto balla: ma secondo la filosofia di Hamer potremmo vederla in un altro modo: non lavorando i linfociti o i fagociti, si svegliano altri operai per fare il loro lavoro: comunque la scena è questa: batteri e virus che stavano nascosti e addormentati in ogni parte del corpo si svegliano dal loro letargo, abbandonano lo stato di latitanza e vengono allo scoperto, come orde di invasori: immaginate rimpiccolite nel vostro corpo le figure fantascientifiche dei film "Alien" di Ridley Scott, "Alien 3" di David Fincher , "The Blob, fluido mortale" di Irvin S. Yeaworth jr., "Abyss" di James Cameron: miriadi di spore e di virus che erano come ibernati si svegliano: ecco le microscopiche apatologiche spore dell'anaerobio batterio di Nicolaier o <Clostridium tetani>, presenti nei cibi, nella polvere casalinga, insediate nei tessuti necrotici, nelle ferite lacere e anfrattuose, nelle escoriazioni, nei canali delle radici dentali, trasformarsi in batteri e moltiplicarsi, con relativa produzione di una tossina micidiale come la stricnina: la tetanospasmina; ecco ancora fra i denti, nelle unghie (pensate perciò che significhi rosicchiarle, ragazze!), nei foruncoli vari, nelle ghiandole pilosebacee, lo <Staphylococcus aureus>, che può scatenare flebiti e setticemie; ecco il virus della varicella, che da decenni pensavate di aver debellato, mentre in realtà era nascosto nei gangli dei nervi cranici e rachidei, rispuntar fuori col nome più ad effetto di <Herpes zoster> e propagarsi di cellula in cellula lungo neuroni e nervi periferici e attraverso il sangue fino a giungere alla zona cutanea; della famiglia enterobatteriacea ecco due bastoncelli a rima, <Salmonella> e <Shigella>, che sembrano due personaggi da cartone animato ed invece possono portare tifo e dissenteria; nei polmoni invece troviamo lo <Pneumocystis carinii>, un protozoo che provoca dispnea grave e polmonite che può diventare letale; e poi, ecco la <Candida parapsilosis> trasformarsi in <albicans>, e disseminarsi ovunque tramite le vie sanguigne: nelle mucose vaginali, orali, faringee, esofagee, intestinali: è un vero vaso di Pandora da cui fuoriesce ogni patologia! Ma chi è stato ad aprirlo? Voi, naturalmente! E quando, e come?

Colpo di scena
Intossicando il vostro timo dalla mattina alla sera fino a renderlo saturo: di che? Di benzene! Ma non pensate solo alla benzina della vostra auto: il benzene (o benzolo), idrocarburo aromatico scoperto già nel 1825 da Faraday, è un solvente molto usato nell'industria, nell'alimentazione, nella cosmetica! Perché nessun solvente scioglie i grassi così velocemente come il benzene! Ed è talmente efficace e utile che anche il "Fasciolopsis" la <pensa> come noi! E a che gli serve? Indovinate un po'! Anch'esso lo trova ottimo come solvente per la dura e spessa copertura dei bozzoli delle <metacercariae>, oltre che per far schiudere le sue uova: comunque sia è attratto da questo solvente, e se il parassita si sposta dall'intestino al timo il motivo è da ricercarsi nel fatto che siccome ogni tossina si accumula in un organo elettivo, il benzene sceglie il timo: se voi mangiaste un pezzettino di benzene lo ritrovereste subito nel timo, e anche se lo strofinaste sulla vostra pelle, dopo solo mezzo minuto lo trovereste nel timo! Considerando poi che tutto il nostro corpo è fatto di sostanze grasse, dal cervello alla spina dorsale, dal rivestimento nervoso alle pareti di ogni cellula, pensate al danno che può portare il benzene non solo nel timo ma nel midollo spinale, nella milza e ovunque nel nostro corpo!

Ma esistono altri solventi da cui siamo avvelenati, come lo xilene (o xilolo o dimetilbenzene, usato come solvente per lacche e nell'industria dei poliesteri), e il toluene (o toluolo, derivato da frazioni del petrolio; usato come solvente per vernici, e materia di partenza per produrre anche tritolo e saccarina!), che si accumulano coi loro vapori tossici nel cervello, ed anche lì il parassita intestinale può fare la sua covata, che può svilupparsi fino allo stadio di <rediae> e <cercariae>, ed eventualmente anche quello di adulto, causando il morbo di Alzheimer; l'alcool isopropilico, derivato dall'acetone o dal propilene, usato come antisettico, anticongelante e disidratante oltre che come solvente, si accumula nel fegato, dove pure i parassiti possono diventare adulti, provocando il cancro; l'alcool etilico, o metanolo, presente in molte bevande gassate e carbonate, in certi dolcificanti e altri cibi, va in primo luogo nel pancreas, ma si accumula anche negli occhi, ed entrambi questi organi possono diventare zone di allevamento, causando diabete e congiuntivite: ipoglicemia e stanchezza cronica sopraggiungono, gli occhi si infiammano, bruciano, pizzicano e diventano facile covo di sviluppo per parassiti come quello del gatto, il <Toxoplasma>, e poi diagnosticate allergia da pollini!

E così altri solventi usati anche come estrattori e diluenti nelle industrie di vernici, lubrificanti, esplosivi, fibre tessili, benzine, farmaci in fiala (principio attivo in soluzione!), e nei processi di lavaggio a secco, si depositano in altri organi, quali l'utero, causando endometriosi, la prostata, causando prostatite cronica, i reni, causando il morbo di Hodgkin; ed infine gli adulti del "Fasciolopsis" sono coinvolti anche nel sarcoma di Kaposi! Come vedete, molte di queste patologie nominate sono associate all'infezione da HIV, e fanno parte del quadro complessivamente denominato poi AIDS! Perché? Perché l'HIV, secondo la teoria di Clark, si sviluppa a sua volta come parassita del "Fasciolopsis"! E questi preferisce installarsi nel timo per la presenza di benzene! O in altri organi dove poter sfuggire ai linfociti occupati o sopraffatti da altri solventi o veleni quali mercurio, piombo, cadmio: si crea un circolo vizioso, il benzene danneggiando rende il corpo più debole e suscettibile agli altri veleni, incapace a disintossicarsi, l'uno tira da una parte, gli altri spingono, verso un precipizio! E' come aver aperto porte d'ingresso e di servizio e finestre e botole di soffitta e cantina agli invasori! Poi sigillate bene tutta la casa e le uova dei parassiti, sparse dappertutto, si schiudono a milioni, coprendo pareti, pavimenti e tetti! Immaginate tutto questo schiudersi di uova: è come un'esplosione atomica dentro il vostro corpo!

Arrivano i nostri!
Nella sua casistica Clark nota che la presenza dell'HIV, che nasce dal parassita, è sempre associata, ripeto sempre, alla presenza sia del verme che del benzene! Questo retrovirus ha bisogno del verme per sopravvivere! Egli non ha mai visto HIV senza benzene nel timo, anche se teoricamente l'HIV potrebbe sparire anche eliminando solo il verme e non il benzene: ma questo a sua volta attira il verme, per cui lei asserisce e definisce la patologia da HIV/AIDS come una malattia causata dal parassita intestinale "Fasciolopsis buskii" che si trasferisce nel timo danneggiato dal benzene. E la prova del nove è che con una cura adeguata, atta a eliminare benzene e parassiti adulti con tutte le uova in giro, porta nel giro di massimo cinque giorni alla sparizione di ogni sintomatologia da AIDS!
Infatti, malgrado la complessità e l'apocalittico quadro finora descritto, il dr. Hulda Regehr Clark, avallato dal 100% dei risultati dei suoi 70 casi esaminati, sostiene che da tutto ciò si può facilmente e velocemente uscirne fuori nel giro di 24 ore!

Apocalisse!
Naturalmente, non siamo frettolosi fino a questo punto! Infatti, lei, con le sue formule particolari di erbe e i suoi bioalimenti (aminoacidi, vitamine . . . ) fa un esempio di cura per una o più settimane, da ripetersi ciclicamente, sia per eliminare il parassita che il benzene accumulato, e che si può accumulare nuovamente, perché ovviamente, nolenti o volenti non è facile sfuggire all'onnipresente benzene usato per preparare materie plastiche, detersivi, insetticidi, coloranti, prodotti farmaceutici, anche tramite i suoi derivati e intermedi: l'etilbenzene, che passando dallo stirene arriva al polistirolo; il clorobenzene, implicato nella produzione del famigerato DDT; il nitrobenzene, usato per profumare saponi, e il suo derivato amminobenzene (o anilina), usato in coloranti e prodotti farmaceutici; il fenolo (o acido fenico), velenoso, caustico, usato per preparare nylon, coloranti, acido salicilico, erbicidi, disinfettanti, ormoni vegetali, oli minerali.

Diffidare di tutti i profumi e prodotti dove i solventi si camuffano con un aroma: evitare cibi aromatizzati (yoghurt, canditi, dolci e pasticcini preconfezionati, pastiglie per la gola, gelatine), oli da cottura e pasticceria (usare solo olio d'oliva, burro e lardo, magari di Colonnata!), gelati, creme per mani e pelle, dentifrici anche di presunta marca di salute, bevande compresa acqua imbottigliata e succhi di frutta confezionati, rossetti e ammorbidenti per labbra, gomme da masticare, cibi aromatizzati per cani, gatti, uccelli, mangimi per polli e vitelli.

Quando non si può fare a meno di usare certi prodotti, come benzina, mastici e collanti, vernici e detergenti per pennelli, smacchiatori, lacche, prodotti per pulire mobili, vetri, pavimenti, scarpe, contenenti benzene o altri solventi, ricorrere almeno a certe precauzioni: evitare di respirare e inalare i vapori o addirittura mettere una mascherina (invece spesso non ci rendiamo conto e troviamo addirittura gradevole l'aromatico idrocarburo e lo sniffiamo pure!); e cercare almeno di ventilare il luogo durante e dopo il lavoro, ed usare eventualmente guanti, per evitare fra l'altro fenomeni allergici cutanei o polmonari.
E abbandonate senza rimpianto allegre usanze di comitiva, quando cucinate le vostre belle bistecche al fuoco all'aperto, alla griglia, o usate il tostapane: il benzopirene di cui si intridono i cibi viene persino usato negli esperimenti dei tumori perché ufficialmente cancerogeno! Il fegato avrà un bel da fare per disintossicarsi, lasciando residui di benzene! Cuocete comunque bene la carne per evitare eventuali infezioni dal parassita intestinale!

E soprattutto non vi fate ancora incantare dalla pubblicità di prodotti sempre più nuovi, migliorati, vantati come sbiancanti, pulenti che meglio non si può: forse i vostri piatti sono splendenti o forse le macchie sono rese invisibili dal cobalto aggiunto! Forse il vostro caffè o the sarà fragrante o forse avrà solo aromi aggiunti, e tutto quello che è estratto da qualcosa è estratto tramite un solvente: se no la caffeina come credete che la levino dal caffè? E il basso contenuto di nicotina vi convince ora? E l'aroma di menta può darsi che sia estratto dalle foglie di menta ma forse non con i costosi metodi della distillazione ma con il benzene!
Non comprate perciò i prodotti sospetti!
Può ben dirsi "Acquisita" la Sindrome di Deficienza Immunitaria! Acquisita a suon di quattrini, con gli innumerevoli prodotti ben pagati, vera immondizia incartata con carta lucente e fiocco dorato, che anno dopo anno ha reso i vostri corpi dei mondezzai, i sepolcri imbiancati di cui parla il Gesù che mi piace!

Finale?
Che resta in piedi delle altre teorie sull'AIDS? Si possono anche adattare a questa nuova chiave di lettura, facendo prendere un sospiro di sollievo a quanti vedevano nel sesso ormai un tabù <sui generis>: ma rimangono le modalità di contagio tramite baci e saliva, seme e rapporti sessuali, sangue e trasfusioni, gravidanza e allattamento col latte materno. Ma ciò non deve renderci la vita impossibile, perché abbiamo già visto che l'equilibrio omeostatico di tutti gli ambienti esterni e interni a noi è molto difficile da mantenere anche se ci si ritirasse in eremitaggio da uomo primitivo, perché le radiazioni degli esperimenti nucleari potrebbero raggiungerci fin nel posto più lontano anche fra due secoli . . .

Ricominciamo da tre . . . paragrafi fa!
Finora abbiamo esposto la teoria della Clark, la quale è giusta salvo in un piccolo particolare, che supponiamo avrà corretto col tempo: l'esistenza del virus! Anzi, la non esistenza del virus! Che lei infatti non ha mai visto! Ha solo visto un verme! Ed ha supposto che vi si insediasse il virus che "dicono" causi l'Aids, che con la sua cura realmente sparisce! Ma non sparisce il virus che non c'è! Con la sua cura in realtà sparisce tutto quello che viene etichettato come Aids, malattia inesistente! Esistono le malattie "opportunistiche" o gli effetti collaterali provocati dai farmaci! e con la cura della Clark certamente ci si disintossica e si sta meglio! Ma lei non ha mai visto il virus! Nessuno l'ha mai visto!

Chi l'ha visto?
Indagate voi, chiedete in giro, chiedete a tutte le studentesse (va bene, anche agli studenti!), a tutte le laureate in biologia molecolare, microbiologia, a tutti quelli insomma che sono specializzati nello studiare i virus, chiedete, da Messina a Cuneo, se qualcuno di loro nel corso del loro iter didattico ha mai visto un virus, un virus qualsiasi dico, mica il cosiddetto HIV! Vi risponderanno che non l'hanno mai visto! Perché gli strumenti per vederlo sono rari e costosi e pochi nel mondo, e quindi pochi l'hanno visto!
Allora, venga con me ispettore, andiamo a cercare qualche fortunato che ha potuto usufruire di questi pregiati microscopi atti a vedere un virus!
Eccone uno! E' il Dottor Stefan Lanka, virologo e biologo molecolare, laureato in scienze naturali e biologia con specializzazione in botanica marina all'Università di Costanza. Nato nel 1963 a Langenargen, in Germania, dal 1984 al 1989 ha fatto ricerche in neurobiologia genetica e virologia, e dal 1987 al 1994 ha fatto degli studi di biologia molecolare studiando, osservando e isolando centinaia e centinaia di virus: lui sì che è uno che ha isolato virus! E' stato il primo anche a isolare un virus marino: l'Ectocarpus silicosus. Ed il primo ad osservare direttamente un sistema stabile di una cellula con un virus ospite!
Ebbene, nelle sue centinaia di osservazioni, afferma Lanka, non ha mai visto una sola volta un virus uccidere o aggredire nessuno! Non ha mai constatato questo ruolo di virus killer! Ha potuto constatare che sono fole e stupidaggini certe frasi terroristiche che scrivono nelle riviste, quando scrivono che un virus, o questo o quel virus, POTREBBE UCCIDERE TUTTI IN MEZZ'ORA! MA NON LO FA! E perché non lo fa?
Perché ha altro da fare! Perché sono altre le cose cui si dedica! Ossia, il virus si occupa di trasportare le informazioni da una cellula all'altra! Fa il postino, il facchino del DNA! Altro che assassino!
Lanka, felice della sua scoperta la comunica ai suoi insegnanti, i quali invece gli consigliano amorevolmente e paternamente di non divulgare questa notizia, invogliandolo anche con crociere piene di belle ragazze, facendogli intuire che potrebbe avere una bella carriera, dedicarsi a studiare i suoi virusetti marini, confortato da un lauto stipendio e da una miriade di belle segretarie. Ma egli si rifiuta, e si trova non per mare, ma per strada, non ad isolare virus ma ad essere isolato egli stesso dal mondo medico e dal mondo del lavoro!

Lanka nega che sia mai stato isolato l'HIV, ed ha anche giurato in un tribunale, a Dortmund, negandone l'esistenza. Ed il giudice, non trovando nessuno scienziato ufficiale che dimostrasse il contrario, non ha potuto fare altro che dichiarare, il 24 febbraio 1997 almeno che comunque questo virus non era né mortale né pericoloso.
Lanka nega anche l'esistenza della classe dei retrovirus, invenzione bella e buona per giustificare, oltre alla chemioterapia, la presenza di trascriptasi inversa, cioé informazione che va dall'RNA al DNA, cosa che sconvolge l'impostazione scolastica della genetica.
Il virus non fa altro che riparare le cellule, e comunque elimina quelle danneggiate sostituendole con nuove. Quindi fa anche il riparatore e lo spazzino.
Ma se questo virus, che finora era presentato come un feroce assassino e causa di malattie epidemiche, è semplicemente un solerte postino ed un affacendato facchino ed un attivo spazzino, qualcuno sta barando, mentendo. E perché mai?

Fonte: La Leva di Archimede

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