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Si riprende a salire, con discrete pendenze, in ambiente spoglio (pascoli) e, superato il bivio per il rifugio Savigliano, si affronta un ultimo tratto di impegno moderato che conduce, attraverso l'abitato di Chianale (1796mt), alle prime secche rampe ubicate nell'ampia conca prativa sede della ex-dogana. La strada offre gli ultimi istanti di riposo e raggiunge la sbarra (da questo punto viene sempre vietato il transito notturno di tutti i veicoli) vero punto di svolta della salita (ci attendono i durissimi 9.5 Km al 9.5% prima di raggiungere il colle).
Un breve rettifilo, culminante in un semitornante sinistrorso ubicato sopra ad un ponticello, rappresenta l'esordio della crudele ascensione. Si sale con fatica (Pendenze costanti sopra il 10%) lungo feroci segmenti rettilinei che sembrano abusare dello spoglio paesaggio circostante per infliggerci ulteriori tormenti. Una malga, una bella cascatella non bastano ad alleviare la fatica. Al termine d'un ampio curvone, notevolmente esposto, ad est, sulla conca della dogana, le pendenze prendono ad incattivirsi ulteriormente (cartello indicante 14%) percorrendo un terribile rettilineo che sembra non finire mai. Il disegno della strada appare di curva in curva sempre più arcigno e crudelmente evidente.
Superata un ampia balconata ove la strada compie una lunga svolta di 180°, spianando giusto il tempo d'illuderci, si riprende a salire con pendenze dell'11%. Si procede, ai piedi delle dirupate contrafforti del Mt.Aiguillette, lungo una stretta bastionata che si risolve in un bel segmento adagiato tra macchie di prati. Superato qualche tornante, si affronta il tratto finale rappresentato da una lunga diagonale disegnata a mezzacosta sulla destra orografica del vallone. Un ultimo, evidente, tornante, ci indirizza al punto di valico.
Giunti al colle (km33 - 2746mt) si pùò notare la grande targa che riprende il nome del colle e segnala il punto di confine tra Italia e Francia. Osservando a sinistra (guardando in direzione dell'Italia dietro la cresta sovrastante l'ultimo tratto di strada) si pùò vedere la splendida sagoma del Monviso. La strada prosegue verso la Francia con un tracciato decisamente meno impegnativo.
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