Questa pagina vuol essere un breve omaggio a Bruno Martino ( vedi la
nota biografica ) . Musicista eclettico -
cantante , pianista , compositore - , Martino apparteneva alla "
vecchia guardia " del jazz nostrano . In qualità di
autore poteva fregiarsi di un primato piuttosto raro : "
Estate " , una delle sue composizione di
maggior successo - grazie anche all'interpretazione di questa fatta da
artisti come Joao Gilberto e Chet Baker - , è stata inserita nel "
Real-book " ( un vero onore , questo , per un
musicista ! ) . Alcune volte , però , accade che i successi
finiscono col diventare ingombranti " icone " difficili
da scrollarsi di dosso . Così , forse , il binomio B. Martino -
Estate aveva finito col dargli maggior fama nelle vesti di autore
piuttosto che in quelle di esecutore , relegandolo nelle atmosfere dei
night , dei " dancing " , più vicine - almeno allora -
alle " atmosfere " che lui amava . Ma per il mondo del Jazz ,
piccolo pianetino della galassia musica specie in Italia , questa
distinzione è spesso solo una piccola sfumatura , perchè in
questo genere musicale le due figure , nei casi migliori , coincidono ( limprovvisazione
è anche una " composizione istantanea " , non siete
d'accordo ? ) . Questa mania di " etichettare " , più
legata al nostro bisogno di avere una costruzione mentale per poter
comprendere la complessità del Reale che non alla reale necessità
di identificare più specificatamente lo stesso , spesso finisce col
nascondere quanto amore , studio , sacrificio , passione si celino dietro
una vita data alla musica . I Tg nazionali hanno divulgato sbrigativamente
la sua scomparsa : - " E morto Bruno Martino , lautore di
Estate . Aveva 74 anni . "- . Così ho appreso la notizia : e
quella che mi è sembrata una sbrigativa formalità mi ha
riempito di saudade ; mi ha fatto fermare , pensare ...
Da prima ho pensato : -" Viene dato così poco "spazio"
in Tv alla musica - per il jazz , poi , non ne parliamo ... - che forse mi
dovrei sorprendere di più per il fatto che l'abbiano detto ! .
Quando in televisione si parla di Musica , più che altro ci si
limita a pubblicizzare uscite di nuovi CD , o video in anteprima ( e forse
anche per questo cè poca " cultura musicale "
in Italia )" - . Poi , da queste invettive contro la televisione ,
sono passato a pensare che , in fondo , anche per me Bruno Martino , forse
anche a causa della mia età , era poco più che " un
nome " . Questo mi ha fatto sentire un pò in colpa ( e
meno in diritto di criticare ... ) : mi sono sentito a disagio per aver
sempre indagato sulla storia del " jazz americano " e
molto poco - per non dire quasi mai - su quella del jazz italiano ( ad
eccezione di quello contemporaneo ) . E questo perchè il "
modello " è JAZZ = AMERICA . In questo mondo è
veramente difficile staccarsi dalle categorie , dalla corrente ; da quello
- chissà poi cos'è - che ti porta a sapere cosa ha fatto
domenica la juve anche se questo non ti interessa , mentre ti impegna in
sudate gincane per ascoltare un disco che non sia nelle hit parade , o per
trovare un libro un pò particolare . In passato , a Bologna , ho
partecipato ad un incontro con Max Roach - evento
organizzato all'interno della manifestazione Crossroads - ; in
quell'occasione , in risposta ad una domanda di uno dei presenti su cosa
fosse per lui , oggi , il jazz , Roach , sintetizzando il concetto , ha
risposto :
- " Ho sempre faticato a fare questo genere di distinzioni : per
me esiste la Musica . Ma se proprio vogliamo dividerla , allora io la
distinguerei in " buona " e " cattiva " ... ( risatine
tra il pubblico ) ; quella buona è quella che serve a far divertire
; che riunisce insieme le persone ; che è strumento di espressione
, mezzo di comunicazione , e cattiva tutta quell'altra ... - . E'
stato gratificante per le mie orecchie sentire queste parole uscire dalle
labbra del " mitico " Roach , perchè anch'io , nel mio
piccolo , stavo arrivando alle stesse conclusioni - e non solo in campo
musicale ! - . Ma torniamo a Bruno Martino : la mia ignoranza sulla sua
carriera artistica mi ha spronato a fare una ricerca . Così il
giorno dopo mi sono informato - giornali ; internet ; ecc. ecc. - , e ho
voluto rendergli questo piccolo omaggio che concluderei con un classico :
" Grazie Bruno per quello che hai fatto per tutti quanti noi che ,
parafrasando Paolo Conte , viviamo sotto le stelle del jazz "
.
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Il Real-book viene pubblicato in America . In esso vengono raccolti i brani che da "originals" [ ovvero progressioni armonico-melodiche nuove , "canzoni" originali ( es. : una canzone di Toto Cotugno )] , per la celebrità che riescono ad ottenere , per lattenzione che ricevono dagli altri musicisti , diventano "standards" [ ovvero "modelli" di progressioni armonico-melodiche , brani interpretati da molti musicisti ( es. : Oh Susanna ... )] , cioè canzoni così popolari che già dalle prime note vengono riconosciute . E considerato la "bibbia del jazz" poiché i musicisti di questo genere spesso usano gli standards come "trampolini di lancio" per le proprie improvvisazioni . Per i musicisti non americani , non è facile entrarci : lAmerica non è un paese che "importa" molta musica ; più che altro lesporta .
La saudade ( non sono sicuro che si scriva così ) è una parola brasiliana che possiamo tradurre con nostalgia , con "tristeza" e felicità insieme , ma il cui significato è più profondo : è come " I got the blues" ; è la traduzione di "blues" in Sudamericano
Max Roach , per chi non lo sapesse , è un batterista "storico" [ era con C. Parker ! ] . Forse il suo apporto principale al "drumming jazzistico" è quello di aver risolto i problemi ritmici legati ai tempi cosiddetti "dispari" ( 3/4 , 5/4, ... ) , e di aver portato la batteria nel bebop .