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DOC La produzione enologica di quest'isola napoletana è nota per l'elevata qualità fin dai tempi remoti. Non a caso i Romani indicavano l'isola con il nome di Enaria, terra del vino. La natura del terreno, fortemente influenzata dai fenomeni vulcanici e il clima ne fanno un ambiente a vocazione prettamente viticola. La capacità professionale ed il lavoro attento ed appassionato di alcuni vignaioli, finalizzato alla piena valorizzazione dei pregi dei vitigni del territorio, hanno portato alla segnalazione in etichetta, per le produzioni migliori, di cru, alcune di grande prestigio. Diversi sono i vini che ricadono sotto la denominazione Ischia, che è fra le prime riconosciute in Italia (1966). Il disciplinare fissa la massima produzione di uve ad ettaro in 90 quintali per i vini rossi e 100 per i bianchi, con una resa per ceppo non superiore a 3 kg. I prodotti di punta sono l'Ischia Biancolella, Forastera e Piedirosso. Il Biancolella è prodotto con le uve del vitigno omonimo per almeno l'85%, raggiunge la gradazione minima di 11°. Si accompagna al sautè di vongole veraci e frutti di mare, alle paste ai sughi marinari e al pesce in genere. Il Forastera nasce con le uve del vitigno omonimo per almeno l'85% e raggiunge la gradazione minima di 10,5°. Il Piedirosso o Per 'e Palummo, prodotto per almeno l'85%con le uve del vitigno omonimo ha colore rubino, profumo vinoso, sapore asciutto e giustamente tannico. La gradazione minima è di 11° e fra gli abbinamenti tradizionali troviamo arrosti e grigliate di carne rosse, coniglio all'ischitana ed alici del golfo fritte. Il Piedirosso o Per 'e Palummo Passito, è in pratica lo stesso vino precedente ma ottenuto con uve passite in pianta o dopo raccolta. Il profumo è delicato, etereo, al gusto è giustamente tannico. Gradazione minima 14,5°. Il Bianco, a base principalmente di Forastera e Biancolella, può recare in etichetta la dicitura "superiore" se la gradazione si eleva a 11,5°. |