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DOC E' sicuramente fra i gioielli enologici dell'intera Penisola. Si tratta di uno dei pochissimi vini bianchi italiani meritevoli di invecchiamento, cui le particolari note aromatiche ed il sentore di nocciole tostate conferiscono una inconsueta riconoscibilità. I latini indicavano il vitigno Fiano con il termine di Vitis Apiana, ossia vite prediletta dalle api, attratte dalla soave dolcezza del succo dell'uva. Nasce sui terreni collinari e ben esposti della provincia di Avellino (26 comuni), a partire dalle uve del vitigno omonimo. La produzione di uva per ettaro non deve ecceder i 100 quintali. Il colore di questo vino è giallo paglierino più o meno intenso, il profumo è marcato e caratteristico, di elevata complessità aromatica, in cui spiccano note di fiori di acacia, il sapore è secco ed armonico. La gradazione minima è di 11,5° e l'abbinamento è vario e con piatti spesso ricercati. Si accompagna tradizionalmente, infatti, con antipasti a base di caviale, ostriche e frutti di mare pregiati, carpacci di pesce fresco, zuppe di pesce in bianco. Se invecchiato è ottimo con formaggi caprini a pasta semidura non stagionata. |