Sintesi della vicenda di Alberto Caimmi, versione 1.6

(SIETE PREGATI DI SOSTITUIRE QUESTA VERSIONE ALLA PRECEDENTE)

 

*       Aggiunto 27 Maggio 2008 :

*       scuola nega merendina al figlio durante l’intervallo

*       Dott. Drago smentisce rottura pacemaker,

*       complicità Servizi Sociali e scuole,

*       visite mediche ufficiose della ex.

*       Pedagogista disattivata

*       Aggiunto 24 luglio 2008: intimidazioni o consigli?

*       Aggiunto a Settembre 2008:

*       Nozioni su Messina

*      L’Udienza del 26: mio figlio avrebbe preteso da un compagnetto della Comunità un rapporto orale.

*       Spunta l’ipotesi di indagine sulla Battiato.

*       Aggiunta la data odierna del 29 ottobre: notifica ordinanza.

*       Aggiunta email del 9 ottobre su:

*       Scorrettezze del Servizio Sociale

*       Sistema di poteri occulti

*       Carlo Lucarelli e Blu Notte: la provincia babba.

*       Basta con questa conflittualità!

 

 

Giuliano Caimmi

3477752174

 

N:B: Ogni documento è scaricabile seguendo il link ad un hd virtuale. MI RISERVO DI INVIARE CORREZIONI E AGGIUNTE, NEL TEMPO DISPONIBILE. IN QUEL CASO CAMBIERO’ LA VERSIONE E QUELLA DI PRIMA PUO’ ESSERE SOSTITUITA.

 

 

 

(in elaborazione documentazione dal 2005 al 2007)

Separazione Consensuale 2002

2005, Settembre 13 - Lettera divorzio 2, accusa disinteresse per il figlio

Richesta della ex-consorte di divorzio, a 3 anni esatti dalla separazione.

2007

Relazione del Servizio Sociale di Messina del gennaio 2007 (la prima).

18 Gennaio 2007Tentativo di interdizione delle mie facoltà da parte del Direttore del Servizio Sociale.

Estate 2007

6 Giugno 2007 - Relazione incontro, richieste e proposte Internet per figlio

12 Giugno 2007 - Relazione incontro pag.1 e pag.2

12 giugno 2007Servizi Sociali spiegano mandato del Giudice.

16 Agosto 2007Denuncia per telegrammi con date sballate mai comunicate.

19 Agosto 2007 - Denuncia al PM Ammendola

21 Agosto 2007 - Pedagogista sparisce e Servizi Sociali vanno in vacanza

Novembre 2007

Fascicolo dettagliato al Tribunale dei Minori e alla Procura del Tribunale Ordinario di Messina, riassunto efficace prima del 2008.

13 Novembre: il pacemaker da segnali negativi durante un incontro con Alberto.

16 Novembre, Relazione del Dott. Chiurazzi del Sacro Cuore di Roma dopo evento pacemaker.

Personale indagine, inviata anche ad altri per eventuale reportage.

Visite annullate (non sono solo queste), con conseguenze economiche (perdita biglietti aerei e di treno, viaggio a vuoto, ecc):

*       7 Settembre: telegramma annullamento visita

*       2 Ottobre: visita annullata

*       22 Ottobre: visita programmata e Alberto è assente a scuola

*       27 Novembre: strane terapie poeridiane, il bambino non può venire.

*       28 Novembre: visita annullata

29 Novembre, 2007 - contro Servizi Sociali + Le Donne

Dicembre 2007

IL 1° DICEMBRE 2007 HO DENUNCIATO LE ISTITUZIONI PREPOSTE PER LE NUMEROSE INTEMPERANZE E MACCHINAZIONI MESSE IN ATTO CONTRO IL SOTTOSCRITTO. NESSUNA RISPOSTA.

Il 3 Dicembre mio figlio entra in Ospedale, al Bambin Gesù, in arrivo da Messina, finalmente, dopo 21 giorni di insistenze, lettere e fax, per un’importante aggiornamento del pacemaker. Risulterà una rottura di un catetere.

Nello stesso giorno, con prot. 13210, la Procura della Repubblica presso il Tribunale di Messina, Sezione Polizia Giudiziaria di Stato, con sede in Viale San Martino is 145 n°69, ritira l’intero fascicolo presso i Servizi Sociali per indagini.

L’11 Dicembre 2007 il Servizio Sociale produce una relazione per la Procura della Repubblica e per il Tribunale dei Minorenni dove descrive la situazione precedente al ricovero in ospedale di Alberto, ancora una volta accusando il signor Cammi di “atteggiamenti poco consoni alla situazione” e di “impossibilità di condurre un colloquio con calma e tranquillità”. Sempre nell’interesse del minore.

Una domanda mi sorge spontanea: e cosa c’entra il colloquio più o meno calmo con le Istituzioni con il rapporto con mio figlio?

Gennaio 2008

Nessuna comunicazione. Silenzio totale.

Febbraio 2008

DAL GIORNO DELLE DIMISSIONI DAL BAMBIN GESU' FINO AD APRILE 2008 NON HO PIU’ VISTO NE’ SENTITO MIO FIGLIO. NIENTE NATALE, NIENTE TELEFONATE, NIENTE RISPOSTE DEL SERVIZIO SOCIALE, NONOSTANTE LE MIE RICHIESTE E LE DENUNCE SFRONTATE A MEZZO FAX.

Il 12 Febbraio scrivevo al Procuratora Ammendola con oggetto “violazione del diritto di Alberto Caimmi ad avere un padre . Per conoscenza anche ai Servizi Sociali e al Tribunale dei Minori.

Il 15 Febbraio ricevevo l’informazione per telefono dalla maestra Prestipino della Scuola di mio figlio, che Albertino “è già rovinato”. Il 18 Febbraio parte una richiesta segnalazione per Alberto alla scuola “Cesare Battisti” di Messina. Nessuna risposta al riguardo, né un accenno verbale.

Il 27 Febbraio scrivevo una lettera ai Servizi Sociali con l’oggetto: ultimo sollecito rispetto diritto di visita del minore Alberto Caimmi e richiesta accesso in copia alle relazioni, in base alla legge 7 agosto 1990, n. 241, norme sul procedimento amministrativo.

MARZO 2008

IN DATA 18 MARZO 2008 SPUNTA UNA LETTERA DELLO STUDIO FORENSE AVVERSARIO CHE ORDINA, AVALLATO DAI SERVIZI SOCIALI, VISITE "PROTETTE" DI UN’ORA E MEZZA, SOTTO STRETTA SORVEGLIANZA DELLA SOCIOLOGA DANIELA ARENA, LA STESSA CHE POI DENUNZIERA' I FATTI SATANICI, PER PRESUNTI “FATTI PREGIUDIZIEVOLI” (IN DATA 13 NOVEMBRE) DURANTE UNA VISITA A MIO FIGLIO.

TUTTO QUESTO PER AVER LA EX-CONSORTE SEMPLICEMENTE SENTENZIATO CHE IO AVESSI ROTTO IL PACEMAKER AL FIGLIO. SENZA ALCUN PROVVEDIMENTO DEL TRIBUNALE! NON SAPEVO CHE LE MADRI AVESSERO ANCHE FUNZIONE LEGISLATIVA A MESSINA!

Aprile 2008

 

Il 7 Aprile, d’accordo con il referente di Papaseparati di Palermo, dott. Salvatore Garofalo e con il dott. Vezzetti di Varese, invio una nota fax al mio avvocato per valutare la costituzione parte civile (cpp) di Alberto, mio figlio, procedura già annunciata a mezzo stampa su “La Provincia” di Varese del 5 Aprile 2008, allo scopo di gettare le basi per un importante precedente su Messina. Attualmente siamo a 5 casi, incluso il mio. L’avvocato non si degna nemmeno di rispondere. I referenti saranno costretti a soprassedere alla procedura.

 

Il 9 Aprile sono costretto ad inviare un altro fax all’Avvocato per richiesta copia degli atti in corso per le visite con il figlio. Chiedo anche di procurarsi copia del provvedimento di intervento della cooperativa per il ripristino del diritto di visita di mio figlio a vedere suo padre, con ogni intestazione del caso. Il fax è durissimo, data l’assenza di pazienza, dopo quasi 4 mesi che nessuno, nemmeno l’avvocato, si degna di dirmi come sta mio figlio, oltre a farmelo vedere. Parlo di sistema clericale che si garantisce nuove pecorelle smarrite da gestire a proprio piacimento. Comincio a sfoderare le mie conoscenze, in base ad informazioni precise ricevute da personaggi in alto, e elenco almeno 3 tattiche che questo sistema crede di mettere in atto: gli accordi “occulti” fra studi forensi e Istituzioni, il dividi et impera applicato alla famiglia in conflitto e il livello di sfiancamento dei genitori applicato attraverso visite di poche ore.

 

Intanto l’8 Aprile il Servizio Sociale, dopo le mie minaccie a viso aperto, si incontra con l’avvocato in fretta e furia e emette un calendario visite in un modo molto insolito, giustificando la lontananza di Alberto da suo padre (circa 4 mesi) come una parentesi venutasi a verificare a seguito della malattia e alla convalescenza di Alberto”.

Il 15 Aprile rivedo mio figlio, dopo che non lo vedevo né lo sentivo più dal giorno delle dimissioni dall’Ospedale Bambin Gesù di Roma, vale a dire oltre 4 mesi. Siamo al primo incontro Protetto di una ora e mezza, cui sono stato obbligato a partecipare, e non attraverso i servizi sociali. Spunta fuori una novità: una Cooperativa, subappaltata dai Servizi Sociali, senza spiegazioni alcune, di nome “Nuova Presenza”, sede in Piazza Basicò 1, nella figura della sociologa Daniela Arena. Gli incontri si svolgeranno nei loro locali, un semplice nido pomeridiano. Dal primo video “illegale” che feci in quell’incontro, come d’incanto, emerse che mio figlio non mi aveva dimenticato né cancellato dalla sua mente ma si esprimeva in questo modo: “Amo mio padre.AVI”.

Per una possibile spiegazione dell’intervento della Cooperativa, che sarà giudicato illegale dal Giudice Genovese all’udienza del ) maggio, si veda al 3 Maggio.

IL 17 Aprile invio un fax alla Polizia di Trastevere per sapere a che punto si trovi la mia denuncia della Dirigenza dell’Ospedale Bambin Gesù, delle guardie e dei Servizi Sociali dell’Ospedale. Nessuna risposta. Al telefono dicono di aver inviato tutto in Procura.

IL 17 Aprile invio anche un fax al Tribunale dei Minori dove riassumo gli orrori del pacemaker rotto dal padre, dell’arresto preventivo in ospedale, la riattivazione delle visite attraverso una Cooperativa, accusando ancora una volta i Servizi Sociali di non prendere sul serio le manifestazioni di mio figlio che improvvisazione si scopre che se la fa addosso, di giorno e di notte (enuresi diurna e notturna). Mi accorgo da solo che appena mi vede corre al bagno, come se fosse emotivamente scosso dalla mia presenza. In realtà capisco in seguito che la madre lo terrorizza molto poco prima dell’incontro col padre. Nessun dialogo con le Istituzioni per questo.

IL 19 APRILE 2008 ATTACCO I SERVIZI SOCIALI (per conoscenza ai Tribunali - e all’Avvocato, l’ultima comunicazione), PARLANDO DI PRESUNTI ABUSI, DOPO ALCUNE CONVERSAZIONI TELEFONICHE  “OCCULTE” (18 MARZO 2008) E UN SILENZIO OMERTOSO INACCETTABILE. PRECISO CHE MAI NESSUNA RISPOSTA MI E’ STATA FORNITA NE’ PER ISCRITTO NE’ VERBALMENTE; NEMMENO DOPO TALI ATTACCHI. RISULTERA’ POI NEL DECRETO DEL 4 LUGLIO CHE IO “INGAGGIO BATTAGLIE CON LE ISTITUZIONI, E NON CON LA EX-CONSORTE”.

Il mio decisionismo personale mi portò a entrare in conflitto con l’avvocato che ribadiva di essere “il mio dominus”. Per questo scrissi immediatamente una revoca del mandato, in data 23 Aprile. Le motivazioni risiedono nel fatto di trovarmi “stretto” in questa relazione schiavo-dominus e per non aver mai valutato nessuna delle proposte valide volte a mettere in sicurezza mio figlio (vedi 7 Aprile).

IL 25 Aprile 2008, stanco di questo silenzio omertoso, lancio un secondo attacco via fax alla Procura e ai Servizi Sociali di Messina, per conoscenza anche al Tribunale dei Minori, con questa lettera: “Prime considerazioni”. Parlo di cultura primitiva e di padre portafoglio. Esprimo dubbi sulle procedure per gli spazi neutri e di principio di anoressia per Alberto, esprimendo a chiare lettere il rapporto fra questo disturbo e gli effetti della manipolazione della madre su di lui. Parlo di malafede della referente dei Servizi Sociali, cosa che probabilmente mi farà guadagnare l’appellativo di colui che “ingaggia battaglie con le Istituzioni” da parte dei Giudici del Tribunale dei Minori. Parlo di “sistema” MOLTO MALATO e INCAPACE DI INTENDERE E DI VOLERE.

Il 28 Aprile 2008, invio una richiesta ai Servizi Sociali a mezzo A/R, di storico di tutte le counicazioni a mezzo fax e lettera da me inviate, a riprova del mio interessamento incessante per il figlio. Si veda il giorno 6 Maggio per la risposta.

Il 30 Aprile mando una ennesima lettera di protesta contro il provvedimento che mi vede obbligato a partecipare ad una serie di incontri protetti, senza poter nemmeno discutere e senza motivazione alcuna. Per loro la motivazione risiederà in quella lettera dello studio dell’Avvocato Giovanna Russo, che parla di “fatti pregiudizievoli”, senza specificarne nemmeno i contenuti. Tipico atteggiamento mafioso e omertoso. Nella lettera parlo di mio figlio, un bambino che vive in cattività, che sembra mentire persino su quello che mangia, parlo di madre che costringe il proprio figlio a negare il suo proprio malessere, parlo di eccessive spese “che voi sapete che io sostengo”, e parlo anche di vera guerra incivile. Concludo dicendo che “NON SIAMO OSTAGGI DI NESSUNO, NE’ DI UNA MADRE NE’ DI UN SISTEMA”.

Su suggerimento di Alberto Gigante dei Papaseparati di Messina, cambio avvocato e mi rivolgo a Maria Rita Bottari. In un unico incontro, molto agguerrito, le annuncio che mi aspetto un’azione penale contro le Istituzioni per i Servizi Sociali. A queste parole l’Avvocato, senza esitazione e chiudendosi in un mutismo perfetto, rimette il mandato con lettera del 14 Magio 2008, come già altri avvocati avevano fatto proprio vicino all’udienza, specificando la motivazione “divergenza di opinioni”. Nessun compenso dovuto.

Maggio 2008

Il mese di maggio segue fra visite settimanali (avanti e indietro fra Messina e Viterbo), in modalità protetta, con la dott.a Daniela Arena, in cui escono obbrobri di ogni genere:

1.       Il 2 maggio Alberto dice ''quando tu muori io voglio venire con te''.

2.       Il 16 maggio mio figlio descrive un sogno di reincarnazione di se stesso raccontato dalla madre. Ma bisognerà aspettare il 22 Luglio perché esca fuori, su mia furba stimolazione, davanti alle dottoresse della NPI che lo annoteranno nella relazione dell’ 8 agosto.

3.       Il 22 Maggio mio figlio mi chiede se io mi lavo. Si capirà che la madre gli diceva che io puzzavo e non mi lavavo mai, approfittando del caldo che mi induceva un’elevata sudorazione.

4.       Stesso giorno mi dice che possiamo fare i compiti ma solo inventati. La madre gli impediva persino di studiare solo perché io o il nonno volevamo occuparci dei suoi compiti. Mio padre lo ha fatto ai piedi del lettino dell’Ospedale Bambin Gesù prima dell’intervento del Dicembre 2007.

5.       Alberto confessa che la madre non vuole dargli il cellulare per parlare con me.mp3

6.       Alberto appare scosso quando la sociologa rientra in aula e gli chiede se è successo qualcosa, come se rivivesse qualche forma di coercizione subita, e dice “non ho parlato con nessuno”, come se avesse il terrore di essere rimproverato o picchiato.

IL 2 MAGGIO 2008 - A RIPROVA DEL MIO DESIDERIO DI DIALOGO, INVIO, SU SUGGERIMENTO E AIUTO DI ALBERTO GIGANTE, UNA LETTERA ALLA EX-CONSORTE, dove le chiedo di poter discutere sui comportamenti anomali di mio figlio sul cibo e sull’inappetenza e sul perché non abia effettuato il controllo obbligatorio dopo 30 giorni dall’operazione . NESSUNA RISPOSTA. Scoprirò che la ex-consorte faceva regolari controlli altrove, senza avvisarmi.

Il 3 Maggio trovo la notizia su www.mormanno.com della chiusura dei Servizi Sociali, per trasformazione a favore del CISSA, notizia smentita dai Servizi Sociali stessi.

IL 6 MAGGIO 2008 invio una lettera ai Servizi Sociali per spostare alcune date e chiedo formalmente spiegazioni in merito a certe affermazioni di mio figlio, in presenza della sociologa, durante gli incontri protetti svolti, il quale esclama : “PAPA’ QUANDO MUORI VOGLIO VENIRE CON TE!” . Una paura dovuta ad una intimidazione ascoltata?

Sempre il 6 Maggio invio una 2° lettera separata ai Servizi Sociali per affrontare la tematica delle modalità variabili e del recupero delle visite non effettuate, con l’aiuto valido di Alberto Gigante, minacciando il ricorso all’A.G. in caso di elusione del diritto di visita.

Lo stesso giorno 6 maggio ricevevo, in risposta alla lettera del 28 Aprile scorso di richiesta storico fax dal Marzo 2007 all’Aprile 2008, una raccomandata con soli 4 fax dal Marzo 2008 alla data odierna.

Il 9 Maggio ha luogo la prima udienza al Tribunale dei Minori di Messina, a seguito della mia relazione inviata nel dicembre 2007. Giudice per le Indagini Preliminari Dott. Carmelo Genovese. Si presenta in aula dicendo “so come vanno le cose per i padri” in segno di monito per tutti. Sembrerebbe a favore mio. Sentite le parti rinvia a breve scadenza per acquisizione di documentazione inerente la salute del figlio, riferendosi anche alle mie richieste insistenti di visita medica, per la quale mi assicura che la legge 155 mi consente di prelevare il figlio per condurlo alla visita.

Dopo appena 4 giorni, il giorno 13 Maggio, il suddetto PM Genovese manda un fax dalla propria residenza al Tribunale con una richiesta di astensione dall’attività istruttoria per fondate “ragioni di convenienza” e di deontologia professionale, lasciando l’incarico al Dott. Rosario Di Bella. L’avvocato e anche Alberto Gigante mi parlano di “amicizie” con gli avvocati dell’ex-consorte. Sembrerebbe un’astensione corretta. Ma come mai il Gigante mi parla di aver incontrato il Giudice e di aver saputo che si è anche dimesso dal Tribunale stesso per una forma di incompatibilità ambientale?

Un giorno prima, il 12 Maggio, mi trasferii per una settimana intera a Messina, fino al 17, per:

1.       Prendere conoscenza con la NPI di Messina (il 13 Maggio)

2.       Un’udienza penale (il 15 Maggio), rinviata poi al 23 Giugno, giorno della confessione di mio figlio.

3.       La partecipazione alla trasmissione di Mino Licordari su TCF, in onda dal Jolly Hotel, su invito di Alberto Gigante dei Papaseparati (il 15 Maggio)

4.       Un passaggio dal nuovo avvocato Giovanni Villari, per i primi documenti e pagamenti (sempre il 15 maggio)

5.       Un incontro con mio figlio, il 5° con la sociologa Arena.

Il 17 Maggio, al rientro, chiesi di spostare la visita alla data di un’udienza, anch’essa spostata dal Tribunale dei Minori, per far coincidere in un solo viaggio la visita e l’udienza. Non riuscirò nell’intento per assenza di risposta. Perdo un biglietto aereo vantaggioso prenotato con anticipo online.

In compenso mi giunge un telegramma, in data 25 maggio, inviato al domicilio dove non risiedevo più, pur avendoli avvisati, per iscritto e verbalmente, del trasferimento a Viterbo, con un calendario visite da rispettare da quella data fino a tutto Giugno. Potete immaginare le difficoltà nel precisare che c’erano udienze in mezzo ed altri impegni lavorativi. Era l’inizio di una serie di spese notevoli, con conseguenti spostamenti continui di biglietti aerei, che, per questo motivo, triplicavano gli importi.

Il 26 Maggio viene anticipata la seconda udienza al Tribunale dei Minori, PM Raffa. Questa la sintesi (il nome del file riporta erroneamente il nome del giudice Genovese). Mi vedo attaccato dall’avvocato amico di Genovese che riesce a far verbalizzare dal Giudice che “prende atto dell’asserita volontà della controparte di voler imporre un dialogo con la Sig.ra Le Donne. Fa altresì rilevare, tuttavia, come chiede nello stesso tempo la sostituzione dei referenti dei Servizi Sociali con i quali, sino adesso, nell’esercizio di diritto di visita in maniera protetta, ha manifestato la sua conflittualità. Chiede che il Sig. Giudice voglia valutare l’assoluta incoerenza di comportamento da parte di chi contesta il lavoro di personale competente che dovrebbe aiutarlo nell’esercizio di visita e nel contempo chiede un dialogo con la moglie”. Non soddisfatto aggiunge che “insiste infine nell’immediata  sospensione degli incontri fissati presso il Servizio Sociale a tempo indeterminato e del conseguente diritto di visita, nell’esclusivo interesse del minore, fino a che non vengano accertate le capacità del Sig. Caimmi di gestire la particolare situazione esistente fra le  parti al fine di garantire al bambino la massima serenità”. Io non credo che ci sia bisogno di commentare una tale dirompente malvagità di parole usate contro mio figlio e contro suo padre.

Questa la difesa dell’Avv. Giovanni Villari, depositata il 24 Maggio.

Martedì 27 maggio inviai una email all’Avvocato Villari (oggetto: saggio del 5 giugno scuola e colloquio con dott. Drago) dove spiegavo che mi avevano chiamato, sia dalla scuola (13,39) che dalla Istituzione, dottoressa Battiato (13,57), sul cellulare.

 

Ecco il testo dove spiego i fatti :

 

Prima la scuola “Cesare Battisti” (090-48120), nella figura della amministratrice contabile (AC), che mi informava che il giorno 5 giugno c’è un breve saggio di mio figlio di fine chiusura, cui sarei invitato a partecipare. Le ho commenato però che io non posso nemmeno entrare nella scuola, secondo ciò che hanno fatto ultimamente, laddove non mi hanno permesso nemmeno di lasciare una merendina e uno yogurt per il figlio durante l’intervallo (25 Aprile 2008), sempre per ordine della dott.ssa Battiato e della madre, in tandem. Si ascolti la voce della AC – in allegato nel file 2008 “Neanche lasciare una merendina a scuola.mp3”, la quale stabilisce da sola ogni cosa, con la complicità della Preside – l’ennesima, ne ho conosiute 4 diverse, senza poter capire quale è la vera Preside.

La AC ha risposto oggi al telefono di non preoccuparsi che posso entrare a scuola, basta che non tocco nemmeno mio figlio e non gli parlo, bensì assisto solo alla recita. Ora mi chiamano al telefono cellulare, per paura che io registri le conversazioni, ha capito?

 

La Battiato mi chiama subito dopo chiedendomi quali date confermare, al che gli ho fornito la data indicativa del 5 giugno, poiché avevo già disposto l’aereo e spostare la penotazione per me significa raddoppiare il prezzo del biglietto (da 70 a 140€) – e così successe alla fine - dato che si tratta di una prenotazione speciale della Blu-Express che si effettua solo online e con anticipo, su voli la mattina prestissimo e la sera tardissimo, prezzi molto bassi. La seconda data l’ho fatta coincidere con il 23 giugno, giorno dell’udienza penale.

 

In mezzo a queste due date io non mi sento di scendere per una questione economica, fisica e lavorativa.

 

Ora mi domando: cosa significa questo invito? Vogliono, come credo, far credere che non c’è ostilità nei miei confronti? Oppure è l’ennesimo tranello? E come faccio a farlo coincidere con la data del volo del 6 giugno?

 

Lei penserà che anche io sia preconcetto, invece sono quello cui stanno tendendo molti tranelli manipolatori e complotti per farlo passare per quello che non è, ed è la madre ad influenzare con successo scuole e istituzioni, finchè qualcuno non capirà questo.

 

Volevo anche dirle che mi ha chiamato il dott. Drago (3346855767 e 06-6859-2171 o -2459), responsabile dell’operazione di mio figlio al pacemaker del 3 dicembre 2007. Abbiamo parlato con serenità e si è messo a disposizione di chiunque, giudice o avvocato, voglia sapere in merito a come sono andate le cose nella realtà, ripetendolo con vigore.

Mi ha spiegato che la rottura del catetere ventricolare poteva succedere anche per una alzata di braccio di Albertino. Doveva succedere. Erano 5 anni e mezzo che mio figlio non subiva interventi e dopo tale periodo si logorano batterie e cavi del congegno.

Mi ha spiegato che la madre non si è mai recata al Bambin Gesù, ma che ufficiosamente – così ha detto - si avvale dell’Unità coronarica del Policlinico, Dott.ssa Melluso, attraverso la quale, secondo la madre, risulterebbe una PROVA che il bambino ha avuto il danno a seguito di caduta - cosa che peraltro il giudice ha già accomodato, dando una spiegazione più che armoniosa sul fatto che una caduta occorre a tutti, padre e madre, e non è un “fatto pregiudizievole”.

 

Visite mediche ufficiose della ex.

 

Voglio anche dirle che io, per disposizione del giudice, come da sentenza di separazione, mi debbo interessare alle spese per intero relative alla salute del figlio, cosa che facevo anche prima della separazione. Ebbene, io non mi sono mai tirato indietro per questo e nonostante ciò, la “signora” svolge “visite ufficiose” senza che io lo sappia, presso una unità coronarica di Messina, molto inferiore all’esperienza decennale di un dott. Drago del famoso ospedale Bambin Gesù, che opera bimbi di tutto il mondo – parole testuali del dottore, dato che sembrerebbe non d’accordo su questi controlli fuori dalle loro disposizioni.

Le prove del caso si evincono, in ogni caso, dalla sola cartella, come mi ha confermato il dott. Drago, ma lui è disposto anche a testimoniare in mio favore.

 

Non ci vede anche in questo una speciosità? E comunque perché non dovrei dire la mia, dato che sono il padre e mi si chiede di mantenere il figlio?

 

Pedagogista disattivata.

 

La dott. Rosi Mascali, pedagogista dell’Istituzione SS, è disposta a dichiarare molte cose a favore mio, compreso che NON è vero che io entro nei luoghi urlando, ma purtroppo ho saputo da Gigante che non può relazionare sugli incontri, e non mi spiego perché, dato che esistono telegrammi ufficiali che parlano della sua presenza agli incontri fra Albertino e me.

 

La prego di premere affinchè sostituiscano la dottoressa Battiato e vedrà come la signora Le Donne si sentirà spaesata, dato che il complotto era proprio fra le due. La dottoressa invece temerà denunce, che io voglio fare, dato che mi hanno fatto vivere una NON-VITA.

 

Giugno 2008

Il 9 Giugno chiusi l’agenzia di eventi che stavo per aprire, nella stessa casa di residenza, insieme ad una socia, per incapacità a gestirla insieme alla vicenda della separazione e del figlio. Era un’opportunità di riavviare il lavoro, trascurato.

Il 10 Giugno, per tutta risposta al trattamento subito finora, anche in Tribunale e negli ospedali, invio un fax durissimo ai Servizi Sociali, dal titolo visite mancate e leggi mancate, in cui pongo importanti domande e dubbi di legalità sull’operato congiunto fra loro e i Tribunali stessi. Parlo per l’ennesima volta di plagio e manipolazione dei fatti, di cultura al femminile e di strane indagini scolastiche di qualcuno che costringerebbe per questo mio figlio a stare all’ultimo banco lontano dai compagni, di bullismo e di legge 155. Nessuna risposta, come sempre.

Il 12 e 13 giugno, partecipai al Simposio di Nisida, dove approfittai per iniziare a denunciare i miei sospetti intorno all’attività poco chiara dei Servizi Sociali.

L’era del satanismo.

Il 23 giugno, dopo un anno di guerre con assistenti sociali, avvocati e giudici, mio figlio Alberto esordisce, davanti ad una sociologa e al sottoscritto, confessando strani "rituali satanici", con "formulette magiche" e "comandamenti del Male" assieme alla madre. Anche io faccio subito denuncia ai Carabinieri la mattina dopo, giorno del mio 40° compleanno.

Già da quasi un anno cercavo di denunciare lo stato fisico di deperimento e inappetenza di mio figlio che a 7 anni, è stato pesato dall'Ospedale Bambin Gesù di Roma, a seguito di un ricovero per intervento sul pacemaker che ha al cuore dalla nascita: pesava 5 kg sotto il minimo. Ma nessuno ha osato dirlo. Anzi.

Dal Giugno 2007 fino al Novembre 2007 le mie lettere, quasi bisettimanali, alla Responsabile Area Tutela Minori rimanevano praticamente inascoltate. La stessa cercava di minimizzare burlandosi delle mie parole (poi alla fine lo ammetterà a porte chiuse). Finché mio figlio disperato non si è salvato da solo.

Il 403 e…

La referente Maria Battiato dei Servizi Sociali di Messina mi prospettò un intervento "inedito", che si basava su un certo articolo 403, inteso come allontanamento del figlio dalla madre per gravi motivi. Mio figlio è finito nella Casa Famiglia "Famiglia Amato-Regina Elena", denominata "Sofia Idellson", risultante poi essere parte della struttura dei Padri Rogazionisti, in Viale Annunaziata 8, a Messina, sede anche di una scuola socio pedagogica, di nome "Felice Bisazza", stesso nome della via dei Servizi Sociali.

Luglio 2008

Immediatamente dopo il ricovero mio figlio in Comunità, giorno 27 Giugno, Albertino cominciò a narrarmi qualcosa che somigliava molto a forme di plagio da parte della stessa assistente sociale che lo aveva "salvato", su sua richiesta esplicita, per convincerlo a dimenticare il proprio padre, per andare con un padre nuovo, "più intelligente". E le scriveva pure, costringendomi a tirare fuori la mia agenda personale per scrivere "le cose che dice la Battiato (disegno1 , disegno2  e disegno3)". Il mio avvocato si fece copia di quelle pagine dell’agenda.

Infuriato, soprattutto per il plagio, sporsi denuncia alla Squadra mobile di Messina (dott.a Kramesteter), in data 1 luglio, depositando le conversazioni con le ammissioni di mio figlio il quale, fra l'altro apparve sempre molto terrorizzato nel parlare e successivamente dimostrò un’avversione alle "bugie delle operatrici" (anche queste conversazioni le ho registrate), che lo passerebbero per bugiardo anche a lui. Mi sembrava un girone dantesco, un luogo delirante quello dove mio figlio tuttora si trova. In seguito le confessioni di Albertino si sono trasformate.  E guarda il caso vicino all'udienza del 26 settembre,  mio figlio sapeva prima del padre, sia cosa avrebbero deciso i giudici che il giorno dell'udienza. Si parlava di possibile affido ad altra famiglia, come ho letto in seguito acquisendo la relazione dell' 8 agosto della NPI.

Il giorno 2 luglio, durante una visita, apprendevo che mio figlio giocava anche a pallone e correva in bicicletta all’interno della Comunità. Per questo motivo, sapendo che tali aspetti ludici erano pericolosi, come si evincerà anche da una nota del Dottor Drago dell’Ospedale Bambin Gesù di Roma, scrissi una lettera alla Comunità, in data 3 luglio, per invitarli a fare più attenzione alle attività che possano compromettere l’integrità del pacemaker di Alberto.

Due giorni dopo, il 4 luglio, mi recavo al Tribunale dei Minori, dove apprendevo che la composizione monocratica aveva decretato.

D’accordo con l’avvocato Villari, il giorno lunedì 7 luglio avviene un incontro fra il sottoscritto, l’avvocato e la dott.a Battiato (opportunamente registrato) dove si parla del fatto che io registro e denuncio, delle responsabilità di chi potrebbe aver maltrattato mio figlio plagiandolo (lei stessa) e durante la conversazione ancora una volta si usa l’arma ricattatoria della conflittualità per farmi tacere, in presenza del mio avvocato, il quale sembra quasi compiacente. Il mio avvocato lascia tranquillamente parlare la dott.a Battiato quando questa ribadisce che “con tutte queste “intromissioni” alla fine piuttosto che andare avanti noi andiamo indietro… che mi piaccia o no l’autorità giudiziaria ha attivati i Servizi Sociali per portare avanti la tutela di Alberto”.

Il 7 luglio pomeriggio mi reco alla Comunità per ascoltare sempre le stesse cose sulle operatrici, sulla madre, ecc. e sentire mio figlio plagiato da tutti.

Il giorno 9 luglio mi reco al Comando Generale dell’Arma dei Carabinieri, in Via Gesù e Maria in S. Leone, per discutere con il Comandante Papale sul presunto plagio di mio figlio e sulla negazione delle visite che il Comandante giustifica con un decreto appena sfornato. Sarà lo stesso che dichiarerà che la verità non la nascondo,e' mia e me la tengo per me .

La Comunità aveva inizialmente emesso, per disposizione della dott.a Battiato del Servizio Sociale di Messina, le prime disposizioni (dopo averle io chieste a gran voce) sulle visite ad Alberto in Comunità, abbastanza tolleranti. Improvvisamente tali disposizioni furono smentite verbalmente durante la visita del 5 luglio, seguita poi da una lettera scritta, consegnatami soltanto il giorno 24 luglio, a seguito di una richiesta di modifica delle visite del giorno precedente. La mia reazione alla negazione delle visite fu quella di chiedere, su suggerimento dell’avvocato che lo indicava come sua conoscenza, l’intervento del Comandante della Caserma Centrale dei Carabinieri Papale, il quale intervenne evitando accuratamente di ascoltare quanto mio figlio insisteva nel riferire circa il plagio della dott.a Battiato. Da un maresciallo capo - la verità non la nascondo,e' mia e me la tengo per me.mp3. L’altro appuntato si sedette accanto a mio figlio ed effettivamente ascoltò tutto.

Il giorno 24 luglio l’avvocato mi chiama per spiegarmi che “qualcuno” mi “chiedeva” di ritirare certe dichiarazioni fatte sugli assessori su Internet, che potrebbero aver prodotto delle querele. Intimidazioni o consigli? Chiesi anche a quale sito si riferivano e per maggiori chiarimenti inviai questa lettera fax allo studio. Dubitando anche dell’avvocato, mi recai allo studio per accertarmi che avessero ricevuto il fax, dato che dicevano che era guasto e mi sono fatto controfirmare da un altro avvocato dello studio l’acquisizione del fax portato a mano.

Poco prima dell’udienza futura del 26 Settembre lessi, in una relazione recente della Squadra Mobile (ancora da avere in copia), che avrebbero messo agli atti la mia “titubanza”, provocata dal mio avvocato stesso, nel proseguire con la denuncia contro la Battiato, che plagiava mio figlio in Comunità (ho lasciato anche una registrazione fatta all’insaputa su quanto mio figlio affermava). Questo significa che il dubbio è sollevato anche sul mio avvocato stesso.

Ricordo a tutti voi che nel luglio 2007, dopo aver partecipato al convegno rogazionista sulle Case Alloggio da “riconvertire”, la a.s. Maria Battiato mi convocò parlandomi di “aver pensato al portafoglio pensando a mio figlio” e che questo non sarebbe successo più. Naturalmente mentiva. E comunque dovetti dimenticare quanto ascoltato poiché sapevo che non avrei potuto denunciarlo.

 

In questa email del 28 luglio un efficace riassunto delle spiegazioni da me richieste all’Avvocato e, peraltro, mai attese.

Mentre accadeva tutto questo, il sottoscritto era sottoposto anche a incontri con la NPI di Messina e con il Servizio Sociale di Viterbo per le indagini del caso. Il giorno 10 luglio ero ascoltato dalle dottoresse A. Notarbartolo, E. Di Prima e il direttore Dr. Mirella Deodato sulle dinamiche del matrimonio e ogni aspetto della separazione. Il giorno 22 luglio l’incontro avveniva in presenza dell’ex-consorte che insisteva nell’accusarmi persino di aver io parlato a mio figlio dei comandamenti del Male, esattamente come mio figlio avrebbe riferito di lei. Parola di mio figlio. Le operatrici affermavano: “la parola sua contro quella di sua moglie”. Nulla di questo è stato mai scritto nella relazione dell’8 Agosto depositata al Tribunale dei Minori.

I giorni 8, 11 e 25 luglio mio figlio ebbe incontri individuali con le 3 dottoresse della NPI, mentre l’ex-consorte si incontrò con loro il giorno 17 luglio. Ci fu pure un incontro con Albertino in comunità il giorno 31 luglio.

Difficile da credere, in mezzo a questo gran da fare riuscii anche a mantenere rapporti con il Servizio Sociale di Viterbo, per le verifiche di idoneità genitoriale ad un eventuale affido del figlio, come disposto dal decreto del Tribunale. Il giorno 17 luglio mi recavo ai Servizi Sociali di Via del Ginnasio (0761-3481) per un colloquio preliminare con la dott.a Di Serio (0761-348560). Il giorno 28 luglio ebbi un secondo incontro a Viterbo con la dott.a Burratti (0761-348555), incaricata della visita domiciliare.

Il giorno 31 luglio ero costretto ad inviare un fax al dirigente del Servizio Sociale Dr. Rossi per presunte “forme viziate” nelle domande che la dott.a Burratti mi poneva al fine di verificare la mia idoneità di padre. Domande su mio padre, la sua salute, sul mio passato, se avessi perso la madre e a che età. Arrivò a dire che lei sarebbe andata in vacanza e poi a Settembre con calma se ne sarebbe riparlato. Registrato.

Agosto 2008

Il giorno 4 agosto – Incontro con la dott.a Burratti al domicilio di Via Piave 28. Mi ha confermato la “speciosità” delle domande su mio padre, su mia madre morta quando avevo 11 anni e con chi vissi dopo la sua morte, e su tanti dettagli che in realtà non hanno nulla a che vedere con una verifica socio psicologica del padre e del suo ambiente, o meglio, pongono l’accento su elementi che potrebbero rivelarsi pregiudiziali piuttosto che usare una professionale obiettività nell’analisi.

Subito dopo la visita domiciliare, il giorno 4 agosto, partivo per Messina, con l’auto a noleggio per la rottura della mia auto a Vibo Valentia, già da 9 giorni. All’altezza di Nola, dopo 300 km, mi giungeva la notizia che mio figlio aveva rotto il pacemaker con una bicicletta addosso ed era stato trasportato d’urgenza all’ospedale per accertamenti. Fui costretto a fermarmi qualche ora in un motel vicino all’uscita autostradale per decidere che fare. Nessuna telefonata giungeva dall’assistente sociale della Comunità, pur avvisata della mia difficoltà a decidere cosa fare. Decisi di proseguire per Messina.

Lungo il tragitto per Messina apprendo che mio figlio era stato trasportato tramite elisoccorso all’Ospedale “S. Vincenzo”, in contrada Sirina di Taormina. Praticamente dopo un viaggio di 700 km con arrivo alle 3 di notte a Messina, mi porto presto all’Ospedale entro le 7.30 per parlare con il cardiochirurgo dell’operazione. Ne nasce un’ennesima discussione con l’ex-consorte, al termine della quale l’Ospedale invia una comunicazione al Tribunale di Messina per la decisione di operare il figlio.

Il giorno dopo, il 5 agosto, il Tribunale ci riconvoca a Taormina, dove si riunisce una speciale commissione, con Giudici esperti giunti in aereo persino da Torino, dove spiego che la mia iniziale resistenza fu causata dalla scarsa informazione che mi stavano dando i medici e dal fatto che mi sarei rassicurato soltanto avendo il tempo di sentire il dott. Silvetti, sostituto del dott. Drago, all’Ospedale del Bambin Gesù di Roma, che era la struttura che aveva impiantato il pacemaker a mio figlio all’atto della nascita. Non potevo diversamente decidere su due piedi, come l’ex-consorte avrebbe fatto, se fosse meglio operare mio figlio in un ospedale a me sconosciuto o nell’ospedale conosciuto da mio figlio dalla nascita. Alla fine è stato decretato per Taormina.

Il giorno 7 agosto, si decide di operare per sostituzione del pacemaker a seguito della rottura di entrambi i cateteri. Anche in questo caso nessuna notizia soddisfacente sull’accaduto da parte della Comunità mentre il Servizio Sociale risulta “in ferie”. Ufficialmente mio figlio mi parlò di una bicicletta cadutagli addosso, quando sapevano, da comunicazione del Dott. Drago del Bambin Gesù di Roma,  che il bambino non deve praticare attività ludiche e/o addestrative che comportino il rischio di traumi contusivi nella regione addominale che potrebbero deterinare l’ulteriore frattura degli elettrodi con il conseguente impianto di un pace maker endocavitario con tasca in regione prepettorale. Quest’ultimo impanto dovrebbe essere posticipato all’età adolescenziale per evitare complicanze dovute alla crescita del bambino”. Nessuna delle due avvertenze sarà rispettata.

Il giorno 8 agosto, mentre mio figlio era sotto i ferri la Comunità Rogazionista mandò in fretta una lettera al Tribunale auto-proclamandosi struttura inadeguata per accogliere il bambino per la convalescenza post-operatoria poiché “ospita minori a rischio con problematiche attinenti devianza ed emarginazione sociale” che potrebbero “turbare o intralciare la quiete necessaria alla ripresa completa di Alberto”. Ma mio figlio alla data odierna è ancora là dentro, convalescenza inclusa.

Mio figlio compierà 8 anni, il giorno 8 agosto 2008, un giorno dopo l’operazione, nell’ospedale di Taormina.

In quei giorni c’è da aggiungere che mi fu negato dal caporeparto di rimanere in ospedale la notte con il figlio, pur alternandomi con la madre, alla quale invece gli avevano appena tolto il figlio e avrebbero dovuto cautelarlo non permettendo alla stessa di passare le notti con lui. Invece fu impedito a me e permesso a lei. Il risultato fu che ogni giorno mio figlio mi diceva che la madre continuava a dirgli le formulette e a ripetergli i “Comandamenti del Male”. Non potevo nemmeno chiamare i Servizi Sociali poiché assenti ad Agosto.

Il giorno 10 agosto, nelle poche ore di pace, dopo l’intervento, fra mio figlio e il sottoscritto, passate nella ludoteca accanto al reparto, si verifica un ennesimo spiacevole evento: scopro frasi diffamanti sul mio conto anche nel diario di bordo della ludoteca, evidente destinato ad archivio interno per l’attività quotidiana della ludoteca stessa.

Mio figlio Alberto, rimasto tranquillamente con la madre in reparto per tutto il tempo pre e post operatorio (ricordo le indagini per satanismo in corso), il giorno 11 agosto è dimesso e torna alla Comunità. Questa è la lettera di dimissioni – e registrazione del pacemaker -firmate dal dr. Alfredo Di Pino dell’Ospedale “S.Vincenzo” di Taormina.

Il giorno 12 agosto sono costretto a mandare un fax all’A.SO.PA. l’Onlus che dirige la Ludoteca e chiamo i Carabinieri affinché acquisissero la pagina infamante che parla di “maltrattamenti” del padre verso Alberto davanti a tutti, a firma di due operatrici della ludoteca. Immediatamente il dirigente Leonardo Le Mura giunto sul posto fa chiudere la ludoteca accusandomi di interruzione di pubblico servizio e poi di aver violato le norme igieniche rimanendo all’interno della ludoteca. Prontamente rispondo che nessun cartello né nessun operatore mi aveva mai avvisato di alcuna norma. Quanto al pubblico servizio era in mio diritto denunciare il fatto e mai avrei desiderato intralciare l’operato della ludoteca, che pure mi aveva regalato la possibilità di stare con mio figlio a giocare per ore. L’accordo finale fu quello di evitare denunce, come si evince dalla lettera del 28 agosto dell’A.SO.FA. giunta al domicilio temporaneo del Residence Principe Umberto di Messina.

Il giorno 13 Agosto, durante la visita alla Comunità, mio figlio continua a riferirmi di essere costretto dalla madre a dirmi cose cattive. Infuriato chiedo l’intervento della Polizia e giunge un Capitano della Caserma Zuccarello il quale prende a cuore e sul serio la questione legata soprattutto ai rituali satanici, interrogandomi su tutto ciò che era accaduto finora di insolito. Ne nacque una consapevolezza che certe devianze sessuali di mio figlio potessero essere strettamente legate ai rituali in questione e che mio figlio ed io dovessimo allontanarci al più presto da quella negatività. Ne nasce una relazione che non mai ritirato, in quanto il Giudice non ha ancora autorizzato, ma che è presente nel fascicolo del Tribunale dei Minori. Il capitano in questione mi suggerisce anche un percorso di preghiera e mi indica un padre esorcista molto in gamba, dell’ordine degli Agostiniani, residente a Perugia, nell’ex-convento di S. Agostino.

Il giorno 16 agosto, altre importanti rivelazioni di mio figlio (anche in audio) mi fanno capire che è in atto  un plagio incessante da parte un po’ di tutti, la madre per se stessa e le operatrici e assistenti per ordini “superiori”. Mio figlio mi riferisce che l’utenza fissa esiste ma che loro vogliono che io chiami al loro cellulare, probabilmente per inibire la chiamata a pochi minuti dando la colpa al pacemaker. Il 17 agosto ne nasce una ennesima lettera dove invito anche le operatrici a favorire la relazione col figlio di appena 1 ora allentando la loro presenza. Naturalmente senza alcuna risposta.

Il 18 Agosto preparo una relazione breve da titolo de abusibus disputandum est, indirizzata al Tribunale dei Minori, dove parlo di abuso della conflittualità, analizzo la relazione dell’8 agosto della NPI, di speciose “rimodulazioni” del rapporto con il figlio, di psichiatrizzazione negativizzante dell’individuo, di ansia di recuperare il rapporto col figlio vista come elemento negativo, e di molti altri aspetti che preludono ad una serie di abusi generalizzati.

Il giorno 19 agosto mio figlio toglie i punti di sutura delle ferite, mentre il papà è alle prese con l’auto che si guasta sempre.

Il 20 agosto il sottoscritto incontra il vice del Sindaco Buzzanca, Dr. Guccione, il quale concorda con me su presunte irregolarità persino nella procedura di allontanamento (art 403) utilizzata dal Servizio Sociale e mi informa che esiste la possibilità di denunciare ad altra procura, presumibilmente quella di Reggio, anche l’illegalità di Giudici e Assistenti Sociali. Seguiranno incontri con il Procuratore dei Minori Amato e con quello Civile.

La sera del 20 incontro la moglie del politico Gaetano Saya, sig. Mariella Cannizzaro, su invito di Alberto Gigante dei Papaseparati, per discutere la tematica. La signora dice di conoscere bene il Sindaco e di poter intercedere per me per la vicenda.

Il giorno seguente, il 21 agosto, durante il rientro a Viterbo si rompe di nuovo l’auto e rimango in provincia di Potenza la notte. Il giorno dopo, il 22 agosto, mi reco a Scalea, dove prendo un’ennesima auto a noleggio.

Il 23 Agosto mi reco a Perugia per conoscere Padre Fernando Sulpizi e la dolce perpetua Carla. Sono accolto con molto calore e insieme si dedica la giornata ad esorcizzare il male attraverso una profonda preghiera. Il 23 Agosto stesso prima di andare a Perugia debbo passare per una notifica penale ai Carabinieri.

Il 25 Agosto giunge a Viterbo una richiesta di archiviazione del PM Ammendola per i reati penali commessi dall’ex-consorte inerenti all’inottemperanza alle disposizioni del giudice, le mancate visite, ed ogni altro reato commesso, insieme alla madre (concorso in colpa). L’avvocato dice che vedrà di fare opposizione. Inizia l’inversione di polarità a favore dell’ex-consorte.

Il 26 Agosto riparto per Messina, passando per Scalea (CS), dove riprendo la mia vecchia auto. L’auto si guasta dopo pochi chilometri. Mi fermo a Sangineto (CS) la notte. Il giorno dopo raggiungo Messina, dopo 6 ore di autobus e treni, fra Sangineto,Paola e Villa. Tutto per l’appuntamento con mio figlio, alle 16.30 in Comunità.

Il 28 Agosto affido il caso anche all’Adiantum, nella persona di Alessio Cardinale, a cui spedisco il materiale in mio possesso.

Settembre 2008

Il giorno 28 agosto sono costretto ad allontanarmi per 8 giorni poiché mio padre, in vacanza fuori Italia, è improvvisamente peggiorato fisicamente e preparo un biglietto per andare a riprenderlo dopo aver ricevuto una telefonata il 25 Agosto dai cari che lo ospitavano. In ogni casi mantenni i contatti con mio figlio via telefono. Il 9 Settembre rientro con mio padre a Messina, e a Messina stessa, mio padre si aggrava ancora, costringendomi a rientrare a Viterbo al più presto, il 16 Settembre, giorno stesso del suo immediato ricovero in Ospedale. Ci resterà per un mese.

Il giorno 18 settembre mi ammalo io di una virosi forte che mi costringerà a letto per diversi giorni.

Il 26 Settembre, giorno in cui viene ascoltato dai Giudici dei Minori anche Albertino, la "commissione" formata da Giudici, Assistenti sociali, Educatrici e NPI, si riunisce a porte chiuse per oltre un'ora, a gran protesta degli avvocati di ambo le parti, seppure in conflitto. Poi ci sentono a noi, prima Albertino poi i genitori, per ultimi. Tralasciando opportunamente di menzionare il satanismo e nonostante le manipolazioni molteplici dell’ex-consorte riconosciute nel decreto del 4 luglio, il Giudice Vincenzo Raffa, all’udienza del 26 Settembre, si preoccupa di montare un sermone intorno all’interesse del minore, minacciando di toglierlo ad entrambi, mentre il mio stesso avvocato “riduce quasi a tabù” i gravi fatti pregiudizievoli dell’ex-consorte e il Giudice ancora mi apostrofa come “vittimista” e “conflittuale”, prendendo a pretesto ogni dettaglio infimo.

Il giorno 28 Settembre, prima della partenza per l’estero, mando un’ultima email all’avvocato usando le parole “mafia psichiatrica” e “richiesta di messa in sicurezza del figlio all’estero” se le cose fossero continuate così, come visto in sede d’Udienza. Il giorno prima aveva ricevuto il mio sunto dell’udienza, inviato a tanti altri destinatari a riprova della situazione aberrante di plagio dei Giudici e attacco al condiviso.

Immediatamente dopo l’udienza, mio figlio Alberto, durante gli incontri con lui in Comunità e anche per telefono (telefonate registrate) mi fa DISCORSI SUL GIUDICE sul Giudice Raffa, il quale gli direbbe di scrivere su un diario le cose che dice papà e le stupidaggini che dicono le operatrici, e infine, mio figlio stesso, in modo del tutto inconsapevole, mi invita a stare attento altrimenti a lui stesso lo mandano in un’altra famiglia, oppure, dovrà tornare dalla mamma e io lo vedrò ogni tanto. Alla fine mi chiede: “Papà, è giusta questa cosa? Spiegamelo tu?”(telefonata dell’11Ottobre)

Nozioni su Messina.

 

I locali dell'ex Ipab della "Casa Famiglia Regina Elena" in viale Annunziata, sono affittati al dirigente scolastico dell'Istituto socio-pedagogico "Felice Bisazza", prof.ssa Annamaria Cammeri, che paga l’affitto… proprio ai Preti Rogazionisti, quelli del convegno del 17 giugno 2007. Di seguito uno stralcio del manifestino.

 

h. 11.45 RELAZIONI - II sessione

Dott.ssa Maria BATTIATO (referente per il mio caso)

(Assistente Sociale dell’Istituzione per i Servizi Sociali del Comune di Messina)

“Gli inserimenti residenziali in comunità"

 

Non sai come sono felice di sapere che mio figlio vive “temporaneamente” in una casa alloggio dove di fronte potrà essere “corretto” sociopedagogicamente dai Padri Rogazionisti e dal Comune di Messina, con la collaborazione dei Servizi Sociali di Messina e del Tribunale dei Minori, che “aggiustano” .

 

Quando ho chiesto dove va a scuola mio figlio, nessuno mi ha spiegato nulla e mi hanno solo detto che ha iniziato la scuola. Dove? Una nota scritta?

Ma la madre sa tutto e già si porta alla scuola col corredino scolastico, con grande approvazione per il Corpo del c.d.a, TUTTO FEMMINILE.

 

http://www.tranionline.it/notizia.asp?notizia=6393&pagina=cultura%20e%20societ%C3%A0 Si legge: Anche quest'anno si rinnova l'impegno rogazionista verso i ragazzi più bisognosi, con un rinnovato entusiasmo ed una capacità, ormai collaudata in decenni d'impegno in tale ambito sociale, di "coltivare" per il futuro ragazzi buoni, educati e laboriosi nello studio, pronti dunque ad entrare nella società forti di quei sani principi che i Padri Rogazionisti coi loro collaboratori laici sapranno trasmettere loro. Proprio come avrebbe auspicato il loro protettore e fondatore dell'ordine rogazionsta, nonchè cittadino onorario tranese, Sant'Annibale.»

 

Anche da questa pagina si deduce che i Rogazionisti colgono “due piccioni con una fava”: guadagnano sull’Adottopoli delle loro Case Alloggio e formano nuovi “soldatini” per “la voce di dentro che ti chiama”: i novizi. Beh, dopo tutto sappiamo che la Fede Cristiana è in crisi, quale modo migliore per “adescare” bambini-novizi da avviare alla Fede Cristiana e alla Rettitudine: prelevarli dalle famiglie in crisi, cosa che alla Chiesa già piace poco. Come dire: “se voi divorziate, ci pensiamo noi a raddrizzarvi: ci prendiamo i vostri figli”.

 

L’udienza del 26 Settembre

 

Come al solito l’esordio del Giudice ha avuto come tema centrale la conflittualità di entrambi i genitori che ricade sul minore. Per questo il Tribunale sarà costretto, se vede che la conflittualità non diminuisce, a procedere ad un affido ad un’altra famiglia, così come suggerito dalla NPI di Messina, al fine di far cessare questo rimpallo di accuse fra i due genitori. Questo perché mio figlio riferisce cose che dice il padre e poi lo stesso fa con la madre. Questo per loro è il segno della conflittualità.

 

Appena sono entrato in aula ho visto mio figlio circondato, tipo foto di gruppo, da tutta l’Associazione Pro-Rogazionista delle Operatrici della Comunità, Sociologa e Assistente, L’assistente referente “del convegno” dei Servizi Sociali di Messina Battiato e le due neuropsichiatre dell’ex-manicomio Mandalari, ora NPI Cittadella della Salute di Messina.

 

Ho lanciato una battuta a mio figlio, che è intelligente: “Albertino, siamo in minoranza”. Erano tutte donne!

 

Il Giudice ha subito colto la palla al balzo, come prevedevo, dicendo che così io aumentassi il conflitto nel figlio, dando prova dinanzi a tutti della necessità di un persorso… ecc ed è partito con la manfrina della conflittualità, ricollegando subito tutto alle mille trappole mortali delle righe delle Assistenti sociali e delle neuropsichiatre, nonché delle operatrici di tutta la comunità.

 

L’avvocato mio sembrava essere ben consapevole di questa enorme Cosca di Affari (CdA) ormai sempre più visibile, anche nelle singole persone appartenenti ai vari enti pubblici (Tribunale, Comunità Alloggio, Neuropsichiatria Infantile e Servizi Sociali). Il Giudice ha cercato di mettere in inferiorità il mio Avvocato, soltanto perché chiedeva di attenderlo, essendo occupato in altra udienza alla porta accanto ma era in fase conclusiva. SEGNALI  che potrebbero far capire il desiderio ardente di attaccare una parte BEN CONSAPEVOLE dei traffici illeciti in atto, che potrebbero coinvolgere anche il Tribunale stesso.

 

Tuttavia sembra di aver colto un percorso mentale successivo che potrebbe indurre a pensare che dopo alcuni preamboli “obbligati” dalle Forze Occulte in campo, il Giudice abbia subito voluto sottolineare un fatto molto preoccupante:

 

a detta della CdA, mio figlio avrebbe preteso da un compagnetto della Comunità un rapporto orale.

 

Volendo soprassedere sull’orrore di simili gesti in un bambino di 8 anni, il Giudice ha subito concentrato l’origine di tali gesti indotti nella famiglia affidataria, visto che nessun bambino in Comunità sembrava avere indotto questi comportamenti sessuali così marcati, mentre mio figlio tendeva a comportarsi così anche prima del ricovero in Comunità.

 

Insomma hanno comunicato in maniera diretta alla ex-consorte che questi sono fatti gravemente pregiudizievoli per un affido futuro del figlio e subito dopo, hanno valutato le parole del mio avvocato che proponeva il conngiunto (non capisco bene perché non si parli di condiviso) con assegnazione della casa al padre, come il decreto prevede già in parte.

 

Un dettaglio: sia il mio avvocato che quello (uno nuovo) della ex-consorte, hanno avuto a che ridire sulla prima fase istruttoria che ha visto la c.d.a. riunirsi col Giudice per almeno una ora e mezza a porte chiuse, escludendo tutti. E’ STATA MOLTO DUBBIOSA LA RIUNIONE MESSA IN ATTO ANCOR PRIMA DI AFFRONTARE L’UDIENZA, AL POSTO DI ASCOLTARE LE PARTI SINGOLE, COME E’ LOGICO CHE SIA. Questo è stato un segnale chiaro del complotto in atto.

 

L’elemento della devianza sessuale del figlio potrebbe convincere la ex-consorte a favorire un condiviso con assegnazione della casa al padre, pena più aspre decisioni, incluso il passaggio temporaneo ad altra famiglia, cosa che ricuserei all’istante, o il prolungamento in Casa Famiglia del figlio, cosa inammissibile, dato che sono agli atti documenti inerenti l’auto dichiarazione di inidoneità a tenere mio figlio nelle condizioni di salute in cui versa (pericoli per il pacemaker). Inoltre questo eliminerebbe tutta quella parte di Neuropsichiatrie e Assistenze Sociali che stanno notevolmente complicando e inquinando i fatti. Ma la ex consorte non sembra cogliere questa opportunità.

 

Spunta l’ipotesi di indagini sull’assistente Battiato.

 

L’avvocato della controparte (fosse stato il mio…) ha fatto mettere a verbale che alcune dichiarazioni rese dalla ex-consorte alla a.s. referente sarebbero false e che sarebbe opportuno indagare sull’atto infamante ad opera, guarda un po’, della referente a.s. Battiato, la stessa che inventò di sana pianta situazioni negative sul mio conto. La ex-consorte ha cercato appoggio nella mia persona, ma io so che lei stessa ha cercato in passato la complicità dei Servizi Sociali per diffamare me, a scapito della mia genitorialità.

 

In ultima analisi si è discussa e concordata anche una eventuale psicoterapia di gruppo, cosa per me disgustosa e deprimente, dato la sofferrenza e le ingiustizie subite finora. Inoltre ancora una volta si tornerebbe a relazionarsi con un c.d.a. che mostra segni evidenti di corruzione, anche a detta di un avvocato di controparte appena nominato.

 

La notizia buona è che mio figlio è stato ascoltato dal Giudice, fatto inedito e nuovo. Sui contenuti ancora non si sa nulla.

Ottobre 2008

Il mese di Ottobre passa all’insegna della lontananza dal figlio per curare il padre fisso in reparto all’Ospedale e per riprendere a lavorare, dopo aver passato l’intera estate a Messina, a protezione di Alberto, con una spesa di almeno 10mila euro. Mio padre uscirà dal reparto soltanto il 14 Ottobre per passare ad una casa di cura. A detta di molti, fra cui anche i medici della casa di cura, fra le cause del suo peggioramento c’è anche il dolore per l’assenza del nipote e per le traversie del figlio. Lo confermo dalle parole che usa. Mio padre è molto sensibile, oltre che ammalato.

Molte le telefonate intercettate a riprova del plagio dei Giudici e delle operatrici.

ALL’ULTIMO INCONTRO DEL 18 OTTOBRE (sarà l’ultimo di ottobre) MIO FIGLIO PARLAVA ANCHE DI “RESTARE FINO ALLE FESTE NATALIZIE IN COMUNITA’ POI TORNA DALLA MADRE. CHI GLI PARLERA’ COSI’?

La telefonata di Albertino di sabato 25 Ottobre è sconcertante. Innanzitutto non mi fa nemmeno parlare e, in modo ossessivo, ripete sempre le stesse cose. La registrazione è partita un po’ in ritardo, a causa delle linee, ma lui mi ha raccontato, all’inizio, che l’assistente sociale lo chiama di notte e gli dice “se papà ti dice di buttarti dalla finestra tu lo fai? E allora non ascoltare le stupidaggini di tuo padre!” E glielo ripete in continuazione, chiamandolo ogni giorno. E lui gli risponde per le righe, ma poi mi chiede di pensarci anch’io perché sono “coraggioso come lui”.

Mi dice di dire al Giudice di tornare a casa e poi ci vediamo come ci vedevamo prima, con la sociologa Daniela quando io vengo là.

 

Tanto per darvi un’idea di con quale mentalità sta crescendo mio figlio. Lui crede che stare col padre significhi vederlo quell’oretta insieme a qualche operatore, sociologo, psicologo o assistente sociale! Purtroppo non ho potuto replicare molto, e ho dovuto lasciarlo parlare. Mi ha chiesto, come sempre di cercare il giudice, anche per strada, e di dirgli di farlo uscire da lì.  E come sempre lo costringono ad indagare su di me, sul nonno, su cosa faccio, su dove vivo. In più sento sempre parlare di litigi con gli altri bambini, con le operatrici, che non lo fanno parlare. Lui che strilla come un forsennato contro tutti. E come sempre mi ripete che non gli piace stare al telefono con me 5 minuti, perché sono pochi. Le operatrici sono lì a contare il minuto e appena scade il 5° minuto incominciano a stressarlo per chiudere in fretta. Dura lex, vero? Forse è meglio che non ci parlo con un “giudice” che giudica fantastico stare al telefono con un figlio per 5 minuti in queste condizioni.

 

Chiude con “TI VOGLIO BENE”.

Queste le altre telefonate:

*       3 ottobre

*       11 ottobre

*       15 ottobre

 

In data odierna, 29 Ottobre, apprendo, da una telefonata alla Cancelleria del Tribunale dei Minori, che è stata emessa un’ordinanza, notificata all’avvocato.

*        …E se il Giudice dice

*       …La storia dei 5 minuti di telefonata, e non solo.

*       Una cosa della mamma...ma poi Loro dicono che non è vero.mp3

*       Da un maresciallo capo - consigli per difendersi dalla corruzione.mp3

*       Sabato 16 Agosto - DOPO L'OSPEDALE IL PLAGIO CONTINUA.mp3

*       2007, 19 Novembre -  Servizi Sociali (telefonata importante).mp3

*       

*      2007, 21 Novembre – La madre nega l'esigenza di cure prima dell’intervento.mp3

 

Inviato: giovedì 9 ottobre 2008 20.26
A: giovannivillari@libero.it
Cc: Mino Licordari di TCF (minolicordari@libero.it); (mangiler@alice.it); Rosy Genduso; (info@falsiabusi.it); portavoce@papaseparati.org; alessandro ciardiello; 'Antonio Matricardi'; Associazione Figliliberi; info@papaseparatilombardia.org; 'APS Torino'; venuriolo@hotmail.com; De Filippi (Avvocato) (info@avvdefilippi.com); 'Fabio Nestola'; faustota004@libero.it; Fernanda Liberti (fernanda.liberti@tiscali.it); Giacomo Rotoli (giacomo.rotoli@gmail.com); Giovanna Lo Sapio (Psicologa); fulvio cortesi; massimobattilocchi1@virgilio.it; p.cuzzi@libero.it; pieroricca@gmail.com; Claudia Mariani
Oggetto: Chiarimenti su ciò che è lecito e ciò che è illecito (fosse anche la Giustizia stessa)

 

Gentile Avvocato,

 

mi spiace che lei non condivida il mio scrivere ad altre associazioni. Fatto sta che è giunta l’ora di cominciare a tirar giù un sistema troppo impunito che guadagna troppi soldi sulla pelle degli altri. E per farlo ci vuole un team di persone che condividano questo agire.

 

Le persone a cui ho inviato questa email sono: associazioni per la tutela dei diritti dei minori nella separazione e nell’affido, giornalisti e avvocati, padri e madri separati trombati dal sistema corrotto, persone interdette dal sistema mafioso, esperti in cause presso corti europee, dissidenti vari.

 

Non posso comprendere con quali argomentazioni si potrebbe, allo stato attuale delle cose, confutare la mia ferma convinzione che esiste un sistema di poteri occulti (= non visibili al pubblico) che continua a trattare le persone come oggetti di guadagno, specialmente nel campo affidi e separazioni.

 

Vede, il solo fatto che siamo d’accordo sulle scorrettezze, alcune fin troppo evidenti – e perpetrate in vostra presenza – di una responsabile del Servizio Sociale di Messina, Area Tutela Minori, allora è evidente che un povero cittadino qualunque si domandi: ma perché avrà agito così? Nel nome di quali interessi? E legati a chi? E perché con mio figlio? Ma allora quanti altri casi saranno trattati così?

 

Ora, dato che è ufficialmente data la notizia, attraverso Carlo Lucarelli di “Blu Notte” (puntata, scaricabile da Emule, del 5 ottobre 2008) , che Messina è tutt’altro che una provincia babba, bensì un centro nevralgico di mafie e massonerie, che hanno interessi soprattuto negli Enti Locali e nelle Amministrazioni ( quindi Asl, Comunità, ecc) , direi che il Signor Caimmi (= il sottoscritto) non è poi così biasimabile nel pensare che la sua storia possa essere una valida dimostrazione di quanta corruzione si adoperi per gestire le vite altrui, specialmente quelle dei minori, in Italietta. Non crede?

 

E quindi in questa direzione appare del tutto lecito il mio girovagare alla ricerca della registrazione giusta (e non sono l’unico) per incastrare chiunque si adoperi contro la vita di un minore, con atti di plagio e intimidazioni, per scopi illeciti. E’ un delitto efferato da condannare , secondo tutte le carte dei diritti umani esistenti.

 

Pertanto, aspetterò con fervore il giorno che un Procuratore o qualunque altra Istituzione mi verranno a dire che ho violato qualche legge registrando le conversazioni intorno a mio figlio e anche le udienze o qualunque altra persona che contribuisca a danneggiare mio figlio psicofisicamente, con atti di omertà, insabbiamenti, manipolazioni di ogni genere e plagi immondi.

 

Le mie denunce allora si solleveranno contro gli stessi Tribunali che giudicheranno illegali le mie intercettazioni a difesa di un minore, nella fattispecie un figlio. E prenderanno la via delle Corti Europee e dei CSM.

 

Intanto aspetto che loro mi garantiscano non UNA LEGGE AMBIGUA, ma una legge che riconosce i reati subiti da mio figlio e dal sottoscritto da parte di una famiglia modello cosca mafiosa come quella della ex-consorte, che dice di voler favorire un confronto pacifico, ma, diversamente, si guarda bene dal mettere il ditino sul disco dell’apparecchio telefonico a riprova di tale pacificità.

 

Anche questo è un atteggiamento fra quelli della cosiddetta mafiosità.

 

E poi…. Basta con questa CONFLITTUALITA’ GENITORIALE NELL’INTERESSE DEL MINORE! Abiamo capito bene che è il mezzo più efficace per condurre un gioco tutto a favore del “sistema” attuale. E se l’abbiamo capito, non sarebbe meglio finirla con questa farsa?

 

Ricordo, infine, a chi leggerà questa email, che l’ho scritta, senza ansia, rabbia o assenza lucidità (parole ghiotte per gl ambienti “deteriori” giudiziario-psichiatrici), bensì NELLA PIENA FACOLTA’ DELLA MIA MENTE E CON UNA DOSE ENORME DI CONSAPEVOLEZZA E DETERMINATEZZA.

 

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SO

,SAPPIAMO IN TANTI – POLIZIA LOCALE MESSINESE COMPRESA - CHE LE COMUNITA' ALLOGGIO E COMUNI GUADAGNANO CON GLI AFFIDI E IL SOGGIORNO DEI MINORI ESSENDO STRUTTURE COMUNALI, CON LA COMPLICITA' DEI TRIBUNALI E DELLA PSICHIATRIA CORROTTA, CHE SCRIVE FRASETTE AD HOC PER AFFIEVOLIRE LE FIGURE GENITORIALI E FACILITARE LE PROCEDURE.

CONDANNO

TALI COMPORTAMENTI GENERALI COME REATI CONTRO L'UMANITA' , I MINORI E LA FAMIGLIA CON GRAVE DANNO ESISTENZIALE PER TUTTI, SOPRATTUTTO PER UN BAMBINO CHE E' IN FASE DI SVILUPPO, OLTRE A REATI DI ABUSO D'UFFICIO DEGLI ENTI PREPOSTI CHE HANNO OPPORTUNAMENTE MANIPOLATO LE RELAZIONI PER FAR RISULTARE IL DISAGIO FRA ALBERTO E SUA MADRE QUASI IMPERCETTIBILE.

ACCUSO

ANCHE LE SCUOLE, COMPLICI  (INSIEME AI SERVIZI SOCIALI) E CASTRANTI NEI CONFRONTI DEL SOTTOSCRITTO, LE QUALI IMPEDIVANO OGNI FORMA DI CONTATTO NORMALE COL FIGLIO, IN ACCORDO CON I SERVIZI SOCIALI, MENTRE UNA MAESTRA GIUDICAVA IL FIGLIO “GIA’ ROVINATO (telefonata registrata)”. NESSUNO SI E’ RESPONSABILIZZATO, CON LA SCUSA DELLE DENUNCE, A SEGNALARE LA SITUAZIONE. COME POTREBBERO SE SONO TUTTI COLLUSI?

 

DAL DICEMBRE 2007 AL MAGGIO 2008 – DENUNCE E ARRESTI

IL SOTTOSCRITTO PADRE E' STATO SOTTOPOSTO AD ARRESTO PREVENTIVO DENTRO L'OSPEDALE BAMBIN GESU' SU SEGNALAZIONE DI UN GIUDICE (A DETTA DELLE GUARDIE), DENUNCIA ATTUALMENTE INSABBIATA DALLA PROCURA ROMANA, SEMPLICEMENTE PER IL FATTO DI NON ESSERE GENITORE AFFIDATARIO E TROVARSI IN OSPEDALE, IN DATA 4 DICEMBRE, CON MIO FIGLIO ANCORA SOTTO I FERRI PER ALTRA ROTTURA DEL PACEMAKER.

VOI LO ARRESTERESTE UN PADRE CHE SI TROVA AFFLITTO IN OSPEDALE CON IL FIGLIO IN SALA OPERATORIA? EVIDENTEMENTE I GIUDICI LO FAREBBERO! MAGARI D'ACCORDO CON LE MADRI SATANICHE! 

DI QUESTA ROTTURA DI PACEMAKER SARO’ PRESTO ACCUSATO IO, PADRE DI ALBERTO, DURANTE UNA VISITA. QUINDI MI SONO BECCATO PURE UN FALSO ABUSO PER AVER TENTATO DI UCCIDERE MIO FIGLIO STESSO (documentato)

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Sent: Wednesday, October 01, 2008 10:08 PM

Subject: PLAGIO IMMONDO!!!!!

 

 

Stamane ho fatto una chiacchierata di qualche minuto con la responsabile della Comunità Assistente Sociale Musiano, la quale, sotto la pressione delle mie parole, senza toni accesi bensì con toni ragionevoli, ha tirato fuori una frase infame, tipica di chi sta facendo un doppio gioco da tempo immemore:

 

“Ma che vuole , signor Caimmi, lei si preoccupa solo di parlare di giudici e avocati quando si incontra con suo figlio, è naturale che noi dobbiamo relazionare che lei aumenta il conflitto e non si preoccupa nemmeno di come va a scuola suo figlio. Perché ce lo ha mai chiesto dove va a scuola.”

 

Le ho risposto, veramente stupito di quanto sono bugiardi, che non è affatto vero che non mi interesso e che mi sarei aspettato una comunicazione da parte loro dell’avvenuto inizio della scuola e del luogo. Ma devo essere io a farlo, altrimenti loro, prontissimi, dicono che sono stato io a disinteressarmi di mio figlio!!!

 

Stasera mio figlio mi ha fatto un discorso molto chiaro, ad un certo punto della telefonata:

 

“Papà, io adesso devo tornare dalla mamma e poi ci vedremo ogni tanto”

“Certo, e immagino, Albertino, che qualcuno ti ha fatto questo discorso, vero?”

“E certo, tu lo sai chi è Papà! E’ sempre la solita e inizia con la B!

“La Battiato”

“Proprio lei”

“E il giudice Raffa…”

“Anche lui mi ha detto che devo tornare dalla mamma”

“Ma come la mettiamo con le cose che sono successe!”

“ma loro mi dicono che sono passate e che devo dimenticare”

“Ma papà non sta tranquillo pero!”

“Vabbè , ma tu dici tutto al Giudice e io ance scrivo quello che hai detto tu e quello che dicono le operatrici!”

“Chi te l’ha detto!”

“Me l’ha detto il Giudice Raffa”

“Il Giudice Raffa ti ha detto di fare una specie di diario”

“Esatto! Un quaderno dove io scrivo tutte le cose che dici tu e le stupidaggini delle operatrici”

“Vabbè, non ti preoccupare che poi papà deve ancora parlare con tutti. Sta’ tranquillo!”

“Va bene, papà, anche tu stai tranquillo”

 

VI SEMBRA NORMALE?

 

SIAMO AL PLAGIO AUTORIZZATO DAL TRIBUNALE DEI MINORI!