il Tempietto di San Gerardo a Potenza

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"Lu  Bracciale"

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Ie facc’ lu braccial e nun lu nèa,
e so cuntent e  so cuntent assaie.
Nun l’abbanduneragg’ mai mai,
la zappa,lu zappit e lu pagliare.
Mò m’zappa l’urticiedd’
Mò m’zappa lu seminar,
e ogni anno ‘nu purciedd
nun me l’aggia fa mancà!
..Domenica m’aggia mett’ lu vuarinidd’
Ca aggia gì appress a la prucessiona,
ca è la festa d’ lu Protettore
ca stà esposto sova a  lu muraglione.

San Gerardo Protettore
De Potenza Generale
Gnanna piglià nu mal  a chi l'anna disprezzà!

(Sono contadino e non mi vergogno e sono contento assai.Non abbandonerò mai  la zappa e  il mio pagliao.

Una volta zappo l'orto,una volta la terra che ho seminato . Non mi  faccio mai  far mancare un maiale all'anno.

...Domenica  mi metto l'abito buono per andare alla Processione,è la festa del protettore esposto sopra al muraglione.

San Gerardo protettore di tutta Potenza.Possa  avere un guaio chiunque lo disprezzi!)


La Biografia di San Gerardo Dalla Porta

Gerardo, vescovo del XII secolo, è il patrono della città e dell'arcidiocesi di Potenza. Nato a Piacenza in una famiglia di nobili origini, si diresse verso l'Italia Meridionale probabilmente con l'intenzione di imbarcarsi insieme ai crociati verso i Luoghi Santi. Giunto però a Potenza iniziò a dedicarsi all'apostolato. E il suo impegno gli attirò a tal punto l'ammirazione della gente che, quando morì il vescovo, il clero e il popolo lo scelsero come successore. Ordinato vescovo ad Acerenza, resse la Chiesa di Potenza per otto anni. Anche da vescovo «era di tanta sobrietà - scrive il biografo e successore Manfredi - da sembrare un monaco». Morì nel 1119. Trascorso un solo anno papa Callisto II lo proclamò santo a furor di popolo. (Avvenire)

Etimologia: Gerardo = valoroso con la lancia, dal tedesco

Emblema: Bastone pastorale

Oggi, il Martirologio Romano fissa il ricordo di S. Gerardo vescovo a Potenza nella Lucania. Era questi nativo di Piacenza e, trasferitosi a Potenza, venne scelto come vescovo per le sue virtù e la sua attività taumaturgica. Morto dopo appena otto anni di episcopato, il suo successore Manfredo ne scrisse una Vita forse troppo dichiaratamente panegiristica e soprattutto ne ottenne una canonizzazione "viva voce" (ossia senza documentazione scritta) da parte del papa Callisto II (1119-24).S. Gerardo, patrono della città e dell'archidiocesi di Potenza, nativo di Piacenza, discendente dalla nobile e illustre famiglia La Porta, fu Vescovo di questa città dal 1111 al 1119. Uomo di cultura e di solida pietà, dopo aver trascorso la sua giovinezza in patria si diresse verso l'Italia Meridionale, come tanti altri spiriti nobili del suo tempo, o alla ricerca di solitudine o per essere più vicino ai punti di imbarco dei crociati, diretti verso i luoghi santi. Giunto a Potenza, Gerardo vide aprirsi davanti un vasto campo di apostolato, specialmente tra la gioventù. Apri a tutti gratuitamente i tesori della sua cultura e della sua bontà, attirandosi la simpatia di tutto il popolo. Alla morte del Vescovo della città, clero e popolo lo elessero loro pastore. Fu consacrato Vescovo ad Acerenza. La dignità conseguita non mutò l'austerità della sua vita né la semplicità dei suoi costu-mi. Manfredi, suo biografo e poi successore nella catte-dra episcopale, cosi descrive questo periodo della sua vita: "Onorato della gloria pontificale, apparve più umile, più mansueto, più piò, più benigno, più diligen-te nell'esercizio delle virtù. Era di tanta sobrietà da sembrare un monaco".
Il Signore si compiacque di far rifulgere la santità del suo servo ancora in vita, con segni miracolosi, come il cambiamento dell'acqua in vino. Appena un anno dopo la sua morte, il Pontefice di Roma Callisto II ne proclamò la santità. Le ossa di S. Gerardo riposano sotto l'altare a lui dedicato nella Chiesa Cattedrale di Potenza. Il Santo viene onorato, in modo particolare, il 30 ottobre, giorno della sua morte, e il 30 maggio a ricordo della traslazione delle sue ossa, fatta dal Vescovo Oberto nel 1250.


Autore: Canio Riccardo Topazio http://www.santiebeati.it/
La sfilata dei turchi

La sfilata dei turchi
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La  processione  dei turchi  è un  "mistero medioevale  "che molti storici hanno variamente interpretato .Che cosa rappresenta e quando cominciò   questa  stana  sfilata   per  le vie   della   città  di Potenza  non si sa.La  storia  potentina  è  inoltre   slegata da relazioni    dirette  con   i  turchi, tanto  che  alcuni  ritengono  che sia una "mascherata".IL primo  autore  di  cronaca  potentina   che scrisse della sfilata fu Raffaele Riviello nel 1893:"quando e perchè ebbe origine non  vi  è documento che   l'accenna,soltanto  è certo  che  i nostri maggiori   che ce  la  trasmisero  con  tanta  tenacità  e   amore   di  patria   e  di   fede  ,non  erano  così  sciocchi  da  simboleggiare una nave su montagna ,quando nel Basento non  si  va in barchetta  neanche nelle piene più grosse."

I  simboli  principali della tradizionale processione   sono la  nave sulla quale  figura  un bambino nelle vesti di san Gerardo,i  turchi  dalle vesti  esotiche e con  il  viso dipinto di nero,e  il   carro  che trasporta Pipino,il Gran Turco  che fuma una grande pipa e si   liscia la barba.Altri personaggi sono i contadini con i buoi, i signori e le dame del tempo(?) a piedi o a cavallo,bambini vestiti da angeli  .A chiudere la sfilata è il    di San  Gerardo  portato  in spalla  da volontari.      sfilata turchi   

Il  mutamento dei gusti e  delle generazioni  ha apportato   modifiche alla secolare costumanza,restano immutati i simboli,varia il percorso che da alcuni anni  termina allo stadio Viviani,dove si procede con il    Palio delle contrade. 



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