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Improvvisazione Free
Il passo successivo è la totale eliminazione degli accordi. Ci sono diversi
modi di fare free jazz, ma la regola principale è che non ci sono regole. Per
questa sezione non farò ricorso a spiegazioni tecniche o teoriche, ma mi
limiterò a citare esempi di musicisti free.
Molte delle composizioni di Ornette Coleman non fanno uso degli accordi (es.
le registrazioni del quartetto "freebop" con Don Cherry per
l'etichetta Atlantic). Questi brani cominciano con l'esposizione di una melodia,
e gli assoli sono variazioni di questa melodia, senza nessuna progressione di
accordi. In buona parte questi lavori dimostrano un approccio molto melodico e
sono di ascolto relativamente accessibile.
L'album "Free Jazz" (in cui sono coinvolti, tra gli altri, anche
Eric Dolphy e Freddie Hubbard) è decisamente diverso. Non solo Coleman mette da
parte il concetto tradizionale di armonia, ma anche quello di melodia. Non si può
individuare un tema definito, e le improvvisazioni sono molto meno melodiche
rispetto agli album del quartetto precedente. Il doppio quartetto di "Free
Jazz" si cimenta anche con il concetto di forma, vedendo impegnati più
solisti che improvvisano nello stesso momento. Questa idea è vecchia quanto il
jazz stesso, ma fu dimenticata con l'avvento dello swing. L'idea di
improvvisazione collettiva nel free jazz è molto meno (se non per nulla)
strutturata rispetto a ciò che era nel dixieland, e il risultato è più
cacofonico.
John Coltrane si avvicinò a questo tipo di musica negli ultimi anni della
sua carriera, in album come "Ascension". Coltrane fece sperimentazioni
anche sul ritmo, ad esempio in "Interstellar Space", in cui il ritmo
è indefinibile. Sia Coleman che Coltrane, così come altri musicisti che
risentirono della loro influenza, come Archie Shepp e Alber Ayler, tentarono un
evoluzione anche delle timbriche, studiando nuovi modi di suonare i loro
strumenti, arrivando fino all'estremo di suonare strumenti con i quali non
avevano quasi nessuna confidenza, come fece Coleman con la tromba e il violino.
Anche Cecyl Taylor, pianista, ha un approccio completamente free, utilizzando
il pianoforte più come una percussione che per creare melodie a accordi. Le sue
performance generalmente non contengono nessun elemento di armonia, melodia o
ritmo tradizionale. Suonando free jazz da soli, non in gruppo con altri
musicisti, siete liberi di cambiare la direzione della vostra musica in ogni
momento. Potete cambiare il ritmo, o potete suonare senza ritmo, e così via.
Suonando in gruppo è invece molto importante la comunicazione, dal momento che
non c'è nessuno schema di riferimento comune da poter seguire.
E' difficile analizzare questo genere di musica nei termini che siamo
abituati ad usare. Questa musica, perché abbia successo, ci deve raggiungere ad
un livello emozionale, e le emozioni di ciascuno possono essere toccate in modo
diverso. Si può affermare che più la musica è libera e più è personale,
perché svincolata da ogni schema teorico precostituito. Dovrete decidere voi
fino a che punto spingervi nel suonare, così come nell'ascoltare. Ricordate che
spesso questo tipo di musica è più divertente da suonare che non da ascoltare.
La "sfida" della comunicazione e del libero scambio di idee sono cose
che alcuni ascoltatori non apprezzano (che è un modo educato per dire che le
vostre sperimentazioni possono risultare alienanti per chi vi ascolta).
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