A pesca sui laghi di Revine
Agli amici era parsa un’ottima idea, quella sera al Club, la mia proposta di una giornata a Black Bass sui laghi di Revine. Qualcosa di diverso dalle solite uscite a secca con le trote. In un’atmosfera di crescente entusiasmo il venerdì precedente il raduno è trascorso nella preparazione di popper e streamer per il persico. Il famoso costruttore “bass-luccista” Loris dava sfoggio della sua abilità nell’assemblare penne, piume e peli per dar forma a dei mostriciattoli che, una volta lanciati in acqua, avrebbero scatenato l’aggressività del pesce. Il Pope, da parte sua, esibiva una vera e propria collezione di imitazioni di livello eccelso, arrivando a rifinire il suo lavoro con l’aerografo. Il buon Marco, la “Ciliegiona” sulla torta dei costruttori trevigiani, non volendo essere da meno, pur con scarsa esperienza di questi artificiali, riusciva a produrre con le sue magiche manine una squadra di popper in foam. Una curiosità: il materiale impiegato
dal nostro segretario è stato ricavato, su consiglio del Pope, dalle “sioe dei socoi” delle infermiere (rigorosamente bionde) del reparto di Lunga Degenza dell’Ospedale di Dolo.
Tanta attesa ha rischiato di venir frustrata quando, telefonando all’Azienda di Soggiorno di Revine Lago per prenotare i pattini necessari alla pesca, ci è stato chiesto di arrivare dopo mezzogiorno, perché prima le imbarcazioni erano a disposizione dei partecipanti ad una gara di due giorni organizzata dallo Spinning Club Italia.
Il problema per noi non era costituito dall’orario, ma dal timore di una fuga dei Bass nei canneti, dopo giorni di massiccia presenza umana. Malgrado le perplessità, e nell’impossibilità di spostare la data, ci siamo alla fine rassegnati ad una sfida in condizioni avverse.
Molti erano incuriositi dall’inusuale mise di pesca: barca o pattino, da condividere in due, permettevano di stare in pantaloncini e maglietta, volendo anche in costume da bagno, in luogo dei più familiari waders, essenziali durante le immersioni nelle gelide acque del Piave o del Brenta.
Formate le coppie, alle 16 eravamo già tutti sul lago a volteggiare le pesanti bass-bug(per chi le aveva) nell’intento di far cadere l’artificiale tra una distesa di ninfee. Infatti, essendo la stagione avanzata, non c’erano molti spazi liberi in cui far navigare i popper, e si doveva perciò pattinare sopra la vegetazione. Purtroppo spesso l’antialga non funzionava a dovere, costringendoci a un tira e molla con foglie che quasi sempre si rivelavano più resistenti del finale (quante preziose esche andate perdute!).
In mezzo a queste difficoltà cercavamo di far abboccare qualche pesce, ma invano, poiché erano praticamente irraggiungibili nell’intrico delle piante.
Anche il Pope ed il Ginger (il Gatto e la Volpe), la coppia più accredita di successo,sembravano non cavare il cosiddetto ragno dal buco.
Gli ultimi irriducibili si sono arresi dopo le 21, non essendo riusciti ad agganciare nulla che non fosse una ninfea o una canna (sia di giunco sia … del compagno di barca).
Ci sono comunque state delle note positive: Aurelio, il mio compagno d’imbarcazione, ha catturato un Bass addirittura più grande del popper, mentre Enrico, la nostra mascotte, ha sostenuto una vibrante lotta con un grosso Black che, dopo essersi fatto ammirare fin sotto il pattino, si è liberato da solo.
Tutto sommato è stata una giornata divertente, in una paesaggio incantevole non solo per la natura, ma anche per le numerose bagnanti che hanno accettato di buon grado gli sguardi dei nostri curiosi scapoli (e non).
Stefano Duprè