Editoriale del 1° Trimestre 2001Un impegno costante
L’assemblea ordinaria dei soci ha concluso ufficialmente l’attività dell’anno 2000 mettendo in risalto la vivacità espressa dal Club. Quasi sempre tale fervore è stato foriero di risultati positivi, tuttavia non sono mancate le note poco liete.
Il nostro dinamismo ha portato all’aumento delle iscrizioni, impreziosito dal ritorno di vecchi soci e dalle adesioni di giovani alle prime armi. Benché questi ultimi siano indubbiamente la linfa vitale per il futuro, mi sento particolarmente orgoglioso del rientro degli amici di un tempo, che sono depositari di un grosso bagaglio di esperienze da trasmettere ai neofiti.
Veniamo ora all’attualità. Un grido d’allarme proviene dalla zona ad esche artificiali di Ponte della Priula (siamo, come sapete, sul Piave). L’area sperimentale, partita in sordina, aveva cominciato a produrre dei risultati soddisfacenti che sono stati, però, vanificati dai disastrosi interventi in alveo degli ultimi due anni e dalla messa in asciutta di buona parte del tratto in questione.
Sorge, a questo punto, un interrogativo: ha senso profondere le nostre energie in assenza di una programmazione seria? Desidero ricordare che l’apporto del Club non è mai mancato, mentre altri, investiti di larghi poteri decisionali, hanno disatteso agli impegni presi. In particolare, che ci risponde il Magistrato alle Acque che sembra far prevalere soprattutto valutazioni di carattere economico? Tale orientamento ha spesso finito col trascurare gli aspetti ambientali, sottovalutando il diritto alla vita del fiume e dei suoi abitanti.
Fondamentale risulta, perciò, la richiesta da noi rivolta all’assessore alla Pesca della Provincia di Treviso, dr. Napetti, di stabilire una sperimentazione pluriennale basata su alcuni principi imprescindibili: divieto assoluto di interventi in alveo, semine programmate di avannotti di trote e temoli, aumento della lotta al bracconaggio e ridimensionamento della popolazione di cormorani.
Il 2000, comunque, si conclude in maniera brillante e lusinghiera grazie alla nostra diretta partecipazione alla gestione del Bacino n° 10 di Belluno, che ha visto il significativo raggiungimento dei seguenti obiettivi: diminuzione del numero delle catture, estensione del divieto di prelievo della trota marmorata e dei suoi ibridi a tutti gli affluenti del Piave e, udite udite, adozione dell’uso dell’amo senza ardiglione per qualsiasi tipo di pesca lungo tutta l’asta del fiume.Franco Pistolato