IL RAPPORTO “CORMORANT”

Pubblichiamo in queste pagine 3 documenti riguardanti l’annoso e controverso problema dei cormorani. Il Club, dopo lunghe e vivaci discussioni tra i soci, è giunto alla conclusione che il numero di questi uccelli vada al più presto valutato, affinché una presenza troppo vasta non arrechi danni irreparabili alla fauna ittica e, di conseguenza, all’intero ecosistema (a tale scopo sarà nostro compito sollevare la questione in Consulta). Per il momento leggiamo quello che si dice e si fa in luoghi assai diversi tra loro (dalla “vicina” Sondrio allo Stato di New York - USA - passando per la Germania), senza che questo significhi un’accettazione acritica dei drastici metodi risolutivi proposti nei 3 casi esaminati. Attendiamo da chiunque notizie di validi suggerimenti alternativi


 
 

Cormorani in Germania

Gli esperti tedeschi ed inglesi stimano che in Europa vivano circa     800.000 cormorani. La Repubblica Federale di Germania è divisa in 16 Länder ognuno con il proprio parlamento e le proprie leggi eccetto per quanto riguarda la difesa e gli esteri. Finora è stato permesso l’abbattimento dei cormorani solo in 5 Länder con una regolamentazione molto restrittiva.
Tre anni fa, con un inverno estremamente rigido che ha gelato i laghi e le acque stagnanti ovunque, tutti i cormorani si erano spostati sui fiumi di montagna e sui chalk streams popolati da salmonidi. Alcuni di essi sono stati completamente svuotati. Esempio tipico il Lech, miglior fiume per temoli della Germania, rimasto praticamente vuoto.
In Baviera sono stati abbattuti secondo dati ufficiali 6.000 cormorani, ma fonti ben informate affermano che in effetti ne sono stati eliminati 12.000. Sono intervenute naturalmente varie complicazioni. Poiché il cormorano non è dalle leggi considerato selvaggina, le assicurazioni si sarebbero rifiutate di risarcire eventuali danni causati o sofferti dagli operatori a caccia di cormorani.  Pare che si sia provveduto a stipulare un’assicurazione supplementare. I tiratori dovevano sparare da una distanza minima di cento metri, quindi con carabina e cartucce a palla alquanto costose. Molti cacciatori si sono rifiutati di sparare per non inimicarsi gli ornitologi e gli ecologisti. In Germania ci sono 260.000 soci di associazioni ornitologiche e 3 - 4 milioni di pescatori associati. Secondo le associazioni di pescatori l’unica via per diminuire il numero di cormorani è una pressione coordinata dei pescatori con il voto, in occasione delle elezioni regionali. (...)

Fly Line, n. di Sett./Ott.                  M. Fratnik
 


Ecco quanto ha recentemente stabilito l’Amministrazione Provinciale di Sondrio in merito alle colonie di cormorani stanziate lungo i propri fiumi:

“Premesso che per effetto della protezione del cormorano su tutto l’areale europeo si è assistito agli inizi degli anni Novanta ad un aumento considerevole delle popolazioni migranti e svernanti in provincia di Sondrio, che da poche unità sono passate ad alcune centinaia;
Vista la relazione trasmessa dall’Unione Pesca Sportiva con la quale viene evidenziata la particolare situazione che si è venuta a creare con la presenza sempre più numerosa di cormorani sulle aste dei fiumi Adda e Mera e i conseguenti effetti deleteri sul patrimonio ittico, con particolare riferimento al temolo;
Atteso che in data 29 dicembre 1999 è stata trasmessa all’Istituto Nazionale Fauna Selvatica la documentazione in atti e richiesto il parere per attuare abbattimenti dissuasivi stante l’insussistenza di metodi ecologici in grado di porre fine alla abnorme predazione attuata dai cormorani ai danni della fauna ittica;
Visti i primi risultati comunicati dall’Istituto di Medicina Legale di Milano con i quali si segnala che nelle borre analizzate sono presenti, tra gli altri, otoliti di salmonidi e timallidi;
Ritenuta non più procrastinabile l’adozione di azioni dissuasive, anche di natura cruenta, al fine di allontanare i cormorani dalle aste fluviali dell’Adda e della Mera, di interrompere e di impedire la predazione in atto e di acquisire ulteriore materiale da sottoporre ad analisi e così completare l’indagine sull’alimentazione di tale specie;

DELIBERA

1. Di utilizzare gli agenti di vigilanza della Provincia di Sondrio, unitamente a personale incaricato dal concessionario delle acque pregiate Unione Pesca Sportiva di Sondrio, al fine di effettuare abbattimenti dissuasivi dei cormorani;
2. Di riservarsi ogni ulteriore decisione in merito all’esecuzione del presente provvedimento;
3. Di disporre che per ogni capo abbattuto venga redatta apposita scheda indicante data, luogo e modalità di abbattimento;
4. Di disporre infine che i soggetti abbattuti vengano inviati all’Istituto di Medicina Legale di Milano, affinché i contenuti stomacali siano sottoposti ad analisi;
5. Di dichiarare il presente atto immediatamente eseguibile.”
 
 

Cormorani da uccidere

Il 19 luglio 1998 il tecnico forestale Brian Edmonds e un collaboratore attraccarono la loro barca all’isola di Little Galloo, nel nord-est del lago Ontario. Gli operatori  del  Dipartimento di Conservazione Ambientale dello Stato di New York (New York Department of Environmental Conservation – NYDEC) raccoglievano dati su una grossa colonia di cormorani a doppia cresta.
Ma il giorno di lavoro venne cancellato quando scoprirono centinaia di corpi senza vita di giovani cormorani.
“Cominciò con uno qua, uno là”, dice Edmonds, “poi vedemmo gruppi di 20, 30 uccelli morti…. E una grossa quantità di bossoli vuoti di fucile”.
Il giorno dopo agenti del U.S. Fish & Wildlife Service (l’ente americano per la protezione dei pesci, della fauna e flora selvatici) contarono circa 1.000 giovani cormorani morti, apparentemente uccisi a fucilate il week-end precedente. Gli investigatori raccolsero anche secchi di bossoli calibro 12.
Al momento di andare in stampa non è stato eseguito nessun arresto.
Gli investigatori si stanno concentrando sui residenti nella zona, che sono alquanto arrabbiati ritenendo i cormorani responsabili della drammatica riduzione del numero di small-mouth bass (persici) nel loro settore del lago Ontario.
Avere pochi pesci significa veder diminuire i pescatori-turisti, e la gente che vive grazie ad essi è preoccupata per la propria fonte di sostentamento.
Il problema dei cormorani e della pesca, però, si estende fino all’estremo ovest dello Stato di New York.  In tutto il paese, infatti, i pescatori credono che i cormorani si stiano portando via  troppi pesci.

Grossi, scuri e con un’apertura alare di più di 120 centimetri, i cormorani in volo vengono erroneamente scambiati per oche nere. I loro colli sinuosi, le teste triangolari e lunghe, becchi uncinati li rivelano degli efficienti “cattura pesci”, che possono immergersi fino ad una profondità di 18 metri per procurarsi il loro pranzo.

Originari delle praterie delle province del Canada, i cormorani arrivarono sul lago Superiore nel 1913, colonizzando gli altri Grandi Laghi negli anni Quaranta. Nonostante un leggero decremento durante gli anni Sessanta, secondo Robert Miller del  NYDEC la popolazione dei Grandi Laghi si è raddoppiata ogni tre anni dal 1973 al 1991. Diane Pence del  U.S. Fish & Wildlife Service riferisce che nel 1997 circa    60.000 coppie di riproduttori hanno fatto della regione dei laghi la loro casa. Solo nel 1997, il NYDEC ha contato 7.591 nidi di cormorani nell’isola di Galloo, la colonia più grande degli USA.
Sembra che il raggio d’azione dei “ladri di pesci” si stia estendendo: negli Stati Uniti sono state stimate approssimativamente 107.000 coppie di cormorani a doppia cresta sulle coste e sulle isole dei laghi.

Perché un cosi forte incremento? Nel 1972 i cormorani sono stati inclusi nella lista del Migratory Bird Treaty (Trattato degli uccelli migratori), che ha elevato  la loro uccisione a crimine federale. Più o meno nello stesso periodo, il pesticida DDT e gli elementi chimici industriali conosciuti come PCB sono stati vietati; entrambi avevano in passato indebolito la riproduzione dei cormorani.

Gli artigli dei numerosi cormorani  hanno velocemente  diminuito  le riserve ittiche, perché un esemplare adulto distrugge più di una libbra (kg. 0,45) di pesce al giorno, dai piccoli pesci fino ai persici adulti.
I cormorani dell’Oregon, raramente visti nella zona fino a 5 anni fa,  divorano quotidianamente da 10 a 15 trote steelhead o salmoni smelt (piccoli salmonidi che seguono il fiume fino al mare, ndt) durante la discesa.
“Da ragazzo non ho mai visto cormorani da queste parti”, racconta Ted Hinckley, un’anziana guida di pesca dell’area di Little Galloo, che ha cominciato la professione nel 1952. “Alla metà degli anni Ottanta sono apparsi migliaia di questi uccelli”.
Come molte guide della zona, Hinckley si è specializzato nella pesca dei persici. Secondo il suo registro, i clienti hanno catturato 1.400 persici nell’estate del 1984; nel 1987 il numero è salito a 1.721.  Le annotazioni più recenti dicono tutto:
-  Estate 1997, 512 persici catturati;
-  Estate 1998, 316 persici catturati.
Non è un mistero che un territorio che un tempo supportava ogni accompagnatore con  70 pesci, ora lo supporti solo con 20.
Ogni volta che è sull’acqua, Hinckley vede almeno 5.000 cormorani, spesso mentre si stanno cibando.
Russ McCullough, un biologo del NYDEC, afferma che, mentre gli altri uccelli mangiano pesce come spinarelli e alose, “non c’è dubbio che i cormorani inghiottono persici lunghi fino a 10 pollici (25 cm.) in grosse quantità “.
Ai sensi del Migratory Treaty, lo U.S. Fish & Wildlife Service è responsabile per gli uccelli, e la sua posizione è che vi è un’errata percezione del problema.
Un rapporto del dicembre 1997 sostiene, infatti, che questa specie ha un effetto molto relativo sulla popolazione dei pesci sportivi, malgrado tutti gli aneddoti, le testimonianze dei pescatori e le dichiarazioni degli enti per la pesca di 25 Stati, che lamentano l’impatto negativo dei cormorani sulla pesca.
Il NYDEC ha recentemente completato ben 11 studi sui cormorani del lago Ontario.  L’agenzia ha concluso non solo che gli uccelli hanno un impatto considerevole sui persici, ma anche che il loro numero deve essere controllato.
Miller, del  NYDEC, non crede che la caccia sia una soluzione possibile. Gli animali sono troppo diffidenti e probabilmente non commestibili.
“Diavolo! Proverò a mangiarne uno”, dice Henry Good, guida di pesca dell’Oregon e negoziante,  “se questo farà iniziare la stagione di caccia”.

                                                                                                   Brian McCombie - Outdoor Life
 

Il titolo, sicuramente forte e discutibile, non è frutto di una nostra interpretazione, ma è l’esatta traduzione dell’originale inglese (ndt).

A cura di Max Caner

 

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