Norvegia 2000:
Una crociera in ... camper

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Il diario 

Struttura della presentazione

Nel diario è descritto l'itinerario seguito; saranno indicati alcuni dei punti dove abbiamo sostato; ma essendo la Norvegia un paese aperto al turismo itinerante l'unico dilemma è ..... scegliere.
Il resoconto e le notizie riportate in questo diario non potranno, per forza di cose, essere così dettagliati come per quello scozzese.
Possiamo infatti classificare questo viaggio come conoscitivo, quindi per meglio capire questo angolo d'Europa ci siamo promessi di ritornarci anche il prossimo anno.

Molte delle foto allegate comprendono il nostro mezzo, poiché è lui il vero protagonista, visto che alcuni dei percorsi scelti non erano proprio dei più agevoli.
Nei percorsi non sempre indicherò quando la strada è sterrata, ma segnalerò i tratti più impegnativi e in modo particolare quelli non proprio facilmente percorribili dai camper.

Dati del viaggio

Periodo del viaggio:
km percorsi:
di cui:

traghetti usati:
ore di filmato effettuate:
fotografie:

dal 25/6/00 al 23/7/00
10970
oltre 500 su strade sterrate
e oltre 100 su piste o tratturi
19
1,5
200

 

 

1°/2° giorno –– 25/26 giugno 2000

Rovello Porro (I) –– Hirtshals (DK)

km 1660

Tempo:

Fresco e pioggia

La partenza è fissata per le ore 9, il sole ci accompagna per poco poi tende sempre più al peggio con scrosci di pioggia e nuvole.
Visto che sono due tappe di trasferimento il tempo fresco non guasta anzi.
Ci fermiamo su una piazzola di sosta per la cena e il pernottamento in una delle aree Autohof nei pressi dell'Hartz.
Notte sufficientemente silenziosa.

Riprendiamo il viaggio il mattino dopo sempre con l'accompagnamento a tratti di acquazzoni.
Giunti alle 19 al porto di Hirtshals acquistiamo i biglietti per la corsa del mattino successivo, in quanto per quella in partenza la sera non ci sono posti per un mezzo come il nostro alto 3 m.
Per evitare eventuali rumori anziché dormire al porto troviamo un parcheggio in riva al mare distante solo qualche chilometro.

Notte tranquilla e silenziosa.

 

 

3° giorno –– 27 giugno 2000

Hirtshals (DK) –– Homme (N)

km 201

Tempo:

Sole con vento

Ci imbarchiamo alle 7,00 con un mare leggermente mosso, dopo 4 ore di navigazione mettiamo piede sul suolo norvegese.

La giornata è stupenda con un caldo sole, dirigiamo a nord lungo la 9, ma dapprima non disdegnamo di acquistare delle magnifiche fragole da una bancarella ai lati della strada.

Addentrandoci verso l'interno percorriamo piccoli villaggi, dove gli abitanti amano decorare a vivaci colori le case e raccolgono in piccoli musei i ricordi di una lunga tradizione popolare.
Questa è in sintesi l'atmosfera che ci accompagnerà nella valle di Setesdal, dove, dopo aver deviato dalla 9 su stradine secondarie, sostiamo per la notte al piccolo borgo di Homme, nei pressi di un tranquillo laghettino.

Notte silenziosa.

 

 

4° giorno –– 28 giugno 2000

Homme –– Haugsvik

km 337

Tempo:

Dapprima qualche nuvola poi bella giornata di sole

Non mi sono ancora abituato al chiarore mattutino, così mi sveglio un po' troppo presto.
Ma il rimanere sotto le coperte ammirando il paesaggio alpino, dove alcune mucche pascolano tranquillamente, mi fa tornare bambino.
I ricordi vanno alle estati trascorse sugli alpeggi dove il tempo era scandito dai campanacci del bestiame.

Ritorniamo sulla 9.
Gli scenari sono sempre un rincorrersi di immagini bucoliche con immagini aspre, e prima dell'incrocio con la E134 possiamo godere di ampie vedute sulla valle sottostante che, poi, ci porterà, tramite la "strada di Haukeli", tra severi paesaggi di montagna, nei pressi del Parco nazionale di Hardangervidda.

Procediamo dapprima in direzione di Odda, sostando ad una delle spettacolari cascate ai fianchi della strada per foto e filmato.
In questa parte della Norvegia le cascate sono notevoli per portata di acqua e per salto, sarà una deformazione professionale, ma ad ognuna cerco anche di quantificare quanta energia viene scaricata.
(Potessimo avere noi dei fiumi così, forse la bolletta elettrica sarebbe più bassa)
.

Raggiungiamo in seguito Otta, dove facendo una veloce visita al locale Ufficio Turistico, scopriamo che il ragazzo al bancone si esprime in un discreto italiano poiché ha amici italiani.

Costeggiamo quindi tutto il Sørfjorden sulle cui rive la coltivazione delle piante da frutta è favorita dal benefico influsso della Corrente del Golfo.
Raggiungiamo Brimnes imbarcandoci sul traghetto per Bruravik.
Infine prendiamo in direzione di Voss ed al villaggio di Haugsvik sostiamo per la notte in una magnifica area da pic-nic.

Si ferma un'auto della polizia, pensiamo che ci siano dei problemi per la nostra sosta, invece il poliziotto è venuto a piazzare un autovelox, non so chi voglia cogliere in fallo, visto che nel tempo in cui rimane transitano solo 4 auto.

La luce solare che si protrae ci fa un po' perdere la cognizione del tempo, ma ci abitueremo presto a questa condizione.

La notte trascorre silenziosa.

 

 

5° giorno –– 29 giugno 2000

Haugsvik –– Skjolden

km 225

Tempo:

Sole

Un tripudio di colori accompagna il nostro risveglio.

Riprendiamo il cammino in direzione di Flåm che raggiungiamo dopo aver percorso due lunghi tunnel.
Questo piccolo villaggio è posto all'estremità dell'Aurlansfjorden, propaggine del Sognefjorden che è il più lungo e famoso fiordo norvegese.
In rada è ormeggiata una nave della Costa Crociere.

Abbiamo raggiunto Flåm perché da qui parte una ferrovia, che, con uno spettacolare percorso di montagna lungo la Flåmsdalen, raggiunge Mydral, tra ghiacciai e cascate.
L'intenzione è quella di fotografare alcuni punti di questa ferrovia, pertanto ci addentriamo nella valle.
La strada che risale la valle (20 km) non è delle più agevoli, è stretta con tornanti, fondo sterrato, forti pendenze e scarse possibilità per effettuare inversioni di marcia; non è proprio adatta a tutti i camper.
Tuttavia riusciamo nel nostro intento, fotografiamo particolari vedute della ferrovia.
Facciamo anche conoscenza con una coppia tedesca, anch'essa appassionata di treni, che è salita con il proprio fuoristrada fin quassù per fotografare e filmare.

Pranziamo al termine della valle a fianco di uno spumeggiante torrente.

Dopo essere nuovamente discesi a Flåm, dirigiamo su una severa strada di montagna verso il traghetto di Fodnes.
La strada stretta e con molti tornati sale repentinamente dal livello del mare fino ad oltre 1200 m, in un paesaggio dove la neve è padrona incontrastata, per poi ridiscendere gradatamente al mare.
Lo spettacolo è di una bellezza unica.
Transitiamo in alcuni punti dove lo strato nevoso ai fianchi della carreggiata supera abbondantemente l'altezza del nostro mezzo.
Entro il 2001 questo percorso verrà sostituito da una galleria (Laendaltunnelen) attualmente in costruzione che sarà uno dei più lunghi tunnel stradali del mondo (oltre 21 km).
(Molti tunnel, anche di notevole lunghezza, sono stati realizzati in questa parte della Norvegia appunto per evitare severe strade di montagna o per unire paesi che altrimenti potevano essere raggiunti solo con lunghi percorsi stradali o in traghetto).

Traghettiamo tra Fodnes e Mannheller.
Seguendo la 5 costeggiamo un altro braccio del Sognefjorden in un paesaggio dolce, fino a raggiungere un'area da pic-nic sul Lustrafjorden dove pernotteremo in compagnia di due camper tedeschi.

Notte tranquilla e silenziosa.

 

 

6° giorno –– 30 giugno 2000

Skjolden –– Nedby

Km 295

Tempo:

Durante la notte ha piovuto, ma al mattino risplende il sole

Raggiungiamo Skjolden dove inizia una delle più spettacolari strade di montagna della Norvegia.

La strada sale in un paesaggio che via via diventa sempre più aspro fino ad oltre 1400 m, in uno scenario di ghiacciai, costeggiando laghetti gelati.
Questa strada, allora sterrata e stretta, l'avevamo già percorsa anche nel nostro primo viaggio norvegese e ricordo che proprio in prossimità del passo abbiamo incontrato un'auto italiana.
In cima al passo vi sono anche delle piste di sci da fondo, dove si stanno cimentando alcuni sciatori.
Fatte le solite foto di rito, scendiamo verso valle, in un paesaggio che ritorna nuovamente più dolce, fino a Flå dove lasciamo la 55 per deviare sulla strada (sterrata) posta sull'altro lato della valle per raggiungere Lom.

A Lom, che è notevolmente cambiata da come me la ricordavo, vi è un traffico turistico notevole dovuto in principal modo alla presenza di una delle più note Stavkirke (chiese in legno) della Norvegia.

Dopo aver pranzato, visitiamo la chiesa e quindi dirigiamo sulla 15 verso Vådåmo, e da qui in direzione di Dombas percorrendo la Slådalen (sterrato) in un paesaggio alpino d'alta quota.

Raggiunta Dombas e dopo aver percorso un tratto di E6 deviamo sulla 29, immettendoci nella Folldalen.
Sarà perché sino ad ora abbiamo visto paesaggi mozzafiato, ma questo tratto di strada ci sembra noioso; alla fine però raggiungiamo un ottimo parcheggio con ampia vista sulla vallata nei pressi del villaggio di Nedby.

La notte trascorre nella pace più assoluta, con l'unico fastidio di qualche vorace zanzara.

 

 

7° giorno –– 1 luglio 2000

Nedby –– Sandviksberget

km 329

Tempo:

Bellissima giornata di sole

Ci risveglia il suono dei campanacci di alcune mucche che vengono a pascolare nei campi.

Dirigiamo quindi lungo la 3, sempre tra bei paesaggi di montagna, fino a Berkåk, dove avevo notizia di un museo ferroviario con relativa ferrovia a vapore.
Non riuscendo a trovarlo chiedo all'ufficio turistico e purtroppo scopro, con mio sommo dispiacere, che l'informazione non è esatta.

Ripartiamo quindi sulla E6 ma, prima di raggiungere Trondheim, deviamo sulla 707 per l'imbarco del traghetto a Flakk.

In attesa dell'imbarco pranziamo mentre nel fiordo transita una grossa nave da crociera che attrae la nostra attenzione, scopriremo in seguito che è uno dei mitici postali Hurtigrute.

Dopo lo sbarco a Rørvika, seguiamo la 715 tra sereni paesaggi fino a giungere al villaggio di Sandviksberget, dove pernottiamo su una piccola penisoletta.

Stiamo gustando i colori del tramonto ed ecco apparire negli stretti passaggi fra le isolette di fronte a noi una nave, ebbene è lo stesso postale che avevamo visto oggi mezzogiorno!

Trascorreremo l'ennesima notte tranquilla.
Ormai ci siamo anche abituati al chiarore continuo.

 

 

8° giorno –– 2 luglio 2000

Sandviksberget –– Vik

Km 307

Tempo:

Nuova giornata di caldo sole

Il nostro intento è quello di percorrere a questo punto il più possibile la costa.

Raggiungiamo dapprima la 17 che seguiamo per un breve tratto.
All'altezza di Namos deviamo per la 769, in un paesaggio dove, alle volte, è difficile pensare che i laghetti a fianco della strada siano in realtà fiordi.

Gran parte della strada che ci conduce al traghetto di Haranesodden è sterrata.

Dopo aver pranzato, in attesa dell'imbarco, scambiamo anche qualche parola con un simpaticissimo signore norvegese il quale, tifoso dell'Italia, sperava che questa vincesse il campionato europeo, contrariamente al figlio tifoso della Francia.
(Quella sera era appunto in programma la finale del campionato europeo).

Dopo lo sbarco ad Hofles, seguendo il più possibile le strade costiere, giungiamo ad un nuovo traghetto ad Holm, imbarcandoci per Vennesund e quindi raggiungiamo Vik.
Qui su un ampio e panoramico parcheggio sostiamo in compagnia di due camper inglesi ed uno tedesco.

Dopo cena, inforcate le bici, percorrendo un percorso ciclabile, abbiamo la fortuna di osservare alcune alci.

Al ritorno veniamo invitati da uno dei due camperisti inglesi a salire sul suo mezzo per assistere alle fasi finali della partita, non che la cosa ci interessi molto, ma sarebbe troppo scortese non accettare.
Ebbene vediamo solo i minuti finali, ma tutti ben sapete come è andata a finire.
Non vi dico come è dispiaciuto il camperista inglese, per averci fatto assistere alla sconfitta dell'Italia!

Nuova notte silenziosa e tranquilla.

 

 

9° giorno –– 3 luglio 2000

Vik –– Stigauren

Km 237

Tempo:

Oggi ci sono le nuvole e la giornata è fresca

Salutati i nostri vicini, partiamo alla volta di Brønnøysund poiché sulla penisola di Torget si trova il monte Torghatten noto per una curiosa particolarità.
Infatti un gigantesco buco lo passa da parte a parte.
Purtroppo le nuvole ci nascondono la cima del monte e così non abbiamo la possibilità di ammirare questo strano fenomeno della natura che ha poi dato origine ad una leggenda.
Peccato, visto lo stretto e lungo tragitto che abbiamo percorso e che dobbiamo ripercorrere per ritornare a Brønnøysund.
Per dovere di cronoca esiste un simile fenomeno naturale anche in Italia denominato "Porta di Prada" e si trova sulla Grigna che è la montagna sovrastante Lecco.

Giungiamo, sempre seguendo la 17, ad Horn e traghettiamo per Ahddalvågen, quindi dopo pochi km siamo al traghetto di Forvika per Tjøtta
Ci imbarchiamo su questo traghetto nel primo pomeriggio.

Le condizioni meteo oggi non ci vogliono essere amiche, pioviggina.

Così percorriamo un lungo tratto della 17, passando anche sull'alto ponte che supera il Leirfjorden fino a giungere al traghetto di Levang, sul quale ci imbarchiamo per Nesna.

Quindi parcheggiamo per la sosta notturna nei pressi del piccolo villaggio di Stigauren per una nuova rilassante nottata.

La continua e obbligata combinazione traghetto - strada costiera ci sembra forse il miglior modo di gustare questa parte di Norvegia.

 

 

10° giorno –– 4 luglio 2000

Stigauren –– Blatinden

Km 158

Tempo:

Anche oggi ci sono nuvole basse ma non piove, a sera esce il sole

Riprendiamo il cammino verso il traghetto che da Kilboghamn, attraversando il circolo polare artico raggiunge Jektvika.
Sia il tratto di strada verso il traghetto che la successiva traversata si svolgono tra i consueti scenari di nordica bellezza, dove ci si imbatte in piccoli villaggi, quasi nascosti all'interno dei fiordi, ma che colpiscono per i colori vivaci delle case.

Dopo lo sbarco a Jektvika, abbandoniamo la 17 per seguire la pista di Kista.
Imbocchiamo questa pista che circumnaviga il piccolissimo fiordo per poter ammirare l'effetto prodotto in una strettissima insenatura, non più larga di 3m, della corrente marina al variare della marea.

La pista (sterrato in pessimo stato) dopo un prima parte "agevole", nella parte finale, diventa "difficile".
Giungiamo ad un tratto di pendenza rilevante, con parte della pista invasa da un piccolo smottamento di pietre.
Visto lo stato del fondo vorremmo quasi tornare indietro, ma io e Fabrizio decidiamo di fare un'ispezione a piedi.
Dopo aver passato un ponticello e un tornante, notiamo che il fondo migliora.
Così con molta cautela riprendiamo la marcia, superando il piccolo smottamento, fino a ritornare, dopo 5 km, sulla 17.
In conclusione è stato un tratto avventuroso, non proprio alla portata di tutti i camper.

Quindi costeggiando il Tjongsfjorden giungiamo al nuovo traghetto tra Ågkskardet e Forøya, e seguendo sempre la 17 sostiamo per fotografare, lungo il Hølandsfjorden, una delle lingue terminali dello Svartisen.

Il viaggio prosegue poi fino ad entrare, deviando dalla 17, nella valle di Fykan.

Esce finalmente il sole.

Ci addentriamo nella valle, sia alla ricerca delle incisioni rupestri, sia per vedere una lunghissima scalinata di ben 1127 gradini che dal fondovalle sale fino al lago Nedre.
La scalinata è visibilissima, mentre le incisioni rupestri, se non ci fosse Fabrizio con il suo occhio da archeologo, passerebbero inosservate nonostante in zona siano stati posti dei cartelli indicatori.

Ceniamo in questa valle ai piedi di una impetuosa cascata, vorremmo anche fermarci a dormire, ma il rumore dell'acqua è decisamente fastidioso, quindi percorriamo un po' di strada fino ad una bellissima piazzuola in riva al mare al villaggio di Blatinden.

Panorama stupendo e notte tranquillissima.

 

 

11° giorno –– 5 luglio 2000

Blatinden –– Saltstarumen

Km 328

Tempo:

Qualche sporadica nuvola

I gabbiani ci danno la sveglia.

Oggi abbiamo in programma di visitare Saltstraumen, posto turistico decantato per l'impressionante corrente creata dal mare durante il flusso e riflusso delle maree.
Vi giungiamo prima di mezzogiorno, e dopo aver preso informazioni sull'orario migliore per osservare il fenomeno che ci dicono sia verso sera, decidiamo di proseguire per Bodø.

Nel primo pomeriggio tramite la 834 traghettiamo a Festvag e visitiamo il villaggio museo di Kjerringøy, quindi ripercorriamo a ritroso il percorso fatto ritornando nuovamente a Saltstraumen.

Troviamo un comodo parcheggio scendendo da una stradina non asfaltata sino in riva al fiordo, ci sono anche altri camper e qui sosteremo, per poi spostarci a piedi ad ammirare il fenomeno della corrente marina.

Il fenomeno è forse più reclamizzato di quanto dovrebbe, ma è pur sempre interessante vedere il continuo formarsi di gorghi e impetuose correnti.

Notte tranquilla.

 

 

12° giorno –– 6 luglio 2000

Saltstarumen –– Lødingen

Km 253

Tempo:

Tempo bello, ventoso verso sera

Riprendiamo il viaggio imboccando la 80 in direzione di Fuaske, dove ci immettiamo sulla E6, che abbandoniamo all'altezza di Elvkroken per seguire il percorso della vecchia strada verso nord che ora è stata sostituito dal Kobbskardet-tunnel.

Dopo aver costeggiato il tratto finale del Leirfjorden la strada si inerpica con alcuni tornanti fino ad una valle circondata da montagne dove il sole fa luccicare i nevai, ed al termine di questi 20 km di paradiso ritorniamo sulla E6 all'altezza di Sildhopen.

Proseguiamo quindi il cammino sulla E6 fino all'imbarco del traghetto a Bognes.
Qui ci imbarchiamo (1 ora) per le isole Vesterålen dove sbarchiamo a Lødingen.

Sostiamo al porto turistico nell'area di sosta riservata ai camper.

Durante la serata studiamo con cura le mappe delle isole Vesterålen e Lofoten, per individuare gli itinerari da percorre.

 

 

13° giorno –– 7 luglio 2000

Lødingen –– Taneset

Km 271

Tempo:

Sole

Un sole splendente nella limpida aria mattutina è il nostro miglior buongiorno.
Ci immettiamo sulla E10 che attraversa parte dell'isola Hinnyøa tra montagne innevate che si rispecchiamo nel tranquillissimo Gullesfjorden.

Deviamo quindi dalla E10 per costeggiare, usando il vecchio tracciato, il Sigerfiorden, fino a raggiungere, mediante un ponte, la cittadina di Sortland sull'isola Langøy.
Quindi seguiamo dapprima la 820 e poi la 821 per giungere a Myre.
Dalla cittadina di Myre prendiamo per Nyksund.
La strada per raggiungere questo piccolo villaggio è stretta e sterrata mentre ai suoi lati possiamo scorgere per la prima volta i tralicci usati per essiccare il merluzzo.
Abbiamo raggiunto questo piccolo villaggio, attualmente in gran parte abbandonato, che un tempo era però un prosperoso villaggio di pesca, ora se ne sta tentando un recupero turistico.

Ritorniamo a Myre per poi deviare verso Alsvåg costeggiando il Gavlefjorden (sterrato), dove la vista di impianti sciisciti quasi a livello del mare ci coglie impreparati.

Raggiungiamo nuovamente la 820 che abbandoniamo immediatamente per costeggiare l'Eidsfjorden, dove non mancano i soliti panorami mozzafiato e i minuscoli villaggi dalle case dai colori sgargianti. (notevoli tratti di sterrato)
Passiamo quindi sull'isola di Hadselyøa, percorrendone la strada costiera (sterrato) a nord fino a raggiungere un bellissimo punto panoramico nei pressi di Taneset.

Sostiamo in questo posto.

La limpida serata ci porta a pensare che potremmo assistere al "sole di mezzanotte", preparo quindi i vari attrezzi di ripresa per essere pronto a registrare l'evento.
Lo spettacolo che si presenta è unico, è infatti una sensazione che non si può trasmettere con una immagine, bisogna viverla.

 

 

14° giorno –– 8 luglio 2000

Taneset –– Reine

Km 221

Tempo:

Bella giornata, verso sera ventosa

Lasciamo un po' a malincuore questo posto.
Completando il periplo dell'isola raggiungiamo Melbu, dove un traghetto ci porta; fino a Fiskebøl sull'isola Austvågøya.
(Abbiamo lasciato le Vesterålen e siamo approdati sulle Lofoten).

Alla discesa del traghetto non seguiamo, come fanno tutti, la solita E10, ma deviamo a destra per seguire la strada sterrata che costeggia a nord l'isola.
Osserviamo immense spiagge bianche e piccole baie che nulla hanno da invidiare a ben più rinomati luoghi.

Ritornati sulla E10 raggiungiamo Svolvær, quindi transitando su un ardito ponte siamo sull'isola di Vestvågøa.
Poiché la E10 comincia a sembrarci monotona, all'altezza del villaggio di Rise, deviamo su una strada che dapprima è un buon sterrato, ma poi, dopo l'ultima fattoria, diventa un tratturo, indomiti proseguiamo, anche se alcuni passaggi in salita sono coperti da un scivolosissimo strato di erba.
Saranno quei famosissimi 500 m dell'avventura.
Dopo circa 10 km ritroviamo la E10 e il tunnel che ci porta; sull'ennesima isola.

Di isola in isola (tutte collegate da ponti) raggiungiamo il villaggio di Reine dove sostiamo tranquillamente per la notte in un immenso parcheggio sul mare.
Ai lati di questo parcheggio si trovano molti tralicci per l'essiccazione del pesce.

Notte tranquilla anche se si è alzato il vento.

 

 

15° giorno –– 9 luglio 2000

Reine –– Harstad

Km 369

Tempo:

Tempo brutto con nuvole basse e pioggia

La giornata non si presenta come una delle migliori.

Ripercorriamo, in parte a ritroso, la strada verso Fiskebøl, effettuando però una deviazioni sulla 815.

Visto che le condizioni atmosferiche continuano ad essere brutte, dopo avere traghettato per Melbu, dirigiamo a Stokmarknes per visitare l'Hurtigrutemuseet ed acquistare le cartoline.

Transitiamo nuovamente da Sortland e dirigiamo verso il traghetto di Reinstad.
Purtroppo, nonostante sulla nostra mappa sia indicato, abbiamo l'amara sorpresa di scoprire che il traghetto non esiste più.
(A dire la verità ci era già sorto qualche dubbio non avendo notato i soliti cartelli indicatori.)
Dobbiamo pertanto dirigere a quello di Fleshes.

Dopo lo sbarco a Revsnes procediamo per Harstad.

Lungo il percorso ci fermiamo per l'acquisto dei francobolli in un piccolissimo ufficio postale, la signora non crede alle proprie orecchie quando sente il numero dei francobolli che ci necessitano, forse per lo sperduto villaggio di Gåra quello è un evento eccezionale.

Raggiungiamo la nostra meta finale di Harstad, dove parcheggeremo su un ottimo punto panoramico nei pressi della chiesetta di Trondenes.

Passiamo la notte in compagnia di un camper tedesco.

 

 

16° giorno –– 10 luglio 2000

Harstad –– Innhavet

Km 294

Tempo:

Dapprima ancora brutto, poi esce decisamente il sole

Ricambiamo il saluto dei nostri compagni di sosta che sono i primi a partire.

Cambiamo un po' il programma, infatti volevamo traghettare da Harstad a Sørrolines, ma visto l'orario e di conseguenza dovendo aspettare molto tempo decidiamo di seguire la 83 e poi la 825 fino all'incrocio con la E6 nei pressi di Elvenes.

Nel pomeriggio inizia a far capolino il sole che, dapprima timido, diventa sempre più lucente.

Transitiamo dalla città di Narvik, che decisamente non assomiglia minimamente agli incantevoli paesaggi e villaggi visti fino ad ora.
Percorriamo il tratto di E6 fino a deviare sulla 827.

I panorami ritornano più "appetibili", così tra scorci bucolici transitiamo anche in prossimità delle vertiginose pareti dello Stetinden.
Giungiamo quindi a Kjøpswik, dove traghettiamo per Drag, proseguendo poi per sostare definitivamente ad Innahavet, in un parcheggio nei pressi del porticciolo.

La serata è stupenda con un bel sole che è sempre più basso all'orizzonte, ma non vuole scomparire.

Stiamo gustando il magnifico tramonto, quando si avvicina un signore tedesco che a gesti e con un po' di inglese ci chiede aiuto, in quanto non riesce più a far ripartire la sua auto.
Il problema è dovuto alle batteria, così lo soccorriamo con il nostro mezzo e collegando i cavi per dargli la "scossa".

Ci ringrazia felice.

La notte trascorre silenziosa e tranquilla.

 

 

17° giorno –– 11 luglio 2000

Innhavet –– Polarsirkel-center

Km 290

Tempo:

Giornata stupenda

I colori, resi più vivaci dal sole, ci impegnano per gran parte della mattinata in foto e filmati.

Raggiungiamo anche un sperduto casolare sul Mørsvikfjorden, dove, mentre stiamo filmando ci raggiungono le due anziane persone che lo abitano, incuriosite.
Con il linguaggio universali dei gesti, riusciamo a far capire da dove veniamo, loro quasi per ringraziarci di essere arrivati sino a lì ci offrono dell'ottima verdura, non vorremmo accettare, ma poi siamo costretti a prenderla.
Un ultimo saluto e si riparte.

Dalla E6 effettuiamo qualche piccola deviazione per dare uno sguardo a qualche valle laterale ed in particolare nella valle di Lakshola all'interno del Rago Nasjonalpark, dove abbiamo modo anche di percorre un bel percorso in mtb.

Procediamo quindi sulla E6 per giungere al Polarsirkel-center.
C'è un discreto flusso turistico, ed anche noi visitiamo il museo e l'immancabile negozio di ricordini.

Sostiamo per la notte nel parcheggio del centro, dove sono già presenti altri camper.

 

 

18° giorno –– 12 luglio 2000

Polarsirkel-center –– Hattfjelldal

Km 271

Tempo:

Qualche nuvola

Senza grossi emozioni giungiamo sino a Røssvol, dove deviamo per Rauøvassdalen per giungere alle Grønilgrotta (sterrato "duro") e poi dirigiamo verso il termine della valle (sterrato "facile") per visitare un'altra parte del ghiacciaio Svartisen.
Si viene dapprima condotti con una imbarcazione al termine di un primo lago, poi si sale con un ripido sentiero fino ad ammirare la parte finale del ghiacciaio.
Tiziana non se la sente di affrontare il percorso, così rimane al camper, mentre io e Fabrizio effettuiamo invece il percorso in barca e quello a piedi.

Ritorniamo nuovamente sulla E6 da cui deviamo a Kørgen sulla 806.

Il percorso (60 km di sterrato "difficile") costeggia Røssvatnet, il più grande lago della Norvegia, i panorami sono superbi e al tempo stesso dolci.
Raggiungiamo così il villaggio di Hattafjelldal.

Sostiamo nel piccolo parcheggio del centro Sami.
La notte trascorre silenziosa, ma per la seconda volta disturbata da voraci zanzare.

 

 

19° giorno –– 13 luglio 2000

Hattfjelldal –– Heir

Km 406

Tempo:

Nuvole e pioggia

Dopo una rapida visita al centro Sami, ci rimettiamo in viaggio e sempre su strade sterrate, attraversando verdi valli, costeggiamo il Nedre Fiplingvatent fino a giungere nuovamente sulla E6.
Lo stato delle strade, causa la pioggia, comincia a colorare il nostro mezzo di un delizioso color cioccolato.

Abbandoneremo varie volte la E6 che ci sembra di una noia mortale per seguire percorsi alternativi, e durante una di queste deviazioni la nostra attenzione viene attratta da uno spettacolo inconsueto: una mucca ha quasi completamente partorito il suo vitellino.
Ci fermiamo sia per assistere a questo spettacolo di una nuova vita che nasce sia perché è ora di pranzo, pranzo che sarà allietato anche dalla compagnia di un simpaticissimo scoiattolo il quale divora tutto il pane che gli porgiamo.

Riprendiamo il nostro cammino con il tempo sempre rivolto al brutto, fino a passare Verdal, dove notiamo una devizione per un castello.
Seguiamo le indicazioni che attraverso stradine sempre più infangate ci portano fino ai resti di quello che non è un castello, ma un'abbazia.

Vista la posizione tranquilla decidiamo di fermarci per il pernottamento.
È uno di questi posti che noi chiamiamo "peacefull".

 

 

20° giorno –– 14 luglio 2000

Heir –– Dresvjø

Km 320

Tempo:

Al mattino pioggia, poi nuvole, a sera stupendo tramonto sul lago

Una pioggia continua accompagna la prima parte del nostro viaggio, fino a raggiungere dopo qualche decina di km di sterrato la E6 nei pressi di Asen.

A questo punto l'idea è quella di percorre il più possibile questa parte di Norvegia, confinante con la Svezia che è caratterizzata dagli immensi parchi naturali, per cercare di viverla nei suoi angoli più nascosti.

Pertanto abbandonata la E6 nei pressi di Stjørdalshalsen, percorriamo la 705 tra paesaggi che ci ammaliano per i loro colori resi ancor più brillanti dalla pioggia che ora si è fatta meno insistente.
All'altezza di Mobrua deviamo verso Reitan.
Questi 50 km di sterrato (difficile) si snodano per gran parte in un paesaggio brullo, ogni tanto ravvivato da qualche rara fattoria dal classico colore rosso.
Sosteremo per il pranzo nei pressi di una di queste.

Raggiungiamo quindi Reitan, lo stato dello sterrato migliora ed infine ritorniamo sull'asfalto imboccando la 30, ma solo per pochissimi km in quanto a Glamos deviamo verso Wika per raggiungere dopo 15 km di sterrato (facile) il vecchio centro minerario di Olavsgrua.

La giornata ancora uggiosa, il vento freddo ed il contesto in cui è situato questo posto danno un particolare sapore da paese di frontiera del mitico west, risulta comunque interessante una visita alle miniere ed al centro ad essa collegato.

Ripartiamo quindi alla volta di Roros, che però è sommersa da un traffico turistico soffocante perdendo molta della sua poesia.

Dopo una breve visita al museo ripartiamo in direzione di Rya percorrendo dapprima un facile sterrato, per immetterci infine sulla pista di Grådalen.
Inizia qui il tratto più avventuroso del nostro viaggio.
La pista lunga circa 25 km è nel primo tratto di 3-4 km veramente "dura", il nostro mezzo però supera le difficoltà con "naturalezza", in modo particolare grazie ai buoni angoli di incidenza e alla contenuta larghezza.
Il percorso si snoda in una valle che alcune volte diventa un piccolo canyon e per un buon tratto proprio ai fianchi di un piccolo fiumicello che spesso si apre in laghetti.
La pista termina alla piccola e isolata chiesetta di Tufsingdal.

Proseguiamo sulla 26 in un paesaggio dove la presenza umana è praticamente inesistente fino a raggiungere le rive del lago a Dresvjø dove, vista l'amenità del posto ci fermiamo per la sosta notturna.

Il tempo si rimette al bello ed i caldi colori del tramonto concludono in maniera veramente speciale questa giornata, decisamente particolare per la difficoltà delle strade percorse.

La notte trascorre nella tranquillità più assoluta.

 

 

21° giorno –– 15 luglio 2000

Dresvjø –– Vågåmo

Km 381

Tempo:

Sole

Lo splendente sole mattutino sembra preannunciare una giornata veramente speciale.

Dirigiamo verso Trysil percorrendo la bellissima valle di Engerdal, i fianchi verdi della valle sono spesso solcati da bianche e spumeggianti cascate in un percorso veramente rilassante.

Raggiunta Trysil, meta sciistica, deviamo verso il lago Osensjøen.
Credevamo che essendo la strada di una certa importanza fosse asfaltata, invece è sterrata.
Ma ormai dopo la giornata di ieri questa ci sembra una autostrada.

Circumnavighiamo parzialmente il lago giungendo sulla 215 e raggiungiamo Rena.
Qui invece di procedere verso sud ritorniamo verso nord per immetterci all'altezza di Imsroa sulla pista di Imsdalen.
Anche questa pista è decisamente lunga (circa 40 km), ma transitiamo da posti di rara bellezza notando discretamente nascoste nei boschi le innumerevoli piccole casette che i norvegesi usano per vacanza.
A volte alcuni sassi "torturano" i pneumatici.
Raggiungiamo l'incrocio con la strada asfaltata che percorre lo spoglio altopiano da cui scenderemo verso la E6 a Ringebu.

Ci siamo appena immessi sulla E6 che succede uno di quei fatti che fanno pensare a come il mondo ormai sia piccolo.
Una macchina ci lampeggia, ma visto il traffico non ci prestiamo molta attenzione, però squilla anche il telefonino.
Ebbene quella macchina è guidata da un mio carissimo amico che essendo in viaggio per lavoro ha riconosciuto il nostro mezzo!
Rapida decisione e invertiamo la rotta.
Decidiamo per questa sera di fargli compagnia ed andiamo con lui fino a Vagåmo, dove domani avrà un appuntamento di lavoro.

Trascorriamo la serata con lui che sarà graditissimo ospite a cena sul camper.
Al termine di questo inatteso incontro si salutiamo con un arrivederci in Italia.

Passeremo una tranquillissima notte nel grande parcheggio di Vågåmo in compagnia di due camper italiani.

 

 

22° giorno –– 16 luglio 2000

Vågåmo –– Hemsedal

Km 271

Tempo:

Sole e giornata calda

L'inatteso incontro di ieri ci costringe a ridefinire un diverso percorso di ritorno.
Siamo costretti a ripassare da Lom, che raggiungiamo invece che con la comoda 15 seguendo lo sterrato posto sul lato opposto della valle.
Ci inerpichiamo nuovamente con la 55 verso Sognefjell, dove scopriamo una particolarissima scultura che non avevamo notato al nostro precedente passaggio il 30 giugno.

Non vogliamo però ripercorre tutto il tragitto già fatto, quindi all'altezza di Turtragø deviamo in direzione di Øvre Årdal.
La stretta strada si inerpica fino a raggiungere il passo dove lo scenario che si apre ai nostri occhi è di un candore accecante fatto di neve e qualche piccolo laghetto.
Attraversiamo questa immensa distesa bianca, tagliata a metà dalla strada, discendiamo tra paesaggi che diventano man mano sempre più verdi, con vedute che spaziano sul lembo estremo dell'Årdalsfjorden.
Raggiungiamo infine dopo alcuni stretti tornanti Øvre Årdal.

Immediatamente però la strada 53 riprende a salire fino a raggiungere il lago Tyin.
Lungo il percorso sono disseminate innumerevoli piccole case di vacanza.
Questa della case di vacanza deve essere un'assoluta prerogativa dei norvegesi, pensiamo che quasi tutte le famiglie norvegesi abbiano una di queste simpatiche casette.

Imbocchiamo quindi la E16 e poi deviamo sulla 52 in direzione di Hemsedal, piccolo centro turistico di sport invernali.

Pernottiamo nel piccolo campeggio in riva al fiume.

 

 

23° giorno –– 17 luglio 2000

Hemsedal –– Flatland

Km 342

Tempo:

Dapprima qualche nuvola ma poi bello e caldo

Riprendiamo la marcia e raggiunta Gol proseguiamo per Geilo e da qui sulla 40 sino all'altezza di Uvdal per ammirare l'ennesima stavkirke.

Saliamo quindi al lago Sønstevatn per scendere verso la Tessungdalen.
La strada (notevoli tratti di sterrato facile), lambisce il lago nelle cui calmissime acque si specchiano le cime dei monti circostanti, tanto che con opportuna astuzia si può scattare una particolarissima foto in cui le montagne sono in cielo.

Percorriamo tutta la valle fino a scendere ed incrociare la E134.
Facciamo una puntatina verso la stavkirke Heddal che è la più grande della Norvegia, sono però in corso alcune opere di restauro che impediscono di poterla ammirare nella sua completezza.

Ritorniamo quindi fino alla bella area da pic-nic di Flatland, dove trascorriamo la notte in compagnia di un famiglia norvegese ferma con la sua roulotte.

 

 

24° giorno –– 18 luglio 2000

Flatland –– Horten

Km 317

Tempo:

Qualche nuvola ma sempre bello e caldo

Ci dirigiamo verso Seljord, quindi costeggiamo il lago che da questa città prende il nome, fino a raggiungere con stradine secondarie (in parte sterrate) il Telemark Canal, dove nei pressi di alcune chiuse assistiamo al passaggio del traghetto a vapore che effettua il servizio passeggeri.

Effettuiamo anche una breve escursione in bici lungo il canale seguendo il traghetto.

Dirigiamo quindi tra dolci panorami verso la nostra meta di Horten, dove pernottiamo nei pressi del porto.

 

 

25° giorno –– 19 luglio 2000

Horten –– Varberg (S)

Km 375

Tempo:

Nuvole e ogni tanto piove

Ci imbarchiamo sul traghetto che ci porterà, attraversando il fiordo di Oslo, sino a Moss.
Oramai stiamo per abbandonare la terra norvegese concludendo così questo nostro viaggio.
Imbocchiamo la E6, dove un traffico intenso sembra riportarci ad una realtà quasi dimenticata.
Entriamo in Svezia sotto una pioggia battente.
Una breve escursione pomeridiana ci porta a visitare il bel castello di Tjolöholms e quindi raggiungiamo Varberg per la sosta notturna.

Parcheggiamo nei pressi della fortezza che visiteremo in serata, avendo la fortuna di assaggiare alcune leccornie e degustare delle bevande calde, ad un chiosco allestito per una festa.

 

 

26°/27°/28°/29° giorno –––– 20/21/22/23 luglio 2000

Varberg (S) –– Rovello Porro

km 2492

Tempo:

bello

Optiamo per passare dalla Svezia alla Danimarca di percorre il nuovissimo ponte che le collega.
Riteniamo con questa ultima notizia di aver concluso questo diario in quanto ora saranno solo tappe di trasferimento verso casa.

Note finali

Certamente questo viaggio non ci ha permesso di scoprire e conoscere pienamente la Norvegia, ma sicuramente ci ha date emozioni forti.
Come già detto all'inizio è nostra intenzione ritornare per approfondirne la conoscenza; se mai qualche avventuroso (vedi le strade che ogni tanto precorro) volesse aggiungersi il 2001 è dietro l'angolo.
Quindi le scarne notizie riportate in questo diario saranno sicuramente ampliate.

Famiglia Banfi

 

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