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I GHIACCIAI, IL LORO MOVIMENTO E LA LORO VITA

   LA FISICA DEL GHIACCIO
        A differenza del ghiaccio oceanico, quello continentale può avere spessori notevoli e spesso si può trovare anche nel ghiacciaio di Morteratsch, Berninasottosuolo sotto forma di permafrost. Con tale nome si indica quella parte di suolo entro cui gli interstizi presenti tra i vari granuli di roccia e terra sono riempiti di acqua allo stato solido. Per quanto riguarda il ghiacciaio propriamente detto si possono distinguere differenti tipi di neve in base alla densità della stessa. Si parte dai 150 Kg/mc della neve appena caduta sino ai 600 Kg/mc del nevato ossia della neve che ricopre il ghiacciaio, già compattata e tipicamente risalente alla stagione precedente.
    Il ghiaccio vero e proprio può arrivare invece sino a 900 kg/mc.
    Dal punto di vista meccanico, a seguito della sua particolare conformazione molecolare, il ghiaccio è soggetto a deformazione plastica; ciò sta a indicare che la sua deformazione è direttamente dipendente alla forza applicata. Se la forza risulta superiore ad una soglia limite si entra tuttavia nel campo fragile e si assiste quindi a rottura piuttosto che a deformazione. Quando si parla di forza si fà riferimento sia alla forza peso sia alla forza di gravità (ossia alla pendenza del terreno).

     I MOVIMENTI DEL GHIACCIO
    Consideriamo quindi il ghiacciaio sottoposto a queste forze e vediamo in che modo si deforma. Individueremo prima di tutto una linea di equilibrio, rappresentata nella sezione in figura da un punto rosso, ed assumeremo che la sua posizione rimanga altimetricamente costante. A seguito delle forze sopra citate e quindi dell'elevata pressione che ne consegue, alcuni dei granuli di ghiaccio raggiungeranno lo stato di fusione creando un velo di acqua; queste microscopiche particelle di acqua fungeranno da cuscinetto per il movimento reciproco delle particelle solide. Il risultato è un lento movimento dell'intera massa di ghiaccio; in particolare la porzione di ghiacciaio a monte della linea di equilibrio subirà uno spostamento verso valle seguendo le linee di flusso evidenziate in figura: Le varie parti del ghiacciaio avranno inoltre differente velocità rispetto la terra ferma  in quanto risulta differente la forza di attrito che il terreno sviluppa nei confronti della massa ghiacciata. In corrispondenza con la roccia di fondo ed alle pareti laterali si avrà un attrito maggiore rispetto alle parti centrali del ghiacciaio che, di conseguenza, si muoveranno con una maggiore velocità. Un secondo tipo di dinamicità del ghiaccio risiede nei vari cicli di gelo e disgelo; nella stagione estiva si assisterà infatti ad un assottigliamento dello strato di neve e ghiaccio che sarà compensato (non sempre accade) da un innevamento nella stagione fredda.    Chiameremo ora "limite delle nevi persistenti" quella fascia di ghiacciaio dove la quantità di neve disciolta nella stagione calda equivale a quella caduta durante l'inverno. Essa dipende dalla quota ma anche dalla temperatura media annua e dall'esposizione al sole. Al di sopra di tale linea identificheremo un bacino collettore entro cui prevarrà l'accumulo di neve e quindi di ghiaccio; a valle di tale fascia c'è invece il cosiddetto bacino di ablazione dove, al contrario di sopra, prevarranno fenomeni di fusione.
    E' chiaro come sia possibile trarre utili informazioni della posizione di tale linea di equilibrio; innanzi tutto si può operare una classificazione molto più raffinata rispetto alla sola determinazione della forma del ghiacciaio ma soprattutto si possono trarre utili informazioni sullo stadio della loro vita. Ghiacciai in cui il bacino di ablazione è molto più esteso rispetto a quello di accumulo, o addirittura ricopre l'intera superficie ghiacciata, saranno probabilmente in fase di estinzione.
 
 

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