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I GHIACCIAI, IL LORO MOVIMENTO E LA LORO VITA

    LA FORMAZIONE
    Com'è noto la quasi totalità dei ghiacciai è in uno stato di regresso a causa sia dell'effetto serra sia per la particolare epoca geologica in cui ci troviamo. Ci troviamo infatti nel periodo periglaciale che segue un'epoca in cui il ghiaccio regnava sulla terra ma tanto distante da questa da presentare solo "piccoli resti" di terre coperte da ghiaccio. L'ultima grande glaciazione risale infatti a 18.000 anni fa (glaciazione di Wùrm)  ma da ricordare è anche il periodo che spazia tra il 1590 ed il 1850 dove si assiste ad un aumento notevole del volume complessivo di ghiaccio tanto da poter parlare di "piccola età glaciale". Sebbene non si possa definire questo periodo come epoca glaciale, esso riveste un ruolo importante perché temporalmente molto vicino a noi e quindi con effetti che tuttora si leggono in molti ambienti montani.
    L' alternanza di periodi più freddi a quelli più temperati è dovuto a molteplici fattori; a partire dai moti secondari della Terra rispetto al sole (con periodicità millenaria) sia a cicli meno lunghi dovuti per esempio al cambiamento delle macchie solari che portano a temperature medie annue inferiori alla media ogni undici anni. Come si nota anche dal grafico è comunque evidente una certa alternanza tra periodi caldi e piccoli periodi di glaciazione.

    LA CLASSIFICAZIONE
    Per convenzione vengono distinti diversi tipologie di ghiacciaio ma le caratteristiche fisiche e meccaniche rimangono le medesime. La differenziazione è basata sulla conformazione morfologica del terreno su cui vengono a crearsi le condizioni per la formazione di un ghiacciaio. In primo luogo avremo le cosiddette cappe di ghiaccio (o inlandis) la cui crescita (o ritiro) avviene in ogni direzione ed il terreno su cui vengono a crearsi è pressoché pianeggiante. L'altra grande classe è quella dei ghiacciai propriamente detti caratterizzati da un lento movimento verso valle. Questi si differenziano a loro volta sotto-categorie; primi per superfici interessate sono i ghiacciai di tipo scandinavo (o d'altopiano), rari nelle nostre regioni ma frequenti nelle regioni polari. Appartenenti a questa categoria i ghiacciai del settore centrale dell'Adamello comprendenti il Pian di neve e la Lobbia. Seguono i ghiacciai di tipo pedemontano che presentano oltre che una colata valliva anche uno zoccolo pianeggiante che porta alla formazione di vaste morene a ventaglio. Sono questi tipi di ghiacciai che a seguito del ritiro perdono con più facilità la loro fisionomia. Per ultimi i ghiacciai di tipo alpino o montano caratterizzati da una colata vincolata dai pendii di una valle. Gran parte dei ghiacciai dell'arco alpino sono di questo tipo.

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