TESTIMONIANZE SULL'ALLATTAMENTO DI MAMME DI GEMELLI
 

Le nuove testimonianze...

Alessandra R.: “Sono passati diversi anni dal consiglio che diedi ad Elena e la mia opinione riguardo l'allattamento materno è radicalmente cambiata. In questi anni, ho avuto modo di informarmi molto meglio, grazie anche al forum "Allattamento" del Mondo dei Gemelli e alle bravissime mamme gemellari che hanno allattato i loro bimbi. Grazie alle loro esperienze e consigli, ho potuto allattare i miei altri due figli singoli con moltissima soddisfazione sia mia che loro, senza contare il notevole risparmio economico! Se dovessi dare ora un consiglio ad una futura mamma di gemelli, le direi di provare senz'altro ad allattare i suoi piccoli, affidandosi ai consigli delle altre che l'hanno fatto con pieno successo anche con tre gemelli. Allattare al seno non è solo una questione di alimentazione, ma è anche un "passaggio d'amore" tra mamma e bambino. Ora so che sono rarissimi i casi in cui una mamma è davvero impossibilitata a farlo, e ho ancora un forte rimpianto per non aver allattato le mie due gemelline, per non averci pensato prima del parto e di non aver avuto la determinazione di volerlo fare a tutti i costi. Mi rendo anche conto, però, di non essere stata né aiutata né incoraggiata a farlo e credo che sia importantissimo scegliere come luogo del parto una struttura dove l'allattamento al seno sia incoraggiato.”

Cristina V.: “Durante la gravidanza non mi sono mai preoccupata per l'allattamento, avevo sempre sentito dire che "viene naturale, lo fanno tutte, non è difficile"... per cui davo per scontato che non avrei avuto problemi. Quando sono nati i bambini (34+3 Fabio 1930 gr. Sara 1270 gr.) sono stati portati in T.I.N perché prematuri.. .continuavo a non farmi problemi circa l'allattamento... avevo letto che stimolando il seno con il tiralatte avrebbe prodotto ugualmente, e così ho fatto. Ogni 3 ore mi tiravo il latte... sempre, saltavo solo la poppata delle 3 di notte, per il resto tiravo, tiravo, tiravo... Ero tranquilla, il latte c'era i bimbi no... ma che vuol dire?? Attaccavo Fabio al seno quando andavo in ospedale e prendeva una misera dose. Trovai un' infermiera molto carina la prima volta, che mi fece vedere a grandi linee come dovevo tenere il bimbo... ci provai, Fabio ciucciò qualcosa, poi arrivò il bibe con il mio latte e Massi gli dette quello... sono andata avanti così per le 3 settimane di T.I.N di Fabio... a volte poppava, a volte no!! Quando lo rimandarono a casa, mi ricordo che la prima poppata "domestica" prese una cifra assurda di latte, ed io ero proprio contenta!! (forse perché io non guardavo l’orologio?? Il brutto della T.I.N. è che ci sono orari stabiliti per farli poppare… trovavo quasi sempre Fabio che dormiva: dovevo svegliarlo per attaccarlo… e questo era un ostacolo… ma l’ho capito dopo!!) Sara... per Sara era più difficile, mi parlarono della marsupio terapia quando era già 1800 gr... e in quell'occasione un'infermiera tedesca stracarina mi convinse a provare ad attaccarla... ci provai ma con scarsi risultati...era la mattina di Natale e sperai proprio nel miracolo che non accadde. Prese circa 10 gr. di latte. Non riusciva a tenere in bocca il capezzolo, era troppo grosso per la sua piccolissima bocchina... non mi buttai giù però, ogni volta che tornavo provavo (sempre con scarsissimi risultati). Fabio a casa intanto, cominciava a farmi provare le prime insicurezze... mia madre ci metteva parecchio del suo per rompere altrettanto (per lei quando Fabio piangeva era sempre e solo perché aveva fame!! Qualsiasi altro motivo non esisteva....che rabbia a ripensarci) Mi ricordo che cominciai a chiudermi in camera per allattarlo, lontano dagli occhi di mia madre (anche perché avevo smesso di pesarlo - dopo i consigli del pediatra del Mayer e di Pat - e lei questo chiaramente non lo tollerava... ogni volta mi chiedeva: quanto ne ha preso? E io sparavo a caso....). Il senso di sconforto però aleggiava... circondata da quella rompiballe di mia madre... ero insicura, non sapevo bene cosa fare e lei non perdeva occasione per buttarmi giù. Fu anche per questo che quando il 9 gennaio mi dissero che avrebbero dimesso Sara l’indomani... andai in paranoia e chiesi di poter rimandare di un giorno!! Già sapevo cosa sarebbe accaduto averli entrambi a casa con mia madre che rompeva.... Mi ero ripromessa di provare ad attaccare Sara una volta che fosse tornata a casa, ma purtroppo per lunghi periodi avevano gli stessi orari... si svegliavano insieme e figuriamoci se potevo anche solo pensare di lasciar piangere uno per finire con l'altra....no, con mia madre tra le balle era impensabile (e sicuramente anche per me) Quelle rare volte che riuscivo ad attaccarla, continuavo a pesarla e mi rendevo conto che non prendeva quasi niente... La mia vita per i primi due mesi era così: attaccavo Fabio e mi tiravo il latte per Sara... tutto bene fino a quando Fabio cominciò ad urlare come un ossesso ogni volta che si attaccava alla poppa... immaginate cosa si prova! La prima volta mi dissi che sicuramente non avevo latte... corsi a preparare il bibe di artificiale, ma urlava anche con quello... la cosa mi sollevò un po' (non era colpa mia quindi!) ma il problema rimaneva!! Piangeva, piangeva, piangeva... aspettavo con terrore l'ora della poppata, mi angosciava!! Col senno di poi riesco anche a capire il perché: ero talmente stressata (da mia madre sicuramente!) non accettavo il fatto di essere una "mucca da latte", non ne potevo più: volevo uscire, tornare a fare la mia vita di sempre... mi mancava l'aria!!! Decisi insieme a Massi che mi sarei tirata il latte anche per Fabio (questo per liberarmi da sensi di colpa) e che lo avrei dato col bibe anche a lui!! Funzionò… cioè Fabio piangeva ugualmente, ma magari era in braccio a mia madre e non a me!!! Ho continuato a tirarmi il latte per quasi 5 mesi, fino a quando mia madre si è ammalata ed è stata un mese ricoverata… a quel punto non ce l’ho proprio più fatta, non potevo tirarmi il latte e correre anche due volte al giorno da mia madre (che era ridotta proprio male)… Quando ho smesso ho provato comunque una sensazione strana… un misto fra sollievo e rammarico… ma ormai era andata!! La mia esperienza è stata negativa (o meglio, io me la vivo così) ma non ho avuto veramente l’aiuto di nessuno (tranne Pat… che però era a Torino e stava allattando anche lei due gemelli di pochi mesi)… ma da questa mia “sofferenza” sono riuscita ad elargire buoni consigli ad altre 2 amiche… ho passato delle ore al telefono per spiegare (e questo sempre grazie al “senno di poi”) concetti e dare sostegno… entrambe sono riuscite alla fine ad allattare, ed entrambe mi hanno più volte ringraziata!! Il sostegno è fondamentale, io lo avevo da Massi… non perdeva occasione per dirmi che andava tutto bene, che ero brava, che potevo farcela… e finiva sempre dicendo che se non riuscivo più non era la fine del mondo, sarebbero cresciuti anche con il latte artificiale. Tutti quelli che sapevano che mi tiravo il latte per due gemelli mi guardavano come se fossi un marziano, non capivano chi me lo facesse fare (perché è dura ragazze, ma dura dura!!!)… ma per me era comunque una “continuazione” della gravidanza forse, i sensi di colpa per il parto prematuro… per lo meno il mio latte devono averlo costi quel che costi!!! Aggiungo una cosa: ho partorito con parto naturale domenica 3 dicembre 2000 alle 21:10 e 21:15.... sono stata dimessa dall'ospedale martedì 5 dicembre alle 11 di mattina (in quel lasso di tempo ho chiesto di potermi tirare il latte ma mi hanno detto che era troppo presto ) Appena uscita andai a far la prima visita ai bambini in Tin, tornai a casa mangiai e andai a farmi una magica dormita....al mio risveglio mi sentii il seno "pieno"... mi tirai il latte con un tiralatte a siringa che mi avevano dato e cominciò a uscire....la sera stessa andai per comprarne uno elettrico, mi consigliarono però Avent, lo provai e fantastico!!!”

Patrizia R.: “Fin dalla gravidanza mi sono posta il problema di come fare ad allattarne due: conoscevo vagamente i grandi benefici del latte materno, ma non sapevo nulla né di tecniche, né tantomeno di come fare con 2 gemelli!! Ho quindi cercato, e trovato, moltissime informazioni su internet a questo proposito. Sono arrivata dunque al parto consapevole dei vantaggi dell’allattamento e fortemente motivata a mettere in pratica tutti i suggerimenti trovati. Michele e Tommaso sono nati all'Ospedale Sant'Anna di Torino, rispettivamente, alle 11.18 e 11.33 del 23.10.00, con parto spontaneo, aiutato da un po’ di ossitocina in vena e una piccola episiotomia, e peso decisamente ottimo: 3.130 gr. l'uno e 2800 gr. l'altro. Tutto è avvenuto senza alcun problema: i bimbi avevano entrambi un Apgar 9, stavano bene e strillavano. Ciascuno dei due, appena uscito dal mio utero, mi è stato messo sulla pancia, dietro mia richiesta, e poi in braccio al papa’ Giulio. Però non mi è stato possibile attaccarli subito al seno come avrei voluto, perché il personale sanitario sosteneva che i bimbi erano un po' freddini e bisognosi di riscaldamento; ho dovuto quindi a malincuore rinunciare ad allattarli subito, cosa a cui tenevo molto. Pazienza, avevo anche letto che l'importante è riuscire ad attaccarli al seno nelle prime 12-24 ore, prima si fa meglio avverrà l'allattamento. Alle 14 io e Giulio torniamo in stanza, con la promessa che alle 16 ce li avrebbero portati (nel mio reparto funzionava il rooming-in diurno, dalle 8 alle 21). Ma ciò non è avvenuto, e alle 16,45 Giulio si recava al nido per capire che cosa era successo. Si erano semplicemente dimenticati che non avevo partorito con cesareo ("dato che quasi tutti i gemelli vengono al mondo con cesareo…."), nel qual caso “sono soliti lasciare riposare la mamma un po' di più”, e quindi i bimbi non erano ancora stati visitati e non erano pronti per essere portati in stanza. Inutile dire che mi sono infuriata e, nonostante non mi reggessi in piedi, tanta era la voglia di allattare e abbracciare i miei bimbi che con una sedia a rotelle e l'accompagnamento di Giulio, sono scesa io da loro per poterli attaccare al seno. Devo lamentare il fatto che l'assistenza e le informazioni in materia di allattamento da parte del personale del nido sono state quasi inesistenti e solo i consigli letti on-line su Internet mi hanno aiutato. Nei 4 giorni di ospedale, comunque, tra una prova e l'altra (senza alcuna offerta di assistenza o consiglio da parte del personale, ed io mi sentivo così imbranata….tra teoria e pratica c’è una bella differenza!), qualche goccia di colostro l’hanno presa (la montata lattea mi è arrivata soltanto il 4° giorno, una volta tornati a casa); soprattutto Michele, che si è subito attaccato con vigore, mentre Tommaso era pigro, rifiutava sempre di attaccarsi. Ogni 4 ore mi portavano 2 bibe di latte artificiale, che ho sistematicamente rifiutato di somministrare ai bimbi, e un paio di volte ho tentato di dare a Tommaso con l’aiuto di un cucchiaino, facendo dei disastri colossali!! Sono quasi certa però che quando alle 21 li riportavano giù al nido, qualcosa gli davano. All'atto della dimissione, sono stata liquidata con queste parole: "Allora, signora, sono rarissime le mamme di gemelli che riescono ad allattarli al seno entrambi, quindi acquisti subito il latte artificiale X e incominci l'allattamento misto: ad ogni poppata, uno lo allatta al seno e all'altro dà il biberon". Io ho detto sì, ma ho fatto come ho voluto e come consigliava la Lega Latte in Internet: nessuna aggiunta e la suzione dei bambini sarà presto sufficiente a fornire al seno l'informazione necessaria in merito a quanto latte produrre. E’ stata dura, all’inizio, specie con Tommaso, che ci ha messo una settimana intera a capire come si faceva ad attaccarsi al seno e nel frattempo aveva avuto un calo ponderale enormemente più alto del vorace Michele, seppure sempre nella norma! Anche mia madre e mio marito, inesperti quanto me (sebbene mia madre mi avesse allattato al seno per 9 mesi, ma 30 anni prima…), incominciavano a dirmi: “Non puoi mica farlo morire di fame….dagli un biberon di artificiale, non sara’ mica la fine del mondo!”. In quel periodo non mi sono persa d’animo, ho avuto la fortuna di non cadere in depressione, e ho anche per telefono chiesto ed ottenuto consigli dalle volontarie della Lega Latte della mia zona (numeri avuti tramite indirizzo e-mail di Internet). All’alba del 7° giorno di vita, Tommaso ha finalmente capito che o si dava da fare, o non ce n’era : ha iniziato a succhiare bene, prima poco, poi sempre di più. Il mio solo latte li nutriva benissimo, avevano una crescita settimanale più che ottima e a parte qualche problema di cacche assenti anche per una settimana, e colichette tutte le sere, tutto si è svolto per il meglio. A tre mesi avevano già preso più di 3 kg a testa di peso . Certo, allattarli entrambi non è stato semplice, anzi, devo ammettere che è stato piuttosto faticoso: si tratta di almeno 6 - 8 ore al giorno di poppate, in cui nessun altro può sostituire la mamma! Però è una gran bella soddisfazione, e non poco importante, un bel risparmio! Grazie anche all’aiuto insostituibile di mia madre per le faccende domestiche e i cambi, e di Giulio per la cucina, riuscivo a sostenere le 16-20 poppate al giorno (li ho allattati prevalentemente uno per volta, mi riusciva meglio), compresa la notte, quando per mia fortuna si sono quasi sempre svegliati a turno, così riuscivo a mettermi il bimbo nel lettone di fianco a me e mentre lui succhiava io potevo continuare a dormire ; Quando invece si svegliavano contemporaneamente, mia madre o Giulio mi aiutavano a sistemarmi in poltrona con i bimbi in posizione rugby e li allattavo contemporaneamente, dormicchiando un po’. Hanno mantenuto molto a lungo la poppata notturna, fino intorno ai 10 mesi di vita, e non ne potevo proprio più. Anche perché all’età di 4 mesi ho ricominciato a lavorare, seppure usufruendo delle 4 ore giornaliere di allattamento e dunque circa a metà tempo. Mi tiravo, allora, il latte verso le 5 del mattino, quando il seno era più gonfio, e lo lasciavo in frigo o in freezer, perché mia madre lo somministrasse ai bimbi per il pasto di mezzogiorno; dapprima, insieme alla frutta, poi pian piano siamo passati alla pappa. Ho tirato il latte la notte o la mattina presto per un bel po’ di mesi, fino intorno al 9-10° mese! Poi si è presentato un problema che non avevo considerato: come fare per smettere? Michele e Tommaso non ne avevano proprio intenzione, nonostante ormai lo svezzamento fosse stato portato a termine con successo, e mangiassero ormai praticamente di tutto! Ho tentato di smettere completamente di allattare a 14 mesi di vita, ma non ne volevano sapere: la poppata serale per scivolare dolcemente nel sonno era ancora troppo importante per loro! Invece, 4 mesi dopo, magicamente sono riuscita a sostituirla senza troppa fatica con l’addormentamento nei lettini, tenendoli con la manina. Probabilmente anche per loro era il momento giusto! Come avete letto, la mia è stata un’esperienza decisamente positiva, anche se qualche problemuccio di avvio c’è stato. Consiglio a tutte di provarci, perché è veramente una grande soddisfazione!”

Barbara G.: “La mia esperienza di allattamento è stata piuttosto negativa, primo i bambini non erano tutti e due nel mio ospedale, ma c’era solo Niccolò, Tommaso purtroppo era in un ospedale pediatrico, sempre a Firenze ma non raggiungibile in carrozzella e secondo le infermiere della tin dove è stato Niccolò ed anche i pediatri hanno contribuito a alimentare i miei dubbi e le mie paure senza aiutarmi, ma partiamo dall’inizio: i miei bimbi nascono con taglio cesareo lunedì 3 settembre alle 9 circa, nasce per primo Niccolò peso 2.410 gr., 7 solo di apgar e 8 dopo 5 minuti un po’ pochino ma il bimbo dopo un po’ di tin viene portato in subintensiva, monitorato ma in situazione tranquilla, Tommaso peso 2.350 gr. nasce subito dopo, per il problema che aveva nè me lo fanno vedere nè lo potevano tenere lì a Careggi, parte quindi subito dopo la nascita per il Meyer, il mio leoncino aveva 10 di apgar alla nascita e meno male. Il primo giorno tra l’intontimento dell’operazione, l’ansia per l’operazione di Tommaso scivola via senza che io me ne renda conto, alle 10 di sera su insistenza di Alberto a cui tra l’altro era stato promesso che Niccolò sarebbe stato trasferito al nido, mi portano dalla subintensiva almeno lui e dopo 36 settimane di ansie e paure riesco a toccare almeno uno dei miei Puzzoli, è una delle sensazioni più intense che mi sono rimaste di quei giorni. Il giorno dopo mi faccio accompagnare da Alberto finalmente in subintensiva per vedere un po’ meglio il mio Puzzolino, il primo cambio di pannolino è opera di Alberto, il quale ancora ricorda la sensazione di queste bimbetto tra le sue manone, la voglia di provare ad attaccarlo è grande, la disinformazione altrettanto, un po’ mi aiutano le infermiere e alla fine qualcosa riesce anche a prendere, però lui poverello avrebbe avuto bisogno di stare ancora un po’ nella pancia, non ha nessuna voglia di succhiare né da me nè dal biberon (complici anche le tettarelle dure da morire dei biberon monouso), da lì inizia il mio calvario, il bambino sta bene non ha niente ma non mangia, se lo attacco si stanca e poi non prende il biberon, se non lo attacco come cavolo faccio a farmi venire il latte, i dubbi e le paure mi travolgono, fino a farmi annegare completamente la sera in cui gli rimettono il gavage. Intanto io vengo dimessa e finalmente riesco ad andare a vedere anche Tommaso che si è nel frattempo completamente ripreso dall’operazione e ciuccia che è una bellezza, la prima cosa che mi dicono: venga signora provi un po’ ad attaccarlo, così senza tanti problemi…. In conclusione Tommaso è tornato il 12 settembre solo 9 giorni dopo nascita e operazione ed ha ciucciato benino fin dall’inizio, Niccolò è tornato a casa invece il 18 settembre, solo perché era svogliato e “ipotonico” e non aveva voglia di mangiare. Mi ricordo ancora la prima volta che sono riuscita ad attaccare perbene anche Niccolò e lui prese 40 gr. di latte, mi sembrò di aver vinto alla lotteria, poi naturalmente il pediatra mi consigliò di alternare una poppata da me ad un biberon di latte artificiale e così è andata avanti fino a 5 mesi quando decisero i due Puzzoli che ne avevano abbastanza di tirare dalla poppa e che dal biberon gli veniva un tot più comodo, ho dovuto prendere le pasticche per farmi andare via il latte. Di sicuro la colpa è stata anche mia, mi ero informata poco e pensavo che fosse più facile, le paure e i dubbi hanno contribuito a minare la fiducia in me stessa che invece mi avrebbe fatto combattere di più, ma in fondo sono cresciuti bene e ora sono dei torellini e spero che quello che ho passato possa servire a qualche altra mamma per riuscire dove io ho fallito!!!! A proposito, il problema tiralatte, allora io mi sono tirata il latte dal secondo giorno al tiralatte della maternità e da quello della terapia intensiva, poi una volta a casa ho noleggiato un tiralatte elettrico e di solito riuscivo a portarne abbastanza sia per Niccolò che per Tommaso, comunque tutti i miei giri erano condizionati dall’avere un tiralatte a portata di… mano!!!!”

Laura (mamma di tre gemelli): “La mia esperienza è stata molto breve! Durante la gravidanza tutti e dico tutti mi hanno detto non si può... al corso pre-parto la lega del latte mi aveva convinto che qualcosa avrei potuto fare e io ero molto scettica. Dopo il parto vedevo portare in pediatria boccette piene di latte tirato col tiralatte... così ho provato credendo chissachè... ma più di dieci cc non sono riuscita a fare… la montata non l'ho avuta e dopo una settimana ho mollato! Certo se avessi conosciuto prima tutti voi... forse qualcosa in più... mi spiace così tanto mi sarebbe piaciuto attaccarli al seno.”

Michelle: "Per me è stato fondamentale frequentare il corso pre-parto, gli incontri erano mirati sull'allattamento al seno oltre che sul parto in sé. Durante gli incontri abbiamo visto un video molto ben fatto sull'allattamento al seno, ci è stato consegnato del materiale informativo. Durante il corso si è parlato dei problemi e come risolverli. Inoltre le ostetriche del corso pre-parto erano disponibili sia telefonicamente che di persona per dubbi o per risolvere problemi vari (ingorghi etc...). Anche se non ho avuto necessità, è stato di conforto sapere che se ne avessi avuto dei problemi bastava una telefonata e sarei potuta andare in ospedale per un aiuto. Inoltre in ospedale, durante il ricovero, al nido verificavano il corretto attaccamento al seno dei bimbi e rispiegavano le manovre di massaggio già viste al corso pre-parto. il bimbi sono nati con cesareo-epidurale, ad un’ora dalla nascita ho iniziato ad attaccare Alessio al seno (avevo dato istruzioni a Silvio precedentemente di aiutarmi in questo senso). Abbiamo faticato un po’ entrambi, ma c'è l'abbiamo fatta: quando si è attaccato bene ha fatto una ciucciata e si è staccato stanco dalla fatica fatta. Poi, a fatica, si è riattaccato, ma questa volta non si è più staccato, si riposava tra una ciucciata e l'altra, ma ben attaccato al seno (la necessità aguzza l'ingegno!). Per tutto il ricovero, e per il 15 giorni successivi, Alessio ha sempre preso il latte mio. Stefano, invece, non mangiava in quanto aveva bevuto del liquido amnioticoe anche quando ha vomitato il liquido, continuava a non mangiare, però gli è venuto il singhiozzo, allora ho provato ad attaccarlo al seno e, in questa occasione, si è convinto di dover ciucciare e gli è passato anche il singhiozzo. In ospedale Stefano ha preso delle integrazioni di latte artificiale in quanto per i primi 3 giorni perdeva peso, il 4° giorno l’ho riempito modello oca (lo svegliavamo con ogni sorta di tortura pur di farlo mangiare) ed infatti il 5° giorno aveva preso 60gr e siamo stati dimessi. Sino ai due mesi e mezzo ho insistito molto ad allattarli con il mio latte e davamo delle integrazioni secondo necessità. Dopo questo periodo, essendo tornata a lavorare, prendevano un biberon di latte artificiale quando andavano dalla baby sitter ed uno alla sera. In pratica alternavo, uno ciucciava da mamma e uno si prendeva il biberon. Tenevo entrambi i bimbi su un cuscino sulle mie gambe, uno ciucciava dal seno e l'altro al suo fianco ciucciava dal biberon. Attaccavo i bimbi su richiesta (quindi avevo un bimbo se non entrambi attaccati alle tette quasi tutto il giorno). Con questo metodo siamo andati avanti siano ai 6 mesi compiuti. Ai 6 mesi ho sostituito il latte artificiale con il latte vaccino, e davo il mio latte a merenda e di notte questo fino ai 10 mesi. Dai 10 ai 16 mesi il mio latte (ormai veramente poco) serviva per i momenti di coccole e per le tranquillizzali in un momento di crisi. Tutto sommato posso dire che è stata un esperienza serena, anche se minata da parenti e amici che non mancano di dirti : “Allattare ti esaurisce” “Ma mangiano di nuovo?” (che faccio li tengo a dieta?) “Ma gli dai ancora il tuo latte?!” (come se sul latte di mamma ci fosse la data di scadenza) “Ma povera non stai mai tranquilla un attimo.” “Certo che se tu gli dessi il biberon potrei aiutarti.” “Questi bimbi ti consumano.” “Ma fino a quando hai intenzione di allattare?” (ma devi decidere la data e l'ora per smettere?) “Ma con gli occhiali non dovresti allattare.” (uffa, vecchie credenze ) e infine la supidaggine più grossa: sono viziati.”

Caterina P.: “Per me allattare era un sogno bellissimo che, purtroppo, non è divenuto realtà. Al corso preparto avevo già qualche perdita di liquido, così mi avevano detto che avevo possibilità di allattarli. Poi le cose non andarono così, difatti ho partorito con cesareo-epidurale per gestosi, pressione 200, proteine nelle urine, non facevo più pipì, un disastro. Ho partorito alla 33+4, ma i bimbi erano piccoli a causa sempre di questa maledetta gestosi: Matteo 1,740 Kg e Tommaso 1,470 Kg. Quando me li hanno tirati fuori non me li hanno fatti vedere, subito in neonatologia in culla termica, mi hanno detto che stavano bene, li ho sentiti solo piangere e mi hanno detto che aveveno 10 di apgar. Questo il sabato 03/11/01, ho potuto vederli solo il martedì, perché primo ero molto debole in quanto ho perso molto sangue, secondo le ostetriche se non hai i bimbi al nido ti considerano poco, si preoccupano della tua salute, ma del fatto se puoi o non puoi andare a vedere i tuoi bimbi non frega a nessuno, da qui quella situazione di abbandono dal punto di vista dell'allattamento, ho dovuto chiedere io di potermi tirare il latte, sempre il martedì, mi hanno portato il tiralatte dell'Avent (fantastico) se non fosse che ne producevo 20/30 grammi contro i 35/40 che prendevano loro a testa. Alla mattina mi trovavo tutta la camicia da notte bagnata, non so mai se mi sia venuta la montata o no, comunque non mi sono scoraggiata, ho usato il tiralatte elettrico della neonatologia, unico tiralatte elettrico in tutto l'ospedale, quindi c'era la fila. Vedevo le altre mamme uscire con 50/60 grammi di latte e io continuavo a farne 20. Intanto i bambini aumentavano la portata 40/50 grammi a testa, crescevano, nel frattempo nessuno che mi avesse proposto di attaccarli al seno, tuttora non so se sarebbero riusciti a tettare o no; durante il soggiorno in tin, i primi giorn,i gli hanno fatto qualche gavage (non so se si scrive così) per risparmiargli energie, poi hanno sempre poppato dal biberon. L'ultimo giorno, prima di portarli a casa, ho chiesto se potevo attaccarne uno, mi hanno detto che potevo provare, ma nessuno mi ha aiutato, come attaccarlo, come tenerlo, ero emozionatissima e allo stesso tempo impacciata, timorosa, nessuno che mi rassicurasse; il bimbo ovviamente, avendo preso il bibe per 15 giorn,i non sapeva neanche cosa sua madre cercava di mettergli in bocca. Comunque a casa sono andata a noleggiare un tiralatte elettrico, ma quando ho visto che ne usciva sempre meno ho lasciato perdere, avevo persino dato retta a tutte quelle dicerie, bevi tisane al finocchio, bevi molto, bevi birra, ecc... ecc.... Ero sfinita, senza energie, mi sono portata dietro gli strascichi della gestosi per un mese circa, nel senso che continuavo ad avere problemi di pressione e di anemia. Comunque sono venuti su benissimo anche con il latte artificiale, anche se mi rimane il rammarico di non averli allattati.”

Paola (Palla): "La mia esperienza di allattamento è stata a dir poco straordinaria. Premetto che io ero decisissima nel volerle allattare e che non c'era una sola persona, familiari, marito personale ospedaliero e il nostro pediatra poi, che non mi spingesse a desistere dall'impresa. Fu una donna, mamma di gemelli, che incontrai quando ero incinta(ahimè, questo forum non era neanche nei miei sogni) a dirmi che era possibile, lei lo aveva fatto per 10 mesi, esclusivamente al seno e mi consigliò di abbinare un seno per bambina. Quell'incontro per me fu decisivo Claudia e Cristina sono nate il 4 giugno 2001 con taglio cesareo con epidurale. Alle ore 13 è nata Cristina , kg 3,150, dopo 3 minuti è nata Claudia , kg 2,700. Loro stavano benone così, dopo un'oretta, eravamo tutte e tre insieme, 24 ore su 24 (rooming-in). Le ho quasi subito attaccate al seno e grazie al superlavoro di Claudietta, alla fine del secondo giorno è arrivata la montata lattea. Cristina aveva, invece, un po' di difficoltà, non riusciva a far aderire la boccuccia al capezzolo e per i primi 3 giorni si disperava fino ad addormentarsi digiuna e sfinita I medici del nido pensarono di farle il controllo del tasso glicemico (al termine del quale mi riportarono la sua culletta con un'altra bambina, meglio dimenticare), pensando che la bambina avesse dei problemi ma era tutto a posto, la mia Cri doveva solo imparare. Inizio ad assaggiare qualcosa con l'arrivo della montata, dopo si facevano capriole per accomodarla al meglio ma poi, partì anche lei alla grande. Le piccole hanno sempre avuto un ottima crescita, il latte in polvere, fattomi acquistare deal nostra pediatra, l'ho regalato prima che la confezione scadesse Avevo dei piccoli accorgimenti, bevevo litri di acqua, mangiavo in continuazione ma niente porcherie: piattoni di pasta, bistecche, pesce, frutta, verdura(non tutta), panini a volontà, niente soffritti, gusti amari o aspri e ovviamente niente piccante. Così c'era cibo per tutti e sempre piacevole e digeribile. Sono andata avanti così per 14 mesi, il primo latte 'estraneo' era il latte vaccino e lo hanno sorseggiato, per la prima volta, quando già camminavano. Sono stata fortunata anche per un'altra cosa: smettere è stata una loro spontanea decisione, prima Cristina e poi Claudia, mi guardavano come per dirmi:" mamma, ma che stiamo a fare?! non è ora di smettere?!!" Se il latte c'è e i bambini stanno bene, credo che il minimo dovere sia di provarci e non desistere se si è convinte e felici di farlo... la soddisfazione è impareggiabile!"

Barbara R.: "... CON GIACOMO: bimbo singolo allattato fino a 6 mesi in esclusiva poi piano piano inserendo le pappe ho diminuito le poppate fino a eliminarle del tutto verso gli 8 mesi. Giacomo l'ho attaccato al seno che aveva credo 1/2 ora di vita e lui ha sempre poppato avidamente!!! Per i primi mesi si faceva 7/8 poppate al giorno e succhiava una marea di latte. Io ne avevo in abondanza di latte ... talmente tanto che se per caso di notte il Gigio tardava a poppare io facevo il lago nel letto!!! In più io che ADORO dormire a pancia in giù per 6 mesi ho dovuto rinunciare altrimenti allagavo il materasso!!!! Per fortuna su indicazioni di un'amica ho acquistato delle coppette assorbilatte di una marca che sinceramente non mi ricordo più ma che erano fatte come degli assorbenti per cui non si inzuppavano. Giacomo è nato a Giugno e allattare con il caldo alle volte era un supplizio ..... io in reggiseno e mutande e lui in body ... sudavamo da morire!!!! In quel periodo bevevo peggio di un cammello anche 2 o 3 litri di acqua al giorno e ..... ho sempre mangiato di tutto, cipolle, Nutella e tutto quello che mi passava per la mente (infatti in allattamento ho preso 10KG!!!!! ) Sinceramente non l'ho neanche mai pesato... mi bastava guardarlo per vedere che cresceva bene e così una volta a settimana misuravo la crescita. A 2 mesi in Agosto sono andata in montagna e... mentre a casa col caldo aveva ridotto le poppate a 5 al giorno e cresceva circa 300 grammi a settimana, in montagna ha ripreso i 7 pasti e cresceva di 1/2 Kg a settimana UN BOVE!!!!!! Giacomo non ha mai sofferto di coliche e io non ho mai avuto problemi nè di mastite nè di ragadi nè di ingorgo mammario... niente tiralatte anche perché lo tirava tutto lui il latte!!!!! Unico neo ..... io ero davvero molto stanca e quello che mi distruggeva di più erano le poppate notturne... ma questo era un problema mio!!!! Inoltre vista la temperatura esterna (estate) io ho comunque sempre dato da bere con il bibe al Giacomo e devo dire che lui non ha mai avuto nessun problema a ciucciare sia dal seno che dal bibe!!!! Inoltre quando più avanti sono passata al latte in bibe lui non ha avuto problemi a ciucciare dal bibe anche se era abituato alla tetta. So invece di bambini che il bibe proprio non lo vogliono neanche vedere!!!!!... arrivarono poi MICHELA e ALBERTO: come già accennai nella mia esperienza ospedaliera per l'allattamento di Michy e Betto mi informai prima e ne parlai con la mia pediatra la quale non escluse assolutamente la possibilità di allatarli entrambi al seno, anzi mi disse che visto che col primo avevo avuto una marea di latte sicuramente coi gemelli non avrei avuto problemi. Però mi disse anche che allattare due bambini al sena voleva dire dedicarsi completamente a loro, essere a loro disposizione e trascurare tutto il resto... Giacomo compreso e che il doppio allattamento mi avrebbe anche stancata molto. Lei mi avrebbe consigliato l'allattamento misto alternato in modo da dargli si il mio latte ma non in esclusiva ed avere così la possibilità di accudire anche Giacomo e di farmi aiutare da qualcuno anche al momento della poppata. Ci pensai su per un po' e poi in accordo con mio marito decisi per l'allattamento misto alternato. Quando nacquero Michy e Betto i primissimi giorni li attaccai spesso ed entrambi e loro all'inizio prendevano il colostro solo da me, poi con la montata lattea al nido iniziarono a dargli delle giunte e (senza previo accordo con me) impostarono l'allattamento misto alternato. Io continuai così anche a casa e fu prezioso per me segnarmi sempre tutte le poppate e a chi davo il mio latte e a chi invece il bibe (specie di notte ero talmente cotta che se non controllavo sull'agenda regolarmente sbagliavo i turni!!!!! ) Loro sono cresciuti da subito bene e anche molto "spartani" perché comunque erano i secondi e di conseguenza vizi e attenzioni sicuramente più ridotte rispetto che con il Giacomo!!! A 1 mese mi accorsi che se l'ultima poppata di mezzanotte gli davo l'artificiale tiravano quasi fino alle 7.00 del mattino... e allora VAIIIII di artificiale alla sera, così quel pasto loro solo artificiale e io mi tiravo il latte per la mattina, così entrambi facevano colazione con il mio latte uno dalla tetta e uno dal bibe. Li ho allattati misti fino a 4 mesi, poi piano piano diminuendo il numero delle poppate anche il latte è diminuito e poi è andato via da solo. Anche loro hanno comunque sempre bevuto tisana come il Gigio e il fatto di poppare dalla tetta e dal bibe non gli ha causato nessun tipo di problema nè di rifiuto alla tetta (anche perché io ne avevo comunque tanto e in pratica non dovevano neanche succhiare per farlo venire fuori... veniva fuori da solo!!!!). A 2 mesi 1/2 erano già passati a 4 pasti e crescevano alla grande, io finalmente dormivo tutta la notte e mi sembrava davvero un sogno!!!!!! Con i gemelli poi ho scoperto le coppette rigide raccoglilatte della Avent che indossavo di notte e che mi permettevano di dormire anche a pancia in giù senza allagare il letto e in più al mattino il latte che era fuoriuscito lo raccoglievo in un bibe e glielo davo come poppata ..... arrivavo a raccogliere anche 120 ml di latte in una notte!!!!! Tutto sommato sono contenta delle scelte fatte e anche se i gemelli non li ho allattati al seno per molto tempo comunque anche con il bibe ho mantenuto quel rapporto intimo che si crea nell'allattamento e ancora oggi alle volte quando bevono il latte dal bibe vogliono venirmi in braccio e berlo rannicchiati addosso a me!!! "

Nadia P. (mamma di quattro bambini singoli e una coppia di gemelli): "Delle mie esperienze di allattamento ricordo in particolare quella di Enrico. Siamo partiti per l'Africa una settimana dopo la sua nascita. Dopo due mesi passati in condizioni dure (senza elettricità né acqua) siamo tornati a casa. Enrico era cresciuto benissimo. Che comodo! Per i gemelli è stata (e lo è tutt'ora) un'esperienza diversa. Dopo un cesareo d'urgenza a 34 settimane (sola in Brasile) Lorenzo mi è stato portato in camera 8 ore dopo, mentre per Leonardo ho dovuto attendere 2 giorni. Pesavano entrambi 2,200. Leonardo aveva un'infezione e gli somministravano un antibiotico. Per fortuna Lorenzo ha succhiato subito molto bene e non appena ha cominciato a scendere copioso il latte ho chiesto e ottenuto di allattare direttamente anche Leonardo. Da quando ha cominciato a prendere il mio latte i valori del suo sangue si sono subito normalizzati e nonostante volessero trattenerlo in ospedale per altri 3 giorni ho insistito per andarmene a casa. È stata molto dura. Non riuscivo nemmeno ad alzarmi dal letto da sola. Per fortuna che i miei figli più grandi mi hanno aiutata molto. Poi un po' alla volta tutto ha ricominciato ad andare per il verso giusto. Dopo due settimane ho rispedito in Svizzera i figli perché riprendeva la scuola e io sono rimasta altre due settimane (il tempo per fare i documenti e trovare un volo di rientro). Poi sola con i piccoli per un volo di 12 ore... Ma ho tenuto duro e se ho potuto farlo è perché li allattavo. Una volta di nuovo in Svizzera sono andata avanti abbastanza bene. Fino ai 5 mesi ho sempre trovato più comodo allattarli in contemporanea. In effetti la doppia stimolazione permette di finire prima e di avere una maggior quantità di latte allo stesso momento. E poi quando uno era stanco l'altro stimolava in modo che comunque il latte arrivava sempre a tutti e due. Ora non ci stanno più insieme. Sono obbligati ad attendere ognuno il proprio turno, ma non è più una sofferenza. In effetti sono riuscita a iniziare lo svezzamento e quindi hanno più resistenza. Nonostante gli svariati tentativi nessuno dei miei 6 figli ha mai accettato il ciuccio e quindi quando vogliono addormentarsi, quando non stanno bene, quando vogliono essere consolati,... è sempre la tetta l'unica vera grande guaritrice..."

Luisella: "Ricordate?? Vi avevo lasciato a chiedendo aiuto se insistere sul solo allattamento o meno : l’ho fatto, ho stretto i denti e le cose piano piano si sono risolte! La scelta più facile è sempre quella di abbandonare, attorno ti ritrovi poche anzi nessuna persona che ti incoraggia ad insistere per allattare, soprattutto se si tratta di gemelli !! “Ma sei matta! Con due poi cosa vai a patire, tanto non si può!!?! Lascia perdere e dagli il biberon che fai prima!! Guarda che hai anche gli altri due a cui pensare!!….etc.” Per fortuna che esiste un sito come questo dove trovare un po’ di incoraggiamento !! Ora posso dire con orgoglio che sto allattando alla grande i miei gemelli di 2 mesi e mezzo!! A volte anche assieme, tant’é che un giorno che ci ha visto il nonno si è persino commosso, anche a mio marito è uscito: è davvero uno spettacolo !! E se magari mi capiterà come x gli altri 2 bimbi verso i 4/5 mesi che anche i gemelli ti guardano tenendosi sul seno con le 2 manine e poi si staccano un attimo x farti un enorme sorriso che sembra dirti “grazie mamma” , penso che qualsiasi fatica o sacrificio non valga nulla di fronte a questa gioia!! Quindi mamme insistete più che potete!! Attaccateli al seno sempre, lo so che è estenuante , ma non dura sempre, sono solo 30/40 gg. , poi vedrete che tutto è più semplice sia per voi che per i bimbi, si attaccano meglio e sono più veloci !! E non abusate troppo del tiralatte, a volte è utile si, ma niente tira e stimola come il Vs. bimbo!! A me ad esempio capita sempre di sentirmi “arrivare” il latte quando tengo in braccio mio figlio , specie se si mette a piangere !!"

Dasi: "Quando ho scoperto di aspettare due gemelli è stata subito una gioia, dopo tanti anni mi pareva un regalo meraviglioso. Ho cominciato subito a cercare quante più informazioni possibili, soprattutto sull'allattamento. Sul sito www.ilmondodeigemelli.it  e sulle pubblicazioni della LLL ho letto molte storie positive: era possibile allattare due gemelli in modo esclusivo e ho deciso che anche la mia doveva essere un'esperienza positiva. Ho comprato un grande cuscino di quelli a ciambella che ho portato con me già in ospedale, oltre a tisane e granuli omeopatici per favorire la montata lattea. I miei due gioielli sono nati alle 10.00 e 10.02 con taglio cesareo perché il secondo era podalico e dalle ecografie sembrava molto più grosso del primo, mentre alla fine Matteo pesava 2590 e Diego 2570. Alle 11 ero di nuovo nella mia camera e dopo venti minuti ho potuto provare ad attaccare i bambini contemporaneamente. Il primo tentativo è andato bene, anche se poi nei giorni successivi ho avuto qualche difficoltà con Matteo che si attaccava e staccava continuamente e con tale voracità da provocarmi subito delle ragadi, per cui ho usato i paracapezzoli per alcuni giorni. I bambini sono stati sempre in camera con me e il mio compagno non ci ha praticamente mai lasciati nemmeno la notte. Questo è stato fondamentale, perché finché avevo flebo e catetere non sarei riuscita a prendere su i bambini da sola e il reparto era così pieno di partorienti che sarebbe stato difficile chiedere aiuto ogni volta. In seconda giornata, erano scesi a 2300 grammi, per cui ho accettato di dargli la giunta perché temevo che diventassero troppo deboli per attaccarsi e la montata sembrava lontana. Nei due giorni successivi, al massimo ogni tre ore, partivo con le culline alla volta del nido dove li lavavo e cambiavo in modo da svegliarli un po', li pesavo, li attaccavo ognuno a un seno per venti minuti, li ripesavo e poi gli davo un po' di biberon. Questa è stata la fase meno positiva perché il personale non era sempre coerente nei consigli, ma mi sono resa conto che era sufficiente resistere qualche giorno e poi a casa avrei fatto di testa mia. Alle dimissioni, in quarta giornata, pesavano 2420 grammi e 2400 grammi e sembravano due scricciolini. Le prime 24 ore a casa sono state un incubo, la prima sera non riuscivo ad attaccare Matteo. A mezzanotte ho telefonato disperata a mia cognata che ha lavorato per anni come infermiera al nido e lei mi ha detto di provarci ancora dieci minuti, se poi non ce l'avessi fatta sarebbe venuta lei ad aiutarmi. Il solo sapere di avere qualcuno disponibile mi ha calmata e Matteo si è attaccato subito. La mattina dopo, invece, non riuscivo assolutamente a svegliarli, non mangiavano da 8 ore e nemmeno l'acqua fredda li smuoveva. Anche lì lunghi respironi, mi sono chiusa in camera lontana dai consigli di nonne e zie e alla fine è andato tutto bene. Per i primi giorni mi sono trasferita su un lettino in camera con loro, la notte mettevo la sveglia ogni tre ore e facevo la doppia pesata. Se avessi dato retta ai piccolini non avrebbero mai mangiato. Se in una poppata non prendevano almeno 40 grammi, mettevo la sveglia dopo due ore per quella successiva. E' stato un po' allucinante, ma loro erano molto collaborativi e ciucciavano in non più di 10 minuti, riaddormentandosi subito dopo. La prima settimana mia madre è restata da noi, ma io le ho chiesto di aiutarmi solo nelle cose di casa (tipo riempirmi il congelatore di cibi pronti) perché dovevo vedere se ero in grado di gestire i bambini da sola. Per il mio compagno, poi, cominciava il periodo di lavoro più difficile di tutto l'anno e non sapevo quanto sarebbe stato disponibile. Dopo dieci giorni ho fatto la visita di controllo, i topini pesavano 2.700 grammi per cui ho buttato via la sveglia e la bilancia e sono tornata a dormire nel mio letto. Ho contato uno dei primi giorni 25 poppate, 11 a Diego e 14 a Matteo, ma ne è valsa la pena perché in pochi giorni hanno preso un buon ritmo svegliandosi ogni tre ore. Nei primi mesi li ho allattati quasi sempre contemporaneamente, mettendoli sul cuscino nella posizione "palla da rugby", io tenevo le gambe incrociate sotto il cuscino per cui le testine erano abbastanza sollevate da non costringermi a piegare la schiena o a sostenerli. La notte prendevo su quello che si era svegliato e lo appoggiavo sul letto, poi prendevo il secondo e facevo lo stesso. Alla fine mi sedevo nel mezzo, prendevo il cuscino e poi li posizionavo. Quando invece non si svegliavano contemporaneamente, il più delle volte, mi addormentavo con uno in braccio mentre gli facevo fare il ruttino e mi risvegliavo quando l'altro chiamava. Hanno avuto sempre ritmi piuttosto regolari, senza problemi di rigurgiti o coliche, anche se hanno continuato a mangiare ogni tre ore sia di giorno che di notte per molti mesi. Il vero cambiamento l'ho avuto solo con lo svezzamento. Ora li allatto la mattina e la sera prima di metterli a dormire, qualche volta anche la notte se sono in crisi. Sono felice di avercela fatta e mi è sembrata la cosa più naturale da fare. Sono sempre andata molto in giro, dal supermercato in cui mettevo nel carrello tutti e due gli ovetti, a un fine settimana a Parigi, senza dovermi mai preoccupare di biberon, tettarelle e polverine e anche il risparmio economico non è stato ininfluente. Credo che la cosa più importante sia pensarci per tempo, informarsi il più possibile, magari trovare subito qualche appoggio, che sia un'ostetrica, o un infermiera o semplicemente una mamma che ci è già passata, anche solo per una chiacchierata telefonica di sostegno. Presentarsi in ospedale già con le idee chiare e pretendere che vengano rispettate è fondamentale per un buon avvio dell'allattamento. Devo confessare che un barattolo di latte artificiale l'ho comprato, su insistenza di mia madre, ma le ho chiesto di nasconderlo in fondo all'armadio perché volevo provare davvero a farcela da sola. Probabilmente non è sufficiente la buona volontà, ci vuole anche una bella dose di fortuna, ma auguro a tutte di vivere un'esperienza serena come la mia."

Le vecchie testimonianze...

Elena e Mauro: "Ciao a tutti sono Elena "in attesa di due gemelli" e mi piacerebbe conoscere le vostre esperienze in merito all'allattamento naturale, artificiale o misto. Avete optato per l'allattamento a richiesta o a orari fissi? Mio marito chiede se è necessaria anche la presenza del papà di notte.... naturalmente scherza! Sarà lieto di aiutarmi, VERO Mauro?!?!?!? Attendo vostre notizie e saluto tutti con "W I GEMELLI"

Alessandra: "Ciao Elena. Io ho cominciato con l'allattamento misto e a richiesta... ed ho finito con l'allattamento artificiale e ad orari più o meno fissi. Il problema con l'allattamento misto è che, mentre stacchi il bambino dal seno per preparare il biberon, quello può farsi prendere da una crisi isterica (giustamente: l'hai bruscamente staccato dalla sua mamma ed hai interrotto il suo pasto...) e prima di dargli il latte artificiale devi pesarlo per poi fare il calcolo di quanto latte ha preso. Nel frattempo all'altro gemellino ne sono prese due, di crisi isteriche (contemporaneamente)... Se Mauro può aiutarti, potresti allattare un gemellino al seno mentre il papà allatta l'altro con il biberon e fare al contrario per la poppata successiva. Devo essere sincera: l'allattamento artificiale è molto più comodo, soprattutto in caso di gemelli e se sei sola (conta che in tutto questo ci devi mettere anche il cambio del pannolino). Se, però, sei tanto fortunata di avere abbastanza latte per tutti e due e qualcuno che può aiutarti a prenderli in braccio contemporaneamente, so di gemelli fortunati (e mamme fortunate, perché è una cosa che poi mi è mancata tanto) allattati felicemente in questo modo. Se alla fine opterai per l'allattamento artificiale, non farti prendere dai rimorsi: milioni di bambini sono cresciuti perfettamente sani e felici anche con il latte artificiale. Per quanto riguarda gli orari, l'ideale sarebbe l'allattamento a richiesta, ma con due gemelli la cosa diventa molto, molto complicata, soprattutto se, come le mie, i gemelli vogliono mangiare ininterrottamente tutti e due per tutta la notte e dormire sei ore di fila durante il giorno... Dopo una settimana di "calvario", consigliata anche da un pediatra del "Telefono G", ho cominciato a svegliarle il giorno, con 45 minuti circa di distanza una dall'altra, in modo che alla fine erano diventate quasi due orologini: la prima si svegliava alle 7 di mattina, le davo la poppata, la cambiavo, la rimettevo a nanna (tutto in circa 45 minuti). Appena finivo si svegliava la seconda e quando avevo finito con lei era passata circa un'ora e mezza. Per l'ora e mezza successiva potevo stare (quasi) tranquilla. Questa è la mia esperienza e spero possa esserti utile ma, naturalmente, troverai tu il modo che sarà quello giusto per te e per i tuoi bambini. Tantissimi auguri!"

Laura e Fabio: "Ciao, siamo Laura e Fabio abbiamo due gemelle omozigote di 21 mesi ..... e fra 3/4 settimane nasce la loro sorellina. Io, Laura, ho avuto la fortuna di avere tantissimo latte. Le ho allattate fino a 6 mesi. Loro erano abbastanza regolari con le richieste, comunque, quando una aveva fame io allattavo tutte due ... così sono riuscita a non sfalsare gli orari. Le ho sempre allattate contemporaneamente, una ad un seno e una ad un altro, poi ruttino, una su una spalla e una sull'altra ... ce l'ho sempre fatta da sola. Ora, con la terza sarà una passeggiata. In bocca al lupo".

Paola B. e Andrea: "Ciao Elena, io ho allattato i gemelli al seno per il primo mese completamente, poi visto che uno dei due cresceva poco ho iniziato a sostituire una poppata con il latte artificiale e via via all'età di tre mesi le avevo sostituite tutte. Il latte artificiale è comodo però ha il problema di dover sterilizzare tutto, il risultato a casa nostra è stato che tutte le mattine sul lavello di cucina c'erano 12 biberon (6+6) da lavare, sterilizzare riempire, ecc, ecc. e ci voleva almeno un'ora."

Monica e Stefano: "Cara Elena, sono Monica, Bianca e Alice hanno ora 10 mesi. Il mio latte è durato circa tre mesi e siccome era anche poco, fin dall'inizio ho scelto il metodo "alternato", nel senso che ad ogni poppata io allattavo al seno e mio marito (fin che c'è stato) allattava l'altra; alla poppata successiva... ci scambiavamo le figlie! I vantaggi sono che le bimbe mangiano contemporaneamente e che entrambe hanno la copertura anticorpale. Di notte, per entrambe, abbiamo usato l'artificiale e in poco tempo le poppate notturne sono cessate. Alla fine delle ferie di mio marito ho imparato a dare il biberon sistemando la bimba nella sdraietta reclinata e sostenendo il biberon con un asciugamano sul torace, mentre allattavo l'altra al seno. Sembra complicato, ma ti assicuro che ora con le pappe è moooooooolto peggio!! In bocca al lupo per tutto."

Paola A.: "Premetto che di latte io ne avevo pochissimo, la montata lattea mi è venuta dopo 4 giorni che avevo partorito con cesareo urgente (per preclampsia). Edoardo e Violetta li ho riportati a casa dopo che erano stati dieci giorni in ospedale che pesavano 2.200 kg. Edo e 2.000 kg. Violetta. Durante il periodo dell'ospedalizzazione (sia quando c'ero anch'io, che nei cinque giorni in cui sono rimasti da soli) andavo a portargli il poco latte che riuscivo a tirarmi (ed era veramente poco circa 150 gr. al giorno), Edoardo l'ho allattato al seno perché lui tirava, mentre Violetta non c'è mai riuscita. Ho un brutto ricordo dell'allattamento: ostetriche che mi strizzavano il seno per fare uscire il colostro e cercavano di farlo prendere a Violetta perché era la più deboluccia, mia madre che mi ha fatto ingurgitare litri e litri di brodaglie per farmi venire il latte (ho partorito alla fine di maggio, temperatura media 30 gradi, quel che ci vuole è proprio un bel brodo), pasticche e sciroppi omeopatici per aumentare la produzione di latte prescritti dal mio ginecologo che ho chiamato colta da invidia per donne che davanti a me si tiravano quantità di latte da produzione industriale. Mentre allattavo al seno Edoardo mi veniva lo scrupolo che se lo mangiasse tutto lui e che non ne restasse più per Violetta, per cui me lo staccavo suscitando le sue proteste. Finito di allattarli tetta o biberon, dopo le pesate, correvo a ritirarmi il latte per Viola, a sterilizzare i biberon che avevo usato, insomma della serie moto perpetuo. Non vi dico poi certe volte che, dopo un'ora di tiralatte, mi è caduto tutto per terra. Morale della favola, dopo un mese di questo strazio, li ho allattati solo artificialmente e senza nessun pentimento (adesso, a dire la verità, se hanno un raffreddore ogni tanto penso che se gli avessi dato il mio latte forse non l'avrebbero preso). In più, sono tornata a casa con un bel modulo del reparto su cui erano segnate tutte le poppate che dovevano prendere ed erano 6 al giorno con l'ultima a mezzanotte e la prima alle sei del mattino; peccato che invece i soggetti si svegliassero anche alle tre di notte per mangiare e che praticamente per i primi tre mesi di poppate ne abbiano volute 8/9 al giorno (mi è dunque apparso evidente che in ospedale ovviamente se ne fregassero di quando piangevano fuori orario, mentre con quei due mollaccioni dei loro genitori non hanno mai pianto per più di mezzo minuto consecutivo). All'inizio erano ancora irregimentati con gli orari dell'ospedale (1° mese), poi è diventato quasi un allattamento a richiesta (2°mese) e alla fine (3° mese), la situazione si è normalizzata sulle 6, massimo 7 poppate al giorno. Dico "alla fine" perché allo scoccare del terzo mese, quando ormai io e Luigi stavamo per tirare le cuoia, nel giro di due giorni prima una e poi l'altro hanno improvvisamente deciso di addormentarsi verso le otto di sera e di svegliarsi alle sette del mattino (abitudine che, salvo qualche serata di follia che si concedono di tanto in tanto, mantengono anche oggi). Forse io, durante il primo mese che è quello in cui si decide tutto, avrei dovuto insistere ad attaccarmi in continuazione Edoardo, ma una sperimentazione del genere è possibile solo se hai qualcuno che nel frattempo allatta artificialmente l'altro e io Gigio, tolta qualche giornata con mia madre e mia sorella, ce l'avevo vicino solo la mattina molto presto e di notte perché durante il giorno lavorava. La mia opinione è dunque di tentare in ogni caso l'allattamento al seno, ma se dopo molta insistenza vedete come me che il latte continua ad essere pochino, nemmeno sufficiente per uno dei due, lasciate perdere. So di donne che in ogni caso sono riuscite ad allattare gemelli fino al 6° mese senza problemi, ma si tratta di quelle che avevano molto latte e che un tiralatte non sanno nemmeno come sia fatto. Auguro a tutte voi che, come me, finirete con l'abbracciare l'allattamento artificiale di avere vicino un compagno come l'ho avuto io, senza il quale, davvero, non ce l'avrei mai fatta."

Ilaria C.: "La mia esperienza con Alice e Andrea è stata analoga a quelle descritte da tutte voi, l’unica cosa è che Andrea non è mai stato capace di attaccarsi al seno (o meglio, già dalla nascita si è dimostrato pigrissimo) per cui non si nutriva a sufficienza e ogni 2 ore era affamatissimo, così è andata a finire che lui ha quasi sempre preso latte artificiale, mentre Alice ha sempre preferito il seno. Comunque il latte l’ho avuto per poco: due mesi e mezzo, così sono passata al biberon per forza. Poi la scelta del latte artificiale è stata ardua: Andrea non digeriva niente, così dovevo girare tutte le farmacie alla ricerca del famigerato latte della Guigoz. Spesa del latte ogni 4 giorni? Circa 50.000 lire! Inutile dire che appena ho potuto sono passata al latte di mucca!"

Aggiornato sabato 17 aprile 2004

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