Legge n. 47 Non superate l'obiettivo che vi eravate prefissi: nella vittoria imparate quando è il momento di fermarsi.

Sentenza:

Il momento della vittoria è spesso quello del maggior pericolo. Nell'impeto della conquista, arroganza e presunzione possono spingervi al di là dell'obiettivo che vi eravate prefissati e, andando troppo oltre, vi fate più nemici di quanti riusciate a sconfiggerne. Non lasciate che il successo vi dia alla testa. Nulla può sostituire la strategia e un'accurata pianificazione. Datevi un punto di arrivo e, una volta raggiuntolo, fermatevi.
 
 
 
 

Nulla è più inebriante della vittoria e nulla è più pericoloso; nel regno del potere bisogna lasciarsi guidare dalla ragione, lasciare che un momento di eccitazione o le emozioni influenzino le nostre mosse può rivelarsi fatale.

Quando conseguite un successo fate sempre un passo indietro. Siate cauti.

Se mettete a segno una vittoria cercate di analizzare in che misura abbiano influito le circostanze che caratterizzano una data situazione e non limitatevi mai a riprodurre pedissequamente gli stessi comportamenti.

Fermatevi a consolidare quello che avete conquistato.

Il successo può giocare strani scherzi alla mente di una persona, vi fa credere di essere invulnerabili e nel contempo vi rende più ostili e più inclini a reagire emotivamente quando qualcuno mette in discussione il vostro potere, inoltre riduce la vostra capacità di adattarvi alle circostanze, finendo per farvi credere che il brillante risultato raggiunto sia frutto più del vostro carattere che di un'abile strategia e di un'accurata pianificazione.

Il momento del successo è quello in cui è più che mai necessario affidarsi ad astuzia e doti strategiche, consolidando le proprie basi di potere, riconoscendo il ruolo svolto dalla fortuna e dalle circostanze: è nel momento della vittoria che bisogna essere attenti più che mai alle leggi del potere.
 
 

Le chiavi del potere

Il potere ha ritmi e schemi di andamento propri, vince in questo gioco chi sa controllare questi schemi e li varia a proprio piacere, disorientando gli altri mentre è impegnato nella scelta del ritmo.

L'essenza della strategia consiste nel saper affrontare in modo consapevole la mossa successiva, l'ebbrezza della vittoria può alterare questa vostra capacità in due modi.

In primo luogo visto che dovete il vostro successo a uno schema preciso di azione vi verrà naturale di riprodurlo, senza pensare se questa è la via giusta per voi.

In secondo luogo il successo dà alla testa e rende emotivi, sentendovi vulnerabili compirete mosse aggressive che finiranno per vanificare la vostra vittoria.

La lezione è semplice: i potenti variano i loro ritmi e i loro schemi di intervento, mutando direzione, adattandosi alle circostanze e imparando a improvvisare. Anziché lasciare che il loro entusiasmo li spinga ad andare avanti ad ogni costo, fanno un passo indietro e riflettono sulla direzione verso la quale stanno muovendo.

È come se nelle loro vene scorresse un'antidoto all'ebbrezza della vittoria, una sostanza che consente di controllare le proprie emozioni e di giungere a una pausa mentale proprio quando hanno compiuto la loro conquista.

Prima di poter controllare il cavallo bisogna imparare a controllare se stessi.

Fortuna e circostanze hanno sempre un loro ruolo nella conquista del potere, ciò è inevitabile e rende il tutto più interessante, ma la buona sorte è più pericolosa di quella cattiva, illudendoci di avere sempre fortuna e quando la sorte inevitabilmente ci volgerà le spalle saremo totalmente impreparati.

Se siete preparati ad affrontare la caduta è meno probabile che quando si verificherà essa causi la vostra rovina.

Chi consegue un successo dopo l'altro viene colto da una specie di febbre, e se anche si sforza di rimanere lucido viene incitato da chi sta sotto di lui a spingersi oltre il segno e avventurarsi in acque pericolose.

Per gestire queste persone bisogna avere una strategia, se vi limitate a predicare la moderazione apparirete deboli e gretti, d'altra parte se non date l'idea di voler mettere a frutto la vittoria spingendovi più in là potreste addirittura vedervi ridotto il vostro potere.

Il ritmo del potere ci impone spesso di alternare la forza all'astuzia, l'eccesso di forza suscita una controreazione, l'eccesso di astuzia per quanto abile diventa prevedibile.

Quando la vittoria è vostra volate bassi placando il nemico portandolo all'inazione, questi mutamenti di ritmo posso produrre effetti straordinari.

Chi si spinge oltre l'obiettivo spesso lo fa per compiacere un superiore mostrandogli la propria dedizione, in realtà è bene evitare di esagerare per non suscitare sospetti.

Quando si è al servizio di un superiore spesso è saggio dosare con attenzione le proprie vittorie, lasciando che sia lui ad assumersene il merito e non mettendolo mai a disagio.

Per conquistare la sua fiducia è poi opportuno adottare un approccio improntato alla più rigorosa obbedienza.

Un'altra occasione in cui un piccolo successo può pregiudicare il conseguimento di un risultato di più vaste proporzioni si può verificare quando il vostro superiore vi accorda un favore: sarebbe un errore chiedergli di più.

Così facendo vi mostrereste insicuri, come a dire che avete la sensazione di non meritare la sua benevolenza e quindi cercate di arraffare il più possibile finche ne avete l'opportunità.

Il modo giusto di reagire è invece accettare la cortesia con garbo e poi ritirarsi.

Qualunque ulteriore favore dovrete guadagnarvelo senza chiedere.

Infine è di fondamentale importanza saper scegliere il momento in cui fermarsi.

L'ultimo vostro gesto in ordine di tempo si fissa nella mente altrui come una sorta di punto esclamativo, e non c'è ora migliore per fermarsi e uscire di scena che dopo una vittoria.
 
 

Immagine: Icaro che cade dal cielo.

Suo padre Dedalo costruì delle ali di cera con cui riuscirono a uscire in volo dal labirinto e sfuggire al Minotauro. Ma esultante per la riuscita della fuga e in preda all'ebbrezza del volo Icaro si librò sempre più in alto, finché il calore del sole non sciolse le sue ali e precipitò verso la morte.
 
 

L'opposto

Come affermava Machiavelli: distruggi un uomo o lascialo stare del tutto, infliggere una punizione a metà o una ferita leggera si ottiene l'unico risultato di crearsi un nemico il cui rancore aumenterà col trascorrere del tempo inducendolo a vendicarsi.

Quando battete un avversario fate in modo che la vittoria sia totale, annientatelo, siate spietati, ma evitate di marciare inutilmente contro altri per crearvene di nuovi.

Alcuni dopo la vittoria diventano cauti, in quanto considerano che sia fonte di nuovi possessi da difendere e di cui preoccuparsi.

Ma la cautela dopo la vittoria non dovrà mai rendervi esitanti o indurvi a perdere la cosiddetta spinta positiva, ma solo fungere da salvaguardia contro eventuali azioni avventate.

Ma anche la spinta positiva è un fenomeno sopravvalutato, siete voi gli artefici dei vostri successi e se si susseguono uno dopo l'altro il merito è vostro, la fiducia cieca nella spinta positiva è invece pericolosa e vi spinge a reazioni emotive, ad agire in modo ripetitivo e non strategico, lasciate che si culli nell'idea della spinta positiva chi non ha di meglio a cui affidarsi.