Legge n. 36 Disprezzate ciò che non potete avere: l'indifferenza è la miglior vendetta.

Sentenza:

Riconoscere il problema equivale a conferirgli esistenza e credibilità. Più si dedica attenzione all'avversario più lo si rende forte. Un piccolo errore peggiora e diventa più evidente nel momento stesso in cui si tenta di porvi rimedio. Talvolta è più opportuno far finta di nulla. Se c'è qualcosa che si vuole e non si può avere, meglio è far mostra di disprezzarla. Meno interesse si mostra, più si sembra superiori.
 
 

Siamo che decidiamo di permettere a qualcosa di infastidirci, si può altrettanto bene decidere di ignorare gli stimoli irritativi, di considerarli una banalità indegna del nostro interesse. Una mossa efficace

Ciò a cui non si reagisce non può trascinarci in inutili schermaglie: il nostro orgoglio non è destinato a soffrirne.

Se una cosa non può essere ignorata allora è meglio cospirare in silenzio per disfarsene, ma evitando accuratamente di attirare l'attenzione generale sul fastidioso insetto che se ne andrà o morirà per proprio conto. Occorre imparare a giocare la carta dell'indifferenza e ignorare completamente tutto ciò che alla lunga non ci può nuocere.
 
 

Quando si presta attenzione a una persona, in qualche modo si crea un legame per cui ci si muove in sintonia con le sue azioni e reazioni e così facendo si perde il proprio spirito di iniziativa. È la dinamica delle interazioni: riconoscendo l'esistenza dell'altro, non fosse altro che per combatterlo, ci si apre alla sua influenza.

Ignorando qualcuno lo si cancella, questo provoca in lui ira e frustrazione, ma in assenza di ogni relazione tra i due soggetti, non vi è nulla che chi è ignorato possa fare.

Questo è il lato offensivo della legge. Giocare la carta del disprezzo e dell'indifferenza è una mossa di grande efficacia, perché permette a noi di fissare le regole dello scontro, la guerra viene combattuta alle nostre condizioni. La massima espressione del potere: noi siamo il re e ignoriamo chi ci offende, vedrete come la tattica farà infuriare l'avversario, fa di tutto per attirare la nostra attenzione e se non gliene prestiamo sprofonderà nella frustrazione.

L'uomo: prendilo a calci - ti perdonerà, lusingalo - potrebbe accorgersene ma forse non se ne accorgerà, ignoralo e ti odierà.
 
 

Le chiavi del potere

Il desiderio produce a volte effetti eterodossi: più si desidera qualcosa, più la si rincorre e più essa ci sfugge, più interesse si mostra, più si allontana l'oggetto del desiderio.

Questo avviene perché il desiderio troppo intenso rende goffi, talvolta anche timorosi. Il desiderio incontrollabile fa sembrare l'uomo debole, indegno, patetico.

Bisogna volgere le spalle a quello che si desidera fortemente, mostrare disdegno e indifferenza. Questa mossa a effetto farà impazzire l'obiettivo del vostro desiderio che risponderà con un suo desiderio, ossia quello di fare effetto su di voi - di possedervi o forse di ferirvi. Se vuole possedervi, avete compiuto il primo passo verso la seduzione, se vuole ferirvi significa che siete riusciti a costringerlo a giocare secondo le vostre regole (vedi legge 8 e 43 sull'indurre gli altri all'azione)

L'indifferenza sdegnosa è la prerogativa dei re.

Quando il re volge gli occhi ciò che decide di vedere diventa reale, ciò che ignora o a cui volta le spalle, diventa inesistente.

Questo è il potere che si acquisisce quando si gioca la carta dell'indifferenza e del disprezzo, dimostrando di tanto in tanto agli altri che si può fare a meno di loro.

Se scegliendo di ignorare gli altri si acquisisce maggior potere ne consegue che l'atteggiamento contrario, ossia l'impegno e l'attenzione, è spesso fonte di maggior debolezza.

Se dedichiamo eccessiva attenzione a un avversario debole, appariamo deboli noi stessi e tanto più tempo perdiamo ad annientarlo, tanto più l'avversario appare forte.

Vi è anche un secondo pericolo da cui guardarsi: se si riesce a schiacciare o anche soltanto a ferire chi ci infastidisce, si corre il rischio di suscitare simpatia per chi ha avuto la peggio.

Invece di attirare involontariamente l'attenzione su un problema, facendolo sembrare più grave di quanto non sia e mostrando l'ansia e la preoccupazione che ci provoca, è molto spesso più opportuno fingere una nobile indifferenza sdegnando di riconoscerne l'importanza.

La strategia si presta a varie interpretazioni.

Intanto c'è la variante della volpe e l'uva: se c'è qualcosa che volete ma vi rendete conto di non poter avere, la peggior soluzione è quella di dimostrare la vostra delusione, una tattica molto più efficace è quella di fingere che la cosa non vi sia mai interessata.

In secondo luogo quando si viene attaccati da un inferiore occorre distrarre gli altri mostrando con chiarezza che l'attacco non è neanche degno di considerazione, volgete lo sguardo altrove, mostrando quanto poco l'attacco vi tocchi; allo stesso modo se siete voi a commettere una gaffe, la miglior risposta è spesso quella di fare finta di niente.

Tra uguali questa tattica può risultare controproducente, l'indifferenza potrebbe farvi apparire insensibili, ma con un superiore se agite con prontezza e con discrezione potete ottenere grandi risultati evitando la sua prevedibile risposta dettata dall'ira, risparmiandogli il tempo e l'energia che sprecherebbe rimuginando su quanto è successo e dandogli l'opportunità di mostrare pubblicamente che non è meschino.

Scusandoci e negando quando siamo colti in fallo non facciamo che agitare le acque e peggiorare la situazione.

Ricordate: la risposta vincente di fronte alle piccole seccature insignificanti è l'indifferenza, non date mai a vedere che qualcosa vi ha ferito o che siete offesi, questo non fa che dimostrare che siete consci dell'esistenza del problema.

Il disprezzo è migliore se consumato freddo e senza affettazione.
 
 

Immagine: la piccola ferita

È piccola, ma dolorosa e irritante. Provate ogni sorta di rimedio, vi lamentate, grattate, tormentate la crosta. I dottori peggiorano la situazione, trasformando la piccola ferita in una piaga. Se soltanto l'aveste lasciata stare, il tempo l'avrebbe guarita liberandovi dalla preoccupazione.

L'opposto

Occorre giocare la carta dell'indifferenza e del disprezzo con attenzione con delicatezza. La maggior parte dei piccoli fastidi scompaiono da soli col tempo, ma alcuni crescono e si ingrossano se non si fa qualcosa per risolverli.

Ignorate un individuo di levatura inferiore e potreste scoprire, dopo qualche tempo, che si è trasformato in un pericoloso rivale e che la vostra iniziale indifferenza ha reso anche lui desideroso di vendetta.

Quindi pur mostrando indifferenza in pubblico, conviene considerare il problema con attenzione in privato, controllandone l'evoluzione e assicurandosi che scompaia, senza lasciare che diventi una cellula cancerosa.

Sviluppate la capacità di percepire i problemi quando sono ancora di piccola entità e di risolverli prima che diventino irrisolvibili, imparate a distinguere tra quelli potenzialmente dirompenti e quelli soltanto fastidiosi che si risolveranno da soli.

In entrambi i casi tuttavia non trascurateli mai.

Fintanto che esistono possono rovinarvi la vita.