Legge n. 28 Entrate in azione con audacia.

Sentenza:

Se siete insicuri della linea di condotta da adottare, astenetevi.
I dubbi e le esitazioni influirebbero negativamente sulle vostre azioni. L'insicurezza è pericolosa, meglio agire con baldanza.
Qualsiasi errore generato dall'audacia può essere facilmente corretto da una maggior audacia. L'audacia suscita ammirazione, l'insicurezza non porta onore.
 
 

Audacia ed esitazione: breve confronto psicologico

Audacia ed esitazione generano risposte profondamente diverse nell'obiettivo: l'esitazione genera ostacoli, l'audacia li elimina, è dunque necessario vincere la propria innata timidezza ed esercitarsi nell'audacia.
 

Tanto più è sfrontata la bugia, tanto è più convincente

L'audacia di una bugia la rende credibile, distogliendo l'attenzione da eventuali incongruenze, bisogna dunque superare ogni limite: chiedete la luna e sarete sorpresi di quante volte riuscirete a ottenerla
 

I leoni accerchiano la preda esitante

Gli esseri umani hanno un senso per la debolezza dei loro simili: se al primo incontro mostrate la vostra disponibilità al compromesso, a fare un passo indietro, sveglierete la belva che si annida anche in chi non è normalmente aggressivo.

Se siete percepiti come chi si chiude sulla difensiva ed è ragionevole sarete braccati spietatamente.
 

L'audacia genera paura, la paura genera autorità.

La mossa audace vi fa sembrare più grandi e possenti di quanto siete, e se arriva all'improvviso genererà una paura ancora più grande.

Se intimidite qualcuno con una mossa audace stabilite un precedente e ad ogni incontro successivo gli altri saranno sulla difensiva temendo il vostro prossimo colpo.
 

Fermarsi a mezza strada per mancanza di coraggio è scavarsi la fossa da soli

Se vi buttate in un'azione senza esserne convinti vi metterete il bastone tra le ruote da soli, se sorge un inconveniente entrerete in confusione, vedendo scelte dove non ce ne sono.
 

L'esitazione crea un vuoto, l'audacia lo colma.

Quando prendete tempo per riflettere create un vuoto che permette anche agli altri di riflettere, la vostra incertezza contagia gli altri con energia negativa, produce imbarazzo e fa sorgere dubbi.

L'audacia colma i vuoti, rapidità di movimento ed energia di azione non lasciano spazio a dubbio e a preoccupazione.

Nella seduzione, l'esitazione, svelando le intenzioni del seduttore alla vittima, risulta fatale, l'audacia che non lascia il tempo di riflettere è garanzia di successo.
 

L'audacia fa emergere dal gregge

L'audacia vi dà visibilità, vi fa apparire più grandi di quanto non siate, il timido si confonde con la tappezzeria, l'audace attira l'attenzione e chi attira l'attenzione acquisisce potere: non si distoglie gli occhi da chi osa, si è ansiosi di vederne la prossima mossa.
 
 

Le chiavi del potere

Noi tutti siamo in sostanza dei timidi, vogliamo evitare le tensioni e i conflitti ed essere amati da tutti; se anche talvolta sogniamo di fare un atto clamoroso di rado lo realizziamo, ci spaventano le conseguenze, temiamo l'opinione altrui e l'ostilità che potremmo suscitare se non decidessimo di stare più al nostro posto.

Anche se giustifichiamo la nostra timidezza col rispetto per gli altri e il desiderio di non ferirli ne offenderli, in realtà è vero il contrario, viviamo ripiegati su noi stessi preoccupati di come gli altri ci vedono.

L'audacia invece rende estroversi, fa sentire gli uomini a loro agio, rendendoli meno consapevoli di se e meno repressi.

Si vede chiaramente nella seduzione, la grande dote dei seduttori di successo è la sfrontatezza, come dimostrava Casanova che dimostrava una dedizione senza timori, senza dubbi ed esitazioni, semplicemente perché non ne provava.

Parte del fascino dell'essere sedotti sta nel sentirsi coinvolti, temporaneamente fuori di sé, dimentichi dei dubbi che costantemente turbano la nostra vita.

Se il seduttore esita, l'incantesimo si rompe e la preda torna ad essere cosciente di quel che sta accadendo, del tentativo deliberato di seduzione, della consapevolezza del seduttore, l'audacia distoglie l'attenzione dell'altro da se stesso e crea un'illusione, non produce mai imbarazzo o inettitudine, per questo ammiriamo gli audaci e preferiamo la loro compagnia, la loro sicurezza è contagiosa e ci fa uscire dal nostro regno di riflessione e introversione.

Pochi nascono audaci, l'audacia va coltivata e sviluppata, si troverà sempre l'occasione per esercitarla: il momento migliore è quello delicato della negoziazione, in particolare quando siamo noi a dover fissare il prezzo, quante volte ci umiliamo chiedendo troppo poco. Quando si negozia, le richieste più coraggiose funzionano meglio delle concessioni, esigere funziona meglio che venire incontro alla controparte, fissate un prezzo alto e poi aumentatelo ancora.

Se l'audacia non è naturale, nemmeno la timidezza lo è, è un'abitudine acquisita nella speranza di evitare i conflitti, se la timidezza si è impadronita di voi, liberatevene.

La paura delle conseguenze di un atto audace è una scusa per sfuggire alla realtà, e in effetti le conseguenze della timidezza sono le peggiori, sminuisce il vostro valore e crea un circolo vizioso di insicurezza e fallimento che si autoalimenta, i problemi generati da un atto di audacia possono essere mascherati e talvolta risolti da un atto di maggiore audacia.
 
 

Immagine: il leone e la lepre.

Il leone non lascia vuoti sulla sua strada, i suoi movimenti sono troppo agili, le sue mandibole troppo veloci e potenti. La timida lepre farebbe qualsiasi cosa per sfuggire al pericolo, ma nella fretta di ritirarsi e fuggire, indietreggiando, cade nella trappola e salta direttamente in bocca al nemico.
 
 

L'opposto

L'audacia non dev'essere mai la strategia di base della vostra azione, ma piuttosto uno strumento tattico da usare al momento opportuno.

Pensate e pianificate in anticipo e fate dell'atto audace l'ultima mossa che vi assicura la riuscita. L'audacia è una risposta appresa e può essere tenuta sotto controllo e utilizzata volontariamente. Affrontare la vita con la sola audacia può essere faticoso e a volte fatale, si offende inutilmente troppa gente, come dimostrano quelli che non sanno controllarla.

La timidezza non trova posto nel regno del potere, anche se a volte si può trarre vantaggio nel fingere di esserlo, ma in questo caso non è reale timidezza ma un'arma offensiva per attirare qualcuno e poi avventarsi meglio su di lui.