Come i primi cristiani  

San Pedro Poveda è il fondatore dell'Istituzione Teresiana, Associazione di laici approvata da Pio XI nell'anno 1924, attualmente presente in 30 Paesi

        

               Home                                    

 

Imitate la vita dei primi cristiani

In molte occasioni vi ho detto, e ora ve lo ripeto, che [un perfetto membro dell'Opera] altro non è che un perfetto cristiano. Da questa affermazione nasce il mio impegno a che conosciate quale era la vita dei primi cristiani, affinché la imitiate alla perfezione. Siccome questa vita è ben descritta negli Atti degli Apostoli, mediteremo oggi uno dei molti insegnamenti contenuti in questo libro sacro.

Il versetto 42 del capitolo 2 ci offre materia abbondante, perché, in poche parole, ci viene detto quanto dobbiamo sapere e praticare per condurre una vita perfetta. Per tale vita, secondo Comelio Alapide, sono necessarie tre cose: luce, alimento e respirazione. [...]

La dottrina apostolica è luce per l'anima, perciò a più dottrina più luce. Chi ha più bisogno di luce celeste di coloro che, per professione, debbono insegnare dalla cattedra con la parola e con l'esempio? Chi ha più bisogno di luce di coloro che debbono vivere in mezzo al mondo, per dissipare le sue tenebre e illuminare chi sulle tenebre si adagia?

 

Non vivete in tempi migliori

Perché se quei primi cristiani avevano bisogno di risplendere in mezzo ad una società pagana e incredula, voi non vivete in tempi migliori né siete esonerati dallo stesso obbligo. Se già allora si falsava la dottrina e si adulteravano gli insegnamenti di Cristo, ora la falsificazione è più accorta e con maggiore inganno si adulterano gli insegnamenti del Salvatore. Se allora, per liberarsi dagli errori e dai sofismi erano necessari la lezione costante, lo studio assiduo della verità, ora avete bisogno di ricevere queste lezioni e di apprendere gli insegnamenti della stessa verità per non incorrere in errori più arguti e più mascherati. [...]

D'altronde i vostri errori, non per malizia - neppure a pensarlo - ma per ignoranza, che per negligenza si può avere, i vostri errori hanno conseguenze incalcolabili e possono essere occasione di danno, poiché, dovendo voi insegnare a chi un giorno dovrà insegnare, il danno avrebbe una estensione incalcolabile. Se voi, invece, studiate e apprendete la dottrina di Cristo, perseverando nell'ascolto e nella sequela di quella degli apostoli, la vostra fede illuminata, la vostra luce, illuminerà molte esistenze. [...]

 

La comunicazione del pane

Perseveravano anche «nella comunicazione della frazione del pane» (At 2, 42)

Per ciò avevano una vita tanto esuberante quei primi cristiani.[...]

Senza questa comunicazione, come avrebbero potuto mantenersi saldi nelle persecuzioni, davanti alle lusinghe, nelle lotte con il demonio e la carne?

La storia delle vostre comunioni è la storia della vostra vita; i vostri trionfi, il vostro fervore, il vostro zelo sono condizionati alla vostra vita eucaristica. Se entrate dentro di voi e riflettete, scoprirete nel tabernacolo il perpetuo miracolo del progresso dell'Opera e della perfezione dei suoi membri.

In quei posti dove [i membri dell'Istituzione] stimano, come merita, il tesoro del proprio tabernacolo, nessuna difficoltà è insuperabile, nessun problema insolubile; non manca la pace, non manca mai l'unione fraterna, non si conosce la tristezza che distrugge, il lavoro non è fatica; tutto è in ordine, si trova tempo per tutto, non ci sono lamentele né mormorazioni, non c'è indisciplina né insuccesso.

 

Perseveranti come loro... E perseveravano nella preghiera.

[...] Quando guardiamo [un membro dell'Opera] mentre agisce e osserviamo come si muove, come parla, come guarda, come dà le sue lezioni, come orienta, come educa, come cammina, come veste, come scrive, come fa tutto, possiamo dire se è o no anima di preghiera.

Questo respiro dell'anima produce tali effetti, genera una tale vita da non poter essere confusa con altre. Quando esaminiamo il suo comportamento in situazioni difficili, in momenti di dolore, in avvenimenti inaspettati, possiamo, a giudicare dalle soluzioni che dà, dal suo coraggio, dalla sua fortezza, dalla serenità e dalla sua saggezza, dire se è o no anima di preghiera, perché le riserve e le difese che fornisce la preghiera sono inconfondibili. Bisogna sapere, però, che questi effetti non li produce la preghiera di un giorno, di un momento di fervore, ma la preghiera perseverante, quella che facevano i primi cristiani quando seguivano le istruzioni del divino Maestro e gli insegnamenti degli apostoli.

 

Dar sapore a tutta la vita in ogni luogo.

Voi siete il sale della terra.

Se il sale diventa insipido come gli si ridarà sapore? Non serve a nulla, se non a essere scaraventato a terra e pestato dalla gente (Mt 5, 13).

Il sale dà sapore a quanto è insipido. Questa è la missione [del membro dell'Istituzione]: dar sapore a quanto è insipido ovunque vada, nel posto dove vive, alle persone con cui viene in relazione. Rendere piacevole la vita; fervorosa e degna di essere amata la virtù, leggera la penitenza, non opprimente la sofferenza. Deve lavorare in modo tale, esprimersi in modo tale, agire sempre con tanto spirito buono, relazionarsi con il prossimo con tale compiacenza, regalargli tali consolazioni, offrire alla sua anima tali convinzioni da insaporire tutta la sua vita.

 

L'Opera che realizziamo è identica a quella dei primi cristiani

L'opera di apostolato che vogliamo realizzare deve essere identica a quella che pensarono i primi cristiani e i mezzi devono essere quelli di cui essi si sono serviti, a costo di essere ritenuti pazzi e di attrarre su di noi l'odio del mondo. Perciò, se nella nostra Opera si volesse prescindere, anche solo in parte, dall'elemento soprannaturale e, sotto questo o quel pretesto, si volesse sostenerla e garantirla con mezzi umani, cercando la sicurezza nel talento, nelle ricchezze, nel favore altrui, nella prudenza della carne, le si farebbe perdere la sua autentica impronta, e noi stessi perderemmo la nostra identità se accettassimo tali innovazioni.

 

I mezzi, gli stessi La nostra dottrina deve essere sempre quella insegnata da Cristo, trasmessa dai suoi apostoli e diffusa dalla Chiesa, sua depositaria in terra. Nella nostra santificazione, alla quale aspiriamo, e in quella del prossimo, che desideriamo vedere, partiamo sempre dalla grazia di Dio, come principio, e ci sforziamo di vederlo e goderlo in cielo, come fine ultimo, dopo averlo servito e glorificato sulla terra. I mezzi, più o meno appropriati e accettabili, devono essere quelli che ci ha lasciato Cristo: la preghiera, la penitenza, i sacramenti, l'abnegazione, il lavoro, la sottomissione, il rispetto delle leggi.

 

Il sale cauterizza

Il sale cauterizza quanto è corrotto. Questa virtù amabile è il rimedio migliore, il più dolce, quello che cicatrizza subito le ferite. Questo fuoco della carità, dell'amore di Dio purifica quanto tocca.

Il sale per cauterizzare deve sciogliersi; ciò equivale a distruggersi per il bene del prossimo e questo sacrificio non può rimanere senza ricompensa. Questa delicatezza nell'esercizio del nostro zelo apostolico non irriterà il nostro prossimo, non provocherà la sua collera, sarà un rimedio così dolce da non suscitare proteste nel paziente. C'è, però, da tener presente che, come il sale non produce alcun risultato benefico se non distruggendosi, così non si possono cauterizzare le piaghe e le ferite dell'umanità senza l'abnegazione, il sacrificio, il proprio martirio, la propria immolazione. [...]

 

Preserva dalla corruzione

Il sale preserva dalla corruzione. Dove si pone il sale non può esserci corruzione. [...] Il nostro esempio, per opera della grazia di Dio, deve avere una forza tale da non permettere a nessuno di sottrarsi al nostro influsso. Devono essere tali la nostra semplicità e la nostra trasparenza da indurre quanti ci circondano a ritenersi sufficientemente forti da imitarci. Dovete essere così umili e vantarvi tanto del favore che Dio vi concede da spianare a tutti la strada dell'imitazione. Allora il vostro esempio e le vostre parole serviranno a salvare dalla corruzione quanti avvicinerete.

 

Non essere più sale è non compiere la missione

 

[Il membro dell'Opera] non è più sale della terra, e quindi non produce gli effetti citati, quando perde la sua virtù caratteristica; cioè quando l'elemento soprannaturale, lo spirito di fede, di zelo, l'opera di apostolato si snatura, si contamina dell'elemento umano, mistifica quanto, dall'inizio alla fine, è opera della grazia. La sua virtù, tutta la fecondità del suo apostolato è in Cristo e quando si separa da Cristo, per porre la sua fiducia nelle creature, nei mezzi e nelle capacità umane, la sua non è più opera di apostolato, è, invece, un lavoro naturale, più o meno valido davanti a tutti, secondo le capacità di chi opera, ma senza alcun valore in rapporto alla vita eterna. Così, come il sale che non serve a salare a nulla serve, chi non compie la sua missione [...] non serve a nulla nell'Opera.

 

Non siamo accomodanti

Aborriamo sempre la tiepidezza e non siamo di quelli di cui il profeta Elia ebbe a dire: Fino a quando zoppicherete con i due piedi? Se il Signore è Dio, seguitelo! Se, invece, lo è Baal, seguite lui! (l Re 18,21).

In realtà, non c'è situazione più deplorevole di chi accomoda causando rovina e perdizione in chi lo segue. Lo Spirito Santo si rivolge loro con una frase eloquente: Conosco le tue opere; non sei freddo né caldo; magari fossi freddo o caldo! Ma poiché sei tiepido, ti vomiterò dalla mia bocca (Ap 3, 15-16).

Nausea, ribrezzo, vomito provoca in Dio la perfidia, la codardia, la pigrizia, il rispetto umano di chi si comporta così. Come si contrappone questo comportamento con quello dei ferventi cristiani delle catacombe! Questi erano i loro trionfi; così essi anche oggi sono benedetti e lodati come eroi dell'umanità. Perché essi furono consumati dallo zelo per la gloria di Dio, per la difesa della sua causa, per l'impegno di evangelizzazione, per la salvezza dell'umanità [.. .]. Per tutto ciò hanno sopportato gli scherni, le persecuzioni e il martirio.

 

Un solo cuore, come i primi cristiani

Pochi, i primi cristiani, diedero vita ad una società potente, la diffusero in tutto il mondo. È una società che dura nei secoli. Come può avvenire ciò? Lo dichiarano gli Atti degli Apostoli: «Avevano un solo cuore, un'anima sola».

«Cor unum, anima una» (At 4,3). Un solo cuore, una sola anima, una sola fede, un solo battesimo. Ma questa unità la vogliamo all'interno della croce, ossia, soprannaturale e non umana [...] come era quella dei primi cristiani, dei quali si dice avessero un cuore solo e un'anima sola. Non importa nulla che i membri provengano da diverse latitudini, regioni, abbiano caratteri o lingue diverse. Ciascuno può conservare la propria fisionomia.

 

Vita di fede

[ . . .] Mia aspirazione costante è chiedere a nostro Signore che la vita de [i membri dell'Istituzione] sia soprannaturale; che sia come quella dei primi figli della Chiesa; che i cuori di queste donne apostoli siano identici a quelli delle donne che, con la santissima Vergine, nella perseveranza della preghiera, ricevettero lo Spirito Santo nel giorno di Pentecoste.

 

Pensate come i primi cristiani

Per ultimo esiste il fenomeno sconsolante di chi, ritenendosi credente, anima eletta ed elevata, non pensa come i primi cristiani alla persecuzione né si esprime come loro, non prega né fa penitenza, non si umilia, non lavora, non mette in pratica quanto Dio comanda e la Chiesa insegna: o piange abbattuto o si ritira desolato o si nasconde da codardo.

 

Prototipo, i primi cristiani:

Il primo pensiero, l'unico, quello che rimane e che deve sussistere fino alla fine: la massima perfezione nelle persone e nell'associazione, ma senza nulla di esteriore che possa offrire l'occasione di confondere l'Opera con una congregazione religiosa. Prototipo: i primi cristiani. Così santi come loro, come loro generosi, distaccati da ciò che è terreno, zelanti per la gloria di Dio, come loro apostoli, uniti alla Chiesa [...].

Ci caratterizza l'essere nati per tempi di persecuzione: questi sono già iniziati, li viviamo e non sappiamo quando termineranno. Sono molte le Istituzioni adatte ai tempi di pace; è bene che ne esista una adatta ai tempi di lotta [...].

L'Opera deve essere, ora e sempre, tale quale fu concepita al principio. Togliamo tutto ciò che ha potuto alterarla e diamo maggior consistenza al pensiero iniziale. Santità più che mai: virtù solide a costo della vita; nulla, però, ostacoli il cammino dell'Opera, la vita dell'Istituzione.

 

Uniti come i primi cristiani

Amate la fratellanza. Siate uniti per il bene, per il vostro giovamento, per aiutarvi in ogni situazione. In questo amore mutuo troverete sicurezza, luce, agevolazione, conforto. L'esempio dei primi cristiani che avevano, secondo l'espressione degli Atti degli Apostoli, «un cuore solo e un'anima sola» (At 4,32) deve essere la norma cui adeguare la vostra condotta.

 

 

Sede Istituzione Teresiana - Italia: Via Cornelio Celso 1, 00165 ROMA  mail:giovaniit1@yahoo.it