La Ricezione Del Servizio - Rosie Wegrich
Sistemi di ricezione e di difesa
Relatore: prof. Gerardo PedullàNon c'è miglior scelta tattica di quella che maggiormente sfrutta le caratteristiche della squadra. Può sembrare banale, ma troppo spesso capita di osservare, sui campi di gioco, soluzioni tattiche adottate in situazioni non adeguate: palleggiatori in penetrazione in una formazione senza attaccanti, muro a tre formato da giocatrici che a malapena escono con le mani da rete, battuta in salto con percentuali di realizzazione ridicole o costruzione di combinazioni d'attacco senza possibilità di giocare la palla sicura.
LA RICEZIONE
In fatto di ricezione i maggiori recenti condizionamenti sono venuti dalla squadra nazionale americana che ha adottato, fin dalle Olimpiadi del 1984 che vinsero, lo schema a due ricettori, altamente specializzati in questo ruolo, che consentivano ai compagni di concentrarsi esclusivamente sull'attacco.
Oggi sono molte le squadre che ricevono "a due" a qualsiasi livello e questo fatto può essere un grosso vantaggio quando si siano verificati alcuni presupposti. L'allenatore cioè, prima di scegliere il modulo di ricezione, dovrà fare alcune valutazioni che condizioneranno la scelta finale. Vediamo quali.
Palleggiatore unico
o doppio palleggiatore
Anche se nel panorama delle squadre di alto livello è sicuramente difficile trovare quadre che adottino il modulo 6-2 (sei attaccanti, due palleggiatori), non si può negare che questa scelta abbia le sue fondate ragioni in almeno due casi:
quando la squadra disponga di due giocatori in grado di svolgere con uguale efficacia il ruolo di costruttore e di attaccante, consentendo quindi di attaccare sempre con tre uomini;
quando si tratti di squadra giovanile e pertanto punti ad una completa formazione tecnico-tattica dei giocatori.
E' bene però considerare anche gli aspetti negativi di questa scelta, soprattutto quando sia effettuata a livello di formazioni esperte. Il tempo che un palleggiatore unico dedicherà all'intesa e all'allenamento con i compagni di squadra dovrà essere dimezzato nel caso del doppio palleggiatore, per consentire ad entrambi di provare le differenti situazioni di gioco, ma, soprattutto, per continuare a migliorare la propria tecnica e tattica individuale negli altri fondamentali. Se è vero quindi che il palleggiatore unico toglie potenziale d'attacco alla formazione, ne aumenta però la precisione; d'altra parte non esiste squadra evoluta oggi che, adottato il modulo del palleggiatore unico, non supplisca alla perdita di un attaccante in prima linea attraverso la specializzazione di uno o più giocatori ad attaccare dalla seconda linea.
Ricezione a cinque,
a quattro, a tre, a due
Si può ricevere con cinque giocatori, con quattro, con tre o con due ricettori, ma, in ogni caso, questa scelta dovrà dipendere solo dalle caratteristiche dei giocatori.
La ricezione a cinque meglio si adatta ad una squadra giovanile, magari ancora impacciata nel gioco d'attacco e quindi portata ad utilizzare solo
secondi e terzi tempi. In questo caso coinvolgere tutti i giocatori in ricezione può portare il vantaggio che meno zone del campo risulteranno scoperte.
Quando però uno dei giocatori di prima linea è spesso impegnato nel gioco veloce, allora la scelta può ricadere sul sistema a quattro, per liberare quell'attaccante da qualsiasi impegno di ricezione. Ma nel sistema a quattro si riscontreranno spesso due inconvenienti: la zona sei risulta particolarmente vulnerabile (ed è di norma quella maggiormente raggiunta dalla battuta) e si creano difficoltà nel definire le competenze di ciascun giocatore all'interno del campo.
La scelta della ricezione con soli tre giocatori deriva dalla necessità di impostare numerose combinazioni di gioco veloce e di liberare un attaccante in seconda linea e contemporaneamente di dare una precisa definizione delle competenze di ciascun ricettore nel proprio campo. In questo caso, con l'introduzione del libero, sono solo tre i giocatori che si alternano nelle varie posizioni. Solo nel caso di alta specializzazione dei ruoli si ricorrerà alla scelta della ricezione a due e, in questo caso, saranno sempre gli stessi giocatori quelli impegnati ad affrontare la battuta avversaria. Il sistema a due consente di sfruttare le elevate capacità degli atleti nei singoli fondamentali, ma pone limiti alla sistemazione dei giocatori in campo (perché non cadano nel fallo di posizione) che possono condizionare lo sviluppo della fase di cambio palla. E' ovviamente un tipo di scelta tattica che deve essere riservato a formazioni di altissimo livello tecnico che inoltre abbiano automatizzato meccanismi di intesa quasi perfetti.
Definire
le competenze
Fondamentale sarà indicare a ciascun giocatore la propria competenza sul terreno di gioco. Tale indicazione verrà data con disposizioni precise, ma che, come vedremo, non dovranno intendersi sempre in modo rigido, ma adattabili alle varie situazioni di gioco.
Effettuata la divisione del terreno fra i ricettori, è bene evidenziare alcuni dei casi in cui queste indicazioni possono subite modifiche.
Intanto, se fra i giocatori in ricezione vi fossero anche attaccanti (e capita quasi sempre) questi devono essere in parte sollevati dalle loro competenze di ricettori dai compagni di seconda linea che si assumeranno un carico maggiore di responsabilità. Lo stesso principio vale anche nel caso di un giocatore che, pur disputando una buona gara a rete, non sia nella migliore condizione, sia pure psicologica, per ricevere.
Anche il tipo di battuta dell'avversario e le capacità di anticipazione dei ricettori potranno modificare le competenze dei giocatori in ricezione: non si riceve allo stesso modo una battuta in salto (di norma lunga), una a tennis con palla rotante (per la quale potremo facilmente identificare il ricettore interessato) e una a tennis flottante (che richiederà invece capacità di raggiungere la posizione tecnica corretta appena prima dell'impatto della palla sulle braccia); così come la posizione del battitore (lungo la linea di fondocampo, vicino o lontano) influenzerà le probabilità che la palla cada in una o in un'altra zona del campo.
Come sistemare
la formazione
Ma nel momento in cui ci accingeremo a fare tutte le scelte che sono state illustrate, ci accorgeremo che una influenza l'altra e che spesso scegliere una tattica ci porterà automaticamente a rinunciare ad un'altra. Si può predisporre la formazione con i migliori ricettori nelle posizioni chiave, ma questo potrebbe influire sulla possibilità di realizzare combinazioni d'attacco, oppure potrebbe impedire di porre il muro più forte o l'attaccante più sicuro, o magari entrambe le cose, vicino al palleggiatore; ma potrebbe essere vero anche il contrario e quindi ritrovarci con una formazione troppo vulnerabile in ricezione che non ci consentirebbe di sfruttare un buon potenziale d'attacco.
Ritorniamo quindi al primo principio enunciato: disponiamo la formazione secondo le caratteristiche della squadra, del campionato cui partecipiamo, delle capacità tecniche dei singoli giocatori, dell'abilità dei palleggiatori e non facciamoci trasportare invece dall'aver visto adottare ad un'altra squadra una tattica particolarmente affascinante, poiché difficilmente potrà adattarsi alla nostra formazione.
Potremo effettuare, ad esempio, una scelta che privilegi la ricezione: in questo caso bisognerà conoscere le capacità effettive di ricevere dei giocatori, magari dopo aver effettuato scout individuali per un alto numero di partite e di allenamenti. In questo caso la formazione andrà disposta in modo tale che i migliori ricettori siano, in ciascuna rotazione, probabilisticamente i più impegnati. Oppure potremo privilegiare gli spostamenti di un palleggiatore bravo e preciso, ma particolarmente lento, cercando di posizionarlo sempre il più vicino possibile alla sua zona di costruzione. Ancora, si possono fissare le posizioni dei ricettori in funzione delle combinazioni d'attacco che si intendono utilizzare o sulla possibilità di fare meno danni possibili in ricezione utilizzando un particolare sestetto, e così via.
LA DIFESA
Nel momento in cui l'avversario costruisce il proprio attacco, la nostra squadra potrà essere schierata secondo due differenti sistemi: il 3-1-2 e il 3-2-1; essi si differenziano per la posizione occupata dai giocatori di seconda linea.
Il sistema 3-1-2
Nel primo caso (3-1-2) il giocatore di posto "sei" è avanzato a ridosso della zona d'attacco, mentre i suoi due compagni di seconda linea si trovano a sei-sette metri dalla rete.
Il sistema 3-1-2 garantisce una buona protezione contro squadre che giocano molte palle piazzate o pallonetti, ma è necessario che il muro sia competitivo nei confronti dell'attacco avversario. E' inoltre adatto a formazioni che giochino con due palleggiatori, poiché il posto "sei" viene normalmente affidato al palleggiatore di seconda linea in modo da non portarlo troppo lontano dalla zona di costruzione; allora, nel caso che il palleggiatore sia impegnato in difesa, gli subentrerà il pari ruolo di prima linea.
Il sistema 3-1-2, più diffuso fra formazioni femminili che maschili, viene generalmente utilizzato con formazioni giovanili che schierano il palleggiatore in zona "tre".
Il sistema 3-2-1
Nel secondo caso (3-2-1) è il giocatore di posto "sei" ad occupare una posizione di fondocampo, mentre i suoi compagni di seconda linea si troveranno vicino alla zona d'attacco.
Questo secondo modulo è più elastico, in pratica meglio si adatta alle tattica d'attacco dei differenti avversari, ma richiede maggiori capacità difensive, capacità di adattamento istantaneo, affiatamento fra compagni, abilità in palleggio di tutti i giocatori in caso di difesa del palleggiatore.
Entrambe queste posizioni si modificano al momento della costruzione dell'attacco avversario. Nel caso di attacco da posto "quattro" o da posto "due" assumerà normalmente la forma 2-1-3, cioè due giocatori a muro, uno in copertura del pallonetto e tre in difesa ad occuparsi delle due diagonali e del lungolinea. La copertura del pallonetto viene normalmente affidata al giocatore di posto "sei" (3-1-2) o a quello posto dietro al muro (3-2-1), ma non sono rari i casi in cui si preferisce che ad occuparsene sia il terzo giocatore di prima linea non impegnato a muro. Dal sistema 3-2-1 è possibile passare anche alla forma 2-0-4 (due a muro, quattro in difesa) con il giocatore di posto "sei", posto dietro al muro, con funzioni aggiuntive di copertura del pallonetto in zona "tre".
Nel caso di attacco da zona "tre", la disposizione della difesa dipende dalla tattica di muro adottata: normalmente, soprattutto con formazioni giovanili o contro gioco di primo tempo, il muro sarà effettuato dal solo giocatore di posto "tre", mentre gli altri giocatori si disporranno lungo due archi, il più vicino a rete con due difensori, il più lontano con i restanti tre.
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La palla "libera"
Per la sua specifica appartenenza agli sport di situazione, la pallavolo richiede capacità di scelta e di adattamento molto sviluppate. Una situazione in cui i giocatori devono saper scegliere una tattica di squadra è la palla "libera": ogni qualvolta l'avversario non sia in condizione di portare un attacco efficace, la formazione deve disporsi per contrattaccare nel modo più positivo possibile. Se il tocco che conclude l'azione avversaria è un palleggio o un bagher o anche un attacco con palla molto staccata da rete, il muro può costituire un problema per la nostra squadra: una palla toccata e deviata fuori dalla portata dei difensori diventa un grande vantaggio per gli avversari che non pensavano certo di poter essere efficaci, così come predisporsi alla difesa con soli tre o quattro giocatori piuttosto che con l'intera formazione. Nel caso in esame sarà opportuno che un giocatore (di solito il palleggiatore, qualche volta il centrale di prima linea) capace di assumersi la responsabilità di effettuare una valutazione rapida e attenta, dia un segnale ai compagni per disporsi alla sola difesa e prepararsi al controgioco.
Ogni squadra ha segnali di questo tipo che di solito si esprimono mediante espressioni come "facile", "via", "via da rete" o la stessa parola "libera".