Il Tibet è un enorme altipiano dell’Asia centrale, lungo 2600 chilometri e largo 1300, situato ad un’altezza media di circa 4500 metri. Pur essendo efficacemente protetto da due poderose catene montuose, l’Himalaya a sud ed il Kun-Lun a nord, presenta condizioni di vita durissime e l’insediamento umano si concentra nelle valli dei grandi fiumi indiani, cinesi ed indocinesi che nascono nel Tibet. L’agricoltura a quell’altezza è di scarso rendimento e l’economia tibetana è perciò basata in massima parte sulla pastorizia.

La geografia condiziona anche la storia del Tibet: l’unico sforzo tentato dal paese nel medioevo per svolgere una politica imperiale naufragò di fronte all’insufficienza demografica ed alla difficoltà delle comunicazioni. Da allora il Tibet rimase in disparte nella storia dell’Asia, fino all’inizio di questo secolo: nel 1903 gli inglesi entrarono nella capitale Lhasa e imposero un trattato che apriva al commercio britannico questi nuovi mercati. Nel 1911, con l'aiuto degli inglesi, i tibetani cacciarono la guarnigione cinese e il XV Dalai Lama, che si era rifugiato in India l'anno prima, venne posto nuovamente sul trono.

La fine della seconda Guerra Mondiale rovesciò completamente i rapporti di forza esistenti nella regione himalayana: gli Inglesi abbandonarono l'India mentre la Cina, comunista dal 1949, poté riprendere la politica degli antichi Imperatori manciù. Con il trattato del 1951, la Cina si fece riconoscere il diritto ad occupare militarmente il Tibet e a dirigerne la politica estera, ma si impegnò a rispettare l'autonomia regionale, a non combattere le credenze tradizionali e a conservare il regime del lamaismo.

Di fatto nel 1952 cominciò invece una campagna di sistematica distruzione dei monasteri. La rivolta generale del Tibet scoppiò nel 1959, a partire da Lhasa, e questo movimento fu schiacciato dai cinesi: nel 1965 il Tibet divenne una regione autonoma della Repubblica Popolare Cinese.

A partire dal 1987 il Dalai Lama, orientato all'ottenimento di uno status di ampia autonomia per il Tibet, ha sviluppato un'intensa attività diplomatica a livello internazionale per spingere il governo cinese all'apertura dei negoziati. Al tempo stesso si è sviluppato all'interno del Tibet un movimento separatista e aspri scontri fra esponenti di questo e le forze cinesi sono proseguiti nella prima metà degli anni Novanta.

In esilio, il governo tibetano è stato riorganizzato secondo moderni principi democratici. Esso amministra tutte le questioni che riguardano i tibetani in esilio, incluse la rifondazione, la preservazione e lo sviluppo della cultura e delle strutture educative tibetane, e guida la lotta per la restaurazione della libertà del Tibet. Il popolo tibetano, sia all'interno che all'esterno del Tibet, considera il proprio Governo in esilio, con sede a Dharamsala, nell'India settentrionale, come l'unico governo legittimo del Tibet.

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