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Denti bianchi

di Zadie Smith

 

 

a cura di Schió

Si sa che l'autrice ha impiegato molti anni per scrivere questo romanzo. E a leggerlo si capisce il perché.

Denti bianchi è, tra i romanzi che ho letto, uno di quelli dal plot più ricco. La storia copre un periodo che, tra flashback e racconto in diretta, va dall'Indipendenza indiana fino al 1999. In particolare però vengono narrate le vicende familiari di tre piccoli clan londinesi: la famiglia anglogiamaicana dei Jones, quella bengalese degli Iqbal e quella razional-hippie dei Chalfen.

Il ritratto che ne esce fuori è quello di una Londra multietnica, scandito a ritmo hip-hop con ironia e sagacia narrativa. Zadie Smith dimostra una capacità formidabile nel dotare il testo di intrecci inaspettati, tratteggiando un percorso pieno di curve a gomito e di bivi inconciliabili: amore o odio, vita o morte, razionalità o sentimento.

La Smith è la scrittrice rivelazione degli ultimi 5 anni in Gran Bretagna. E questo libro è un capolavoro assoluto. Non perdetelo.

 

Ecco l'incipit del romanzo:

    Lo strano secondo matrimonio di Archie Jones
 

    Presto nel mattino, tardi nel secolo, Cricklewood Broadway. Alle 6,27 dell'1 gennaio 1975, Alfred Archibald indossava un abito di velluto a coste ed era seduto a bordo di una Cavalier Musketeer Estate, con la faccia riversa sul volante. Sperava che il giudizio divino su di lui non fosse troppo severo. Giaceva abbandonato in avanti, la bocca molle, le braccia a croce, spalancate sui due lati, come un angelo caduto; nei pugni stringeva le medaglie dell'esercito (a sinistra) e la licenza matrimoniale (a destra), perché aveva stabilito di portare i suoi errori con sé. In un occhio gli si rifletteva una lucina verde: segnalava una svolta a destra che aveva deciso di non fare. Era rassegnato. Era preparato a tutto questo. Aveva gettato in aria una moneta e si era attenuto rigidamente al risultato. Si trattava di un suicidio premeditato. Anzi, della sua risoluzione per l'Anno Nuovo.
    Ma perfino mentre il respiro gli si faceva convulso e la vista si appannava, Archie era consapevole che Cricklewood Broadway sarebbe parsa una strana scelta. Strana per la persona che avrebbe notato per prima, attraverso il parabrezza, la sua figura abbandonata, strana per il poliziotto che avrebbe redatto il rapporto, per il giornalista locale incaricato di scrivere dieci righe, per i parenti che le avrebbero lette. Stretto da una parte dall'imponente edificio di un cinema multisala e dall'altra da un gigantesco incrocio di strade, Cricklewood non era un posto in alcun modo speciale. Non un posto dove un uomo potesse andare a morire.

 

genere: romanzo

casa editrice: Piccola Biblioteca Oscar Mondadori, Milano 2000.

prezzo: € 8,40 (553 pagine)

titolo originale: White Teeth

traduzione: Laura Grimaldi

giudizio: @@@@@