Dottoressa Federica Carlieri

Odontoiatra


tumore della mammella

 

TUMORE DELLA MAMMELLA

  

Ricordare sempre che tumore non è sinonimo di cancro o carcinoma, ma significa solo proliferazione, tumefazione, gonfiore, nodulo, protuberanza, bozzo.

       I tessuti proliferativi senza atipia hanno per la maggior parte un percorso benigno, per quelli con atipia si giunge a un 35 % di possibile malignità.

Esiste una relazione parenterale nello sviluppo dei tumori.

Anche l'età è compresa tra i 20 anni e l'inizio della menopausa.

Aumenta il rischio se la prima gravidanza arriva dopo 30 anni, con l'obesità e anche con l'uso dei contraccettivi  orali.

Etiologia e patogenesi :

Si ritiene che, l'aumento di estrogeni, dovuti alla gravidanza in età tardiva, possa essere un fattore predisponente.

I tumori insorgono con maggiore frequenza sulla mammella sinistra.

Localizzazione      al quadrante supero - esterno con incidenza del 50 %

Localizzazione      zona centrale    30 %

Localizzazione      altre zone il       20 %.

                                       Origine delle tumefazioni  della mammella 

dal tessuto Connettivo    : Fibroso         -->  Fibrosi Mammaria

dal tessuto Epiteliale      : Dotti, Lobuli   +  Atipia + Iperplasia ---->  Carcinomi

 

Tumefazioni benigne non proliferative.

 Fibrosi mammaria, Adenosi Sclerosante, Malattia Cistica,

 Iperplasia Epiteliale.

 

 Fibrosi mammaria  20 - 60 anni

 Zona di proliferazione fibrotica con consistenza aumentata solitamente a nodulo unico con limiti imprecisi, diametro 2 - 10 cm. Al taglio ha l'aspetto di tessuto connettivo compatto omogeneo di consistenza gommosa. La lesione non comporta alcun rischio di cancro.

 Adenosi Sclerosante 35 - 45 anni

( Si può confondere con il carcinoma scirroso )

Fibrosi intralobulare con proliferazione di dotti e acini, monolaterale e sul quadrante supero esterno della mammella, lesione circoscritta di consistenza dura - gommosa. Istologicamente si osserva proliferazione di strutture ghiandolari e duttali, a stretto contatto reciproco con marcata fibrosi stromale che può comprimere il lume dei dotti e degli acini che possono apparire come cordoni cellulari solidi simili a quelli del Carcinoma Scirroso invasivo.

Per la diagnosi differenziale si deve cercare la differenza nello strato mioepiteliale e nella disposizione cellulare in duplice strato.

 Malattia cistica

Le cisti sono di origine duttale formatesi per iperplasia dell'epitelio e dello stroma, spesso sono multiple e bilaterali contenenti un liquido torbido di colore bluastro. Lo stroma che circonda le cisti è fibrotico. Non c'è atipia. Difficile possibilità di cancro.

Iperplasia Epiteliale

Possono essere interessati dotti e lobuli. Le forme lievi non sono pericolose.

Le forme più avanzate sono a rischio in proporzione all'entità dell'atipia e iperplasia.

Nell'iperplasia atipica, si osserva disordine strutturale, variabilità di forma e dimensioni dei nuclei, ipercromasia  fino a situazioni che si avvicinano al carcinoma in situ.

Carcinoma della mammella

 Il carcinoma trae origine dall'epitelio dei dotti nel 90 % dei casi o da quello dei lobuli nel 10 % dei casi.

     Il carcinoma duttale infiltrante di tipo comune é il più importante.

                 A questa categoria appartengono :

                     il carcinoma scirroso         Incidenza 80 %.

                     il carcinoma midollare        Incidenza 10 %

Carcinoma scirroso

Clinicamente si presenta come una massa delimitata che non supera la grandezza di 3 -  4 cm . 

Al taglio il tumore risulta chiaramente infiltrante, la superficie è retratta rispetto il tessuto fibro - adiposo attiguo ed ha struttura granulare, consistenza molto dura che se grattata con un bisturi da un suono stridente.

Sulla superficie di taglio sono presenti aree necrotiche o calcificate di colore biancastro.    Risulta essere composto da uno stroma compatto nel quale sono disperse cellule neoplastiche che appaiono come elementi poligonali con nuclei piccoli uniformi, cromatici; le mitosi sono molto rare.

Nelle parti periferiche le cellule neoplastiche infiltrano il tessuto circostante e spesso invadono gli spazi perineurali e perivascolari e anche i vasi sanguigni.

Carcinoma midollare  (Incidenza 10 %).

  Grandezza fino a 10 cm. Ha un'aspetto molliccio e nel taglio questo tumore tende a sporgere dai tessuti attigui a causa della sua struttura scarsamente stromale. Le cellule si estendono in campi irregolari e hanno forma poligonale o allungate solo occasionalmente formano strutture ghiandolari ben differenziate.

Tra le cellule neuroplastiche vi è una infiltrazione linfocitaria, particolarmente alla periferia del tumore. Queste caratteristiche prevedono una prognosi migliore rispetto il carcinoma duttale infiltrante.

Carcinoma colloide o mucinoso Incidenza 3 %.

 Caratterizzato da secrezione di mucina che si raccoglie negli spazzi intercellulari.

 L'aspetto macroscopico é quello di una massa voluminosa di colore grigio bluastro molle come gelatina.

 Istologicamente le cellule, a piccoli gruppi, sono disperse in una distesa di mucina basofila che si spinge nei tessuti vicini, alcune cellule sono vacuolate per la presenza di mucina intracellulare.

Le cellule neoplastiche possono formare strutture ghiandolari ben evidenti nel cui lume si raccoglie la mucina.

Infine possono esserci zone di cellule non differenziate del tipo ad “ Anello con castone “ cioè con citoplasma pieno di muco e il nucleo spostato alla periferia. Questa caratteristica si trova anche nel tumore dello stomaco.

 Carcinoma duttale di Paget 

(carcinoma del capezzolo )

  La prognosi é relativamente favorevole perché subito visibile.

 Interessa donne di età superiore a quella del carcinoma comune, interessa i dotti di maggior calibro. Tumore che si instaura sul capezzolo, prima che si estenda, compaiono manifestazioni di tipo dermatoide  sull'aureola con essudato e ulcerazioni.

Cellule anaplastiche invadono l'epidermide (cellule di Paget) che possono localizzarsi anche in zone ano-genitali (Malattia di Paget extramammaria).

 Carcinoma lobulare

 Origina dagli acini o dai dotti terminali dei lobuli mammari, differisce dal carcinoma duttale per la sua tendenza all'origine multicentrica nell'ambito della stessa mammella e per l'elevata incidenza di casi bilaterali di oltre il 20 %

  Vengono distinte due forme : Carcinoma lobulare  in situ e Carcinoma lobulare infiltrante.

 Il carcinoma lobulare in situ, non è palpabile e quindi può essere definito solo in termini istologici. Al microscopio si osserva un intero lobulo i cui acini sono distesi da cellule neoplastiche che risultano più grandi di quelle normali, con nuclei ovali e nucleoli piccoli. C'è un 25 % di possibilità che si tramuti in : Carcinoma lobulare infiltrante.

Carcinoma lobulare infiltrante.

Questo carcinoma, si presenta come una lesione mal delimitata, di consistenza gommosa, a volte però è duro e scirroso. Istologicamente si osservano cellule che si dispongono in fila indiana, entro uno stroma fibroso. A volte le cellule si dispongono ad anelli concentrici attorno a dotti o acini di aspetto normale.

 Caratteri comuni a tutte le forme di carcinoma mammario

 L'interessamento dei linfonodi già in atto al momento della diagnosi, é di circa i 2/3 dei pazienti. La localizzazione dei linfonodi interessati dipende dalla posizione del tumore nella mammella.

Le lesioni centrali e quelle dei quadranti esterni, metastatizzano i linfonodi ascellari.

Quelli dei quadranti interni, i linfonodi dell'arteria mammaria interna.

 Spesso la sede apparentemente interessata é quella costituita dai linfonodi sopraclavicolari.

Tardivamente si ha una localizzazione a distanza.

 Sedi più comuni di metastasi sono polmoni, scheletro, fegato e surrene.

Le metastasi possono presentarsi a distanza di molti anni (fino a 15 )

dal momento della diagnosi e a una terapia apparentemente efficace.

                                     

 

          

Per nessun motivo questi appunti possono venire utilizzati ne interpretati come dati medici con i quali formulare diagnosi ne cercare cure per potenziali pazienti.  Le nozioni indicate possono risultare incomplete e anche INESATTE e non devono essere considerate in nessun modo come mezzi diagnostici "fai da te" perché potrebbero indurre a  errori di interpretazione. Le diagnosi possono essere fatte solo da laureati in medicina abilitati alla professione medica o da specialisti delle varie materie.

tumore della mammella

 

          

Dottoressa Federica Carlieri

Odontoiatra


tumore della mammella

 

TUMORE DELLA MAMMELLA

  

Ricordare sempre che tumore non è sinonimo di cancro o carcinoma, ma significa solo proliferazione, tumefazione, gonfiore, nodulo, protuberanza, bozzo.

       I tessuti proliferativi senza atipia hanno per la maggior parte un percorso benigno, per quelli con atipia si giunge a un 35 % di possibile malignità.

Esiste una relazione parenterale nello sviluppo dei tumori.

Anche l'età è compresa tra i 20 anni e l'inizio della menopausa. Federica Carlieri

Aumenta il rischio se la prima gravidanza arriva dopo 30 anni, con l'obesità e anche con l'uso dei contraccettivi  orali.

Etiologia e patogenesi : Federica Carlieri

Si ritiene che, l'aumento di estrogeni, dovuti alla gravidanza in età tardiva, possa essere un fattore predisponente.

I tumori insorgono con maggiore frequenza sulla mammella sinistra.

Localizzazione      al quadrante supero - esterno con incidenza del 50 %

Localizzazione      zona centrale    30 %

Localizzazione      altre zone il       20 %.

                                       Origine delle tumefazioni  della mammella 

dal tessuto Connettivo    : Fibroso         -->  Fibrosi Mammaria

dal tessuto Epiteliale      : Dotti, Lobuli   +  Atipia + Iperplasia ---->  Carcinomi

 

Tumefazioni benigne non proliferative.

 Fibrosi mammaria, Adenosi Sclerosante, Malattia Cistica,

 Iperplasia Epiteliale.

 

 Fibrosi mammaria  20 - 60 anni

 Zona di proliferazione fibrotica con consistenza aumentata solitamente a nodulo unico con limiti imprecisi, diametro 2 - 10 cm. Al taglio ha l'aspetto di tessuto connettivo compatto omogeneo di consistenza gommosa. La lesione non comporta alcun rischio di cancro. Federica Carlieri

 Adenosi Sclerosante 35 - 45 anni Federica Carlieri

( Si può confondere con il carcinoma scirroso )

Fibrosi intralobulare con proliferazione di dotti e acini, monolaterale e sul quadrante supero esterno della mammella, lesione circoscritta di consistenza dura - gommosa. Federica Carlieri Istologicamente si osserva proliferazione di strutture ghiandolari e duttali, a stretto contatto reciproco con marcata fibrosi stromale che può comprimere il lume dei dotti e degli acini che possono apparire come cordoni cellulari solidi simili a quelli del Carcinoma Scirroso invasivo.

Per la diagnosi differenziale si deve cercare la differenza nello strato mioepiteliale e nella disposizione cellulare in duplice strato.

 Malattia cistica Federica Carlieri

Le cisti sono di origine duttale formatesi per iperplasia dell'epitelio e dello stroma, spesso sono multiple e bilaterali contenenti un liquido torbido di colore bluastro. Lo stroma che circonda le cisti è fibrotico. Non c'è atipia. Difficile possibilità di cancro.

Iperplasia Epiteliale Federica Carlieri

Possono essere interessati dotti e lobuli. Le forme lievi non sono pericolose.

Le forme più avanzate sono a rischio in proporzione all'entità dell'atipia e iperplasia.

Nell'iperplasia atipica, si osserva disordine strutturale, variabilità di forma e dimensioni dei nuclei, ipercromasia  fino a situazioni che si avvicinano al carcinoma in situ.

Carcinoma della mammella Federica Carlieri

 Il carcinoma trae origine dall'epitelio dei dotti nel 90 % dei casi o da quello dei lobuli nel 10 % dei casi.

     Il carcinoma duttale Federica Carlieri infiltrante di tipo comune é il più importante.

                 A questa categoria appartengono :

                     il carcinoma scirroso         Incidenza 80 %.

                     il carcinoma midollare        Incidenza 10 %

Carcinoma scirroso Federica Carlieri

Clinicamente si presenta come una massa delimitata che non supera la grandezza di 3 -  4 cm . 

Al taglio il tumore risulta chiaramente infiltrante, la superficie è retratta rispetto il tessuto fibro - adiposo attiguo ed ha struttura granulare, consistenza molto dura che se grattata con un bisturi da un suono stridente.

Sulla superficie di taglio sono presenti aree necrotiche o calcificate di colore biancastro.    Risulta essere composto da uno stroma compatto nel quale sono disperse cellule neoplastiche che appaiono come elementi poligonali con nuclei piccoli uniformi, cromatici; le mitosi sono molto rare.

Nelle parti periferiche le cellule neoplastiche infiltrano il tessuto circostante e spesso invadono gli spazi perineurali e perivascolari e anche i vasi sanguigni.

Carcinoma midollare Federica Carlieri (Incidenza 10 %). 

  Grandezza fino a 10 cm. Ha un'aspetto molliccio e nel taglio questo tumore tende a sporgere dai tessuti attigui a causa della sua struttura scarsamente stromale. Le cellule si estendono in campi irregolari e hanno forma poligonale o allungate solo occasionalmente formano strutture ghiandolari ben differenziate. Federica Carlieri

Tra le cellule neuroplastiche vi è una infiltrazione linfocitaria, particolarmente alla periferia del tumore. Queste caratteristiche prevedono una prognosi migliore rispetto il carcinoma duttale infiltrante. Federica Carlieri

Carcinoma colloide o mucinoso Incidenza 3 %. Federica Carlieri

 Caratterizzato da secrezione di mucina che si raccoglie negli spazzi intercellulari.

 L'aspetto macroscopico é quello di una massa voluminosa di colore grigio bluastro molle come gelatina.

 Istologicamente le cellule, a piccoli gruppi, sono disperse in una distesa di mucina basofila che si spinge nei tessuti vicini, alcune cellule sono vacuolate per la presenza di mucina intracellulare. Federica Carlieri

Le cellule neoplastiche possono formare strutture ghiandolari ben evidenti nel cui lume si raccoglie la mucina.

Infine possono esserci zone di cellule non differenziate del tipo ad “ Anello con castone “ cioè con citoplasma pieno di muco e il nucleo spostato alla periferia. Questa caratteristica si trova anche nel tumore dello stomaco.

 Carcinoma duttale di Paget Federica Carlieri 

(carcinoma del capezzolo )

  La prognosi é relativamente favorevole perché subito visibile. Federica Carlieri

 Interessa donne di età superiore a quella del carcinoma comune, interessa i dotti di maggior calibro. Tumore che si instaura sul capezzolo, prima che si estenda, compaiono manifestazioni di tipo dermatoide  sull'aureola con essudato e ulcerazioni. Federica Carlieri

Cellule anaplastiche invadono l'epidermide (cellule di Paget) che possono localizzarsi anche in zone ano-genitali (Malattia di Paget extramammaria).

 Carcinoma lobulare Federica Carlieri

 Origina dagli acini o dai dotti terminali dei lobuli mammari, differisce dal carcinoma duttale per la sua tendenza all'origine multicentrica nell'ambito della stessa mammella e per l'elevata incidenza di casi bilaterali di oltre il 20 %

  Vengono distinte due forme : Carcinoma lobulare  in situ e Carcinoma lobulare infiltrante.

 Il carcinoma lobulare in situ, non è palpabile e quindi può essere definito solo in termini istologici. Al microscopio si osserva un intero lobulo i cui acini sono distesi da cellule neoplastiche che risultano più grandi di quelle normali, con nuclei ovali e nucleoli piccoli. C'è un 25 % di possibilità che si tramuti in : Carcinoma lobulare infiltrante.

Carcinoma lobulare infiltrante. Federica Carlieri

Questo carcinoma, si presenta come una lesione mal delimitata, di consistenza gommosa, a volte però è duro e scirroso. Istologicamente si osservano cellule che si dispongono in fila indiana, entro uno stroma fibroso. A volte le cellule si dispongono ad anelli concentrici attorno a dotti o acini di aspetto normale.

 Caratteri comuni a tutte le forme di carcinoma mammario

 L'interessamento dei linfonodi già in atto al momento della diagnosi, é di circa i 2/3 dei pazienti. La localizzazione dei linfonodi interessati dipende dalla posizione del tumore nella mammella. Federica Carlieri

Le lesioni centrali e quelle dei quadranti esterni, metastatizzano i linfonodi ascellari.

Quelli dei quadranti interni, i linfonodi dell'arteria mammaria interna.

 Spesso la sede apparentemente interessata é quella costituita dai linfonodi sopraclavicolari.

Tardivamente si ha una localizzazione a distanza.

 Sedi più comuni di metastasi sono polmoni, scheletro, fegato e surrene.

Le metastasi possono presentarsi a distanza di molti anni (fino a 15 )

dal momento della diagnosi e a una terapia apparentemente efficace.

                                     

 

          

Per nessun motivo questi appunti possono venire utilizzati ne interpretati come dati medici con i quali formulare diagnosi ne cercare cure per potenziali pazienti.  Le nozioni indicate possono risultare incomplete e anche INESATTE e non devono essere considerate in nessun modo come mezzi diagnostici "fai da te" perché potrebbero indurre a  errori di interpretazione. Le diagnosi possono essere fatte solo da laureati in medicina abilitati alla professione medica o da specialisti delle varie materie.