VARSAVIA: venne probabilmente fondata nel XIII secolo come residenza dei principi di Masovia.
Nel XVI secolo venne incorporata nel regno di Polonia di cui divenne capitale nel 1595.
Nel corso del XVII secolo venne devastata dagli Svedesi.
Nel 1794 subì l'occupazione russa e l'anno successivo
quella prussiana. Liberata da Napoleone, divenne capitale del Ducato di
Varsavia.
Il Congresso di Vienna la assegnò alla Russia, da cui
si liberò nel 1918 in seguito alla pace di Brest-Litovsk, quando
divenne capitale della Polonia indipendente.
Occupata dai Tedeschi durante la seconda guerra mondiale, vide
la sua popolazione ebraica totalmente annientata con la distruzione del
ghetto il 16 maggio 1944. La città venne interamente distrutta
il 1° agosto 1944 in seguito al fallimento dell'insurrezione contro
gli occupanti, scoppiata nell'illusoria previsione dell'arrivo dei
sovietici, che invece entrarono nella città solo il 17 gennaio
1945.
Possiede industrie meccaniche, elettrotecniche, automobilistiche, chimiche, tessili, del tabacco e della birra.
È sede di università dal 1817, del politecnico,
dell'Accademia delle Scienze, del Museo nazionale delle belle arti.
CRACOVIA: secondo la tradizione è stata fondata dal principe Krak come fortezza nel 700 a.C.
Nel 1241 venne distrutta dai Tatari, ma venne riedificata da coloni tedeschi.
Nel 1305 il re polacco Ladislao la scelse come capitale e da allora rimase luogo di incoronazione e sepoltura dei re.
Nel 1809 Napoleone la incorporò nel Ducato di Varsavia.
In seguito alle decisioni del Congresso di Vienna del 1815
costituì con i territori circostanti un ducato indipendente, che
nel 1846 fu sciolto e incorporato all'Austria.
Dopo la prima guerra mondiale entrò a far parte della
repubblica polacca. Occupata dai Tedeschi nel settembre del 1939, venne
liberata dai Sovietici il 15 gennaio 1945.
Il nucleo medievale è quasi intatto con la cattedrale
di S. Maria in stile gotico. Si conservano inoltre il castello reale,
il duomo e la chiesa di S. Pietro e Paolo in stile barocco.