MONTENEGRO

(Republika Crna Gora)

   
 
  forma di governo: repubblica parlamentare
lingua: serbo-croato; albanese
moneta: dinaro; euro
confini: a nord con la Federazione di Bosnia; a ovest con la Croazia; a est con la Serbia; a sud con l'Albania
religione: ortodossa, in prevalenza, e musulmana; minoranza del 4,4% di cattolici

 

   
 

Territorio, clima e vegetazione
Il territorio è sostanzialmente diviso in quattro regioni,con caratteristiche geomorfologiche diverse: la zona della costa, lunga poco meno di 300 chilometri e non più larga di 10, ricca di baie e insenature; l'altopiano calcareo alle sue spalle, che ospita il parco nazionale con il monte Lovcen; la depressione centrale con il lago Skadar e la fertile pianura di Zeta; gli alti rilievi dell'interno, facenti parte delle Alpi Dinariche, coperti di foreste, che probabilmente diedero il nome alla regione fin dal XIII secolo d.C..

Il clima è mediterraneo lungo la costa e continentale, con scarse precipitazioni, verso l'interno.

 

Fiumi
Lo Zeta nasce sulle Alpi Dinariche e confluisce nella Moraca.

La Moraca nasce sulle Alpi Dinariche e affluisce nel lago di Scutari.

 

 
 

La regione è sempre stata una delle più povere della federazione jugoslava. L'economia si è tradizionalmente basata sull'agricoltura e la pastorizia, che ancora agli inizi degli anni novanta fornivano occupazione al 60% della popolazione attiva. Si producono in particolare cereali, ortaggi, tabacco, olive.

L'attività industriale si concentra sulla lavorazione del legname e del tabacco e sui cantieri navali.

Il turismo balneare è sviluppato nella zone delle Bocche di Cattaro.

Per favorire soprattutto gli scambi commerciali, la Banca Centrale nel 2000 ha introdotto il marco tedesco e nel 2002 l'euro.

 

 

 
 


PODGORICA: di probabili origini romane, fu occupata dal 1474 al 1878 dagli Ottomani.

Conosciuta come Titograd ai tempi della federazione jugoslava, la città, capitale del Montenegro, ospita industrie estrattive della bauxite, metallurgiche, chimiche, tessili, del tabacco.

È sede dell'università del paese, istituita nel 1974.

 

   
 


Il territorio del Montenegro era occupato dagli Illiri che entrarono in contatto prima con le colonie greche sulle coste albanesi e poi con i Romani che li assoggettarono nel II secolo a.C.

La morfologia del territorio, di difficile accesso, protesse il paese nei secoli successvi dalle invasioni barbariche, slave e ottomane: a partire dal XIV secolo si organizzò come stato teocratico governato da vladike, vescovi ortodossi, in un primo tempo eletti, poi dal potere ereditario nella linea di successione da zio a nipote. I Turchi vi esercitarono solamente un'influenza esterna.

Anche la sua indipendenza venne riconosciuta dal Congresso di Berlino del 1878.

Nel 1918 proclamò l'annessione alla Serbia e prese quindi parte al Regno di Serbia, Slovenia e Croazia.

Nella seconda guerra mondiale venne occupato dagli Italiani che vi crearono un regno fantoccio dal 1941 al 1943, quando nacque un movimento partigiano che instauro un governo dei soviet represso da Tito.

Nel 1945 entra a far parte della Jugoslavia, rimanendo sempre all'ombra della Serbia. Quando la federazione entra in crisi nel 1991, Serbia e Montenegro riconfermano il legame federale nel 1992, ma i montenegrini cercano di acquisire maggiore autonomia, premendo perché vengano riconosciuti maggiori poteri al presidente della federazione. In questa prospettiva nel 2003 la federazione della Jugoslavia cambia nome assumendo quello dei due stati che la costituiscono: nasce la federazione di Serbia e Montenegro, che permane fino al 21 maggio 2006, quando, attraverso un referendum previsto dalla revisione costituzionale del 2003, i montenegrini si esprimono per la piena autonomia del paese con più del 55% dei voti a favore.