I primi abitanti del territorio furono gli Illiri.
I Romani la occuparono tra I secolo a.C. e I secolo d.C. e la divisero tra le province di Dalmazia e Pannonia.
Subì le invasioni degli Ostrogoti e degli Avari; nel
533 passò ai Bizantini dell'impero romano d'oriente che vi
favorino la diffusione dei croati.
Nel X secolo Bisanzio riconosce l'autonomia del regno croato,
che nel 1102 viene inglobato al regno d'Ungheria, con l'esclusione
dell'Istria e della fascia costiera occupato dai Veneziani all'inizio
del XV secolo.
Gli Ottomani occupano gran parte del territorio nel 1527, ma vengono respinti dagli Asburgo nel 1638.
Dal 1867 ottiene parziale autonomia dall'impero asburgico e
dopo la sua dissoluzione, nel primo dopoguerra, costituisce nel 1921 il
Regno di Slovenia, Serbia e Croazia, che nel 1929 diventa regno di
Jugoslavia.
Nella seconda guerra mondiale si schiera con i nazisti e si
trasforma nel regno fantoccio di Croazia dal 1941 e 1945.
Successivamente la repubblica di Croazia è uno dei sei membri
della federazione jugoslava fino al 1991, quando dichiara la propria
indipendenza, ottenendo subito il riconoscimento internazionale. Non
riesce però a evitare di essere coinvolta, tra 1991 e 1992,
nella crisi jugoslava per l'intervento dell'esercito serbo a difesa
delle minoranze serbe in Slavonia, Dalmazia e Krajina. I croati
rimangono coinvolti nella guerra, spostatasi in Bosnia e in Erzegovina,
fino alla sua conclusione nel 1995, subendo le distruzioni e i massacri
di Vukovar e Dubrovnik.