
by Mario Giorda
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| L'appiglio
e' lontano. Una piccola tacca in un mare di roccia ma se
lo tengo sarò fuori. La salita e' dura , un ultimo sforzo e sarò arrivato . Il pendio e' ripido, il ghiaccio è duro, le lame delle mie picozze vibrano ad ogni colpo ma proseguo nel mio intento. Questi e tanti altri pensieri nella mente di ciascuno di noi si accavallano intrecciandosi col ricordo di giornate vissute faticosamente e intensamente. Tutti hanno un unico denominatore: la fatica. Scaricare la tensione accumulata nel nostro vivere quotidiano con performances personali ci aiuta ad essere più sereni con noi stessi . Qualsiasi attività sportiva praticata viene vissuta in modo del tutto personale, la interpretiamo e gustiamo senza riuscire ad esternarla ad altri. Una minima emozione fa scaturire in noi qualcosa che non può essere condiviso da altri. Ognuno ha reazioni diverse derivanti dal proprio modo di vivere il momento. L'andare in montagna, attaccarsi agli attrezzi, filare la corda, rinviare il moschettone e poi salire non e' solo uno scaricare le tensioni, ma rappresenta la ricerca di un cammino interiore , del nostro inseguire la "verità" sulla vita , sul nostro "essere" e sul nostro cammino personale. Forse non arriveremo mai a
scoprirla ma sicuramente vivere questa ricerca interiore
ci aiuta a vivere in modo migliore e più intenso
rendendoci consapevoli e capaci di apprezzare ogni
situazione accettandone levolversi.
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