l'armonia coniugale e familiare, considerazioni economiche, cortesia, quiete, rispetto, buon senso, tutto passa in second' ordine di fronte ai desideri dei bambini. E le conseguenze sono spesso dannose: quei bambini diventano adulti ansiosi, annoiati e depressi, incapaci di accettare una delusione o un dolore, insensibili alle esigenze del prossimo. Non è la prima volta che si parla del fenomeno. La psicologia infantile se ne occupa da tempo. E' stato già detto che la generazione dei "baby boomers", i nati durante il boom economico del dopoguerra, è l'ultima che ha obbedito ai propri genitori e la prima che obbedisce ai propri figli. Sono usciti diversi manuali sui "no che fanno bene ai bambini". Lo studio della dottoressa Mamen si distingue per un decalogo di regole (sono quelle pubblicate in questa pagina) con cui tentare di riparare il danno e per un linguaggio più manageriale che psicoanalitico. " I genitori devono immaginarsi nel ruolo di un consiglio d'amministrazione", dice l'autrice del saggio. "Loro guidano l'azienda familiare e i figli sono dipendenti, questo va spiegato molto esplicitamente ai bambini, che in realtà hanno bisogno di sapere quale sia esattamente il loro posto". La psicologa canadese ricorre alla metafora del management non per privare la vita familiare di qualsiasi sentimento, ma per iniettare un po' di logica in situazioni altamente emotive." Non suggerisco un ritorno alla ferrea disciplina vittoriana, secondo cui i bambini dovevano essere "visti, non sentiti". cioè tacere a meno di essere interrogati". conclude Maggie Mamen. " Ma devono imparare a lasciar parlare i grandi senza interrompere, ad avere pazienza e anche a convivere con la noia. Che è l'ingrediente dal quale, come sosteneva Einstein, sboccia la creatività".

                                                  vai a vedere le 6 proposte qui sotto dopo l'intervista

  L'intervista  :Maria Rita Parsi: "Dire no aiuta a crescere"

di MARIA STELLA CONTE

Maria Rita Parsi, genitori e figli viziati: un tema molto dibattuto anche in Italia. A che punto siamo?

"Da noi li abbiamo ribattezzati i "bambini tiranni", bambini che impongono le proprie scelte, che dettano legge nei consumi poichè chiedono cose in cambio del tempo che non gli viene dato e che soggiogano i genitori facendoli sentire in colpa per la loro "assenza".

Bambini incapaci di sentirsi dire un"no"?

"Dire un "no" è sempre molto faticoso: è una scelta dolorosa ma che aiuta a crescere i piccoli. Il punto è che i nostri sono sono sempre più spesso figli di coppie mature che hanno a lungo meditato se e quando diventare genitori; quando questo avviene spesso la coppia viene colta da un sentimento di inadeguatezza, dal timore di non capire e "rovinare" quel capolavoro che è il loro unico figlio"

Le sembra possibile immaginare la famiglia come una azienda e i figli come dipendenti che devono ascoltare senza interrompere?

"Ritengo che se c'è una cosa della quale i figli hanno bisogno, è quella di essere ascoltati, ma ascoltati davvero. E hanno bisogno del tempo dei loro genitori, per giocare, ridere, pensare insieme; hanno bisogno di genitori che siano un esempio da seguire, per discutere e dai quali sentirsi dire "no". E' inutile accusare i bambini di essere consumisti, quando in famiglia vedono la madre o il padre essere a loro volta dipendenti da altre e diverse forme di consumo".

Si può fare marcia indietro?

" Sì, si può chiedere aiuto ad un mediatore. Ma anche fermarsi, guardarsi negli occhi e progettare una nuova strategia: stabilire delle regole che i genitori dovranno far rispettare. Poche regole, ma che siano inderogabili".

le 6 proposte

le sei proposte

 1.DITE LORO CHIARAMENTE COSA PENSATE

"Sono le nove e si va a letto senza discutere"

 2.USATE LA COMUNICAZIONE NON-VERBALE

Rimuovere silenziosamente un piatto dice di più che ripetere di mangiare più in fretta

 3.CHIARITE LA DIFFERENZA TRA UN SUGGERIMENTO E UN ORDINE

"Non ti sto dicendo che bisognerebbe fare ordine, ti sto chiedendo di farlo"

 4.DECIDETE COSA VOLETE INSEGNARE LORO

Piuttosto che insegnar loro a non fare certe cose, insegnate loro cosa fare

 5.L'APPROCCIO DEL "PADRINO" (L'OFFERTA CHE NON POSSONO RIFIUTARE)

"Spegni tu la TV all'ora stabilita e potrai riaccenderla la prossima volta"

 6.L'APPROCCIO DEL COW-BOY

Non abbassate lo sguardo per primi. Non dite, " è l'ultima volta che ti accontento"

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Maria Montessori fondò

la Casa dei Bambini nel 1907.

In un ambiente adatto, il bimbo

seguendo sviluppo e

istinti-guida, accende

da solo l'interessa ad

apprendere, a costruire.

 

 

 

 

Il 17 settembre 1919

nasce la Scuola Waldorf

voluta da Rudolf Steiner.

Tutte le materie sono

improntate all'arte e

collegate alla vita

pratica: visite a artigiani

e contadini.