FIGLIE DI BETLEM

FIGLIE DI BETLEM

via Novara 540 - 20153 Milano

Tel. 02 3810 3163

 


Mia figlia Costanza frequenta la seconda Elementare. Anzi, come si dice oggi, la seconda classe della Scuola Primaria.

 

La scuola ha:

UNA SCUOLA DELL’INFANZIA

UNA SCUOLA PRIMARIA. Vi è una sola sezione dalla Prima alla Quinta.

UNA SCUOLA MEDIA. Anche qui, come nella primaria c’è solo una sezione.

 

La scuola è una piccola oasi di pace,

Ø       con classi molto più piccole della scuola pubblica,

Ø       con costi contenuti, che per un quarto sono pagate dal Signor Formigoni che ha istituito il contributo regionale

Ø       con le suore che attraverso un’opera volontaria e gratuita garantiscono sorveglianza e servizi. Insomma terrò lì Costanza sino alla terza Media.

 

Dentro la scuola c’è:

Ø       Un immenso orto che i bimbi usano in primavera per delle coltivazioni

Ø       Un teatro per le rappresentazioni teatrali che, all’occorrenza, funge anche da Aula Magna

Ø       Una chiesa dove, 3 volte all’anno, sono tenute delle celebrazioni liturgiche

Ø       Un laboratorio di informatica

Ø       Una palestra

Ø       Tanto, tanto, tanto spazio libero dove i bambini possono correre, giocare, saltare e fare sport

Ø       Ma soprattutto  un clima di grande semplicità e di pace.

 

Per me che insegno in una scuola pubblica, è un gran sollievo vedere ogni mattina Costanza accolta dal sorriso affettuoso e sorridente di Suor Ezinda anziché dal ghigno incazzato della bidella precaria da 20 anni e in lotta con il mondo intero.

Quando la mattina accompagno Costanza a scuola vado molto di corsa. La tiro giù dal letto urlandole “Sbrigati a vestirti! Oggi è la volta buona che arriverò in ritardo”. Costy ha sette anni, però ha già capito che non sono efficiente come la mamma. Così mi risponde sorniona: “Ma domani dovrai accompagnarmi ancora tu?”. Poi è una corsa disperata verso la sua scuola. Giungo lì che sono mediamente le 7,28. Dietro una vetrata che si apre automaticamente si scorge, nascosto ancora nella semioscurità, il volto radioso della vecchia suorina che ha appena finito di recitare le lodi. E vedo Costanza entrare contenta. Ogni mattina che partecipo a questa scena recito l’unica preghiera della mia giornata “Signore, quando incontrerò i miei studenti, fammi ricordare che sono tuoi figli e il bene più grande per una mamma e un papà che li hanno messi nelle mie mani”.