
9° Reggimento d’assalto paracadutisti “COL MOSCHIN”
Il 9º Reggimento d'Assalto Paracadutisti "Col
Moschin" è comunemente chiamato il Nono. Il Reggimento Col
Moschin appartiene alla Brigata Paracadutisti Folgore e tiene in custodia la bandiera
del X Reggimento Arditi, del quale ha ereditato l'anno di costituzione (1918) e
le mostrine (fiamme nere), riadottate nel 2006.
Dal 1995, nel quadro di ristrutturazione dell'Esercito Italiano, è passato da Battaglione a Reggimento.
La base centrale del Reggimento è a Livorno
presso la caserma "Vannucci". Esiste anche un centro di
addestramento, denominato Base Addestramento Incursori (BAI) a Pisa,
situato nel parco regionale di San Rossore (ex tenuta presidenziale) vicino alla foce
del fiume Arno, che viene utilizzato per le attività anfibie e subacquee
del reggimento.
Storia
Prima guerra mondiale La storia del Reggimento può essere associata a quella di
alcune unità di Arditi della Prima guerra mondiale, quale il IX Reparto d'Assalto. Gli
arditi si imposero sulla scena militare, guadagnandosi una fama impressionante
grazie ai loro atti di eroismo e per la violenza delle loro azioni. Gli arditi
erano specialisti degli assalti con lancio di bombe a mano e con combattimenti
all'arma bianca nelle trincee nemiche. Il IX Reparto, in particolare, si
distinse sul monte Grappa, dove fu protagonista della riconquista di alcune
posizioni austriache sul Col Moschin, sul Col della Berretta e sull'Asolone.
Seconda guerra mondiale Il 20 luglio
1942
si costituisce a Santa Severa un Reggimento Arditi che pochi mesi dopo viene
denominato X Reggimento Arditi. Il reparto, con mostrina dalle fiamme azzurre,
opera alle dipendenze dell'Ufficio Operazioni dello Stato Maggiore. Impiegato
in operazioni dietro le linee nemiche in Tunisia,
Algeria,
e nella Sicilia liberata dagli Alleati, cessa di esistere l'8 settembre del 1943. Il I battaglione dislocato in Sardegna,
si riordina nel 1944 in IX Reparto d'Assalto e partecipa alla Guerra di
Liberazione, inquadrato nel Gruppo di Combattimento "Legnano".
Dopoguerra Smobilitato nel 1946, viene ricostituito come compagnia presso la Scuola di
Fanteria a Cesano nel 1953, ed un anno dopo diviene Reparto Sabotatori
Paracadutisti. Assegnato alla scuola di paracadutismo di Pisa
nel 1957, diviene Battaglione Sabotatori Paracadutisti il 25 settembre 1961. Segue quindi le sorti della rinata
Folgore, e nel 1975 assume la denominazione di 9º Battaglione d'Assalto
Paracadutisti "Col Moschin".
Operatività
Il reparto è stato protagonista di numerose operazioni militari ed
antiterroristiche in tutto il mondo, ed è l'unico ad aver partecipato a
tutte le missioni all'estero dell'Esercito Italiano dal dopoguerra ad oggi.
Selezione e formazione
I candidati al reparto vengono scelti attraverso un iter selettivo della durata
di due settimane, e attraverso un lungo ciclo addestrativo, della durata di
circa due anni. La selezione e l'addestramento iniziale vengono svolti insieme
ai candidati per il 185° Reggimento Paracadutisti Ricognizione
Acquisizione Obiettivi "Folgore" e per il 4º Reggimento Alpini Paracadutisti "Btg Monte
Cervino", per poi proseguire la formazione specifica presso i
loro reparti di destinazione.
Corso Operatore Basico per Operazioni Speciali
Chi supera entrambe le fasi di selezione (preselezione fisica e tirocinio)
viene ammesso al frequentazione di uno dei quattro o cinque (dipende dal
disponibilità di personale e fondi) corsi OBOS (Operatore Basico Operazioni
Speciali) organizzati annualmente dal RAFOS (Reparto Addestramento Forze
Operazioni Speciali) suddivisi in blocchi di circa 25 allievi ciascuno (alcuni
posti sono riservati ai candidati per il 17° Stormo Incursori dell’Aeronautica
Militare). Tale corso dura 31 settimane, ed attualmente include:
- 4 settimane dedicate al conseguimento del
brevetto di paracadutismo con la fune di vincolo, per chi non è risulta
titolare, presso il CAPAR di Pisa.
- 8 settimane dedicate alla formazione teorico
pratica sulla topografia, alle marce topografiche, all’apprendimento delle
tecniche di orientamento e di navigazione terrestre.
- 15 settimane sulle Procedure Tecnico Tattiche
(PTT) delle FOS. La fase PTT per FOS costituisce il cuore della formazione
OBOS ed è destinata all’addestramento individuale e di nucleo al combattimento
e all’apprendimento delle tattiche e procedure operative standard
delle minori unità FOS. Vengono curati nel dettaglio tutti gli aspetti
relativi all’uso appropriato dell’equipaggiamento, le tecniche di
mascheramento, mimetizzazione, movimento tattico, superamento ostacoli e
mobilità verticale. Sono acquisiti i necessari automatismi nella
predisposizione delle soste, dei bivacchi, nelle procedure di
riordinamento e di reazione automatica immediata in caso di
compromissione. Tre settimane sono dedicate alla ricerca, acquisizione e
sorveglianza degli obiettivi, due invece alle azioni dirette su obiettivi
tattici. Si prosegue con tattiche di combattimento e pattugliamento in
ambiente urbano, predisposizione di zone di atterraggio elicotteri e
tecniche di ricerca ed inganno.
- 4 settimane di addestramenti tecnici specifici:
sulle trasmissioni, una settimana sulle procedure di pronto soccorso e
medicina tattica, e la frequenza di un corso che ricalca il BLS (Basic
Life Support) statunitense, che risente delle restrizioni vigenti in
Italia, su come intervenire tempestivamente in caso di ferite d’arma da
fuoco, sulle manovre salvavita e sulle procedure di
rianimazione cardio-polmonare, approfondimenti
su armi e tiro (diurno e notturno) e pianificazioni delle operazioni
militari.
Il corso si conclude con una esercitazione
continuativa di due settimane e con degli esami finali. Gli allievi ritenuti
idonei iniziano la fase di specializzazione, diversa per ogni reparto di
destinazione finale. Tale corso, dopo il tirocinio di selezione, può essere
tentato solo una volta, tuttavia coloro che, per motivi di salute (ad esempio
in incidenti/infortuni durante il corso), devono abbandonare l’OBOS, potranno
ricominciare dal punto in cui si sono fermati nel successivo corso.
Addestramento
Dopo aver superato con successo il corso Operatore Basico Operazioni Speciali –
OBOS, i futuri incursori rimangono al RAFOS per iniziare l’addestramento
specialistico. L’iter di specializzazione è suddiviso in due fasi: la
Specializzazione Paracadutista Guastatore di 26 settimane, ed il
Perfezionamento per Incursore Paracadutista di 36.
Specializzazione Guastatore Paracadutista
La Specializzazione Paracadutista Guastatore 80/B, della durata di 26
settimane, condotto, come nell'OBOS, da istruttori di grande esperienza
assegnati al RAFOS a rotazione dalle compagnie operative del Nono, che seguono
i candidati in ogni momento dell’addestramento, fornendo insegnamenti tecnico
tattici, e dispensando consigli, rincuorando gli incerti e valutando
continuamente il loro profilo fisico e morale, per materie specifiche sono
affiancati da istruttori fissi, normalmente degli incursori marescialli
“anziani”.
La Fase di Specializzazione Paracadutista Guastatore si tiene interamente
presso il RAFOS e si suddivide a sua volta in tre corsi:
- Sopravvivenza, evasione e fuga, resistenza agli
interrogatori, della durata di 3 settimane, che insegna su come
sopravvivere in qualsiasi ambiente, le tecniche di evasione e fuga, e di
resistenza agli interrogatori. Sono tre settimane molto impegnative, che
determinano spesso l’eliminazione di chi aveva superato senza problemi il
corso OBOS. Gli allievi sono proiettati in un ambiente sconosciuto, in
assoluta solitudine, per affrontare prove di sopravvivenza che inducono un
profondo senso di insicurezza e di isolamento. Si svolge sia in Toscana
sia in Sardegna e prevede anche una fase di sopravvivenza in mare. Un
ulteriore periodo, in genere affrontato successivamente al reparto,
riguarda la sopravvivenza in ambiente montano innevato ed in zone di clima
rigido.
- Corso Maneggio Esplosivi, della durata di 8
settimane, che insegna le tecniche e le procedure di maneggio degli
esplosivi, sulle tecniche di sabotaggio e di demolizione speditiva. La
completa formazione di tutti gli operatori in questo specifico settore
viene visto dagli ufficiali del Reggimento come un fattore di flessibilità
ed un motivo di vanto nella comunità internazionale delle forze
speciali.
- Procedure Tecnico Tattiche per Forze Speciali,
della durata di 15 settimane, per l'approfondimento delle procedure del
distaccamento operativo incursori nelle situazioni tipiche d’impiego. Il
corso include una serie di addestramenti della durata di una o due
settimane. Due sono dedicate alla mobilità per FS, per l’apprendimento
delle tattiche d’impiego e di sicurezza della pattuglia motorizzata, il
cui utilizzo è divenuto preminente nelle missioni più recenti, e le
predisposizioni da attuarsi in caso di contatto (RIA sui mezzi).
- Due ulteriori settimane approfondiscono le modalità
di aerocooperazione per FS, con particolare riguardo all’impiego degli
elicotteri; due riguardano le azioni dirette e gli interventi di
antiterrorismo; due le procedure di scorta e protezione ravvicinata di
personalità (close protection e tiro istintivo); due infine le tecniche di
mobilità e combattimento in montagna per forze speciali.
- Addestramenti specifici di una settimana che
toccano i temi delle operazioni in ambiente NBC (Nuclear Biological
Chemical – Nucleare Biologico Chimico), della medicina tattica avanzata
per FS, della ricognizione speciale e delle procedure Humint (Human
Intelligence) di raccolta informativa per forze speciali. Nelle restanti
viene approfondita la conoscenza di tutte le armi leggere in dotazione al
reparto e gli allievi frequentano un ciclo di lezioni sulla
fotointerpretazione delle riprese aeree.
- Un’ultima settimana è dedicata agli esami
conclusivi del corso. Al termine, conseguito il brevetto di Guastatore
Paracadutista, l’allievo affronterà la fase successiva, il corso di
qualificazione Incursore Paracadutista.
Perfezionamento Incursore Paracadutista
I candidati, che hanno terminato con successo la prima fase di
specializzazione, iniziano quella di Perfezionamento per Incursore
Paracadutista, della durata di 36 settimane, che ha lo scopo di completare la
formazione degli allievi e specializzare il personale e renderlo in grado di
operare nei diversi ambienti e scenari di impiego peculiari delle forze
speciali. Il perfezionamento include una serie di corsi di durata variabile
gestiti direttamente dal RAFOS o svolti presso enti scolastici esterni. E sono
i seguenti:
- Corso Riconoscimento Mezzi e Materiali, della
durata di 3 settimane, per la conoscenza e riconoscimento delle armi, i
mezzi ed le uniformi di alcune forze armate straniere. In passato era
dedicato essenzialmente ai materiali dei paesi del Patto di Varsavia,
mentre oggi la materia d’interesse ha carattere più generale.
- Corso Combattimento in Ambienti Ristretti (CAR),
della durata di 5 settimane, che approfondisce ulteriormente le tecniche
di tiro istintivo e ravvicinato, per l’acquisizione degli automatismi
necessari ad operare nelle missioni di controterrorismo e di liberazione
ostaggi. Avvalendosi di apposite strutture, le cosiddette “killing
house” (case di morte), che sorgono nelle vicinanze di Livorno, dove
vengono provate e riprovate irruzioni ed interventi nei più disparati
scenari, contro obiettivi posti all’interno di edifici, autobus, aerei,
treni ecc.
- Corso Operatore Radio e Trasmissioni per Forze Speciali,
della durata di 3 settimane, che abilita all'uso dei vari e sofisticati
apparati per le comunicazioni in dotazione, impiegati dal Reggimento,
diversi da quelle in dotazione ai corpi convenzionali.
- Corso di mobilità anfibia, della durata di sei settimane,
per l'apprendimento delle tecniche delle operazioni anfibie, che include
esercitazioni di navigazione diurna e notturna con gommoni con motore
fuoribordo, pratica del nuoto operativo di superficie, messa a mare e
recupero veloce da imbarcazioni in movimento, e conoscenza teorica e
pratica dei mezzi nautici in dotazione al reparto: battelli a scafo
rigido, canoe, gommoni autogonfianti a scafo rigido. Al termine del corso,
della durata di sette settimane, viene conseguita la patente nautica per
l'impiego dei mezzi più piccoli entro la fascia costiera delle 12
miglia.
La formazione affidata ad altri Enti è essenzialmente
quella relativa alla mobilità ambientale, che include:
- Corso di Paracadutismo con la Tecnica della
Caduta Libera (TCL), al superamento del traguardo di 20 lanci con la
tecnica della fune di vincolo; si svolge presso il Centro Addestramento
Paracadutismo (CAPAR) di Pisa per un periodo compreso tra le cinque e le
sei settimane, durante le quali si effettuano lanci ad apertura comandata
da una altezza massima di 3-4000 metri (10.000 piedi).
- Corso Addestramento Alpinistico, presso il Centro
Addestramento Alpino (CEALP) di Aosta, della durata di 4 settimane, per
fornire le conoscenze fondamentali relative alle tecniche d'arrampicata e
movimento in montagna, necessarie a conferire la capacità di operare in
ambienti montani in condizioni di sicurezza. È una fase basica che non
contempla gli aspetti puramente tattici, e richiede pertanto un successivo
approfondimento al reparto per l'inserimento delle tematiche
specificamente operative.
- Corso Basico di Addestramento Sciistico, sempre
presso il CEALP di Aosta, della durata di quattro settimane dedicate
all'apprendimento delle tecniche di movimento in montagna in ambiente innevato:
sci alpinistico e sci di fondo, prevenzione delle valanghe e sopravvivenza
in climi freddi. Anche in questo corso, le tematiche apprese andranno
inserite in un contesto tattico con successive esercitazioni al
reparto.
- Corso Basico di Lingua Inglese, della durata di 5
settimane, presso la SLEE (Scuola di Lingue Estere dell’Esercito) di
Perugia, o presso istituti scolastici convenzionati a Livorno.
L'importanza della collaborazione internazionale, ed il frequente
inserimento degli operatori in strutture multinazionali, richiede una
conoscenza generalizzata di tale lingua, su cui innestare successivi
approfondimenti.
Al termine di questo lungo processo formativo, della
durata di 93 settimane, i pochi candidati rimasti ricevono l'agognato brevetto
da Incursore Paracadutista, e transitano in un distaccamento di compagnia
operativa dove, affiancati da colleghi esperti, apprenderanno "sul
campo" i mille segreti del loro difficile mestiere.
Corsi Ulteriori La formazione degli incursori, che non si può mai definire
conclusa, prosegue anche durante l'impiego presso le compagnie operative. Con
la frequenza di ulteriori corsi di specializzazione, sia in Italia che
all’estero, i singoli operatori potranno incrementare il loro bagaglio di
conoscenze, compatibilmente con le loro attitudini specifiche e con le
necessità organiche del reparto, ed ampliare le loro possibilità d’intervento e
di approfondire specifiche professionalità.