MARIA SS. DELLA CONSOLAZIONE
E LA SUA CHIESA
AL RIONE VILLA A SAN GIOVANNI


Queste pagine vogliono ricordare la antichità, la bellezza e la profondità della devozione del popolo del Rione Villa a San Giovanni a Teduccio in Napoli verso Maria SS.ma della Consolazione, ed esse, pubblicate nel giorno in cui, dopo secoli di speranze, si apre al culto la nuova Chiesa a Maria della Consolazione dedicata, vogliono anche esprimere il devoto, riconoscente, filiale attaccamento, del Parroco e dei Fedeli, a Sua Eminenza Rev.ma il Sig. Cardinale Alfonso Castaldo Arcivescovo di Napoli per la paterna protezione accordata ad ogni sforzo e ad ogni iniziativa e per avere voluto con la propria presenza onorare con la dignità della Porpora questo giorno caro ai Fedeli della Madonna. La devozione alla Vergine Santissima della Consolazione al Rione Villa a San Giovanni a Teduccio affonda nei secoli le sue origini. Nella vita degli uomini la durezza degli eventi o la tragicità dei casi, o l'accumularsi delle incomprensioni, o infiniti altri motivi, sia obiettivi che subiettivi, determinano stati di angoscia, di abbattimento, di sfiducia nelle proprie forze o nella altrui solidarietà e fratellanza. Essi porterebbero alla resa ed al crollo dell'individuo se questi non trovasse conforto nella Fede, se non avesse a riprendere coraggio ed energia nel sereno abbandono confortatore che la Fede consente e Maria Santissima largisce con dolcezza di Madre, con ampiezza divina, con quella missione protettiva che Ella si ebbe solennemente attribuita ed esaltata ai piedi stessi della Croce cioè nell'alta solennità della più grande Tragedia che l'umanità ricordi. È li, nella Tragedia della umanità che perseguita il Cristo, che osa attentare alla Sapienza, alla Bontà, alla somma di tutte le virtù esaltate nell'Uomo-Dio e questi oltraggia anche come Dio, è lì che nasce la Vita e la Luce per la` umanità tutta; è in questa estrema, alta, inarrivabile sofferenza, ove il morale ed il materiale sopportano il più alto e non pensabile trauma ed oltraggio, che nasce la riscossa del Cristo e della umanità Cristiana. E nasce quindi solenne il monito e l'insegnamento che, quando tutto sembra finito quando il nostro fisico sembra incapace ad ogni ulteriore resistenza, quando la nostra forza morale vacilla e sembra travolta, quando tutto sembra perduto (Signore perché mi hai abbandonato?) allora Dio? Nostro Signore, Vita e Verità nostra, ci offre nuova e più alta luce confortatrice, che con nuove forze e nuove energie ci porta a riprendere la nostra missione su questa terra, con nuove speranze e rinnovellata fede. E a farci degni di sperare, a confortarci, a consolarci ecco che soccorre Maria Santissima che il popolo fedele, nei secoli, ha sentita vicina nella tribolazione ed ha onorato sotto il titolo della Consolazione. Titolo quanto mai vicino a tutti gli uomini, ma estremamente più caro e vicino alla particolare situazione dei fedeli del Rione Villa a San Giovanni. Rione popolarissimo dove le asprezze della vita, pur comuni a tutti gli uomini, acquistano però particolari aspetti acuti, immediati, totali che inducono più facilmente alla tragica visione del “tutto è finito ” Ma allora un pensiero a Maria Santissima della Consolazione, una invocazione alla Madre degli afflitti e ogni tragedia si ridimensiona, ogni sofferenza si allevia, la serenità riprende il dominio e consente un giudizio saggio, una azione idonea, una nuova forza, una nuova luce. Accompagnati da questa fede, sorretti dalla Madre della Consolazione, i fedeli del Rione Villa si sono sentiti protetti nei secoli e dalle loro case, ancora ordinate “ a cortile ”, nei quali una certa ,promiscuità di vita rende più comune e fraterna la lietezza e la tribolazione, hanno levato le loro invocazioni, hanno proclamata la loro riconoscenza, hanno sentito il dovere di vivere la loro vita terrena con la forza, la certezza, la fiducia che ad essi conferisce la loro personalità morale di credenti. E non a caso, questo culto a Maria della Consolazione, che essi praticano da tempo infinito, amano illuminarlo con la Pia tradizione della conversione di un maomettano d'Africa, quasi a proclamare la certezza del trionfo della fede Cristiana e la fraternità fra tutti gli uomini. Narra la Pia tradizione che circa il secolo XVIII un maomettano di razza negra, addetto al servizio dei Marchesi di Casanova, ed abitante in quel complesso di case e di cortili passato poi ai Marchesi Della Valle e quindi alla Contessa Garzilli Murena, che oggi ancora li possiede, era incaricato di accendere ogni giorno la lampada alla edicola della Madonna della Consolazione sistemata sul ripiano di una delle scale, ed egli adempiva all'incarico come ad ogni altra e qualsiasi mansione del proprio servizio. Non mancavano i fedeli di sollecitare il giovane maomettano ad abbracciare la fede cattolica, ma egli usava ripetere che lo avrebbe fatto soltanto se la Vergine gli avesse parlato ordinandogli di farlo. Venne il giorno del grande prodigio ed il giovane, nel momento in cui si accingeva ad accendere la lampada votiva, sentì chiara una voce: “Giovanni battezzati ” La Madonna lo chiamava, come ogni madre, per nome e gli indicava la via del Cielo. Fu colpito il giovane dal prodigio e chiese il battesimo ed appena ottenutolo, morì; novello segno della Materna., protezione di Maria che volle assicurargli la più!: alta e definitiva Consolazione: quella della vita eterna. Fortemente turbò gli animi di tutti questo avvenimento e ad esso si fa risalire la idea di dare, pur nella povertà generale della zona, una miglior sede alla edicola di Maria SS. ma; si sistemò tutto un locale a `piccola Chiesa con ingresso proprio dalla strada e con la possibilità di officiare, e di fare della Immagine venerata il centro della piena attività del Culto Religioso della zona.. Così sorse la prima piccola Chiesa in un terraneo di proprietà dei marchesi Capecelatro, passato poi ai successivi proprietari dal comprensorio di case, fino alla odierna proprietaria Contessa Clorinda Garzilli Murena.. Si raccolsero per secoli, con fede infinita i fedeli ogni giorno in preghiera; parteciparono alle solenni manifestazioni in onore della loro Specialissima Protettrice; elevarono le loro invocazioni doloranti nel silenzio raccolto della preghiera, si unirono, nelle calorie collettive in fraterno coro a chiedere o a ringraziare, nei bombardamenti, nelle eruzioni, nelle invasioni; portarono i loro segni di riconoscenza negli ex voti; affidarono i propri figli; pregarono per conservare i propri genitori. Vissero, palpitarono, amarono, sempre intorno a Maria della Consolazione, e la vita fu salva o fu santa, i palpiti furono gioia e serenità, I'amore fu sano fraterno, forte; e tutti sotto lo sguardo di Lei divenne luce e bellezza. Per secoli folle infinite innanzi al piccolo altare che nemmeno vedevano, legati tra loro e con Maria, da un profondo vincolo di fede penarono e vissero e se poco potettero dare alla bellezza della piccola Chiesa molto moltissimo diedero di devota fede, di fervore di doni spirituali, accogliendo umilmente nei loro spiriti gli insegnamenti confortatori della fede. Ed i sacerdoti preposti a reggere questa piccola Chiesa vi trovarono il grande campo, fecondo e fertile del loro apostolato. Apostolato esercitato sempre con zelo infinito, con devozione, con amore per le anime a ciascuno affidate. Esercitarono il culto con intensità, con Messe, Benedizioni, Predicazioni, Esercizi, Insegnamento, con la diuturna fatica che nemmeno un grande tempio richiede e sempre con infinita carità per tutte le debolezze, le miserie le tribolazioni. Resta di tutti un monumento vivo in questa folla fedele di fedeli anche se non restano i nomi di tutti. Ricorderemo tra i più recenti il sac. Paduano, il sac. Ciro Facciolla che fu rettore attivo e zelante dal 1922 al 1936, il sac. Giovanni Langella che gli successe fino al 1939 e che tra l'altro sostituì una antica preghiera a Maria della Consolazione con altra bella preghiera che riportiamo più oltre e che viene elevata con grande fervore dai fedeli invocanti ai piedi della Vergine Santa. Finalmente nel 1939 raccolse così antica e nobile tradizione il Rev. Sac. Pasquale Accardo, poi nominato Parroco, il quale con zelo tenace e profondo, con animo alacre e sereno, con pietà devota e assidua, esercita da lustri il suo Sacro Ministero ed al quale questo Comitato vuol tributare un fervido ringraziamento per la dignitosa altezza alla quale ha elevata e tenuta la Sua Missione e per l'impulso concreto, definitivo e coronato da successo dato alla iniziativa da lui presa per la costruzione di una nuova, vera e degna Chiesa dedicata a Maria della Consolazione, sogno questo che oggi con l'aiuto di Dio si realizza. Infatti l'idea di costruire una nuova Chiesa fu sottoposta dal Parroco Accardo a S. E. il Cardinale Ascalesi fin dal 1939 e fin da allora furono condotti studi e tentativi per la realizzazione pratica dell'opera. Si pensò anche di erigere una Parrocchia sia per corrispondere alle esigenze dei fedeli e sia per facilitare la costruzione della nuova Chiesa. Questa faticosa attività si svolse per lunghi anni, e riprese dopo la interruzione della guerra, richiamando l'attenzione, il consenso e il benevole aiuto del compianto cardinale Mimmi nonché dell'attuale Cardinale Alfonso Castaldo che ha seguito ed aiutato ogni sforzo fin da quando era ausiliare dell'Eminentissimo Ascalesi. Nel 1957 si potè acquistare a favorevole condizioni dal cav. Masullo il suolo ma si dovette ancora penare per difenderlo da pretese espropiazioni per leggi speciali. La contessa Clorinda Garzilli Murena a cui si appartiene il locale della Chiesetta antica e la immagine della Madonna, ammirata dal fervore di zelo del Parroco Accardo e riconoscendo che maggiore onore veniva fatto a Maria SS ma con la costruzione del nuovo tempio, aderì con devozione a cedere l'Immagine Venerata perchè trionfasse nella nuova Chiesa e volle inoltre dare tutto l'aiuto che fosse in grado di dare. Oggi finalmente si sono ottenute tutte le approvazioni; si è provveduto a tutti gli infiniti adempimenti amministrativi si è predisposto un progetto studiato dall'architetto Vincenzo Gentile, si sono convogliati i fondi occorrenti, ricevendoli da varie fonti, compresa la commovente settimanale sottoscrizione di poche lire praticata da tutti i fedeli del Rione, si è appaltata l'opera all'impresa Porzio sotto la direzione dell' Ing. Pasquale - Guida della Curia Arcivescovile; si e già- avuta la benedizione delle Campane e si attende oggi l'apertura al Culto che solennemente si compiace di fare Sua Eminenza il Cardinale Arcivescovo il quale già il 26 febbraio 1961 si compiacque di porre e benedire la prima pietra. In quella fausta circostanza tra il commosso giubilo dei fedeli plaudenti Sua Eminenza Castaldo si compiacque rispondere al devoto indirizzo rivoltogli dal Parroco Accardo, con una allocuzione nella quale tra l'altro disse: E’ scoccata l'ora fissata da Dio per la grazia che concede la Vergine Santissima a questo popolo, al Parroco, al Clero, a Noi e alle Autorità. La Vergine Santa ha concesso la grazia di porre la prima pietra di tante migliaia e milioni di pietre che devono far sorgere il Tempio a Lei dedicato. E' scoccata l'ora della consolazione, perchè Noi in questi anni, come bene ha detto il vostro Parroco, abbiamo dovuto trepidare per l'inizio ed anche per il compimento dell'opera Santa della Casa di Dio in mezzo alle case ed alle abitazioni del popolo. Ogni pietra domani dirà le glorie della Madonna e saranno innumerevoli le pietre materiali per la costruzione... ma le anime sono tempio dello Spirito Santo. Quando costruisce l'uomo fa dei grandi palazzi, l'architetto li disegna, l'operaio li erige, ma quando costruisce Iddio il tempio dello Spirito Santo ha come fondamento Dio, ha come sviluppo la forza di Dio come gloria la stessa gloria di Dio e se dunque la prima grazia e consolazione che ci dà la Vergine Santa, che qui protegge il suo popolo, da oltre duecento anni dobbiamo noi pensare che la Madonna riceve da Dio direttamente quell'afflato di consolazione. Dio che è fonte di consolazione, nostro Signore Gesù Cristo è venuto in questa terra per portare conforto, sollievo, consolazione a tutti coloro i quali soffrono ed aspettano da Lui quell'aiuto che li sollevi durante il pellegrinaggio così doloroso, così contrastato forse anche ai nostri tempi. E lo Spirito Santo che è chiamato il celeste consolatore, colui il quale quando diffonde nelle anime del popolo la sua grazia, produce quel sollievo e quel fuoco che distrugge il male e che diventa invece amore di Dio e amore del prossimo nella fratellanza della famiglia Cristiana. Il rito della posa della prima pietra è sempre commovente. Su di una pergamena noi mettiamo le nostre firme, per ricordo di questo momento. Quella pergamena e quelle firme, non vedranno più la luce del sole. Quella pietra benedetta si affonda così nel seno della terra, forse anche attratta dalla legge di gravitazione verso il centro della terra, essa sostiene come fondamenta, ch'è lo stesso Cristo l'edificio materiale e spirituale. Diceva San Paolo: La prima pietra è Lui, Gesù. Gesù Cristo è Lui la pietra angolare che sostiene e combacia le mura il Cristo, venuto su questa terra, ha voluto mettere Sè come prima pietra ed ha voluto cementare, con le Sue sofferenze, con la Sua passione, con la Sua morte e col Suo sangue L'Em.mo Cardinale Arcivescovo, dopo di aver descritto tutti i benefici che porta la Chiesa ai battezzati, ai Socii di A. C.; ai fanciulli del Catechismo, conchiude: In un domani prossimo, in questa nuova Chiesa i fedeli verranno a pregare, ma troveranno sull'altare l'Immagine della Madonna della Consolazione, la quale non solamente darà il conforto a tutte le nostre inevitabili sofferenze della vita, ma darà consolazione a quanti guadagnano il pane sudato per la propria famiglia, a coloro che aspettano il lavoro, agli ammalati, ai tribolati. In qualsiasi momento i fedeli saranno raccolti, sotto la volta di questo magnifico tempio che andrà a sorgere... canteranno le glorie di Colei che consola ”. In quella circostanza Sua Santità si degnò inviare il seguente telegramma: “ Ponendosi prima pietra nuova Chiesa parrocchiale Rione San Giovanni a Teduccio Sommo Pontefice invoca larga divina assistenza per felice compimento sacro edificio et crescente fervore della vita cristiana nello spirito delle opere di apostolato mentre invia Rev. Parroco et fedeli confortatrice propiziatrice implorata benedizione. Cardinale Tardini ” Sua Eminenza il Cardinale Marcello Mimmi non più Arcivescovo di Napoli inviò il seguente compiaciuto telegramma:

“ Godo insieme Parroco et fedeli. Benedico ”
Cardinale Mimmi.
Dal marzo 1961 si è lavorato senza soste ed oggi 2 settembre 1962 la Chiesa viene aperta al Culto anche se occorre fare ancora due altari ed alcune opere di completamento. La pianta della Chiesa a croce greca, si presenta coi suoi 4 bracci convergenti verso l'anello centrale con svasatura di circa 4 m. e raccordo in curva verso l'interno. L'anello centrale ha al piano di calpestio un raggio di circa m. 8.00 e rappresenta quello massimo raggiunto in proiezione dalla cupola. Infatti la cupola centrale parte coi suoi 4 pilastri, incernierati quasi a quota pavimento, proprio sulla base di un diametro di 16 m., quindi si raccorda in 4 ampi archi aventi un'altezza in chiave di m. 7.50, indi, sempre rastremandosi, raggiunge l'altezza massima di m. 24 ed un diametro minimo di chiusura di m. 4.00. In sommità della detta grande cupola, che riceve luce da 16 finestroni di sagoma allungata, disposti lungo il suo perimetro alla altezza di circa 10 metri, rierge il cupolino con sovrastante croce illuminata I quattro bracci della chiesa sono coperti da tetti a due falde in calcestruzzo armato e di altezza decrescente a partire dal raccordo con la cupola e fino alla loro estremità. Ciascun braccio, salvo quello sul quale è eretto l'altare principale, è illuminato da tre finestroni a semicerchio di cui quello centrale del raggio di m. 2,25 e i due laterali di raggio m. 1.10. A ridosso della chiesa sono ubicati il battistero e la sacrestia, nonchè tutti gli altri locali di Ministero Pastorale. Sul piano costruito al di sopra di detti locali è sistemata invece la canonica. Le strutture sono tutte in cemento armato; le tompagnature sono in muratura di tufo; le tramezzature in blocchi di lapillo e cemento. La impermeabilizzazione della copertura è a doppio strato di asfalto naturale, salvo per la cupola che è interamente rivestita di lastre di rame dello spessore di m/m 6. I finestroni della Cupola sono chiusi con vetri colorati che rendono più raccolto e mistico l'ambiente, il quale si arricchisce e assume carattere più intimamente religioso, con i vetri istoriati che chiudono le dieci lunette. In queste ultime infatti sono rappresentati i sette dolori della Madonna e al centro, dietro all'Altare Maggiore, è raffigurata la deposizione dalla Croce. Nella lunetta sulla porta principale è raffigurata invece l'episodio del negro maomettano che riceve la chiamata di Maria SS. mentre nelle lunette ai lati sono S. Giovanni Evangelista e S. Maria Maddalena penitente. Ad arricchire ancora la Chiesa è una bella Via Crucis le cui Stazioni sono bellamente rappresentate dalla sapienza del migliore artigianato nostro. Ogni cosa è stata curata con gusto, impegno e indagine accurata dal benemerito parroco Accardo. Dalle fonti per l'acqua Santa alle campane benedette il 26 agosto dall'Ill.mo e Rev.mo Mons. Vitale De Rosa che fanno sentire già la loro voce di chiamata e di preghiera; dal pavimento in marmo alla illuminazione opportunamente studiata per non turbare il raccoglimento dei fedeli; dalla sistemazione dei locali parrocchiali ai banchi per i fedeli; ovunque è la premura, la fatica e lo zelo che hanno badato a tutto per fare più bella la Casa di Dio. E questo comitato è sicuro che tutto quanto resta ancora da fare troverà l'aiuto fervido e devoto di tutti, così come tutti sono stati intorno al Parroco per dargli la propria manifestazione di fede ed esprimergli il desiderio di vedere sempre più bella la Chiesa. Ma il più nobile decoro al tempio è dato dal bellissimo Altare Maggiore che, tratto da un deposito, è stato qui sistemato, con il consenso delle autorità competenti e rimontato con perizia da uno dei più valenti artigiani del marmo Antonio Trapanese. Autentica opera seicentesca di marmo bianco rapaccione statuario, nello stile barocco dell'epoca, con croce di bronzo al centro del paliotto di marmo pregiato, breccia rossa di Sicilia, con porticina della custodia di bronzo cesellato. L'Altare misura circa tre metri di lunghezza e due di altezza, con una icona soprastante con grandi pilastri e trabeazioni in carattere, alto il tutto circa nove metri da terra e largo tre metri e mezzo, alle estremità in alto un gruppo di Angeli nel cielo nuvoloso, di fattura Michelangiolesca; al centro di esso una cornice di ottone col quadro della Madonna. 
Dietro l'Altare Maggiore si legge la seguente epigrafe:

ALTARE HOC
IN GLORIAM SANCTAE AC INDIVIDUAE TRINITATIS
AD HONOREM DEIPARAE GEMENTIUM SOLATRICIS
CLORINDA GARZILLI MURENA COMITIS
FILIALI PIETATE ET AERE
AFFABRE DENUO EXSTRUCTUM
ANN0 R. S. MCMLXII
CU RIAE PRAEPOS ITU S AD PERPETUAM REI ME MORIAM
PONENDUM CURAVIT


Questo giorno solennissimo che corona il voto di generazioni e generazioni di fedeli viene ricordato da due lapidi ai lati interni della porta maggiore con le seguenti iscrizioni dettate dall' Ill.mo e Rev.mo . Mons. Vitale de Rosa:

MARIA AFFLICTORUM CONSOLATRIX
IUVENEM ISLAMICAE SUPERSTITIONI ADDICTUM
MARCHIONUM CAPECELATRO DI CASANOVA SE RVUM
ADLOCUTA EST
UTI VETUSTA FERT TRADITIO
AD CHRISTIANOS MORES EUM TRADUCENS
ALBAS SACRO FONTE IMPONENS
EIUSQUE DEI GENITRICIS IMAGO OPERE CAELATO
ARTE QUAMVIS NON MIRIFICA
IPSO IN APPARITIONIS LOCO DEVOTE RECULTA
HOC IN TEMPLUM VIRGINI DICATUM
ANNO REPARATAE SALUTIS MCMLXII
PIE ANNUENTE CARDINALI ALFONSO CASTALDO
SOLLEMNI TRANSLATIONE CONLOCATA
CLORINDA GARZILLI MURENA COMITE CONSENTIENTE
PASCHALI ACCARDO CURIONE ACTUOSE OPTANTE




HANC AEDEM
MARIAE GEMENTIUM SOLATRICI
DICATAM
EMINENTISSIMUS DOMINUS
ALFONSUS CASTALDO
S.R.E. TITULI S. CALLISTI PRESBYTER CARDINALIS
ARCHIEPISCOPUS NEAPOLITANUS
POSTRIDIE KALENDAS SEPTEMBRES MCMLXII
SOLLEMNITER CULTUI DIVINO SACRAVIT
PLEBE DEI PLAUDENTE
ARCHITECTI VINCENTII GENTILE
PASCHALIS ACCARDO CURIAE PRAEPOSITI
IMPENSO STUDIO
AERE PUBLICO COLLATICIO POPULIQUE LIBERALITATE
EXRUTCTAM

Ma più solennemente resta questo giorno scolpito nel cuore dei fedeli tutti, i quali continueranno a chiedere alla loro Madre e Regina, consolazione, per se stessi, per le loro famiglie, per il loro Parroco ed il loro Eminentissimo Vescovo, per tutte le genti che soffrono e sperano, levando in coro alto, solenne, ridondante di fede e di certezza la preghiera di sempre e la invocazione a Maria Consolatrice: O Addolorata Vergine Maria, Madre della Consolazione, con la fiducia di figli devoti noi veniamo ai vostri piedi. Vi prenda pietà di noi, o Madre, Pietà per quei figli che Gesù redense col suo Sangue e voi con le vostre lacrime. Guardate, o cara Madre, il vostro figlio. Vedete la corona di spine, che gli cinge il capo; i flagelli, che gli straziano le membra; i chiodi, che gli lacerano le mani e i piedi; la lancia, che gli squarcia il petto ed il cuore. O Madre dolcissima, per questi flagelli, per questi chiodi, per questo vostro figlio insanguinato e morto per noi, soccorreteci. Pietà, o Madre, e consolateci. E noi ve lo promettiamo, saremo sempre i vostri figli devoti. Vi accompagneremo nelle lacrime e col dolore, per seguirvi un giorno nella gloria eterna. Così sia. Madre della Consolazione pregate per noi.

Si riporta la traduzione italiana delle due iscrizioni:

L'Eminentissimo Signore - Alfonso Castaldo - del titolo di S. Callisto - di S. R. Chiesa Presbitero Cardinale - Arcivescovo di Napoli - solennemente inaugurò - Questo Tempio - dedicato alla Vergine della Consolazione - il 2 settembre 1962 - tra l'entusiasmo del popolo - per intelligente impegno dell' Architetto Vincenzo Gentile - e del Parroco Pasquale Accardo - costruito - col contributo dello Stato e la generosità dei fedeli.

Maria della Consolazione - parlò - come ci dice l'antica tradizione - ad un giovane maomettano - servo dei Marchesi Capecelatro di Casanova - lo catechizzò nella dotrina Cristiana - e l'accompagnò al fonte battesimanale - La Immagine della Madre di Dio ritratta a bassorilievo - per quanto con arte non elegante - venerata nello stesso posto dell'apparizione - venne collocata solennemente in questo Tempio - nell'anno 1962 - con l'approvazione del Card. Alfonso Castaldo - col consenso della contessa Clorinda Garzilli Murena - e l'attivo desiderio del parroco Pasquale Accardo.