In figura è illustrato il pannello frontale di un MMD da banco. Si nota una serie di tasti (3) che consentono di selezionare il funzionamento comeV-metro, mA-metro, e ohmmetro e di predisporre il MMD (2) per lavorare con segnali continui (DC) e alternati (AC).
Una seconda serie di tasti (4)consente di scegliere la portata (range). Anche i multimetri portatili presentano selettori, a tasti o rotativi, per la scelta della funzione e della portata. I terminali di ingresso sono costituiti da boccole previste per alloggiare le due sonde (una rossa e una nera, di solito in dotazione) necessarie per le misure. terminali principali sono tre:

Voltmetro. Lo schema di inserzione per la misura della tensione VAB fra i punti A e B di un circuito è illustrato in fig.c1
In questo tipo di funzionamento lo strumento può misurare tensioni continue o alternate, a seconda della selezione. Esso presenta un’elevata impedenza interna in modo che il suo inserimento nel circuito non perturbi sensibilmente la distribuzione dei potenziali effettivi e che pertanto l’errore di consumo si mantenga basso.
Milliamperometro. Lo strumento va inserito in serie nel circuito in modo che la corrente da misurare, continua o alternata, lo attraversi, come è indicato in fig. c2. In questo tipo di funzionamento la resistenza interna dello strumento è molto bassa e varia da qualche decimo di ohm per le portate più alte alla centinaia di ohm per le più basse.
Ohmetro. In questo modo di funzionamento le sonde devono essere collegate come indica la fig. c3. Lo strumento impone nella resistenza R incognita una corrente I (con verso dal terminale V/KOHM al terminale COM nei MMD) di valore prefissato e dipendente dalla portata. Misurando la tensione ai capi della resistenza, il multimetro fornisce direttamente il valore di R. Si ricordi che per misurare il valore di un resistore inserito in un circuito, occorre scollegarlo dopo aver tolto l’alimentazione al circuito.

Caratteristiche di un multimetro: