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Da il SANNIO Quotidiano 3 Aprile 2002 REINO In occasione della Santa Pasqua, diversi sono stati gli appuntamenti Per l’ultima Cena si è rinnovata l’antica tradizione religiosa di Maria Teresa Calzone Anche quest’anno in occasione della Santa Pasqua, si sono succeduti diversi appuntamentl religiosi che vanno a rispolverare vecchie tradizioni popolari come il ‘Cenacolo’. A Reino viene organizzato ogni anno da famiglie di fedeli che si alternano. Quest’anno a portare in Scena il fascino e la suggestione dell’ultima Cena è stata la famiglia di Lucio Tosto. Giovedì 28 marzo dopo la 5. Messa ‘Coena Domini’ alle ore I9.3O il parropo Bonfante ha percorso le strade del paese con a seguito gli apostoli e la popolazione, che ha accompagnato la processione con canti antichissimi fino a giungere nella Piazza Meomartini: è stato all’interno del palazzo municipale che gli apostoli e Gesù hanno dato vita ad una ‘cena’ ricca di significato per la storia cristiana. ll tutto è stato reso così’ reale ad un contesto così antico e lontano dai nostri giorni, che la scena sembrava aver fatto un salto nel passato, nelle terre che hanno visto Gesù. L’atrio del palazzo Meomartini ha fatto da palcoscenico alla rappresentazione. A differenza degli scorsi anni, che come addobbi per la stanza erano stati usati tappeti pregiati e tovaglie finemente ricamate, questa volta si è voluto puntare sull’etnico, sui materiali grezzi, sui suppellettili semplici: tinozze di rame e recipienti di terracotta erano perfettamtnte in tono con i tappeti di canapa (tirati fuori da qualche vecchio baule) per l’occasione, cestini di paglia e vimini appesi alle pareti e grosse anfore d’argilla che bene s’accostavano ai toni caldi delle pareti gialle. Poi il grande tavolo ricoperto da una tovaglia di panno grezzo semplicissimo, ha fatto da sfondo ai piatti ‘poveri’ fatti di pane azzimo e di vino, cibi poveri rapportati a ciò che si è degustato in seguito, ma sicuramente ricchi di significato. Grande cura anche per le vesti degli apostoli, molto rispondenti ai vestiti di un tempo. Altra novità di quest’anno è stata la proiezione esterna di come si svolgeva la cena all’interno del palazzo. Al termine delle tradizionali dodici pietanze consumate da Gesù e gli apostoli, fino a tarda notte, gli stessi si sono recati in chiesa per la veglia fino al mattino, quando il paese è stato svegliato dall’irruente ‘trak-trak’ della ‘troccola’, antichissimo strumento che sostituiva le campane. Grande sorpresà ha riservato la sera del venerdì santo, con una suggestiva immagine del volto di Gesù, proiettata in una scenografica prospettiva all’intemo del palazzo, mentre sul grande tavolo della cena, rimanevano il calice e il pane, simbolo del Corpo e del Sangue di Gesù, come messaggio di pace e fratellanza tra i popoli.
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