MERCURIO - La posta di ZEUS
da D. Bordoni, B. Lorenzin, G. Innocenzi, S. Canci, Lupinus72

Da ZEUS n° 48 - Gennaio 2001


 
 

Per non dimenticare la pineta di Castelfusano

4 luglio 2000 - 4 gennaio 2001. Sono trascorsi sei mesi dal tragico incendio che ha distrutto la pineta di Castelfusano.
Sei mesi di polemiche e recriminazioni, di rimpalli di responsabilità tra l'assessore Loredana de Petris e il resto del mondo ambientalistico e politico della Capitale.
Fiumi di inchiostro sono stati versati sulla stampa, veleni e promesse, ma la pineta è ancora lì che offre lo stesso spettacolo di abbandono e degrado dei giorni immediatamente seguenti all'incendio: cumuli di detriti e null'altro.
In questo mezzo anno l'unico risultato ottenuto è l'approvazione di un Piano di gestione del Parco in ritardo di quattro anni, un ritardo di scellerato che non poche responsabilità ha nell'abbandono della Pineta prima dell'incendio.
Tra un articolo e l'altro stiamo ancora aspettando la rimozione dei cumuli di legna ai bordi della strada, per non parlare della messa in atto del servizio anti-incendio e del piano di rimboschimento.
Ci chiediamo a cosa servano certi cartelloni pubblicitari con cui l'Amministrazione ha tappezzato Ostia e la Via del Mare sul "Verde in Comune" o certe iniziative pseudo-pubblicitarie della Presidenza della Circoscrizione con cui sono stati raccolti sì o no 15 milioni, quando per la Pineta servono 15 miliardi per il rimboschimento delle centinaia dei ettari di bosco distrutti.
Se poi queste dell'amministrazione sono iniziative di sensibilizzazione dei cittadini, sensibilizzassero il Sindaco Rutelli, il Prefetto, le forze dell'ordine tutte e certo mondo politico a ripulire la pineta dai bivacchi di prostitute che fin dal giorno dopo l'incendio hanno continuato ad occupare il parco, rendendolo sempre meno fruibile ai cittadini della Capitale.
Bisogna che l'amministrazione si prenda le proprie responsabilità restituendo il Parco ai cittadini, togliendolo alla gestione della nuova malavita che ne ha fatto il centro di smistamento di droga e prostituzione di Roma sud.
Forza Italia non vuole dimenticare, né lasciare che lo scempio della Pineta divenga un triste paesaggio a cui gli abitanti di Ostia possano finire per farci l'abitudine.
                                D. Bordoni, B. Lorenzin e G. Innocenzi - consiglieri Forza Italia XIII Circoscrizione
 


 
 

Il trenino del Far West

Gentile Direttore,
nonostante le chiacchiere il "trenino del Far-West" è ancora tale e non ha neppure la parvenza di "un servizio di metropolitana".
È passato l'ottobre 2000 e il Capodanno 2001, e chissà quanti ne dovranno passare prima di vedere ultimati i lavori di ristrutturazione della linea intera e della fermata di Acilia, finanziati da lunghi anni, e la "cura del ferro" bisognerà farla passando solo dal farmacista: i treni sono quelli vecchi dismessi dalla linea B, e le corse affollatissime: ad esempio quella delle 19,15 parte dal capolinea a Piramide con già occupati anche tutti i posti in piedi.
Forse da queste parti si viaggia gratis? Solo così si potrebbero giustificare questi disservizi e i mezzi su gomma obsoleti e inquinanti.
Si stanno pubblicizzando come fossero già realizzate 2 fermate metro che forse vedranno i nostri nipoti (quelle di Acilia-Sud e di Acilia-Saline) mentre allo stato attuale non si riesce neppure a mettere una carriola di breccia o una tavola di traverso sulla buca davanti alla scala per scendere alla stazione da Largo Bertolla, che nei giorni di pioggia diventa una "piscina" che non è possibile evitare.
Non è certo questo il servizio che ci fa "sentire parte di una città", né il modo di rispettare i diritti di cittadini disabili, anziani né di tutti quelli che non sono specialisti nel salto in lungo.
Quando poi viene fatto qualche lavoro, che Iddio ci aiuti!
Due esempi per tutti: la strada di Malafede che interseca Via di Acilia a ridosso di una curva, e i lavori di asfaltatura appena realizzati in Via Padre Massaruti, dove l'asfalto adesso raggiunge il ciglio del marciapiedi e le griglie delle fognature sono diventate "buche pericolose" per chi viaggia su due ruote, per non parlare delle radici del grande albero.
                                                                                                                              S. Canci
 


 
 
 

Un lettore arrabbiato

Gentile dottor Leonardi,
siccome siamo tutti o quasi persone educate ben venga il commiato al ten. Mancini apparso sul numero di Dicembre.
Commiato sicuramente meritato come è stato possibile prendere atto anche da qualche articolo apparso in passato su ZEUS che celebrava la rapidità con cui alcuni problemi di viabilità venivano celermente risolti dal bravo tenente.
Nondimeno, scusate il gioco di parole, ben venga il benvenuto al nuovo capo delle "guardie", tenente Lavorato, che sarà altrettanto bravo se non di più.
C'è però una nota che stona con tutta questa buona educazione nel salutare questi nostri angeli custodi delle strade; stona ogni volta che passo nell'ultimo tratto di via Euripide, ad esempio, e trovo sempre, sempre, sempre, macchine parcheggiate impunitamente in divieto di sosta davanti ai negozi, alcune addirittura a "lisca di pesce" sennò non intralciano abbastanza.
Stona quando passeggio sul prato lungo viale dei Pescatori e debbo fare lo slalom tra le feci dei cani liberi e senza museruola che scorrazzano sotto lo sguardo dei loro padroni orgogliosi dei propri simili.
Stona quando parcheggio a 200 m da dove devo andare perché il parcheggio più vicino è a quella distanza e vedo macchine parcheggiate in doppia fila davanti al negozio con il parabrezza libero da contravvenzioni, potevo farlo anch'io no!?
Stona quando debbo fare due volte il giro del palazzo per cercare parcheggio e quando riparto debbo aspettare il padrone della Golf (ma perché è sempre una Golf...?!) che mi blocca la macchina.
Stona ogni volta che vedo passare un camion di grosso tonnellaggio su via di Macchia Saponara (non c'era il divieto di circolazione per quelli?), per giunta davanti alla sede dei VV.UU..
Stona quando le sere d'estate sto seduto in piazza Eschilo a prendere il gelato con gli amici e puntualmente i soliti ignoti fanno il giro della piazza con le loro automobiline sfrecciando giù per via Eschilo e scomparendo nel nulla dal quale erano usciti rombando, ma non si trova mai né un albero né un vigile al momento giusto, a quanto pare a quell'ora i pubblici ufficiali, di qualsiasi natura essi siano, sono a nanna; sarà perché si alzano presto la mattina per far fronte a dure giornate di lavoro.
Stona quando chiedi ai nostri agenti di fare il loro dovere; ovviamente dipende dal tono di voce, dirà lei, ma le garantisco che con qualsiasi tono uno si esprima la loro inequivocabile risposta sarà "lei faccia il suo lavoro che noi facciamo il nostro" oppure "noi non veniamo a dirle come fare il suo lavoro" oppure i più diplomatici se la cavano con un indolore "mi dispiace, ho appena finito il turno" come se la legge lavorasse ad orari prestabiliti (ricordatevi che se volete infrangere il codice della strada potete farlo tranquillamente durante l'intervallo del pranzo e dopo le 7.30 pomeridiane, negli altri orari vi è una remota possibilità che veniate multati ma almeno è più eccitante); ma gli vengono insegnate durante l'addestramento queste risposte?
Certo, vero è (e voglio sperarlo) che non bisogna fare di tutta l'erba un fascio e quindi non tutti i vigili urbani sono negligenti, ma bastano pochi lavativi perché vengano infangati anche quelli che lavorano nell'ombra; e se un bambino è maleducato di chi è la colpa, del bambino o dei genitori che non lo redarguiscono?
AXA e Casalpalocco nacquero come isole felici prive di problemi di parcheggio, adesso non è più così, automobilisti indisciplinati la fanno in barba non tanto ai vigili e Co. ma agli altri automobilisti che rispettano il codice.
                                                                                                                              lupinus72@hotmail.com

Sono sicuro che il tenente Lavorato risponderà alle sue osservazioni nel prossimo numero di ZEUS.
                                                                                                              Luca Leonardi


 
 

LA POSTA DI ZEUS
I Vigili dell'AXA

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