|
Benché diversi e più qualificati di me abbiano scritto su Filottrano: Igino Lardinelli, Mario Natalucci, Giovanni Santarelli, Mario Filippi, le cui opere ho letto, nessuno però, per quanto mi risulta, ha mai pensato al dialetto che poco a poco gli stessi Filottranesi stanno dimenticando. Così decisi di scrivere questo volumetto, senza pretendere di fare un dizionario, ma semplicemente scrivendo, seppure con un minimo di ordine, le parole che man mano mi venivo ricordando. Iniziato il lavoro, tanti vocaboli che andavo scrivendo suscitavano ricordi di cose, fatti, persone, che credevo di aver dimenticato, ma che invece, rimasti sepolti per decenni in qualche recesso della mente, riaffioravano. Mi è piaciuto scriverne alcuni così come li ricordavo, inserendoli all'inizio di ogni pagina o qua e là dove c'era posto. Ho anche voluto inserire una seconda parte, diciamo così, "grammaticale", nella quale, senza dilungarmi troppo, ho tentato di illustrare alcune regole di massima che potessero aiutare a meglio comprendere i suoni, le forme e i modi del nostro dialetto.
|
|