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                                                                                TESTIMONI

                                                                      Arzano (Napoli) 28 giugno 1973


    Dei 12000 casi che costituiscono la casistica UFO italiana (1947-1997) il 23% riguarda osservazioni a distanza ravvicinata, 18% (IR2), e gli incontri ravvicinati del terzo tipo, 6% (IR3). Queste segnalazioni rappresentano la parte più significativa della casistica italiana di questi eventi, e in generale della casistica UFO. Le peculiari caratteristiche di questi oggetti lasciano oggettivamente ed obbiettivamente poco spazio ad interpretazioni di tipo convenzionale, e non fanno che sottolineare l'inequivocabile natura aliena degli eventi che caratterizzano la casistica UFO.

   Il caso della signora Anna Rondelli, qui sotto riportato, rappresenta un esempio significativo di questi eventi, e sottolinea l'ancora considerevole difficoltà che incontra la questione UFO ad essere trattata ed acquisita.

   Questo caso a differenza del caso Nortfolk, preso ad esempio per documentare la casistica UFO di queste pagine web, pone l'accento sul fatto della capillarità di questi eventi, del fatto che la questione UFO può apparire distante, quasi astratta. Poi la realtà dei fatti si cela, per cosi dire, dietro l'angolo di casa nostra, in questo caso sui tetti.

   Oltre a ciò il caso in questione ripropone i perché e i fini delle attività di questi oggetti sul nostro pianeta. Così commenta la signora Rondelli descrivendo un dettaglio dell'oggetto osservato: - ebbi la netta sensazione come di sonde che stessero cercando o analizzando qualcosa. - Sottolineando così un aspetto specifico dell'attività di questi oggetti spesso riscontrata nei dati nella casistica UFO, e che poterebbero, in effetti, far pensare a specifici controlli o test, sistematici o meno, dell'ambiente terreste. Osservazione quest'ultima che ci riporta come detto ai notevoli quesiti e temi, tuttora aperti, della questione UFO.

Luciano Perla

 

La signora Anna Rondelli, classe 1955, è impiegata presso il Ministero della Difesa, Aeronautica Militare, Comando 31° Stormo con sede a Ciampino.

Dopo anni di silenzio, il suddetto caso risale al 28 giugno 1973, la testimone a deciso di rendere pubblica questa sua esperienza al fine di contribuire nell'opera di documentazione della casistica UFO

 

      " Il 28 giugno 1973 (ricordo bene la data perché legata ad un importante evento familiare e perché era il giorno precedente alla festività di San Pietro e Paolo) verso le ore 18:00 ero alla finestra della mia abitazione al 7°ed ultimo piano dell'ultimo palazzo dell'isolato del Parco Colombo, in via Colombo ad Arzano (NA). Essendo il nostro edificio gran lunga, più alto della zona ero assolta a contemplare distrattamente il panorama, cioè il Vesuvio, leggermente spostato a destra nella mia visuale, e la valle ai suoi piedi.

    Ad un tratto la mia attenzione fu rapita da una luce apparentemente circolare, in lontananza, molto brillante nonostante il sole fosse ancora alto, che si avvicinava nella nostra direzione a grande velocità . Era uno spettacolo bello ed inconsueto e quindi quasi istantaneamente corsi nella stanza attigua per trascinare mia madre alla finestra della stanza stessa, volta ugualmente a EST ma più a sinistra nella struttura dell'appartamento, avendo intuitivamente stimato che la traiettoria seguita dall'oggetto brillante lo avrebbe portato a sorvolare il nostro edificio.

   Appena riuscimmo ad avvicinarci alla finestra, con grande stupore vedemmo in alto a destra un oggetto sospeso sul nostro tetto, ma non a contatto con esso. 

 

     Da quello che potevo vedere, essendo parzialmente nascosto alla mia vista dall'angolo del tetto, era sospeso a non più di qualche metro dall'edificio, sembrava di forma ellittica ma molto schiacciato, tanto da sembrare costituito da due piatti contrapposti, di 'colore indefinibile, forse grigio scuro; in quanto alle dimensioni non posso dire nulla di certo poiché ne potevo vedere solo una parte. Ma non feci molto caso né al colore né alla forma esatta perché tutta la mia attenzione fu attratta per tutta la durata dell'osservazione, penso non più di 10-15 secondi, da ciò che scaturiva da un'apertura che era proprio al centro tra i due piati, una specie di spazio scuro continuo, che sembrava percorre tutta la fiancata dell'oggetto. La cosa era che da quella. zona centrale oscura fuoriuscivano almeno tre estremità allungate. Dico almeno tre perché intuitivamente si poteva ImmagInare che ce ne fossero altre a sporgere da quella zona buia che sembrava correre lungo tutto il resto del perimetro dell'oggetto, ma io ne potevo vedere solo tre.

    Sembravano braccia metalliche, erano cilindriche, tutte della stessa lunghezza, forse un metro, come tubi, apparentemente senza giunture o bulloni e di un colore metallico lucentissimo e fluido come il mercurio liquido.

    Altra cosa stupefacente ed innaturale era che, malgrado la finestra fosse aperta, dall'oggetto proveniva alcun rumore, sibilo, ronzio od altro.

   Le tre propaggini erano in movimento ed il loro moto era lento e studiato, come se avessero un'intelligenza propria, puntavano verso il basso come per aggirare il bordo del tetto, ed allora ebbi la netta sensazione come di sonde che stessero  cercando o analizzando qualcosa. Quando puntarono direttamente alla nostra finestra potei vedere che dalla punta di questi cilindri allungati fuoriusciva una strana luce bianca, fredda, ipnotica, ma non abbagliante, sempre brillantissima, non si vedeva alcuna lampada, una cosa che non dimenticherò mai più. Nel frattempo mi accorsi di essere abbracciata a mia madre che era altrettanto stupefatta.

   A questo punto l'oggetto ripartì con una violentissima accelerazione, sempre nel silenzio più assoluto, nell'irrealtà più incompleta della scena, letteralmente sparendo dal tetto, apparentemente nella stessa direzione da cui era venuto, ed intatti, lasciata mia madre, corsi di nuovo alla prima finestra del racconto e lo vidi per un attimo allontanarsi e sparire, ancora come una luce circolare bianca, nella stessa direzione in cui lo avevo visto per la prima volta in lontananza.

   Sconvolta dall'accaduto mi precipitai al telefono e chiamai il 113 per soddisfare la mia crescente curiosità. Mi rispose quella che in seguito avrei saputo essere la sede sita in via Medina a Napoli e, parlando con un agente, denunciai il fatto. Il poliziotto in questione (poi seppi che si chiamava Mauro Marrucci) si accorse della mia agitazione e della mia difficoltà di raccontare qualcosa di tanto inverosimile, ma fu gentile e mi disse di stare calma, che intanto avrebbe indagato e che eventualmente mi avrebbe fatto sapere qualcosa di lì a foco. Infatti dopo circa un'ora mi telefonò e mi disse che i tutto era stato chiarito, perché aveva potuto contattare qualcuno dell'Aeronautica che gli aveva spiegato che era stato ufficialmente accertato che si era trattato di una sonda meteorologica capitata non si sa bene come nella nostra zona.

    Inutile dire che quell'oggetto non aveva alcuna somiglianza con un qualsiasi pallone meteorologico, che pure avevo avuto occasione di vedere in alcuni documentari in televisione, che quindi la spiegazione che mi fu data allora dall'Aeronautica non mi ha mai soddisfatto, anzi nel corso degli anni mi ha soddisfatto sempre meno, dato che con il mio tipo di lavoro sono stata a diretto contatto con mezzi aerei di tutti i tipi, però col tempo lasciai cadere la cosa nel dimenticatoio anche e soprattutto per evitare il dileggio altrui;cosa, questa, che non sopporto affatto. Per lo stesso motivo allora non ebbi mai il coraggio di" chiedere alle persone che abitavano nei dintorni e che conoscevo se anch'esse avessero visto qualcosa di insolito.

    Ma oggi, grazie anche alle insistenze dell'amico Ettore, (forse l'unica persona, fin da quel lontano 1973, che mi ha ascoltato senza sorrisini di compianto e che mi ha saputo convincere a questo passo, vorrei finalmente rendere noto il fatto augurandomi che possa servire a qualcosa o a qualcuno, assumendomi perciò tutte le responsabilità di mia competenza. "  

 

                                                                                                                                                                    Ciampino 28 marzo 2000

                                                                                                                                                                                   

                                                                                                                                                                                    In Fede

                                                                                                                                                                              Anna Rondelli

Fonti:

Dott.Ettore Carella GRUP (Gruppo Ricerche Ufologiche Pompei) e collaboratore del CUN di Pompei NA)


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