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Droghe


Potrebbe essere approvato già questa settimana dal Consiglio dei ministri il disegno di legge sull'uso terapeutico della cannabis. «Non c'entra niente con gli spinelli, ha un fine esclusivamente terapeutico. Una terapia antidolore già disponibile in altri Paesi, per aiutare i malati di tumore, Aids o sclerosi multipla», ha chiarito il ministro della Salute, Livia Turco, per stoppare sul nascere prevedibili polemiche. Il provvedimento, anticipato ieri dal Messaggero, introduce tra l'altro procedure più semplici per la prescrizione di farmaci antidolore, compresi quelli che contengono derivati della marijuana. Le difficoltà di ottenerli, assieme ad un atteggiamento guardingo dei medici, costituisce il maggior ostacolo alla diffusione della morfina come rimedio contro la sofferenza fisica. Cauto Gianfranco Fini nel commentare la proposta: «Attendo di conoscerla nei dettagli, anche la morfina e utilizzata per diminuire gli effetti del dolore, non per questo ne e autorizzata l'assunzione Dobbiamo vedere se viene prevista la prescrizione del medico o se il ddl e solo un modo per aggirare il divieto». Stessi timori da Angelo Sanza, di Forza Italia: «La legge Giovanardi-Fini aveva stabilito l'irrilevanza terapeutica dei derivati della cannabis. Ammettiamo che la ricerca abbia fatto passi avanti niella battaglia contro la sofferenza. Ma che non si tratti di una scorciatoia». I Verdi accolgo la novità con favore: «Era ora che se ne parlasse. Dal punto di vista scientifico esistono tutti i presupposti per introdurre questo nuovo sostegno per i malati oncologici», dice Tommaso Pellegrino, capogruppo in commissione Affari sociali della Camera. Tre giorni fa la Turco aveva dichiarato di essere contraria all'eutanasia e di ritenere che la lotta al dolore e le cure palliative fossero un modo per prevenirne la richiesta. La cannabis terapeutica e presente con due principi attivi diversi in Usa, Canada, Svizzera, Belgio, Olanda, Gran Bretagna e Germania».

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