Lago di origine glaciale, esteso in origine per 4.7 chilometri quadrati,
nel 1926 è stato rialzato con una diga all'estremità nord fino a raggiungere
la superficie attuale di 7.8 chilometri quadrati, che lo pone al secondo
posto per estensione nel Veneto, ovviamente dopo il lago di Garda. Lungo
4 chilometri e largo due, ha una profondità massima di 44 metri.
La
sua morfologia, oltre al fatto che è battuto da venti vivaci di direzione
costante sudovest-nordest, lo rendono un luogo ideale per la pratica
degli sport velici (vela, windsurfing, kitesurfing), anche in considerazione
del fatto che la navigazione a motore vi è vietata. Il bacino, che fa
parte del sistema idroelettrico Santa Croce-Fadalto, ha una capacità
massima di 86 milioni e 650 mila metri cubi, una quota di massimo invaso
di 386 metri, mentre il massimo svaso si ferma a quota 376 metri: esso
raccoglie in parte le acque del Piave, derivate da un canale artificiale
nei pressi di Soverzene, e in parte le acque del Tesa e di altri torrenti
che drenano l'Alpago; il risultato è un'acqua pulita, cristallina che
nonostante non sia particolarmente calda fornisce un piacevole refrigerio
durante la stagione estiva.
Sul lago spira quotidianamente, a partire dalle ore centrali della
giornata e fino al crepuscolo, una brezza tesa proveniente da Sella
Fadalto che raggiunge agevolmente i 15 nodi, senza però alzare moti
ondosi fastidiosi. Ciò permette alle derive e ai surf di "volare"
letteralmente sull'acqua, massimo divertimento per gli appassionati
di vela. Qui al lago, alludendo al vento, si dice che "alle 11
si apre la finestra, e si chiude alle 6". In mezzo, puro divertimento.