HTML sta per Hyper Text Markup Language ,
linguaggio per la marcatura degli ipertesti;
progettato da Tim Berners-Lee del CERN di Ginevra nel 1989,
che voleva uno strumento per scrivere ipertesti in modo indipendente dal tipo di computer
(PC, Mac, Workstation ...) e dal sistema operativo
(DOS, Windows, Unix ...), cosa fondamentale sul Web.
La prima versione di HTML era molto semplice ma realizzava lo scopo:
gli ipertesti scritti in HTML erano leggibili su qualsiasi piattaforma;
una delle caratteristiche essenziali dell'HTML era infatti quella di
separare il contenuto della pagina dalla sua presentazione.
Da allora l'HTML è cresciuto, in parte in modo controllato,
secondo le specifiche del comitato W3C, in parte in modo caotico,
con estensioni de-facto introdotte dai browser
(Netscape prima e poi Internet Explorer),
estensioni che hanno a volte introdotto effettivi miglioramenti,
in altri casi si sono tradotte in fattori rallentanti della rete,
e che hanno in parte stravolto la filosofia originale di questo linguaggio.
In questa situazione diventa difficile mettere insieme un manuale di HTML che sia
completo senza rischiare di essere superato nel giro di pochi mesi.
D'altra parte esistono programmi (gli editor HTML), come FrontPage,
che permettono di scrivere pagine HTML senza conoscere il linguaggio.
È allora una questione aperta se sia veramente necessario studiare HTML per
scrivere un ipertesto.
Si può forse liquidare la questione con un paragone gastronomico:
scrivere un ipertesto con FrontPage o programmi simili è un po' come cucinare un cibo
precotto, si risparmia forse un po' di tempo ma il risultato è in genere mediocre;
scrivere un ipertesto direttamente in HTML assomiglia a cucinare un cibo in modo
tradizionale:
richiede un po' più di tempo ma permette di sfruttare meglio le potenzialità
dell'HTML.
Alla fine la soluzione migliore sta nell'usare un editor HTML che permetta anche di
intervenire direttamente sul codice.
In queste pagine viene quindi descritto un HTML di base, limitato ai tag essenziali.