IN CONTRO

Nāufrago nel mio mare di sospiri,

piangevo i casi di mia vita pesta,

poi che sembra a dolor tremendo aspiri,

reėterando tal sconfitta mesta.

Scesi eterea in loco di martėri

e qui divina pareami far festa;

o misero il mio cor che vana attiri

alla tua specie che sempre si presta.

Ver solo di clemenza non hai nome,

ma eccelse doti e fatata sembianza,

qual ti furon donate a che tu ridi.

Or destinata sarai a pių alti lidi

e per ciō tu non darmi altra speranza,

s'amarti io bramo, ma non vedo come.

8-9 Aprile 1995


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